Mentula cerca di scalare il monte Pipleo:
le Muse lo cacciano a precipizio a colpi di forche.
BAGLIORE RESIDUO
ricordando che non è mai l'ultimo ma semmai che prelude a qualcosa
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giovedì 24 settembre 2026
Carme 105, di Publio Valerio Catullo
mercoledì 23 settembre 2026
La ragazza gigante, di Charles Baudelaire
La ragazza gigante
Nei tempi che con impeto la Natura potente
generava ogni giorno qualche essere mostruoso,
avrei voluto vivere accanto a una gigante,
come ai piedi regali un gatto voluttuoso.
Vedere insieme all’anima il suo corpo fiorire
ed ingrassarsi libero in mezzo a giochi loschi;
dalle nebbie fluttuanti nei suoi occhi arguire
quali torbide fiamme il cuore attoschi;
percorrere a piacere le sue grandiose forme,
arrampicarmi in cima al suo ginocchio enorme,
e quando poi d’estate, sotto l’afa inclemente,
lei stanca si distende nella verde campagna,
all’ombra dei suoi seni dormire dolcemente,
come un quieto villaggio ai piè d’una montagna.
Charles Baudelaire
martedì 22 settembre 2026
Nascita del canto, di Salvatore Quasimodo
Nascita del canto
Sorgiva: luce riemersa:
foglie bruciano rosee.
Giaccio su fiumi colmi
dove son isole
specchi d'ombre e d'astri.
E mi travolge il tuo grembo celeste
che mai di gioia nutre
la mia vita diversa.
Io muoio per riaverti,
anche delusa,
adolescenza delle membra
inferme.
Salvatore Quasimodo
lunedì 21 settembre 2026
Protocollo cittadino #179 (Un fiume), di Gujil
Un fiume
domenica 20 settembre 2026
Riflesso (Dry fly man)
sabato 19 settembre 2026
Era venuto l’equinozio d’autunno.., di Murasaki Shikibu
Era venuto l’equinozio d’autunno.
Già si sentiva, fresco sulla pelle,
il frizzo dell’aria serale.
Murasaki Shikibu
venerdì 18 settembre 2026
Facili all’ira.., di Omero
Facili all’ira sopra la terra
siamo noi di stirpe umana.
Omero
giovedì 17 settembre 2026
Protocollo cittadino #178 (Rabbia), di Gujil
mercoledì 16 settembre 2026
Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale.., di Eugenio Montale
Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori del tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace - uomo che tarda
all'atto, che nessuno, poi, distrugge.
Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d'una leva che arresta
l'ordegno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.
Seguìto il solco d'un sentiero m'ebbi
l'opposto in cuore, col suo invito; e forse
m'occorreva il coltello che recide,
la mente che decide e si determina.
Eugenio Montale
martedì 15 settembre 2026
No, la notte, fa freddo.., di Cesare Pavese
No, la notte, fa freddo, è tanto nera,
colle sue stelle buie
è tanto immensa che non è piú nulla
il tramonto d’oro è dolce
come la nube d’una sigaretta
come la forza di rupe e di cielo
nello spirito umano
muore la grazia dolce del tramonto,
il fiore dolce, la gioia piú acuta
anche a farsi piccini, a scomparire
si è schiacciati ugualmente.
O bella donna dalle membra sode
pensando a te mi trema la schiena,
i riflessi dorati del tramonto
si fanno rosei come di pudore
e il cielo intenerisce come seta.
[6 aprile 1929].
Cesare Pavese







