BAGLIORE RESIDUO
ricordando che non è mai l'ultimo ma semmai che prelude a qualcosa
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martedì 17 febbraio 2026
Danza alchemica, di Anonimo
lunedì 16 febbraio 2026
La farandola dei fanciulli.., di Eugenio Montale
La farandola dei fanciulli sul greto
era la vita che scoppia dall'arsura.
Cresceva tra rare canne e uno sterpeto
il cespo umano nell'aria pura.
Il passante sentiva come un supplizio
il suo distacco dalle antiche radici.
Nell'età d'oro florida sulle sponde felici
anche un nome, una veste, erano un vizio,
Eugenio Montale
domenica 15 febbraio 2026
Cabina telefonica Numero 507, di Pedro Pietro
Cabina telefonica
Numero 507
salterò dalla finestra
se è questo che serve
per soddisfarti sessualmente,
ma solo se tu abiti nel
seminterrato.
Number 507
I will jump out the window
if thats what it takes
to satisfy you sexually,
but only if you live in the
basement.
Pedro Pietri
sabato 14 febbraio 2026
Gente non convinta, di Cesare Pavese
Gente non convinta
Questa pioggia che cade per piazze e per strade,
e in caserma e in collina, va tutta sprecata.
Domattina le piante saranno lavate,
lungo i viali, e il cortile in caserma bel molle,
da sfangarci al ginocchio: i lavori che fanno in città
sembran tutti quest’acqua che cade sui tetti.
(Fuori, piova nel buio per tutte le strade,
finirà che domani per terra c’è l’erba).
Si è veduto stasera venire giú l’acqua
per i fossi, in collina, e la terra ingiallita
dalle foglie e dal fango. Ma, sopra il sentore
della terra, uno sterile tanfo di fiori
che succhiavano l’acqua, e tra i fiori, le ville
che grondavano pioggia. Soltanto dall’altro versante,
arrivare sul vento un sentore di vigna.
(Fuori, piova nel buio per piazze e per strade,
non importa: c’è un vino che viene a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).
C’è un odore di pietra nel vento bagnato,
e per terra, soltanto rotaie. Le donne che passano
le conosce nessuno. Le donne in città
sono sempre diverse e non servono a niente.
Nel casino, là sí che gli odori son buoni
e le donne son brave. Ma vivono come in caserma
anche loro e il lavoro che fanno è una stupidità.
(Non importa: le donne verranno a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).
Cesare Pavese
venerdì 13 febbraio 2026
Sono io che penso..., di Anonimo
Sono io che penso...
giovedì 12 febbraio 2026
“Nostalgia della mia dimora”, di Jin Yi
“Nostalgia della mia dimora”
la pioggia suona come una canzone di canne.
Persino adesso nella dimora che ho lasciato,
i fiori sono caduti e i rami sono scarni.
Jin Yi
mercoledì 11 febbraio 2026
L'orto dei veleni, di Aldo Palazzeschi
L'orto dei veleni
È cinto da un muro ch’è alto tre spanne,
la via lo circonda.
Di fuori si vedon le frutta mature.
Son alberi grandi
che piegano i rami
col peso
possente
dei pomi.
I pomi maturi rilucono al giorno.
Al centro dell’orto v’è un mucchio di sassi,
di pietre ruinate.
V’è sotto, sepolta, la vecchia padrona dell’orto.
Aveva centanni la vecchia,
viveva nell’orto,
viveva di frutti,
soltanto di frutti.
La gente al narrarlo fa il segno di croce.
Nessuno ha mai colto quei frutti,
nessuno ha varcato quel muro.
Soltanto la sera vi ridon civette a migliaia.
E cadono e cadono i frutti maturi,
s’ammassano ai piedi dei tronchi robusti,
s’ammassan s’ammassan
mandando profumi soavi.
Aldo Palazzeschi
martedì 10 febbraio 2026
Non me ne importa niente..,(93), di Publio Valerio Catullo
93
Non me ne importa niente di piacerti, Cesare,
né di sapere se sei bianco o nero.
Publio Valerio Catullo
lunedì 9 febbraio 2026
Non mi piacciono i fine settimana.., di Charles Bukowski
domenica 8 febbraio 2026
Lettera mai spedita di Frida Kahlo al marito Diego Rivera
…La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo.
La mia notte mi soffoca per la tua mancanza.
La mia notte palpita d’amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra.
La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce.
Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra.
Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quan
to me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt’uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita.
La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento
diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale.
La mia notte mi brucia d’amore...
Frida Kahlo










