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domenica 8 novembre 2026

La caduta delle foglie, di Grazia Deledda

La caduta delle foglie

Cade una foglia che par tinta di sole, che nel cadere ha la iridescenza d'una farfalla: ma appena giunta a terra si confonde con l'ombra già morta.

E' bastato un fruscio per scuotere tutto l'albero che comincia a lamentarsi.

 D'albero in albero il lamento si estende; tutto il frutteto è agitato e sembra non vi sia il vento a scuoterlo, ma una forza interna, un'angoscia mista a rivolta.
Giù tutte le foglie!

E' inutile tenerle quando non son più parte viva del ramo: e con le foglie cade anche qualche frutto; la pigna si spacca ed i pignoli si staccano e cadono.
 

Grazia Deledda

Sono colori e toni come il cuore
sa, e divide mente ed occhi
nel cielo bigio come umori
perduti e canti di uccelli...

sabato 7 novembre 2026

Parola, di Salvatore Quasimodo

Parola

Tu ridi che per sillabe mi scarno
e curvo cieli e colli, azzurra siepe
a me d’intorno, e stormir d’olmi
e voci d’acque trepide;
che giovinezza inganno
con nuvole e colori
che la luce sprofonda.
Ti so. In te tutta smarrita
alza bellezza i seni,
s’incava ai lombi e un soave moto
s’allarga per il pube timoroso,
e ridiscende in armonia di forme
ai piedi belli con dieci conchiglie.
Ma se ti prendo, ecco:
parola tu pure mi sei e tristezza.

Salvatore Quasimodo

Con la parola noi arriviamo
dove il cielo è ancora più alto
sprofondiamo abissi indicibili,
ricordiamo pensieri lontani...

venerdì 6 novembre 2026

L'orgoglio punito, di Charles Baudelaire

L'orgoglio punito

Nella felice età in cui la Teologia
era fiorente, forte per linfa ed energia,
si racconta che un giorno un illustre dottore
dopo aver incrinato i più scettici cuori
e smosso dal profondo i più tetri pensieri,
dopo essersi sospinto nei celesti sentieri
aprendovi passaggi intricati ed oscuri,
transitabili solo dagli Spiriti puri,
come chi per l’azzardo è afferrato dal panico,
gridò, caduto in preda di un orgoglio satanico:
“Piccolo mio Gesù, t’ho levato assai in alto!
Se al punto tuo più debole avessi mosso assalto,
la tua vergogna pari sarebbe alla tua gloria
e saresti soltanto un feto derisorio”.

Ecco che in lui di colpo disparve la ragione,
di lutto si velò quell’abbagliante sole,
e dilagò un grande caos in quella mente
ch’era un tempio sfarzoso, ordinato, opulento,
nei cui spazi regnava il lusso e lo splendore.
Il silenzio e la notte invasero il suo cuore,
come in una cantina ch’è fatta inaccessibile.
A una bestia randagia allora parve simile,
privo di percezioni, per i campi disperso,
brutto, inutile, sporco, oggetto vecchio e perso,
non sapeva distinguere l’estate dall’inverno,
per i ragazzi segno di risate e di scherno.

Charles Baudelaire

In fondo è proprio vero,
noi siamo il nostro orgoglio;
prevale il giudizio all'analisi,
siamo guardoni del mondo...

giovedì 5 novembre 2026

Pensare è molto difficile, di Carl Gustav Jung

“Pensare è molto difficile.
Per questo la maggior parte della gente giudica.
La riflessione richiede tempo,
perciò chi riflette già per questo non ha modo
di esprimere continuamente giudizi.”  

Carl Gustav Jung

Nel giudizio rimane sospeso
come ci si sente a giudicare;
non bisogna mai vivere vite
che non siano la tua...

mercoledì 4 novembre 2026

Finché ci sarà l’autunno.., di Vincent Van Gogh

Finché ci sarà l’autunno
non avrò abbastanza mani,
tele e colori per dipingere
la bellezza che vedo. 

Vincent Van Gogh

Vincent Van Gogh
"Viale di pioppi in autunno"

Toni distinti, caldi,
colori autunnali spargono
attimi di dolce tedio;
rimango ancora estasiato...

martedì 3 novembre 2026

Sorella nei venti, di Anonimo

Sorella nei venti

Sei tu, sorella, che domini i venti
di parole dette, troppo pesanti,
come sassi al percorso ostili,
come intese spesso faticose.
 
Sorella di viaggi e ritorni,
così diversa, così uguale,
approdo sicuro e affetto
quandoilbuoi sopprime.
 
Ricordi? Eravamo insieme
mescolammo pianti e carezze
sempre vicina, sempre presente
incrollabile fede che invidio.

Fosti tu, coraggio a dare parola
agli addii, quelli che mai vorremmo
quelli che violentano il cuore,
calpestano, travolgono,storcono.

Ora qui, insieme ancora nel tempo
a riderci, darci manforte, ad amarci
col rude modo che ho nelle mie corde
e affondo ancora nei tuoi pensieri...

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

lunedì 2 novembre 2026

Agli occhi degli stolti parve che morissero, dalla Bibbia

Agli occhi degli stolti parve che morissero.
La loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella pace 

Bibbia
(Libro della Sapienza, 3, 2-3)

Eppure la distanza è troppa,
questa sensazione, vago silenzio
nel giorno dedicato ai morti;
 il mio ricordo è sempre potente...

domenica 1 novembre 2026

Novembre, di Annarita Ferraresi

Profumi di caldarroste e le mani 
dolenti a ricercare abbracci perduti;
incede stancamente il freddo eperdura
questo senso di eterna inquietudine...

sabato 31 ottobre 2026

Asfodeli, di Sergio Corazzini

Asfodeli

Madonna, se il cuore v’offersi,
il cuore giovine e scarlatto,
e se voi, con un magnifico atto,
lo accettaste insieme a` miei versi
di fanciullo poeta, e se voi

con l’olio del vostro amore
teneste vivo il suo splendore
e lo appagaste de` suoi
capricci assiduamente,
perché ieri lo faceste

sanguinare, lo faceste
lagrimare dolorosamente?
Tutte le sue gocce rosse
caddero a terra, mute,
poi che furono cadute

il cuore piú non si mosse
e come per incantamento
in ognuna fiorí un asfodelo,
il triste giglio del cielo
da l’eterno ammonimento. 

Sergio Corazzini

Chi parla nel giorno in cui
si festeggiano i morti? Lontano
di bianco le notti si tingono, è
musica nei cuori, qui solo dolore...

venerdì 30 ottobre 2026

In nessun altro momento (come in autunno).., di Rainer Maria Rilke

In nessun altro momento (come in autunno)
la terra emana il suo profumo,
un profumo di terra matura;
un odore che non è in alcun modo inferiore
al profumo del mare,
più amaro dove si confonde con i sapori,
e molto più dolce dove puoi sentirlo
mentre sfiori i primi suoni.
Contiene la profondità dentro di sé,
il buio, qualcosa di simile alla morte.
Lettere su Cezanne di 

Rainer Maria Rilke

Ho rivisto una nebbia sottile
abbracciare gli ondulati colli,
la mia terra, e colori che toccano
corde del cuore, sempre battente...