BAGLIORE RESIDUO
ricordando che non è mai l'ultimo ma semmai che prelude a qualcosa
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venerdì 15 maggio 2026
"Rêve Parisien", di Anonimo
giovedì 14 maggio 2026
– Donne perdute –, di Cesare Pavese
– Donne perdute –
Hanno proprio ragione a trattarle cosí.
E certo è meglio che compassionarle
col cuore e poi godersele nel letto.
«È un bisogno piú forte di tutta la vita»
di’ piuttosto «e siam tutti dannati a quel passo;
ma se mai la ragazza mi facesse il mestiere,
soffocherei di rabbia o saprei vendicarmi».
Sempre compassionare fu tempo perduto,
l’esistenza è tremenda e non muta per questo,
meglio stringere i denti e tacere.
Una sera
ho viaggiato su un treno che c’era una donna,
vesti sobrie, dipinta, serissima in faccia.
Fuori i lumi un po’ pallidi e il verde un po’ grigio
cancellavano il mondo. Eravamo isolati
nel vagone – una terza – la donna ed io giovane.
Non sapevo a quei tempi attaccare discorso
e piangevo pensando alle donne. Cosí
feci il viaggio osservando nervoso e quell’altra
mi guardò qualche volta e fumava. Non dissi,
non pensai certo nulla, ma ancora ho nel sangue
quello sguardo diretto, quel riso di un attimo
di chi ha ben lavorato ed ha preso la vita
come occorre, in silenzio.
Un amico, di quelli
che hanno in mente parole, vorrebbe salvare
una donna e asciugarle le lacrime e darle le gioie.
«No, è un bisogno piú forte di tutta la vita.
E noi, siamo dannati che han l’unica forza
in un’anima dura, che non serve a nulla».
Le potete salvare a migliaia le donne
ma le tante che ho visto fumare e guardare
colla faccia sdegnosa o sorridere stanche
– le mie buone compagne – saran sempre vive
a soffrire in silenzio e pagare per tutti.
mercoledì 13 maggio 2026
Rare sono le persone.., Rita Levi Montalcini
Rare sono le persone che usano la mente…
poche coloro che usano il cuore,
e uniche coloro che usano entrambi.
Rita Levi Montalcini
martedì 12 maggio 2026
Con la giovinezza, Ernest Hemingway
Con la giovinezza
Una pelle di porcospino
Indurita dalla cattiva conciatura
Chissà dov’è finita.
Un allocco impagliato
Pomposo
Gli occhi gialli;
Un caprimulgo su un ramo inclinato
Nero di polvere.
Pile di vecchie riviste,
Cassetti di lettere infantili
E la riga dei saluti
Chissà dove sono finiti.
La Tribune di ieri è passata
Con la giovinezza
E la canoa che andò in pezzi sulla spiaggia
L’anno dell’uragano
Quando bruciò l’albergo
A Seney, Michigan.
Ernest Hemingway
lunedì 11 maggio 2026
Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella.., (100) di Publio Valerio Catullo
100
Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella,
muoion d'amore i piú bei giovani di Verona,
per lui Celio, per lei Quinzio: puoi dirlo,
certo, un sodalizio dolcemente fraterno.
Chi preferite? te, Celio,
che senza riserve m'hai offerto la tua straordinaria amicizia
quando una fiamma feroce mi bruciava il cuore:
sii felice, Celio, e possa arriderti l'amore.
Publio Valerio Catullo
domenica 10 maggio 2026
L'erotismo è importante.., di Pedro Almodovar
“L'erotismo è importante non per il sesso in sé,
ma per il desiderio.
Il sesso è solo ginnastica,
il desiderio è forza del pensiero.
E la forza del pensiero ha un potere immenso,
può fare qualunque cosa.”
Pedro Almodóvar
sabato 9 maggio 2026
Decollo, di Anonimo
venerdì 8 maggio 2026
Sul muro grafito.., di Eugenio Montale
Sul muro grafito
che adombra i sedili rari
l’arco del cielo appare
finito.
Chi si ricorda più del fuoco ch’arse
impetuoso
nelle vene del mondo; in un riposo
freddo le forme, opache, sono sparse.
Rivedrò domani le banchine
se la mraglia e l’usata strada
nel futuro che s’apre le mattine
sono ancorate come barche in rada.
Eugenio Montale
giovedì 7 maggio 2026
Prima di parlare domandati.., di Buddha
“Prima di parlare domandati
se ciò che dirai corrisponde a verità,
se non provoca male a qualcuno,
se è utile, ed infine se vale la pena
turbare il silenzio
per ciò che vuoi dire.”
Buddha
mercoledì 6 maggio 2026
Comare Coletta, di Aldo Palazzeschi
Comare Coletta
«Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!»
Smagrita, ricurva, la piccola vecchia
girando le strade saltella e balletta.
Si ferma la gente a guardarla,
di rado taluno le getta denaro;
saltella più lesta la vecchia al tintinno,
ringrazia provandosi ancora
di reggere alla piroetta.
Talvolta ella cade fra il lazzo e le risa:
nessuno le porge la mano.
«Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!»
– La tua parrucchina, comare Coletta,
ti perde il capecchio!
– E il bel mazzolino, comare Coletta,
di fiori assai freschi!
– Ancora non hanno lasciato cadere
il vivo scarlatto.
– Ricordan quei fiori, comare Coletta,
gli antichi splendori?
– Danzavi nel mezzo ai ripalchi,
n’è vero, comare Coletta?
Danzavi vestita di luci, cosparsa di gemme,
e solo coperta di sguardi malefici, vero?
– Ricordi le luci, le gemme?
– Le vesti smaglianti?
– Ricordi gli sguardi?
– Ricordi il tuo sozzo peccato?
– Vecchiaccia d’inferno,
tu sei maledetta.
«Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!»
Ricurva, sciancata,
provandosi ancora di reggere alla piroetta,
s’aggira per fame la vecchia fangosa;
trascina la logora veste pendente a brandelli,
le cade a pennecchi di capo il capecchio
fra il lazzo e le risa,
la rabbia le serra la bocca
di rughe ormai fossa bavosa.
E ancora un mazzetto
di fiori scarlatti
le ride sul petto.
«Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!»
Aldo Palazzeschi








