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martedì 18 giugno 2024

I mari della luna

I mari della luna

Nei mari della luna
tuffi non se ne fanno;
non c’è una goccia d’acqua,
pesci non ce ne stanno.
Che magnifico mare
per chi non sa nuotare.

Gianni Rodari

Filastrocche piene di garbo
lette di fretta senza rabbia;
ricordo la fioc luce in camera
e i bei sogni in fila indiana...

lunedì 17 giugno 2024

Sta male, Cornificio, il tuo Catullo (38), di Publio Valerio Catullo

 38

Sta male, Cornificio, il tuo Catullo,
sta male, mio dio, e soffre
ogni giorno, ogni ora di piú.
E tu nemmeno una parola,
quella che costa meno, la piú facile.
Ti odio. Questo il tuo amore?
Una parola, una parola qualunque
piú triste del pianto di Simonide

Publio Valerio Catullo

Parola HD - YouTube

Parola che affiora a labbra chiuse
dicesi impetuosa, sonora e forte;
nei reconditi significati cerchiamo
risposte a domande che abbiamo...
 
 
 
 

domenica 16 giugno 2024

Alla formica, di Gianni Rodari

Alla formica 

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
Che il più bel canto non vende:
regala. 

Gianni Rodari

Nel canto della Natura
si sostiene il mondo intero;
assurdi e scomposti uccidiamo
noi stessi e lo sappiamo...

sabato 15 giugno 2024

La mia sposa, di Guido Fabiani

 La mia sposa

Se sorride la bocca grazïosa,
par ch'abbia raggi la soave testa;
tutta la casa è in festa
quando è lieta la Sposa.

Il nero occhio balena
di sotto a l'arco de le ciglia fine;
tutta è, dal piede al crine,
rifulgente di grazia ultraterrena.

La contemplo e l'agogno
tutta è amor, tutta bella e tutta mia;
e in vederla venir, parmi che sia
visïone di ciel, vista nel sogno.

Guido Fabiani

Accanto ancora e sempre tanto
che basta un pensiero o un gesto;
non più passione ma ancora carezze
e solitudini insieme anche se piove...

venerdì 14 giugno 2024

La medicina, di Guido Gozzano

La medicina
Alla signora C. R. dalla bella voce

Non so che triste affanno mi consumi:
sono malato e nei miei dì peggiori...
Tra i balaustri il mar scintilla fuori
la zona dei palmeti e degli agrumi.

Ah! Se voi foste qui, tra questi fiori,
amica! O bella voce tra i profumi!
Se recaste con voi tutti i volumi
di tutti i nostri dolci ingannatori!

Mi direste il Congedo, oppur la Morte
del cervo, oppure la Sementa... E queste
bellezze, più che l'aria e più che il sole,

mi farebbero ancora sano e forte!
E guarirei: Voi mi risanereste
con la grande virtù delle parole!

Guido Gozzano

Parole, balsamo del cuore
eppure a volte spezzano le voci;
il piento sovrasta il suono
e la musica penetra il sole...

giovedì 13 giugno 2024

Un uccellino, di Nico Orengo

Un uccellino

Nella grande città,
c’è una strada;
nella strada,
c’è una casa,
nella casa una scala,
in cima alla scala,
una stanza;
in mezzo alla stanza,
una tavola;
sulla tavola,
un tappeto;
sul tappeto,
una gabbia;
nella gabbia,
un nido;
nel nido,
un uovo;
nell’uovo,
un uccellino.
L’uccellino uscì fuori dell’uovo
e lo rovesciò;
l’uovo rovesciò il nido;
il nido rovesciò la gabbia;
la gabbia rovesciò il tappeto;
il tappeto rovesciò la tavola;
la tavola rovesciò la stanza;
la stanza rovesciò la scala;
la scala rovesciò la casa;
la casa rovesciò la strada;
la strada rovesciò la grande città.
Così un uccellino rovesciò un’intera città

Nico Orengo

Sia melodioso canto, o volo
sicuro tra foglie e fronde,
siano attimi di profonda natura
spalanca il cuore le cose vere...

mercoledì 12 giugno 2024

Lo scrittore scrive scrive.., di Roberto Piumini

Lo scrittore
scrive scrive
scrive dieci
cento ore
ma chi scrive
allo scrittore?
Scrive versi
scrive strofe
ma dal tetto
giù gli piove.
Scrive in prosa
scrive in rima
ma nessuno
gli cucina.
Scrive frasi
cento a cento
ma di fuori
gli entra il vento.
Scrive a penna
scrive a biro
ma non ha
nessuno in giro.
Scrive lento
scrive in fretta
ma si è spenta
la stufetta.
Lo scrittore
scrive scrive
dieci cento
mille ore
ma chi scrive
allo scrittore?

Roberto Piumini

Filastracche poetiche intendono
frasi sconnesse di inutili fasi;
compendio sintetico dei fatti
si torna a spezzare le ore...

martedì 11 giugno 2024

Protocollo cittadino #127 (Stanchezza), di Gujil

Stanchezza
 
Il mattino pesa agli occhi
sogni, immagini, visi;
stremato, succube e solo
infine mi alzo e cammino...

Gujil

 

 

lunedì 10 giugno 2024

Rammarico, di Amalia Guglielminetti

Rammarico

Il rammarico oscuro che m'accascia,
io lo ritorco contro me in pungenti
sarcasmi, e sferzo di ragionamenti
ironici la mia arida ambascia.

Ma un solco vivo ciascun scherno lascia
dove i suoi colpi insiston violenti.
Sen duol con malinconici lamenti
quei che il duro voler urta e non sfascia.

Tristemente si duole: – A che sogghigni?
Più tu ti senti miserabil cosa,
più t'affanni a ostentar sdegni maligni.

Ecco: ora piangi, sfatta d'umiltà,
or s'avvilisce l'anima orgogliosa
ch'altro destar non seppe che pietà

Amalia Guglielminetti

Spesso ci si rammarica per cose
fatte, non fatte, oppure indecise;
nel premere i tasti rimane il pensiero
come reagire, come comportarsi...

domenica 9 giugno 2024

The musical box, Genesis

Il testo di Gabriel, cui si ispira la copertina dell'album, racconta di una bambina di nome Cynthia che, mentre gioca a croquet, decapita con la sua mazza il compagno di giochi Henry. Qualche giorno dopo la bambina entra nella camera di Henry, vi scopre il suo prezioso carillon (in inglese musical box) e lo apre; iniziano così a scorrere le note della filastrocca di Old King Cole (Coel Hen). Lo spirito di Henry si materializza ma inizia ad invecchiare rapidamente, supplicando Cynthia di toccarlo per soddisfare il desiderio mai realizzato in vita, ma la tata di Henry entra nella stanza e, alla visione dello spirito, gli scaglia addosso il carillon, distruggendo entrambi (da wikipedia).

 
Riascoltare musica, sogni adolescenziali
in un contesto di matura comprensione;
"Play me my song..." ancora e ancora,
"Here it comes again..." adesso e ora...