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lunedì 3 agosto 2026

Riflesso, di Anonimo

Vorrei tanto fosse ritorno,
ascoltare la mia musica, oggi,
così distante, diafana e tenue
come una melodia lontana...

domenica 2 agosto 2026

In lei tìtubo al mare che mi offende.., di Eugenio Montale

In lei tìtubo al mare che mi offende,
manca ancora il silenzio nella mia vita.
Guardo la terra che scintilla,
l'aria è tanto serena che s'oscura.
E questa che in me cresce
è forse la rancura
che ogni figliuolo, mare, ha per il padre.

Eugenio Montale

Nella mia vita ora il silenzio
appare costante erosione
del tempo che implica meta
che mai vorrei raggiungere...

sabato 1 agosto 2026

Non è un peccato?, di George Harrison

Non è un peccato soccombere?
lasciare andare la vita così
come fosse tutto ineluttabile;
cercherò di seguire il concetto...
 

Non è un peccato?
Allora, non è una vergogna?
Come ci spezziamo l’un l’altro i cuori
e ci facciamo del male?
Come ci prendiamo l’amore degli altri
senza pensarci troppo
e poi ci dimentichiamo di restituirlo
Non è un peccato?

Per alcune cose ci vuole tempo ma non so spiegarmi
Perché così tanta gente
non riesca a capire che siamo tutti uguali
e per via di tutte quelle lacrime
I loro occhi non possono più sperare di vedere
la bellezza che li circonda
Non è un peccato?

Non è un peccato?
Non è una vergogna
Come ci spezziamo l’un l’altro i cuori
e ci facciamo del male?
Come ci prendiamo l’amore degli altri
senza pensarci troppo
e poi ci dimentichiamo di restituirlo
Non è un peccato?

e poi ci dimentichiamo di restituirlo
Non è un peccato?
e poi ci dimentichiamo di restituirlo
Allora, non è un peccato?

Che peccato
Che peccato, peccato, peccato
Che peccato
Che peccato, peccato, peccato

George Harrison

venerdì 31 luglio 2026

Canicola, di Jorge Gaitàn Duràn

Canicola

Il sole brucia tutta
la vita. Non muove il vento
un albero. Fuori dal tempo
splende il giorno.
La canicola assorbe
le ore, i colori,
il silenzio.

All’improvviso si sente una goccia
di pioggia, e un’altra,
e un’altra ancora, nella sera.
È musica.

Jorge Gaitàn Duràn

In attesa di pioggia, secco
come mai la terra brucia
di febbre causata dall'uomo;
noi siamo causa ed effetto...

giovedì 30 luglio 2026

Se vuoi, rendimi quei diecimila sesterzi, Silone.., (103) di Publio Valerio Catullo

103

Se vuoi, rendimi quei diecimila sesterzi, Silone,
e poi inalbera pure tutta la tua arroganza;
ma se a te piace il denaro, non fare il ruffiano
e smettila con tutta quella tua arroganza. 

Publio Valerio Catullo

Da sempre il denaro, il contante,
le difficoltà, i pagamenti, i prestiti;
spesso si perdono amico e soldi
mi disse, e fu, da allora nulla...

mercoledì 29 luglio 2026

Riflesso e canzone

Quei ricordi, l'America, viaggi
incastonati nei dunque della vita;
gli States, i vasti orizzonti, gli odori,
da est a west, lungo il Riverwalk...
 

martedì 28 luglio 2026

Dolore, di Giovanni Raboni

Dolore

Tu e le tue fissazioni! mi vien voglia
di rinfacciarti le mie piaghe,
quelle sí cancrenose, immedicabili…
Ma no, sbaglio. Non io, tu sei l’erede
d’una sacra penuria,
te e i tuoi da sempre ha saccheggiato il cielo.
C’è piú tristezza nel tuo lutto
per un gioco perduto, per una bambola squartata
che nel mio per il novero dei morti
che colleziono da una vita.
È piú giusta, ha piú stoffa la tua pena.
E intanto non riesco a consolarti,
mio affamato, tremante, altero amore!
Non rispondi, mi guardi
come, ma sí, come un nemico di classe
se cerco di distrarti,
se ti ricatto con la tenerezza…
Ma credimi, tesoro, che non voglio rubartelo
l’osso del tuo dolore.

Giovanni Raboni

Dolorosamente conscio avanzo
negli anni, nei giorni, nel tempo;
questo peregrinare continuo è vento
che mi spinge al veloce declivio...

lunedì 27 luglio 2026

Mezzogiorno, di Aldo Palazzeschi

Mezzogiorno

Chiesoline di campagna
lontane e vicine,
i vostri campanilini fumano
come tanti comignoli di cucine.
Mezzogiorno!
«Bambini si va a mangiare.»

Aldo Palazzeschi

Sole a picco d'estate, mezzodì
nei miei prati erbosi disseccati;
una fonte pensierosa, nonna,
amore predato dal tempo...

domenica 26 luglio 2026

Oboe sommerso, di Salvatore Quasimodo

Oboe sommerso

Avara pena, tarda il tuo dono
in questa mia ora
di sospirati abbandoni.

Un òboe gelido risillaba
gioia di foglie perenni,
non mie, e smemora;

in me si fa sera;
l'acqua tramonta
sulle mie mani erbose.

Ali oscillano in fioco cielo,
labili: il cuore trasmigra
ed io son gerbido,

e i giorni una maceria.
 
Salvatore Quasimodo
Nel tramonto rivedo vite
passate, nei ricordi filmati;
la gioia che provo è inferiore
al dolore di ciò che manca...

sabato 25 luglio 2026

Sonetto 27,di William Shakespeare

Sonetto 27

Consunto da fatica, corro presto a letto
caro ristoro al corpo distrutto dal cammino;
ma allor nella mia testa s’apre un’altra via
a stancar la mente or che il mio corpo ha tregua.
Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro
volgono in fervido pellegrinaggio a te
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti
scrutanti quelle tenebre che il cieco sol conosce:
ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore
presenta la tua ombra al mio sguardo senza luce,
che, simile a diamante sospeso nel buio più nero,
fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo.
Così di giorno il corpo, di notte la mia mente
per colpa tua e mia non trovano mai pace.
 
William Shakespeare 
 Nel nitido pensare cose care
assumono contorni sfuocati
visi dissolvono veli di tempo
rimane un costretto al petto...