BAGLIORE RESIDUO
ricordando che non è mai l'ultimo ma semmai che prelude a qualcosa
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martedì 5 maggio 2026
Affanno, di Anonimo
lunedì 4 maggio 2026
Ritorni, di Salvatore Quasimodo
Ritorni
Piazza Navona, a notte, sui sedili
stavo supino in cerca della quiete,
e gli occhi con rette e volute di spirali
univano le stelle,
le stesse che seguivo da bambino
disteso sui ciotoli del Platani
sillabando al buio le preghiere.
Sotto il capo incrociavo le mie mani
e ricordavo i ritorni:
odore di frutta che secca sui graticci,
di violaciocca, di zenzero, di spigo;
quando pensavo di leggerti, ma piano,
(io e te, mamma, in un angolo in penombra)
la parabola del prodigo,
che mi seguiva sempre nei silenzi
come un ritmo che s'apra ad ogni passo
senza volerlo.
Ma ai morti non è dato di tornare,
e non c'è tempo nemmeno per la madre
quando chiama la strada,
e ripartivo, chiuso nella notte
come uno che tema all'alba di restare .
E la strada mi dava le canzoni,
che sanno di grano che gonfia nelle spighe,
del fiore che imbianca gli uliveti
tra l'azzurro del lino e le giunchiglie ;
risonanze nei vortici di polvere,
cantilene d'uomini e cigolio di traini
con le lanterne che oscillano sparute
ed hanno appena il chiaro di una lucciola.
Salvatore Quasimodo
domenica 3 maggio 2026
Quando sono infelice, cara Mary.., di Kahlil Gibran
sabato 2 maggio 2026
Il Blues dei blues, di Cesare Pavese
Il Blues dei blues
Non c’è nulla di male a portare una bimba
nella propria stanza a sentire un gramofono.
Ma veniva il momento che i dischi morivano
soli e nessuno di noi due li ascoltava.
Si capisce – eravamo piú giovani ancora di loro
e quelle arie, quei suoni cantavano forte la vita.
Il male cominciò con me seduto
sul sofà e la ragazza che canterellando scendeva
a rimettere un disco dei soliti – un blues.
Erano cose gaie d’America, anche i blues
ma sentirli ripetere – sempre gli stessi –
e vederli ripetere, sempre, dalla medesima mano.
Ora – parlo soltanto di ieri – ma il giorno è venuto
che darei, darei tanto per tornare a vedere
la ragazza salirsene canterellando da me
e rimettere il disco d’un tempo – anche un blues.
(novembre 1931)
Cesare Pavese
venerdì 1 maggio 2026
Primo Maggio, di Anonimo
giovedì 30 aprile 2026
(da Twink) I miei tergicristalli.., di Robert Shure
(da Twink)
I miei tergicristalli si sono innamorati tra loro.
Davvero? Dev’essere un idillio perfetto.
Tu credi?
Oh sì - andranno ovunque in pieno accordo.
Non saranno felici.
Perché no?
Saranno troppo frustrati.
Come mai?
Quando piove, si inseguono per un bacio fugace,
ma senza mai riuscirci.
Dev’essere insopportabile.
Non credo che saranno in grado di reggerlo.
Forse stanno meglio senza pioggia,
quando possono limitarsi a restare lì a
covarsi con gli occhi.
Robert Shure
mercoledì 29 aprile 2026
Mentre tu giocavi, dolcissimo Giovenzio.., (99) di Publio Valerio Catullo
99
Mentre tu giocavi, dolcissimo Giovenzio,
io t'ho rubato un bacio piú dolce del miele.
Ma l'ho pagato caro: crocifisso
per piú di un'ora sono rimasto, ricordo,
a scusarmi con te senza che le mie lacrime
potessero spegnere la tua collera.
Subito ti sei asciugato le labbra umide
d'ogni goccia con tutte e due le mani,
perché non restasse traccia della mia bocca
quasi fosse la sborrata d'una puttana.
E m'hai fatto subire tutte le torture
d'amore, ogni supplizio possibile:
cosí quel bacio che m'era sembrato tanto
dolce, si è rivelato piú amaro del fiele.
Se questa è la pena a cui condanni un amore
infelice, mai piú ti ruberò un bacio.
Publio Valerio Catullo
martedì 28 aprile 2026
Il cuore prima chiede gioia.., di Emily Dickinson
“Il cuore prima chiede gioia,
Poi assenza di dolore,
Poi gli scialbi anodini
Che attenuano il soffrire,
Poi chiede il sonno, e infine
Se a tanto consentisse
Il suo tremendo Giudice,
Libertà di morire.”
Emily Dickinson
lunedì 27 aprile 2026
Sonno e sogno, di Anonimo
domenica 26 aprile 2026
Upupa ilare uccello.., di Eugenio Montale
Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.
Eugenio Montale









