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venerdì 12 giugno 2026

Buon compleanno principessa.., di Johnny Cash

Buon compleanno principessa,
ormai siamo vecchi e ci siamo abituati l’uno all’altra.
La pensiamo nello stesso modo.
Leggiamo la mente dell’altro.
Sappiamo quello che l’altro vuole anche senza dirlo.
A volte ci irritiamo anche un po’.
Forse a volte ci diamo anche per scontati.
Ma ogni tanto, come oggi, medito su questo e mi rendo conto di quanto sono fortunato a condividere la vita con la più grande donna che abbia mai incontrato.
Continui ad affascinarmi e ad ispirarmi.
La tua influenza mi rende migliore.
Sei l’oggetto del mio desiderio,
la prima ragione della mia esistenza.
Ti amo tantissimo.

Buon compleanno principessa,

John

Una volta scrivevo lettere,
passionali, piene di cose;
ora leggo lettere di altri
passionali, piene di cose...

 

 

 

giovedì 11 giugno 2026

Rifugio d'uccelli notturni, di Salvatore Quasimodo

Rifugio d'uccelli notturni

In alto c'è un pino distorto;
sta intento ed ascolta l'abisso
col fusto piegato a balestra.

Rifugio d’uccelli notturni,
nell’ora più alta risuona
d’un battere d’ali veloce.

Ha pure un suo nido il mio cuore
sospeso nel buio, una voce;
sta pure in ascolto, la notte.

Salvatore Quasimodo

Un rifugio notturno del cuore
nel buio, silenzi perdurano ancora;
nel muoversi piano attenzioni,
non svegliare, lasciare il riposo...

mercoledì 10 giugno 2026

Evoluzione, di Gialal al-Din Rumi

Evoluzione

 

Ogni forma che vedi ha il suo Tipo supremo nell’Oltrespazio:
se la forma scompare, non temere: la sua radice è eterna.

Ogni immagine che vedi, ogni discorso che ascolti
non penarti quando scompare, ché questo non è vero.

Poiché eterna è la fonte, i suoi rami scorrono sempre,
e poiché ambedue mai cessano, inutile è il lamento.

Considera l’Anima come fontana e le opere sue come rivoli:
finché la fonte dura ne scorrono freschi ruscelli.

Via dal cervello il dolore, e di quest’acqua pur bevi;
non temer che si secchi, è acqua senza sponde!

Da quando tu venisti in questo mondo d’esseri
davanti ti fu messa, a salvarti, una scala.

Fosti dapprima sasso, poi diventasti pianta,
e ancora poi animale: come ciò t’è nascosto?

Poi diventasti Uomo con scienza, mente, e fede:
guarda come ora è un Tutto quel corpo, già Parte di terra!

E, trascorso oltre l’Uomo, diverrai Angelo certo,
oltre questa terra, dopo: il tuo luogo è nei cieli.

E passa ancora oltre l’Angelo e in quel Mare ti immergi:
così tu, goccia, sarai mare immenso ed Oceano.

Smetti di parlar di “Figlio”, dì col cuore: “Uno”.
Se il tuo corpo è vecchio, a che temere, se l’anima è giovane? 

Gialal al-Din Rumi

Immagine di Canne al vento - infilaindianaedizioni.comEvolvere verso sensi diversi
attingere a piene mani l'essenza;
nel misticismo molte risposte languono
come canne immote se il vento non soffia... 

martedì 9 giugno 2026

Nel mio paese, di Andrea Zanzotto

Nel mio paese

Leggeri ormai sono i sogni,
da tutti amato
con essi io sto nel mio paese,
mi sento goloso di zucchero;
al di là della piazza e della salvia rossa
si ripara la pioggia
si sciolgono i rumori
ed il ridevole cordoglio
per cui temesti con tanta fantasia
questo errore del giorno
e il suo nero d'innocuo serpente

Del mio ritorno scintillano i vetri
ed i pomi di casa mia,
le colline sono per prime
al traguardo madido dei cieli,
tutta l'acqua d'oro è nel secchio
tutta la sabbia nel cortile
e fanno rime con le colline

Di porta in porta si grida all'amore
nella dolce devastazione
e il sole limpido sta chino
su un'altra pagina del vento

Andrea Zanzotto

Nell'arrancare ormai stremato
vive ancora la fanciullezza gaia
di resorgive pure e soli caldi,
estati del mio vivere allora...

lunedì 8 giugno 2026

Lamento dell’onesto progressista, di Ernest Hemingway

Lamento dell’onesto progressista

Lo so che i preti si masturbano di notte,
Che i gatti fottono,
E le ragazze non sono marmotte,
E tuttavia
Che cosa posso fare
Per aggiustar le cose se son rotte?
Parigi, 1922
«Querschnitt» (autunno 1924) 

Ernest Hemingway

Le cose non dette, celate
alla vista di altri, pudiche;
passioni irrisolte e amplessi
rubati, nascosti, furtivi...

domenica 7 giugno 2026

Antico, sono ubriacato dalla voce.., di Eugenio Montale

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch'esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t'era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l'aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m'hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi così d'ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie dei tuo abisso.

EugenioMontale

Tumultuoso come il mare sento
brividi, venti impetuosi al cuore;
sabbia negli occhi, bruciore,ansia
scarni relitti sparsi in anima sola...

sabato 6 giugno 2026

Il serpente che danza, di Charles Baudelaire

Il serpente che danza

Quanto mi piace, cara indolente,
del tuo corpo splendido
veder, come stoffa ondeggiante,
brillar l’epidermide!

Sopra la tua chioma profonda,
pregna d’acri profumi,
mare d’odore forte e vagabondo,
flutti cerulei e bruni,

come una nave che si ridesta
al vento del mattino
sognante l’anima s’appresta
per un cielo lontano.

Dai tuoi occhi nulla traspare
né di dolce né d’amaro,
algide gioie ove son mischiati
il ferro e l’oro.

E nel vederti andare in cadenza,
splendida d’abbandono,
mi sembri un serpente che danza
in alto a un bastone.

Sotto il peso della tua pigrizia
la tua testa d’infante
languida dondola, con pari grazia
d’un giovane elefante,

il tuo corpo si piega e si tende
come naviglio esile
che fila inclinato rituffando
nell’acqua l’albero.

Come fonte gonfia per l’alimento
di ghiacciai mugghianti
se la saliva in bocca ti rimonta
fino all’orlo dei denti,

mi sembra di bere un vino boemo,
amaro e vincitore,
liquido cielo che mi sparge seme
di stelle nel cuore.

Charles Baudelaire

In quelle sfrenate passioni ho smarrito
innocenti, disincantati occhi cerulei;
infilato nel cuore un sospeso rimembra
cose passate, irrisolti momenti e catarsi...

venerdì 5 giugno 2026

Per Aufileno e Aufilena..(100), di Publio Valerio Catullo

100

Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella,
muoion d'amore i piú bei giovani di Verona,
per lui Celio, per lei Quinzio: puoi dirlo,
certo, un sodalizio dolcemente fraterno.
Chi preferite? te, Celio, che senza riserve
m'hai offerto la tua straordinaria amicizia
quando una fiamma feroce mi bruciava il cuore:
sii felice, Celio, e possa arriderti l'amore

Publio Valerio Catullo 

Tra umori dissoluti, vaghi
come lettere affidate al mare
ci pensiamo permeati di sole,
invece siamo colmi di ombre...

giovedì 4 giugno 2026

Crisantemi, tra r iflesso e suoni

 
Questa catarsi continua, assillante,
come a ricordarmi che è inutile
lottare, arrabbiarsi, sperare;
no, no, no, non sono più io...

mercoledì 3 giugno 2026

"Zio" Dario , di Anonimo

 
"Zio Dario
"

Soffuso rumore di remi,
acqua increspata di vento,
e quel ridere serio sul viso
provato da vita vissuta.
 
Fratello di tante avventure
di fiume, di boschi, di cibo
ti vedo, giulivo guardare
lecimeinnevate dei monti.
 
Ora so che mi manchi nel grido
strozzato al dolore di un figlio
più tuo che di dio,partito
lasciandoti solo nel vivere.
 
Più non fu vita la tua amico
che mi allontanasti con garbo
da quell'ultimo gioco di carte
che ancora mi pesa alla gola...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate