BAGLIORE RESIDUO
ricordando che non è mai l'ultimo ma semmai che prelude a qualcosa
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sabato 7 febbraio 2026
Un sabato, di Anonimo
venerdì 6 febbraio 2026
Cabina Telefonica Numero 301, di Pero Pietri
Cabina Telefonica
Numero 301
quando ero molto giovane
ero solito avere tante
ragazze immaginarie
ora che sono un adulto
mi mancano parecchio
Pedro Pietri
giovedì 5 febbraio 2026
La tosse, di Loredana Savelli
La tosse
mi rassegno al non-senso del respiro
e non chiedo
-piuttosto credo-
in chi mi ha venduto
lo sciroppo del domani:
certo più dell’oggi.
Loredana Savelli
mercoledì 4 febbraio 2026
Galaverna, di Alfredo Poli
Galaverna
Stupita sta la terra nel candore.
Di vetro l’aria, indaco il cielo.
Alberi e prati hanno sfoggiato
vesti di diamanti e crinoline.
Difficile credere sia il gelo
custode generoso della vita.
Difficile credere al ritorno
di una variopinta primavera.
Forse il segreto è stare immobili,
confinare il vivere nel ghiaccio
e difendere quel poco che noi siamo:
grumi gelati pronti a sciogliersi
nell’intimo calore di un abbraccio.
Alfredo Poli
martedì 3 febbraio 2026
Insonnia, di Vincenzo Cardarelli
Insonnia
lunedì 2 febbraio 2026
Solitudine, di Bruna
domenica 1 febbraio 2026
Sensazioni, di Arthur Rimbaud
Le sere turchine d’estate andrò nei sentieri,
Punzecchiato dal grano, calpestando erba fina:
Sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi,
E lascerò che il vento m’inondi il capo nudo.
Non dirò niente, non penserò niente: ma
L’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, più lontano, come uno zingaro
Nella Natura – felice come con una donna.
Arthur Rimbaud
Sensation
Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers,
Picoté par les blés, fouler l’herbe menue :
Rêveur, j’en sentirai la fraîcheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tête nue.
Je ne parlerai pas, je ne penserai rien :
Mais l’amour infini me montera dans l’âme,
Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la Nature, — heureux comme avec une femme.
Arthur Rimbaud
sabato 31 gennaio 2026
Alte finestre aperte…, di Josefina de La Torre
Alte finestre aperte…
Alte finestre aperte
hanno lasciato ombre di luce
sulla sabbia.
La strada era immobile,
morta del bianco preciso
con dodici ferite invernali.
Tra i rami dei pini
il pensiero girava
le brezze degli ulivi.
Una volta vicino. Lo spazio
vuoto, libero, perso
lungo le braccia.
E quanto è lontano l’attimo,
quattro pareti economiche
immagini a specchio.
Né tu né io. Le finestre
alte, aperte, nude,
suicida nel primo mattino.
Josefina de La Torre
venerdì 30 gennaio 2026
Insofferente, di Anonimo
giovedì 29 gennaio 2026
Sonetto d'Inverno, di Ada Negri
Sonetto d'Inverno
Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.
Nei boschi e su le immote alpi lontane
ogni soffio di vita sembra spento:
sotto il bianco lenzuolo è un sognar lento
di piante, d’erbe e di tristezze umane.
Qui, nel camino, ardon le fiamme a spire:
tu mi sorridi: io penso, amico mio,
che dolcezza ha in quest’ora il nostro nido.
Cerco il tuo labbro che non sa mentire,
mi stringo al cor che non conosce oblio,
m’abbandono tremante al petto fido.
Ada Negri










