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martedì 15 settembre 2026

No, la notte, fa freddo.., di Cesare Pavese

No, la notte, fa freddo, è tanto nera,
colle sue stelle buie
è tanto immensa che non è piú nulla

il tramonto d’oro è dolce
come la nube d’una sigaretta

come la forza di rupe e di cielo
nello spirito umano

muore la grazia dolce del tramonto,
il fiore dolce, la gioia piú acuta

anche a farsi piccini, a scomparire
si è schiacciati ugualmente.

O bella donna dalle membra sode
pensando a te mi trema la schiena,

i riflessi dorati del tramonto
si fanno rosei come di pudore
e il cielo intenerisce come seta.
[6 aprile 1929]. 

Cesare Pavese

La notte porta abbracci
di sogni,incubi attesi;
nella fioca luce di un vivido
pensiero rimasto, ritorto...

lunedì 14 settembre 2026

Se sei..,di Lao Tzuhe

Se sei depresso, stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro.
Se sei in pace, stai vivendo nel presente.

Lao Tzuhe

E' quest'ansia, sorda, assurda
ci erode da dentro il pensare;
siamo animali d'affetti che mimano
sicurezze fragili e impalpabili...

domenica 13 settembre 2026

E' quel che è, di Erich Fried

E' quel che è

È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore

È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore

È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore. 

Erich Fried

E' quello che siamo,
che saremmo, se fosse;
imperdibili sagome stagliate
su contrafforti seriosi...

sabato 12 settembre 2026

Caro, di Anonimo

Caro

Riflessa, altera, nell'unico
di un orizzonte al tramonto
ti vedo alla china scoscesa
attenta, intenta alla vita.

Il volto riflette la luce
del sole che sei, che per altri 
sarai nel tuo dare discreto
l'amore che senti ti fugge.

Caro mi sei come l'acqua,
nel fuoco, nel solo che siamo;
infine raggiungeremo l'intento
impetuoso del cuore che batte.

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

venerdì 11 settembre 2026

La maschera, di Charles Baudelaire

La maschera

Sono in lei radunate le grazie fiorentine:
in un corpo che insieme è solido e flessuoso
stanno Eleganza e Forza, due sorelle divine.
E’ una donna mirabile, frutto miracoloso,
stupendamente salda, eppure assai leggera,
fatta per troneggiare sopra un letto sontuoso,
e d’un papa o d’un principe attizzare i piaceri.

– Vedi come il sorriso è fine e voluttuoso:
in quella fatuità trascorre dolce un’estasi,
nello sguardo un’ambigua e languida ironia,
un velo intorno al viso la seduzione desta,
ogni tratto ci dice con trionfante malia:
“La Voluttà mi chiama, l’Amore m’incorona”.
Vedi che forte fascino dona la gentilezza
a colei che di tanta maestà si corona.
Su, giriamole intorno, scrutiamo la bellezza.

O artificio blasfemo, sorprendente malizia!
E’ un mostro bicefalo questo corpo di luce
che riverbera un mondo di suprema delizia!

– No, è solo una maschera quel volto che seduce
e che una fine smorfia ora va rischiarando.
Ma osserva il volto vero com’è atrocemente
raggrinzito e com’è arrovesciato standosene
al riparo del primo artefatto sembiante.
Povera sovrumana bellezza, il tuo bel rivo
di lacrime nel cuore spaurito si riversa,
mi fa ebbro il tuo inganno, e l’anima s’abbevera
al flutto che il Dolore dalle pupille versa.

– Perché ora piange, lei, l’avvenente regina
che terrebbe ai suoi piedi l’umanità sperduta?
Quale oscuro male l’è al bel fianco spina?

– Insensato, lei piange proprio perché ha vissuto.
E perché vive. E quello che più e più deplora
e che tutta la scuote è il fatto che poi,
domani, è necessario, ahimé, vivere ancora,
domani, posdomani, e sempre: come noi!

Charles Baudelaire

Tutti abbiamo una maschera
a celare sorrisi e pianti;
siamo preda di indicibili istinti
vergogne e paure coprono i volti...

giovedì 10 settembre 2026

Protocollo cittadino #177 (Lontano), di Gujil

 

Lontano

Un viaggio lontano,
di qualcuno che amo;
la vitaè fatta così,
siparte, si arriva....
 
Gujil

mercoledì 9 settembre 2026

Protocollo cittadino #176 (Come mai avesse...)

Come mai avesse...

Come mai la pioggia avesse
impregnato il mondo di vita;
nello scrosciare impetuoso dell'acqua
le mie domande fluiscono al mare...
 
Gujil

martedì 8 settembre 2026

Che locanda è mai questa..? di Emily Dickinson

Che locanda è mai questa
dove la notte si ferma
lo strano viaggiatore?
Chi è il Padrone?
Dove le serve?
Guarda, che stanze curiose!
Dove sui focolari non bruciano fuochi vermigli –
E i boccali non traboccano fino agli orli –
Negromante! Padrone!
Chi sono quelli laggiù?

Emily Dickinson

Le tante domande arruffate
poste in cassetti strapieni
di lettere, polvere, sogni;
restio, catatonico, incredulo...

lunedì 7 settembre 2026

Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?, di Blaise Pascal

Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?
Un nulla davanti all’infinito,
un tutto davanti al nulla,
qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto,
infinitamente lontano dal comprendere gli estremi.
Il fine e il principio delle cose gli sono
inesorabilmente nascosti da un segreto impenetrabile.

Blaise Pascal

Siamo spettatori impassibili
di quanto accade e ancora
crediamo possibile i miracoli;
stupidi e stupiti, insieme...

domenica 6 settembre 2026

Ancora e ancora.., di Yukio Mishima

Ancora e ancora,
il grido instancabile delle cicale
trafigge l’aria afosa dell’estate
come un ago al lavoro
su uno spesso panno di cotone.

Yukio Mishima

Del caldo afoso ricordo notti
passate ad ascoltare i grilli
amori liquefatti riemergono
daanfratti spaccati dal sole...