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lunedì 18 maggio 2026

Le prime tristezze, di Marino Moretti

Le prime tristezze

Ero un fanciullo, andavo a scuola, e un giorno
dico a me stesso: “Non ci voglio andare”
e non andai. Mi misi a passeggiare
solo soletto fino a mezzogiorno.

E così spesso. A scuola non andai
che qualche volta da quel triste giorno.
Io passeggiavo fino a mezzogiorno
e l’ore… l’ore non passavan mai.

Così il rimorso teneva il mio cuore
in quella triste libertà perduto,
e qual ansia, mio Dio, d’esser veduto
dal signor Monti, dal signor dottore!

Pensavo alla mia classe, al posto vuoto,
al registro, all’appello (oh il nome, il nome
mio nel silenzio) e mi sentivo come
proteso su l’abisso dell’ignoto.

E mi spingevo fin verso i giardini
od ai vïali fuori di città;
e mi chiedevo: “Adesso, chi sarà
interrogato, Poggi o Poggiolini?”.

O fra me ripetevo qualche brano
di storia (Berengario, Carlo Magno,
Rosmunda) ed era la mia voce un lagno
ritmico, un suono quasi non umano.

E quante volte domandai
l’ora a un passante frettoloso ed era
nella richiesta mia tanta preghiera!
Ma l’ore… l’ore non passavan mai.

Chi mi darà, chi mi darà quell’ore
così perdute dell’infanzia mia?
Non tu, non tu che tanta nostalgia
e tanto affanno mi ridesti in cuore,

non tu, non tu che la tua fronte chini
per tacermi una lacrima o il pensiero
ch’è su la soglia del tuo ciglio nero
e nemmen Poggi e nemmen Poggiolini.

Marino Moretti

Un'infanzia quasi scordata
insieme a tanti amici perduti;
lontani nel tempo sono ricordi
come stille di vera tristezza...

domenica 17 maggio 2026

Natura, di Mario Luzi

Natura

La terra e a lei concorde il mare
e sopra ovunque un mare più giocondo
per la veloce fiamma dei passeri
e la via
della riposante luna e del sonno
dei dolci corpi socchiusi alla vita
e alla morte su un campo;
e per quelle voci che scendono
sfuggendo a misteriose porte e balzano
sopra noi come uccelli folli di tornare
sopra le isole originali cantando:
qui si prepara
un giaciglio di porpora e un canto che culla
per chi non ha potuto dormire
sì dura era la pietra,
sì acuminato l'amore.
 
Mario Luzi
Nel verde, comune possesso
dove arrancano i folli del progresso
rimane un'egida fragile, mano
di un dio silvano, baluardo stanco...

sabato 16 maggio 2026

Al pari di un profilo conosciuto.., di Sandro Penna

Al pari di un profilo conosciuto,
O meglio sconosciuto, senza pari
Fra gli altri animali, unica terra
La tua forma casuale quanto amai.

Sandro Penna

Nel fiume di risolte questioni
arranco, annaspo, annego
come un infinito dubbio,
 disorientato viandante...

venerdì 15 maggio 2026

"Rêve Parisien", di Anonimo

"Spleen et ideal", di Carlos Schwabe, 1907

 
"Rêve Parisien"
 
"Rêve Parisien", come la Francia,
quella che non.., insieme
per le vie di Paris, baci..,
"mon amour", angoli nascosti.
 
 Eccoci, quadro d'impressioni
e il buio delle notti che mai
è così atro, ma luci e soffuse
la rue de l'amour e pensieri
tracce, nel nostro percorso...
 
 Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

giovedì 14 maggio 2026

– Donne perdute –, di Cesare Pavese

– Donne perdute –

Hanno proprio ragione a trattarle cosí.
E certo è meglio che compassionarle
col cuore e poi godersele nel letto.
«È un bisogno piú forte di tutta la vita»
di’ piuttosto «e siam tutti dannati a quel passo;
ma se mai la ragazza mi facesse il mestiere,
soffocherei di rabbia o saprei vendicarmi».

Sempre compassionare fu tempo perduto,
l’esistenza è tremenda e non muta per questo,
meglio stringere i denti e tacere.
Una sera
ho viaggiato su un treno che c’era una donna,
vesti sobrie, dipinta, serissima in faccia.
Fuori i lumi un po’ pallidi e il verde un po’ grigio
cancellavano il mondo. Eravamo isolati
nel vagone – una terza – la donna ed io giovane.
Non sapevo a quei tempi attaccare discorso
e piangevo pensando alle donne. Cosí
feci il viaggio osservando nervoso e quell’altra
mi guardò qualche volta e fumava. Non dissi,
non pensai certo nulla, ma ancora ho nel sangue
quello sguardo diretto, quel riso di un attimo
di chi ha ben lavorato ed ha preso la vita
come occorre, in silenzio.
Un amico, di quelli
che hanno in mente parole, vorrebbe salvare
una donna e asciugarle le lacrime e darle le gioie.
«No, è un bisogno piú forte di tutta la vita.
E noi, siamo dannati che han l’unica forza
in un’anima dura, che non serve a nulla».

Le potete salvare a migliaia le donne
ma le tante che ho visto fumare e guardare
colla faccia sdegnosa o sorridere stanche
– le mie buone compagne – saran sempre vive
a soffrire in silenzio e pagare per tutti.

Cesare Pavese

Le mie donne nel cuore
contate, sole, belle e amate:
squilibrio insicuro nel senso
vitale, del vivere, oggi...

mercoledì 13 maggio 2026

Rare sono le persone.., Rita Levi Montalcini

Rare sono le persone che usano la mente…
poche coloro che usano il cuore,
e uniche coloro che usano entrambi.

Rita Levi Montalcini

Parole come concitati stati
che l'animo corre,solitario
come un sole d'inverno,
una luce lontana e fioca...

martedì 12 maggio 2026

Con la giovinezza, Ernest Hemingway

Con la giovinezza

Una pelle di porcospino
Indurita dalla cattiva conciatura
Chissà dov’è finita.
Un allocco impagliato
Pomposo
Gli occhi gialli;
Un caprimulgo su un ramo inclinato
Nero di polvere.
Pile di vecchie riviste,
Cassetti di lettere infantili
E la riga dei saluti
Chissà dove sono finiti.
La Tribune di ieri è passata
Con la giovinezza
E la canoa che andò in pezzi sulla spiaggia
L’anno dell’uragano
Quando bruciò l’albergo
A Seney, Michigan.

Ernest Hemingway

Insieme di parole, frasi
concetti espressi,voci;
nel cuore, giù, anima
feroci lame entrano...

lunedì 11 maggio 2026

Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella.., (100) di Publio Valerio Catullo

100

Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella,
muoion d'amore i piú bei giovani di Verona,
per lui Celio, per lei Quinzio: puoi dirlo,
certo, un sodalizio dolcemente fraterno.
Chi preferite? te, Celio,
che senza riserve m'hai offerto la tua straordinaria amicizia
quando una fiamma feroce mi bruciava il cuore:
sii felice, Celio, e possa arriderti l'amore.

Publio Valerio Catullo

Amicizie andate, nuove,
incostanti nel loro essere
essenze indedicibili, presenti
spesso segnati dal dubbio...

domenica 10 maggio 2026

L'erotismo è importante.., di Pedro Almodovar

“L'erotismo è importante non per il sesso in sé,
ma per il desiderio.
Il sesso è solo ginnastica,
il desiderio è forza del pensiero.
E la forza del pensiero ha un potere immenso,
può fare qualunque cosa.” 

Pedro Almodóvar

Passioni incontrollabile e vita
che scorre in un tiepido flusso;
poi rimane il pensare, Tertulliano
ne scrisse, silenziosamente...

sabato 9 maggio 2026

Decollo, di Anonimo

  
Decollo

I tuoi pensieri al decollo
di viaggio, Parigi, oh cara!,
il cuore sobbalza e cede
un attimo di infinita tristezza.
 
Rue de la vie direbbe il poeta
eppure la mano ricerca tocchi
e inesplorati angoli, anfratti,
come silenzi di intimi attimi...

 Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate