Cerca nel blog

martedì 8 settembre 2026

Che locanda è mai questa..? di Emily Dickinson

Che locanda è mai questa
dove la notte si ferma
lo strano viaggiatore?
Chi è il Padrone?
Dove le serve?
Guarda, che stanze curiose!
Dove sui focolari non bruciano fuochi vermigli –
E i boccali non traboccano fino agli orli –
Negromante! Padrone!
Chi sono quelli laggiù?

Emily Dickinson

Le tante domande arruffate
poste in cassetti strapieni
di lettere, polvere, sogni;
restio, catatonico, incredulo...

lunedì 7 settembre 2026

Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?, di Blaise Pascal

Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?
Un nulla davanti all’infinito,
un tutto davanti al nulla,
qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto,
infinitamente lontano dal comprendere gli estremi.
Il fine e il principio delle cose gli sono
inesorabilmente nascosti da un segreto impenetrabile.

Blaise Pascal

Siamo spettatori impassibili
di quanto accade e ancora
crediamo possibile i miracoli;
stupidi e stupiti, insieme...

domenica 6 settembre 2026

Ancora e ancora.., di Yukio Mishima

Ancora e ancora,
il grido instancabile delle cicale
trafigge l’aria afosa dell’estate
come un ago al lavoro
su uno spesso panno di cotone.

Yukio Mishima

Del caldo afoso ricordo notti
passate ad ascoltare i grilli
amori liquefatti riemergono
daanfratti spaccati dal sole...

sabato 5 settembre 2026

Sole, di Aldo Palazzeschi

Sole

Vorrei girar la Spagna
sotto un ombrello rosso.

Vorrei girar l’Italia
sotto un ombrello verde.

Con una barchettina,
sotto un ombrello azzurro,
vorrei passare il mare:
giungere al Partenone
sotto un ombrello rosa
cadente di viole.

Aldo Palazzeschi

Il Sole ora fa un pò di paura
sotto i suoi raggi brucia la terra;
ricordo un bambino giocare le ombre
ora rimane un arido abbraccio...

venerdì 4 settembre 2026

Alla mia terra, di Salvatore Quasimodo

Alla mia terra

Un sole rompe gonfio nel sonno
e urlano alberi;
avventurosa aurora
in cui disancorata navighi,
e le stagioni marine
dolci fermentano rive nasciture.
Io qui infermo mi desto,
d’altra terra amaro
e della pietà mutevole del canto
che amore mi germina
d’uomini e di morte.
Il mio male ha nuovo verde,
ma le mani sono d’aria
ai tuoi rami,
a donne che la tristezza
chiuse in abbandono
e mai le tocca il tempo,
che me discorza e imbigia.
In te mi getto: un fresco
di navate posa nel cuore;
passi nudi d’angeli
vi s’ascoltano, al buio.

Salvatore Quasimodo

Terra come casa, come senso
malinconico abbandono ai cicli
di stagioni calde ormai contorte
ritorno allamente passati recenti...

giovedì 3 settembre 2026

Noi non sappiamo quale sortiremo.., di Eugenio Montale

Noi non sappiamo quale sortiremo
domani, oscuro o lieto;
forse il nostro cammino
a non tócche radure ci addurrà
dove mormori eterna l'acqua di giovinezza;
o sarà forse un discendere
fino al vallo estremo,
nel buio, perso il ricordo del mattino.
Ancora terre straniere
forse ci accoglieranno: smarriremo
la memoria del sole, dalla mente
ci cadrà il tintinnare delle rime.
Oh la favola onde s'esprime
la nostra vita, repente
si cangerà nella cupa storia che non si racconta!
Pur di una cosa ci affidi,
padre, e questa è: che un poco del tuo dono
sia passato per sempre nelle sillabe
che rechiamo con noi, api ronzanti.
Lontani andremo e serberemo un'eco
della tua voce, come si ricorda
del sole l'erba grigia
nelle corti scurite, tra le case.
E un giorno queste parole senza rumore
che teco educammo nutrite
di stanchezze e di silenzi,
parranno a un fraterno cuore
sapide di sale greco.

EugenioMontale

Porteremo con noi quel Sole che siamo
immeritate parole, frasi, le cose d'amore;
saremo vigili sterili tra nuvole o pioggia
che beve alla terra ricompensa promessa...

mercoledì 2 settembre 2026

Sono uscito al mattino .., di Cesare Pavese

Sono uscito al mattino al freddo e al sole
come a un’impresa eroica.
Ho fatto nulla tutta la giornata
finché stremato della gran fatica
son ritornato a stento, moribondo.
Cosí ogni giorno ripasso la vita
che mi è venuta in sorte a questo mondo
.
[6 aprile 1929]

Cesare Pavese

Justyna Napiorkowska, "Ombre", Bianco e nero

Nel quotidiano vivere incombe
la morte, come una cosa sterile;
nel contesto insistiamo sul mondo
ma non siamo che stupide ombre...

martedì 1 settembre 2026

Come avrei potuto maledire ... (104), di Publio Valerio Catullo

104

Come avrei potuto maledire la mia vita
se degli stessi occhi mi è piú cara?
Fosse cosí non ti amerei con questa rabbia:
ma tu d'ogni sciocchezza fai un dramma.

Publio Valerio Catullo

Nelle riflessioni con me stesso
ritrovo un ragazzo distratto,solo;
la mia vita è ancora grande e unica
come è quella di tutti in fondo...

lunedì 31 agosto 2026

Elisa, di Anonimo

Elisa
 
Concitate stupidaggini nei sensi
la ricordo serena e sua madre
che ancora tocca i capelli
un'ultima carezza d'amore...
 
Anonimo
del XX° Secolo
frammenti ritrovati

domenica 30 agosto 2026

Protocollo cittadino #175 (Rivolte), di Gujil

Eugène Delacroix
"La libertà che guida il popolo"
Rivolte

La testa piena di dubbi, domande
impegni intrapresi sconfinano
nelle teorie dei sempre, rivolte
come rivoluzioni sospese...
 
Gujil