Insonnia
BAGLIORE RESIDUO
ricordando che non è mai l'ultimo ma semmai che prelude a qualcosa
Cerca nel blog
martedì 3 febbraio 2026
Insonnia, di Vincenzo Cardarelli
lunedì 2 febbraio 2026
Solitudine, di Bruna
domenica 1 febbraio 2026
Sensazioni, di Arthur Rimbaud
Le sere turchine d’estate andrò nei sentieri,
Punzecchiato dal grano, calpestando erba fina:
Sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi,
E lascerò che il vento m’inondi il capo nudo.
Non dirò niente, non penserò niente: ma
L’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, più lontano, come uno zingaro
Nella Natura – felice come con una donna.
Arthur Rimbaud
Sensation
Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers,
Picoté par les blés, fouler l’herbe menue :
Rêveur, j’en sentirai la fraîcheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tête nue.
Je ne parlerai pas, je ne penserai rien :
Mais l’amour infini me montera dans l’âme,
Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la Nature, — heureux comme avec une femme.
Arthur Rimbaud
sabato 31 gennaio 2026
Alte finestre aperte…, di Josefina de La Torre
Alte finestre aperte…
Alte finestre aperte
hanno lasciato ombre di luce
sulla sabbia.
La strada era immobile,
morta del bianco preciso
con dodici ferite invernali.
Tra i rami dei pini
il pensiero girava
le brezze degli ulivi.
Una volta vicino. Lo spazio
vuoto, libero, perso
lungo le braccia.
E quanto è lontano l’attimo,
quattro pareti economiche
immagini a specchio.
Né tu né io. Le finestre
alte, aperte, nude,
suicida nel primo mattino.
Josefina de La Torre
venerdì 30 gennaio 2026
Insofferente, di Anonimo
giovedì 29 gennaio 2026
Sonetto d'Inverno, di Ada Negri
Sonetto d'Inverno
Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.
Nei boschi e su le immote alpi lontane
ogni soffio di vita sembra spento:
sotto il bianco lenzuolo è un sognar lento
di piante, d’erbe e di tristezze umane.
Qui, nel camino, ardon le fiamme a spire:
tu mi sorridi: io penso, amico mio,
che dolcezza ha in quest’ora il nostro nido.
Cerco il tuo labbro che non sa mentire,
mi stringo al cor che non conosce oblio,
m’abbandono tremante al petto fido.
Ada Negri
mercoledì 28 gennaio 2026
Giorno di pioggia, di Henry Wadsworth
La giornata è fredda, e scura, e triste;
Piove, e il vento non è mai stanco;
La vite si aggrappa ancora al muro in rovina,
Ma ad ogni raffica le foglie morte cadono,
E i giorni sono scuri e cupi.
La mia vita è fredda e scura e triste;
Piove, e il vento non è mai stanco;
I miei pensieri si aggrappano ancora al passato in rovina,
Ma le speranze della gioventù scivolano nel nulla,
E i giorni sono scuri e cupi.
Stai tranquillo, cuore triste, e smetti di lamentarti;
Dietro le nuvole splende ancora il sole;
Il tuo destino è il destino comune di tutti,
In ogni vita deve cadere un po’ di pioggia,
Alcuni giorni devono essere bui e tristi.
Henry Wadsworth Longfellow
martedì 27 gennaio 2026
Questa vecchia angoscia, di Fernando Pessoa
Questa vecchia angoscia
Questa vecchia angoscia,
questa angoscia che porto da secoli dentro di me,
è traboccata dal vaso,
in lacrime, in grandi immaginazioni
in sogni tipo incubi senza terrore
in grandi emozioni improvvise, senza alcun senso.
È traboccata.
Quasi non so come comportarmi nella vita
con questo malessere che mi riempie l’anima di pieghe!
Se almeno impazzissi per davvero!
Ma no: è questo essere a mezza strada,
questo quasi,
questo essere sul punto di…
Il ricoverato di un manicomio almeno è qualcuno.
Io sono il ricoverato di un manicomio senza manicomio.
Sono pazzo e freddo,
sono lucido e matto,
sono estraneo a tutto e uguale a tutti:
sto dormendo sveglio con sogni che sono pazzia
perché non sono sogni.
Sono in questo stato…
Povera vecchia casa della mia infanzia perduta!
Chi avrebbe detto che mi sarei tanto disperso!
Che ne è del tuo bambino? È impazzito.
Che ne è di colui che dormiva tranquillo sotto il tuo tetto provinciale?
È impazzito.
Ma chi, fra quelli che fui? È impazzito. Oggi costui è chi io sono.
Se almeno possedessi una religione!
Per esempio, una per quel feticcio
che c’era in casa nostra, la vecchia casa, che veniva dall’Africa.
Era bruttissimo, era grottesco,
ma c’era in lui la divinità di tutto quello in cui si crede.
Se almeno potessi credere a un feticcio
— Giove, Geova, l’Umanità —
uno qualunque servirebbe,
infatti che cosa è tutto se non quello che pensiamo di tutto?
Scoppia, cuore di vetro dipinto!
Fernando Pessoa
lunedì 26 gennaio 2026
Lunedi, di Anonimo
domenica 25 gennaio 2026
La sconfitta, di Adam Zagajewski
La sconfitta
Davvero sappiamo vivere solo dopo la sconfitta,
le amicizie si fanno più profonde,
l’amore solleva attento il capo.
Perfino le cose diventano pure.
I rondoni danzano nell’aria,
a loro agio nell’abisso.
Tremano le foglie dei pioppi,
solo il vento è immoto.
Le sagome cupe dei nemici si stagliano
sullo sfondo chiaro della speranza. Cresce
il coraggio. Loro, diciamo parlando di loro, noi, di noi,
tu, di me. Il tè amaro ha il sapore
di profezie bibliche. Purché
non ci sorprenda la vittoria.
Adam Zagajewski
Più non sono in grado io ora








