Ancora Francia
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sabato 17 ottobre 2026
Ancora Francia, di Gujil
venerdì 16 ottobre 2026
Padre mio!, di Anonimo
giovedì 15 ottobre 2026
“C'è molta gente che crede..." di Sigmund Freud
“C'è molta gente che crede ai sogni profetici
perché a volte il futuro si realizza
come il desiderio lo ha costruito nel sogno.
In questo non c'è nulla di strano
tanto più che la credulità del sognatore
trascura volentieri le considerevoli differenze
che esistono tra il sogno e la sua realizzazione.”
Sigmund Freud
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| Michelangelo Merisi detto "Il Caravaggio" "Incredulità di San Tommaso" |
mercoledì 14 ottobre 2026
Lentamente muore chi.., di Pablo Neruda
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli
sensati.
Pablo Neruda
martedì 13 ottobre 2026
Protocollo cittadino #181 (Tentativo), di Gujil
Tentativo
lunedì 12 ottobre 2026
Robert Graves, di Ernest Hemingway
Robert Graves
Ghiandole per il finanziere,
Per il soldato, bandiere,
Per i poeti inglesi da bere,
Birra forte per me.
Parigi, circa 192
Ernest Hemingway
domenica 11 ottobre 2026
Crepuscolo autunnale, di Guido Menasci
Crepuscolo autunnale
Di sanguigni riflessi il sol colora
le nuvole con l’ultime faville
e sovra il buio mar guizzano ancora
d’onda in onda fuggevoli scintille.
S’addensa il color grigio ad ora ad ora
su le colline a torno e su le ville:
ridean di luce sino da l’Aurora
e nell’oscurità muoion tranquille.
Da quale novo incanto, ora, da quale
vision mossa dà la fantasia
una tristezza indefinita a ‘l core?
Nel silente crepuscolo autunnale
sorge — squallido fior — la Poesia
di tutto ciò che sotto il ciel si muore.
Guido Menasci
sabato 10 ottobre 2026
"in autunno tutto..," di Søren Kierkegaard
“In autunno tutto ci ricorda il crepuscolo
- e tuttavia, mi sembra la stagione più bella;
volesse il cielo allora,
quando io vivrò il mio crepuscolo,
che ci fosse qualcuno che mi ami
come io ho amato l'autunno.”
Søren Kierkegaard
venerdì 9 ottobre 2026
Autunno malato, di Guillaume Apollinaire
Autunno malato
Autunno malato e adorato
morirai quando l’uragano soffierà sui roseti
quando avrà nevicato
sui frutteti.
Povero autunno
muori in biancore e ricchezza
di neve e di frutti maturi.
In fondo al cielo
planano sparvieri
sulle nixi graziose dai capelli verdi e nane
che non hanno mai amato.
Sui confini lontani
i cervi hanno bramito.
E quanto amo stagione quanto amo i tuoi suoni
i frutti che cadono e che nessuno raccoglie
il vento e la foresta che piangono
tutte le loro lacrime d’autunno foglia a foglia
le foglie
pestate
un treno
che passa
la vita
che va.
Guillaume Apollinaire
giovedì 8 ottobre 2026
Riposo dell'erba, di Salvatore Quasimodo
Riposo dell'erba
Deriva di luce; labili vortici,
aeree zone di soli,
risalgono abissi: apro la zolla
ch'è mia e m'adagio. E dormo:
da secoli l'erba riposa
il suo cuore con me.
Mi desta la morte
più uno,
più solo,
battere fondo del vento:
di notte.
Salvatore Quasimodo
mercoledì 7 ottobre 2026
Protocollo cittadino #180 (Ansiogenesi), di Gujil
martedì 6 ottobre 2026
L'ideale, di Charles Baudelaire
L'ideale
Non le smorte beltà di figurine,
malsane figlie d’un tempo vanesio,
dita da nacchere, piedi da scarpine,
potranno in me saziare il desiderio.
Lascio a Gavarni, poeta dei tisici,
le belanti bellezze d’ospedale:
io non trovo tra queste rose misere
un fiore pari al mio rosso ideale.
Lo colmi tu l’abisso del mio cuore,
Lady Macbeth, del crimine signora,
sogno d’Eschilo schiuso all’uragano,
o tu, grande Notte, di Michelangelo
figlia, che torci il pose strane le agili
tue forme sotto i baci di Titano.
Charles Baudelaire
lunedì 5 ottobre 2026
Poi l’estate svanisce e passa.., di Thomas Wolfe
Poi l’estate svanisce e passa, e arriva ottobre.
Si fiuta l’umidità, si
sente una chiarezza insospettabile,
un brivido nervoso, una veloce
esaltazione,
un senso di tristezza e di partenza.
Thomas Wolfe
domenica 4 ottobre 2026
Il desiderio mi brucia.., di Cesare Pavese
Il desiderio mi brucia
il desiderio di cose belle
che ho viste e non vissute.
Il desiderio mi brucia
ed impera ardente e solo
nel mio cuore e nel mio cervello.
Desidero tante cose
che ho viste in trasparenza
di musica fiori e profumi.
Di luci e di brusii strani
che avvicinano l’anima alla poesia.
Che è questa voce?
È il mio violino che canta
(Strano. Eppure io non ci sono!)
E questa vertigine insolita?
È quella che provo quando La vedo.
Tutto pare uno strano capogiro di febbre
pieno di tanti frantumi di cristallo
che scintillano e tintinnano
tintinnano, tintinnano e scintillano…
… ed in questa vertiginosa ridda
ancora la vedo, bella e quasi assente
immensamente bella
ma lontana…
… lontana…
… lontana…
… come la musica…
… come l’inebriante profumo…
… come le luci che ora sono
nel silenzio spente.
[8 marzo 1929]













