Cerca nel blog

lunedì 16 marzo 2026

Ci sono notti che non accadono mai.., di Alda Merini

Ci sono notti
che non accadono mai
e tu le cerchi
muovendo le labbra.
Poi t’immagini seduto
al posto degli dèi.
E non sai dire
dove stia il sacrilegio:
se nel ripudio
dell’età adulta
che nulla perdona
o nella brama
d’essere immortale
per vivere infinite
attese di notti
che non accadono mai.

Alda Merini

Sono veramente notti e giorni
che vorremmo sempre in arrivo
eppure, ci piace l'attesa, ecco
percorso che porta al nulla...

domenica 15 marzo 2026

Incertezza, di Tudor Arghezi

Incertezza

Pende alla mia finestra
l’erba azzurra del cielo.
Come lungo mille fili
scendono infinite stelle.
L’anima è una spugna
che assorbe le lacrime – lenti
delle stelle – ad una ad una,
bianche lucenti e tremanti.
La lanugine della mia tristezza
si avvolge di notte alla tristezza,
le ciglia di Dio
cadono nel mio calamaio.
Apro il libro: il libro si lamenta.
Cerco il tempo: non c’è tempo.
Vorrei cantare: non canto, esisto,
sembra che io sia e non esisto più.
Il mio pensiero, di chi è pensiero?
In quale racconto o idea
mi viene alla mente che, forse,
ho fatto parte di tutto?
Scrivo qui, curvo, senza memoria
ascoltando la voce strana
dello stagno e del frutteto
e firmo:

Tudor Arghezi

Nostalgia, di cose, persone
il vento del sentire percuote
l'anima, assetata, inquieta;
rimane il respiro del tempo...

sabato 14 marzo 2026

Log, Ambleteuse, di Mario Benedetti

Log, Ambleteuse

Un bianco dove non si mette niente,
di notte
si vede una pagina di Nerval,
il sangue di Esenin, una baita, la strada nuda di una frontiera,
un bungalow sulla costa.

Non è mai tornare se diventa che mi vedi leggero.
La mano attraverso le case è dirti «guarda»
e già ti sporgi sul mare.
E la primavera gira gli occhi nella primavera
se ti dico «guarda quante eriche».

Difendimi, difendi questa notte bianca,
il giorno ripetuto nel pensiero.
Log, Ambleteuse,
colpi dei piedi sulla strada, facce piene di vento scuro,
i nostri visi nelle mani,
il vento negli occhi chiusi per pensarlo.

E un albero di fiori
sale sullo slargo con la marea
perché la mano è così, amore,
lei va alta fra i tuoi capelli. 

Mario Benedetti

Pelago, come confine infinito
delle cose, del sentire profondo;
spiagge desolate di vento e freddo
come il mare in inverno, solo...

venerdì 13 marzo 2026

Come attimi sospesi, di Anonimo

"Attimi sospesi"
Ciro Palumbo
Come attimi sospesi

Stringere in mano il destino
come un durevole istante
mentre il cuore sobbalza
sospesi spesso indicibili.
 
Sussurrare parole di seta
come stimolo, aiuto, attesa
che avvenga quell'attimo dolce
dove tutto sospira ed appaga.
 
A seguire discorsi, risa, riposo,
e di nuovo risale tensione,
si gonfia di  umori il momento
esplode , contrae, liquefa...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

giovedì 12 marzo 2026

A spiaggia non ci sono colori.., di Elio Pagliarini

A spiaggia non ci sono colori
la luce quando è intensa uguaglia
la sua assenza
perciò ogni presenza è smemorata e senza trauma
acquisita solitudine
Le parole hanno la sorte dei colori
disteso
sulla sabbia parla un altro
sulla sabbia supino con le mani
dietro la testa le parole vanno in alto
chi le insegue più
bocconi con le mani sotto il mento
le parole scendono rare
chi le collega più
sembra meglio ascoltare
in due
il tuo corpo e tu
ma il suono senza intervento è magma è mare
non ha senso ascoltare
Il mare è discreto il sole
non fa rumore
il mondo orizzontale è senza qualità
La sostanza
è sostanza indifferente
precede
la qualità disuguaglianza.

Elio Pagliarani

Nel mio mare che attende
la spiaggia riporta sul senso
che la battigia adombra;
si sentono ancora le onde...

mercoledì 11 marzo 2026

Tocca, di Anonimo

Tocca

Tocca la tua anima triste
con le dita del cuore sotto
l'umido anfratto silente
 atteso con trepida ansia.
 
Tocca il cielo col tuo teso dito
a raggiungere gioie nascoste
poi toccami il teso riscontro
di quando rimanda il pensiero.
 
Tocchiamo le corde del riso
una volta che stanchi del fatto
ripassiamo una vita vissuta
come fosse solo un romanzo...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

 

martedì 10 marzo 2026

Sonetti ad Orfeo, XI, di Rainer Maria Rilke

Sonetti ad Orfeo, XI

Guarda il cielo. Non c’è tra le costellazioni
“il Cavaliere”? Perché questo vanto terreno
è stranamente radicato in noi. E un altro ancora
che lo spinga, lo freni e ne sia tratto.

Non è così, cacciata e poi domata
questa tempra dell’essere, asciutta e forte?
Cammino e svolta. Ma una stretta dice:
nuova distesa. E i due si fanno uno.

Ma lo sono davvero? O non intendono soltanto
il cammino che insieme stanno percorrendo?
Già così tanto la mensa li separa e la pastura.

Anche il legame strale è fuorviante,
ma si creda per poco alla figura,
è un piacere per noi. È sufficiente.

Rainer Maria Rilke

Ci faremo uno in fondo
all'attesa che brucia i corpi,
si incendia l'orizzonte ancora
sono un uomo, come tale...

lunedì 9 marzo 2026

Non disturbare, di Alfonso Brezmes

Non disturbare

Uno vive come può.
La stanza della vita
è solita essere disordinata e sporca,
come al risveglio dopo
una notte agitata.

Uno scrive come può.
E se non buddi prima alla porta
corri il rischio di ritrovarti
davanti al poeta nudo,
in abiti da uomo.

Alfonso Brezmes

Cose indicibili tra noi, voci,
movimenti frenetici, brividi;
mani che cercano anfratti,
riposti, ardori, brividi...

domenica 8 marzo 2026

Scendendo a Chiang-ling, di Li Po

 Scendendo a Chiang-ling

È mattino, lascio Po-ti, lucente tra le nuvole.
Miglia e miglia fino a Chiang-ling,
tutte in un solo giorno.
Dalle due rive le scimmie strillano ossesse,
la mia barca leggera è passata
per diecimila strati di montagne.
 

Li Po
da “La clessidra di bambù”

Monti contigui fino alla costa
si fermano un attimo, soli?
nei corpi trafitti dal tempo;
congiunzioni possibili? oggi..?

sabato 7 marzo 2026

La felicità rende in altezza ciò che le manca in lunghezza, di Robert Frost

La felicità rende in altezza
ciò che le manca in lunghezza

O furioso furioso mondo,
i giorni in cui non fosti travolto
da vortici di nuvole e nebbie
o come in un sudario avvolto
e la palla brillante del sole
non fu in parte o tutta
oscurata alla vista mortale –
furono così pochi giorni
che mi domando da dove
mi venga il senso costante
di così tanta luce e calore.
Se è giusta la mia sfiducia
potrebbe venir tutto
da un giorno col tempo perfetto,
quando aprendosi limpido all’aurora
il giorno dilagò limpidamente
per poi finire limpido alla sera.
In verità io credo che la mia
bella impressione sia
tutta di quel sol giorno
senza ombre se non le nostre
mentre tra i fiori accesi in un tripudio
ci spostavamo dalla casa al bosco
tanto per cambiare solitudine.

Robert Frost

Neri fumi orribili solcano i cieli
un tempo vasti di Imperatori e Re
fiumi disseccati e deserti infiniti
come la vita di uomini perfidi...