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domenica 21 giugno 2026

Di mare in mare, da un popolo all'altro.., (101) di Valerio Catullo

101

Di mare in mare, da un popolo all'altro
vengo a queste tue misere esequie, fratello,
per donarti l'ultima offerta che si deve ai morti
e invano parlare alle tue ceneri mute:
ora che la sorte a me ti ha strappato,
cosí crudelmente strappato, fratello infelice.
Pure, amaro dono per un rito estremo,
nell'uso antico dei padri accogli l'offerta
che ora ti affido: cosí intrisa del mio pianto.
E in eterno riposa, fratello mio, addio.

Valerio Catullo

Amore fraterno, così strano,
diverso dal resto, intenso
come può essere l' odio
cospetti di umori ancestrali...

sabato 20 giugno 2026

È triste la sera stanca.., di Cesare Pavese

È triste la sera
stanca.
Ma è tanto triste
che non piange neppure.
È triste come quel bocciolo di rosa
piccolo chiuso e chino
che pare non s’abbia ad aprire
mai piú
per non vedere la vita.
(Tre grandi margherite
sane, aperte, diritte,
guardano fisso, stupite,
come tre belle bimbe un po’ sciocchine).
L’aria è profumata a primavera
e il tenue profumo
con un’ebrezza strana
stringe tanto il cuore
come sul far della sera
in campagna
quando si passa presso il Camposanto.
(Un orologio con tic tac regolare
accompagna il monotono
cinguettio delle rondini).
… È triste la sera
stanca.
Ma nulla piange…
… e silenziosa
… scende la notte
profonda.
(solo ora
dalle tenebre
dense e maestose,
sconsolato
sale
un singhiozzo).

Cesare Pavese

La tristezza della sera, visioni,
colori caldi e tepore dai muri
inondati di sole, ora ombre
risaputi fantasmi, compagni...

venerdì 19 giugno 2026

"Here we are...", di Anonimo

 
"Here we are..."
 
Sottinteso ai ricordi amiamo
ancora cercare, vivere,amare
in questo lento, caotico restar
diciamo "here we are..."

Incorniciato da attimi stesi
come corpi al senso chiaro
di cose serene,uniche e rare
si pensa "here we are..."
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

giovedì 18 giugno 2026

Scendendo qualche volta gli aridi greppi .., di EugenioMontale

Scendendo qualche volta
gli aridi greppi ormai
divisi dall'umoroso
Autunno che li gonfiava,
non m'era più in cuore la ruota
delle stagioni e il gocciare
del tempo inesorabile;
ma bene il presentimento
di te m'empiva l'anima,
sorpreso nell'ansimare
dell'aria, prima immota,
sulle rocce che orlavano il cammino.
Or, m'avvisavo, la pietra
voleva strapparsi, protesa
a un invisibile abbraccio;
la dura materia sentiva
il prossimo gorgo, e pulsava;
e i ciuffi delle avide canne
dicevano all'acque nascoste,
scrollando, un assentimento.
Tu vastità riscattavi
anche il patire dei sassi:
pel tuo tripudio era giusta
l'immobilità dei finiti.
Chinavo tra le petraie,
giungevano buffi salmastri
al cuore; era la tesa
del mare un giuoco di anella.
Con questa gioia precipita
dal chiuso vallotto alla spiaggia
la spersa pavoncella.

EugenioMontale

Scoscese e dirupi in fronte
alla mia spiaggia di rena;
mare come abbraccio di anni
anche quelli che videro loro...

mercoledì 17 giugno 2026

Attesa, di Raymond Carver

Attesa

Esci dalla statale a sinistra e scendi giù dal colle.
Arrivato in fondo, gira ancora a sinistra.
Continua sempre a sinistra. La strada arriva a un bivio.
Ancora a sinistra.
C’è un torrente, sulla sinistra. Prosegui.
Poco prima della fine della strada incroci un’altra strada.
Prendi quella e nessun’altra.
Altrimenti ti rovinerai la vita per sempre.
C’è una casa di tronchi con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. È quella appresso, subito dopo una salita.
La casa dove gli alberi sono carichi di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. È quella la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti: “Come mai ci hai messo tanto?”

Raymond Carver

Attese infinite stagliano
tristi silhouette di persone;
il bagaglio vuoto che pesa
spesso sulle nostre vite...

martedì 16 giugno 2026

Le vesti ondose hanno riflessi d’iride, di Charles Baudelaire

Le vesti ondose hanno riflessi d’iride,
quando cammina par che muova a danza,
ai serpenti somiglia che i giocolieri
sopra i bastoni agitano in cadenza.

Come la sabbia e il cielo del deserto,
sordi alla sofferenza del vivente,
come dell’onda l’intricato crespo,
lei si disvolge fredda, indifferente.

Gli occhi limpidi son pietre ammalianti,
e in quell’essenza simbolica e strana
che l’angelo all’antica sfinge fonde,

dove tutto è oro, luce, diamante,
sempre risplende come stella vana
l’algida maestà feconda.

Charles Baudelaire

Sommerso da pensieri persi
in immagini calde e suadenti
ripeto il mantra continuo
di inuti frasi increspate...

lunedì 15 giugno 2026

"Lontana", di Anonimo

"Lontana"

Lontana, scostante, lucida
in folate di vento veloce
tra montagna e mare
divisa, indecisa e sola.

Là dove si fonde il cielo
a specchi di puro cristallo
risale un sospiro al cuore
un diverso mondo d'amore.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

domenica 14 giugno 2026

La cena degli infelici, di Aldo Palazzeschi

La cena degli infelici

Seduti alla tavola lunga, strettina,
gl’infelici sono undici.
Imbandimento del massimo lusso.
Gran copia di fiori
nei vasi d’oro e d’argento,
cristalli squillanti e lucenti.
Tutti in fila, gli undici,
seggono nella massima rigidità,
senza mai volgersi
di qua o di là.
Han tutti le mani congiunte, compunte,
i gomiti stretti,
la bocca serrata,
inarcate le sopracciglia,
e guardano il piatto di scorcio.
Sol uno,
ch’è intento a ripetere sulla tovaglia,
con la sua forchetta,
instancabilmente la solita lettera:
un’o.
E uno,
che rotola rotola il suo legasalvietta
su e giù
giù e su.
I piatti davanti si cambiano in fretta.
Minestre fumanti,
delizia di purè,
centomila saporosi patè.
Non toccano cibo, gli undici,
immobili guardan di scorcio
il passare veloce dei piatti davanti.
Legumi degli orti proibiti
meravigliosamente conditi,
tacchini, beccacce, pernici,
si mutan nei piatti degli infelici.
Tenerissime erbette,
i più ricercati e inverosimili dolci,
biscotti, gelati, sufflè,
rubicondissime frutta.
Si mescono vini di tutti i colori
nei più svariati bicchieri,
champagne, caffè, liquori.
Immobili, gli undici,
le mani congiunte, compunte,
i gomiti stretti
nella massima rigidità,
neppure una volta si volgono
di qua o di là;
la bocca serrata,
inarcate le sopracciglia,
senza mai un cenno di meraviglia
guardano il piatto di scorcio.

AldoPalazzeschi

"Natura morta con pane e uova"
Paul Cezanne

Anche quela nostra fu parca
mensa, nostra madre reduce
da povertà affamata da guerra
peraltro mai vinta, solo subita...

sabato 13 giugno 2026

Erik Satie Vs Claude Debussy, di F. Di Fortunato

Rileggere persone nei fatti
o nelle stravaganze di vita;
la musica trasporta in mondi
caleidoscopici attimi di intenso...

venerdì 12 giugno 2026

Buon compleanno principessa.., di Johnny Cash

Buon compleanno principessa,
ormai siamo vecchi e ci siamo abituati l’uno all’altra.
La pensiamo nello stesso modo.
Leggiamo la mente dell’altro.
Sappiamo quello che l’altro vuole anche senza dirlo.
A volte ci irritiamo anche un po’.
Forse a volte ci diamo anche per scontati.
Ma ogni tanto, come oggi, medito su questo e mi rendo conto di quanto sono fortunato a condividere la vita con la più grande donna che abbia mai incontrato.
Continui ad affascinarmi e ad ispirarmi.
La tua influenza mi rende migliore.
Sei l’oggetto del mio desiderio,
la prima ragione della mia esistenza.
Ti amo tantissimo.

Buon compleanno principessa,

John

Una volta scrivevo lettere,
passionali, piene di cose;
ora leggo lettere di altri
passionali, piene di cose...