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giovedì 5 marzo 2026

Compleanno, di Anonimo

Compleanno

Con te mai festeggiai
compleanni passati, nel tempo
ora il sole traballa l'inverno
che passa, che sta perfinire.
 
Le molte parole mai dette
riassunte in un piccolo gesto
nel bacio che ancora non diedi
passione irrisolta e sospesa...
 
Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate

mercoledì 4 marzo 2026

Complicità, di Anonimo

Luca Borelli
"Complicità"
Complicità

Complici a volte, parole
in libere espressioni, insieme
senza freni inibitori
senza paure e retoriche.
 
Complici insieme così
senza spine nel fianco,
senza rancori cercando
una via nuova, reciproca...
 
Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate

Attesa, di Vincenzo Cardarelli (post 3 marzo)

Attesa

Oggi che t’aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
cosí ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.
Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.

Vincenzo Cardarelli

Come nei giorni di pioggia
come col sole e le nubi;
l'attesa si stempera e muore
in rivoli di ansia cocente...

lunedì 2 marzo 2026

Tensione, di Anonimo

Tensione

Si erge, mattutina, la voglia
desiderio lontano, imprevisto,
tensione che chiede ristoro
è attimo che sgorga violento
come fiume che varca la diga.
 
Sentimenti contrapposti animano
cuori distanti tra loro anni luce
di vita, di luoghi, di sogni,
come un naufrago boccheggio
poi vengo dal mare travolto...
 
Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate

domenica 1 marzo 2026

A Marzo, di Emily Dickinson

A Marzo

Caro Marzo – Entra –
Come sono felice –
Ti aspettavo da tanto –
Metti giù il Cappello –
Devi aver camminato –
Quanto sei Affannato –
Caro Marzo, come stai tu, e gli Altri –
Hai lasciato bene la Natura –
Oh Marzo, Vieni di sopra con me –
Ho così tanto da raccontare –

Ho avuto la tua Lettera, e gli Uccelli –
Gli Aceri non sapevano che tu stessi arrivando –
L’ho annunciato – come sono diventati Rossi –
Però Marzo, perdonami –
Tutte quelle Colline che mi lasciasti da Colorare –
Non c’era Porpora appropriata –
L’hai portata tutta con te –

Chi bussa? Ecco Aprile –
Chiudi la Porta –
Non voglio essere incalzata –
Sei rimasto via un Anno per tornare
Mentre ero impegnata –
Ma le sciocchezze sembrano così banali
Appena sei arrivato

Che il Biasimo è caro quanto la Lode
e la Lode è semplice come il biasimo.

Emily Dickinson

Hello March, rieccoti 
i tuoi verdi colori, il sole,
con la natura rinasce il cuore
i giardini, gli amori, la vita...

sabato 28 febbraio 2026

Passione, di Totò (Antonio De Curtis)

Passione

Sulla mia bocca ancora c'è il sapore
delle tue labbra come un fiore rosso,
l'alito profumato, il tuo calore
di questa febbre che mi hai messo addosso:

mi brucia questa febbre nelle vene
e sol per te questo mio cuore duole,
duole d'amor perché ti vuole bene:
morir d'amor per te, sol questo vuole.

Bella superba come un'orchidea,
creatura concepita in una serra,
nata dal folle amore d'una Dea
con tutti i più bei fiori della terra.

Dal fascino del mare misterioso
che hai negli occhi come calamita
vorrei fuggir lontano, ma non oso,
signora ormai tu sei della mia vita.

Come uno schiavo sono incatenato
alle catene della tua malia
e mai vorrei che fosse ahimè
spezzato il dolce incanto della mia follia.

Antonio De Curtis
"Totò"

Nell'immaginario prorompe
e incombe l'immagine di Lei
che mostra il desiderio nascosto;
io vedo e non riesco ad afferrare...

venerdì 27 febbraio 2026

Il desiderio mi brucia.., di Cesare Pavese

Il desiderio mi brucia
il desiderio di cose belle
che ho viste e non vissute.
Il desiderio mi brucia
ed impera ardente e solo
nel mio cuore e nel mio cervello.
Desidero tante cose
che ho viste in trasparenza
di musica fiori e profumi.
Di luci e di brusii strani
che avvicinano l'anima alla poesia.

Che è questa voce?
È il mio violino che canta
(Strano. Eppure io non ci sono!)
E questa vertigine insolita?
È quella che provo quando La vedo.
Tutto pare uno strano capogiro di febbre
pieno di tanti frantumi di cristallo
che scintillano e tintinnano
tintinnano, tintinnano e scintillano ...
... ed in questa vertiginosa ridda
ancora la vedo, bella e quasi assente
immensamente bella
ma lontana...
... lontana...
lontana...
... come la musica...
... come l'inebriante profumo...
... come le luci che ora sono
nel silenzio spente.
8 marzo 1929

Cesare Pavese

Impossibilità concreta affina
idee che paiono stolide e vane;
alla ricerca di modo, contatto
fosse solo silente ma intenso...

giovedì 26 febbraio 2026

Enorme, di Anonimo

Enorme

E' enorme, dicesti, l'immagine
che di te  ho dipinto nel cuore
sei qualcosa che, imprevisto,
vorrebbe solcare il mio mare
come aratro preziosa a quel seme
che più non potrà dare frutto.
Sei presenza ingombrante
che vibra a ogni minimo tocco
come corda inverosiilmente tesa
che pare prossima a spezzarsi
e liberare l'ingorgo di dentro.
 
Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate

mercoledì 25 febbraio 2026

Ho un desiderio di te stasera, di Gabriele D'Annunzio

Ho un desiderio di te stasera

Ho un desiderio desolato di te stasera. Ahimè stasera e sempre.
Ma stasera il desiderio è di qualità nuova.
È come un tremito infinitamente lungo e tenue.
Sono come un mare in cui tremino tutte le gocciole,
tremano tutte le ali dell’anima,
tremano tutte le fibre dei nervi,
tremano tutti i fiori della primavera
e anche le nuvole del cielo
e anche le stelle della notte
e anche la piccola luna trema.
Trema sui tuoi capelli che sono una schiuma bionda.
Ho la bocca piena delle tue spalle,
che sono ora come un fuoco di neve tiepida disciolta in me.
Godo e soffro.
Ti ho dentro di me e vorrei tuttavia sentirti sopra di me.
Non mi hai lasciato tanta musica partendo.
Stanotte tienimi sul tuo cuore,
avvolgimi nel tuo sogno,
incantami col tuo fiato,
sii sola con me solo.
Oh melodia melodia…
Tremano tutte le gocciole del mare.

Gabriele D'annunzio

Nell'immenso desideratamente,
stanco intravedo possibili furie,
mi appunto parole incerte, vane
poi rivedo grondanti le perle...

martedì 24 febbraio 2026

Lasciate Piangere il mio cuore, di Marcel Proust

Lasciate Piangere il mio cuore

Lasciate piangere il mio cuore tra le vostre mani refrattarie,
il cielo scolorito fa appassire lentamente
il fiore dei vostri occhi chiari che quietamente
abbassa sul mio cuore le sue corolle affascinate.

Che le vostre ginocchia mi siano pacifico giaciglio,
vestito dei vostri sguardi avrò caldo per la notte
e, sorvegliante magico, il vostro afflato terrà lontano
tutto ciò che insudicia e ciò che schernisce e ciò che nuoce.

Il porto e i campi sono neri; dopo il giorno beffardo
la consolante notte viene intrisa di lacrime
e permeando di dolcezza la nebbia dispersa
i fuochi del desiderio di te si accendono nel mio cuore.

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Laissez pleurer mon cœur

Laissez pleurer mon cœur entre vos mains fermées
Le ciel décoloré se fane lentement
La fleur de vos yeux clairs comme un apaisement
Abaisse sur mon cœur ses corolles charmées.

Que vos genoux me soient la couche pacifique,
Vêtu de vos regards, j’aurai chaud pour la nuit
Et votre souffle écartera veilleur magique
Tout ce qui souille et ce qui raille et ce qui nuit.

Le port, les champs sont noirs; après le jour moqueur
La consolante nuit vient de larmes trempée
Et fondant de douceur la brume dissipée
Les feux de ton désir s’allument dans mon cœur.

Marcel Proust

Questo dissesto che sono urla
impotenza e disappunto, cuori
in eterno subbuglio e ritmi
che sanno di ansie e ritardi...