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venerdì 20 marzo 2026

Il parco umido, di Aldo Palazzeschi

Il parco umido

Il parco è serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia;
da un muro coperto di muffe,
coperto di verdi licheni,
grondante di dense fanghiglie.
Né un varco soltanto nel parco traspare
né un foro vi luce.
Soltanto si posson le muffe cadenti, vedere,
soltanto le dense fanghiglie grondanti.
Altissimi cedri ne passano il muro,
i pini dal fusto robusto ne sporgon l’ombrello;
e salici, salici tanti,
che mischian sul muro cadenti
le lacrime ai verdi licheni,
a grige fanghiglie grondanti.
Di fuori ecco il parco serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia.
Fra l’ombre, fra l’ombre potenti,
nel folto degli alberi grandi,
soltanto tre donne s’aggirano lento,
bellissime donne: regine parenti.
S’aggirano lento, in silenzio,
nell’ombre del parco serrato,
pesante trascinano il manto di lu o, le donne,
coperte d’un velo
che appena il pallore del volto ne scopre.

Aldo Palazzeschi

Attraverso gli angusti percorsi
percorro il mio parco, accanto,
nella solitudine di Marzo il sole
ancora non scalda, non brucia...

giovedì 19 marzo 2026

Dopo nove inverni e nove estati.. (95), di Publio Valerio Catullo

95

Dopo nove inverni e nove estati di lavoro
finalmente la Zmyrna del mio Cinna è pubblicata,
mentre Ortensio mezzo milione di versi scrive
all'anno...
La Zmyrna arriverà sino alle acque profonde
del Sàtraco e ancora in secoli lontani sarà letta.
Gli Annali di Volusio invece moriranno a Padova
o forniranno cartaccia per avvolgere gli sgombri.
Mi rimanga dunque in cuore il suo piccolo gioiello
e i profani si godano pure l'enfasi di Antímaco.

Publio Valerio Catullo

 
Momento intermedio, rifletto
su condizioni maturate;
la vie delle cose perdute
imperscrutabili i futuri...

mercoledì 18 marzo 2026

Al pari di un profilo conosciuto.., di Sandro Penna

Al pari di un profilo conosciuto,
O meglio sconosciuto, senza pari
Fra gli altri animali, unica terra
La tua forma casuale quanto amai. 

Sandro Penna

Ermeticamente conciso riesco
 
a iterare un contesto, attimo
concluso, liberatorio, unico
che riporta il concetto chiaro...

martedì 17 marzo 2026

Timore, di Anonimo

Timore

Timore, ansia, paura
tutto può accadere, importa
una corretta gestione del tempo.

Infiammo il concetto,
riprendo la corsa ancora
timidamente, in silenzio...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

lunedì 16 marzo 2026

Ci sono notti che non accadono mai.., di Alda Merini

Ci sono notti
che non accadono mai
e tu le cerchi
muovendo le labbra.
Poi t’immagini seduto
al posto degli dèi.
E non sai dire
dove stia il sacrilegio:
se nel ripudio
dell’età adulta
che nulla perdona
o nella brama
d’essere immortale
per vivere infinite
attese di notti
che non accadono mai.

Alda Merini

Sono veramente notti e giorni
che vorremmo sempre in arrivo
eppure, ci piace l'attesa, ecco
percorso che porta al nulla...

domenica 15 marzo 2026

Incertezza, di Tudor Arghezi

Incertezza

Pende alla mia finestra
l’erba azzurra del cielo.
Come lungo mille fili
scendono infinite stelle.
L’anima è una spugna
che assorbe le lacrime – lenti
delle stelle – ad una ad una,
bianche lucenti e tremanti.
La lanugine della mia tristezza
si avvolge di notte alla tristezza,
le ciglia di Dio
cadono nel mio calamaio.
Apro il libro: il libro si lamenta.
Cerco il tempo: non c’è tempo.
Vorrei cantare: non canto, esisto,
sembra che io sia e non esisto più.
Il mio pensiero, di chi è pensiero?
In quale racconto o idea
mi viene alla mente che, forse,
ho fatto parte di tutto?
Scrivo qui, curvo, senza memoria
ascoltando la voce strana
dello stagno e del frutteto
e firmo:

Tudor Arghezi

Nostalgia, di cose, persone
il vento del sentire percuote
l'anima, assetata, inquieta;
rimane il respiro del tempo...

sabato 14 marzo 2026

Log, Ambleteuse, di Mario Benedetti

Log, Ambleteuse

Un bianco dove non si mette niente,
di notte
si vede una pagina di Nerval,
il sangue di Esenin, una baita, la strada nuda di una frontiera,
un bungalow sulla costa.

Non è mai tornare se diventa che mi vedi leggero.
La mano attraverso le case è dirti «guarda»
e già ti sporgi sul mare.
E la primavera gira gli occhi nella primavera
se ti dico «guarda quante eriche».

Difendimi, difendi questa notte bianca,
il giorno ripetuto nel pensiero.
Log, Ambleteuse,
colpi dei piedi sulla strada, facce piene di vento scuro,
i nostri visi nelle mani,
il vento negli occhi chiusi per pensarlo.

E un albero di fiori
sale sullo slargo con la marea
perché la mano è così, amore,
lei va alta fra i tuoi capelli. 

Mario Benedetti

Pelago, come confine infinito
delle cose, del sentire profondo;
spiagge desolate di vento e freddo
come il mare in inverno, solo...

venerdì 13 marzo 2026

Come attimi sospesi, di Anonimo

"Attimi sospesi"
Ciro Palumbo
Come attimi sospesi

Stringere in mano il destino
come un durevole istante
mentre il cuore sobbalza
sospesi spesso indicibili.
 
Sussurrare parole di seta
come stimolo, aiuto, attesa
che avvenga quell'attimo dolce
dove tutto sospira ed appaga.
 
A seguire discorsi, risa, riposo,
e di nuovo risale tensione,
si gonfia di  umori il momento
esplode , contrae, liquefa...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

giovedì 12 marzo 2026

A spiaggia non ci sono colori.., di Elio Pagliarini

A spiaggia non ci sono colori
la luce quando è intensa uguaglia
la sua assenza
perciò ogni presenza è smemorata e senza trauma
acquisita solitudine
Le parole hanno la sorte dei colori
disteso
sulla sabbia parla un altro
sulla sabbia supino con le mani
dietro la testa le parole vanno in alto
chi le insegue più
bocconi con le mani sotto il mento
le parole scendono rare
chi le collega più
sembra meglio ascoltare
in due
il tuo corpo e tu
ma il suono senza intervento è magma è mare
non ha senso ascoltare
Il mare è discreto il sole
non fa rumore
il mondo orizzontale è senza qualità
La sostanza
è sostanza indifferente
precede
la qualità disuguaglianza.

Elio Pagliarani

Nel mio mare che attende
la spiaggia riporta sul senso
che la battigia adombra;
si sentono ancora le onde...

mercoledì 11 marzo 2026

Tocca, di Anonimo

Tocca

Tocca la tua anima triste
con le dita del cuore sotto
l'umido anfratto silente
 atteso con trepida ansia.
 
Tocca il cielo col tuo teso dito
a raggiungere gioie nascoste
poi toccami il teso riscontro
di quando rimanda il pensiero.
 
Tocchiamo le corde del riso
una volta che stanchi del fatto
ripassiamo una vita vissuta
come fosse solo un romanzo...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate