Cerca nel blog

sabato 26 settembre 2026

Luna piena, di Aldo Palazzeschi

Luna piena

Al centro del cielo di latta
s’appiccica
il triangolo della luna piena:
scarlatta.
«Ti senti di volermi bene un pochino?»
Sembra d’esser nel mondo
in fondo a un azzurro catino. 

Aldo Palazzeschi

Cieli arrossati da lune
non sempre nuove, silenti
come i sospiri di che si ama;
nel buio rimane un profumo...

venerdì 25 settembre 2026

Stevenson, di Ernest Hemingway

Stevenson

Sotto la volta del cielo stellato,
Datemi nuove ghiandole e lasciatemi sdraiato,
Solo Dio sa quanto ci ho provato,
Ma non basta la buona volontà.
Parigi, circa 1922

Ernest Hemingway

Rue parisienne, uno scrittore
alcool, assenzio, impressioni;
ritrovo me stesso e infinite
camminate e luci e odori...

giovedì 24 settembre 2026

Carme 105, di Publio Valerio Catullo

105

Mentula cerca di scalare il monte Pipleo:
le Muse lo cacciano a precipizio a colpi di forche.

Publio Valerio Catullo
 
A volte noi siamo ipercritici
ma è anche vero che diamo
troppa confidenza al mondo
qualcuno se ne approfitta...

mercoledì 23 settembre 2026

La ragazza gigante, di Charles Baudelaire

La ragazza gigante

Nei tempi che con impeto la Natura potente
generava ogni giorno qualche essere mostruoso,
avrei voluto vivere accanto a una gigante,
come ai piedi regali un gatto voluttuoso.

Vedere insieme all’anima il suo corpo fiorire
ed ingrassarsi libero in mezzo a giochi loschi;
dalle nebbie fluttuanti nei suoi occhi arguire
quali torbide fiamme il cuore attoschi;

percorrere a piacere le sue grandiose forme,
arrampicarmi in cima al suo ginocchio enorme,
e quando poi d’estate, sotto l’afa inclemente,

lei stanca si distende nella verde campagna,
all’ombra dei suoi seni dormire dolcemente,
come un quieto villaggio ai piè d’una montagna. 

Charles Baudelaire

Natura come amante alla terra
che brucia di inutili cose umane;
correre a perdifiato i sogni conduce
a perigliose chine di passi e cadute...

martedì 22 settembre 2026

Nascita del canto, di Salvatore Quasimodo

Nascita del canto 

Sorgiva: luce riemersa:
foglie bruciano rosee.

Giaccio su fiumi colmi
dove son isole
specchi d'ombre e d'astri.

E mi travolge il tuo grembo celeste
che mai di gioia nutre
la mia vita diversa.

Io muoio per riaverti,
anche delusa,
adolescenza delle membra
inferme.

Salvatore Quasimodo

Mi manca come l'aria l'essere
libero, correre, arrampicare l'erta
che vite hanno sconvolto di luci
emotivamente mi sento perduto...

lunedì 21 settembre 2026

Protocollo cittadino #179 (Un fiume), di Gujil

Un fiume

Un fiume scorre negli occhi
blu, confuso nel malinconico verde
a rivedere albe fumose e raggi
e quel leggero sibilo in aria...
 
Gujil

 

domenica 20 settembre 2026

Riflesso (Dry fly man)

Settembre, temoli e acque chiare,
ora sono in disuso le canne
e il vento è carico di caldo;
piace pensarmi così, nel fiume...

sabato 19 settembre 2026

Era venuto l’equinozio d’autunno.., di Murasaki Shikibu

Era venuto l’equinozio d’autunno.
Già si sentiva, fresco sulla pelle,
il frizzo dell’aria serale.

Murasaki Shikibu

Nel mio Settembre ombre
come impianti ricordi coprono
manti di emozioni esili,
ancora in me entra la pioggia...

venerdì 18 settembre 2026

Facili all’ira.., di Omero

Facili all’ira sopra la terra
siamo noi di stirpe umana.

Omero

Correre nel verso di incerte notti
scandite da imperdibili sogni;
gridare nel vento l'ira, la rabbia
e vivere circondati dall'odio...

giovedì 17 settembre 2026

Protocollo cittadino #178 (Rabbia), di Gujil

Rabbia

Nel cuore ribolle rabbia,
con tutto, con tutti, sorda
eppure così cattiva e potente;
si potrà mai chetare?..
 
Gujil

mercoledì 16 settembre 2026

Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale.., di Eugenio Montale

Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori del tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace - uomo che tarda
all'atto, che nessuno, poi, distrugge.
Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d'una leva che arresta
l'ordegno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.
Seguìto il solco d'un sentiero m'ebbi
l'opposto in cuore, col suo invito; e forse
m'occorreva il coltello che recide,
la mente che decide e si determina.

Eugenio Montale

Nel cuore entrano spesso
affilati coltelli, dolori, solcano
come navi il mare di anime
incolte, rozze e ignoranti...

martedì 15 settembre 2026

No, la notte, fa freddo.., di Cesare Pavese

No, la notte, fa freddo, è tanto nera,
colle sue stelle buie
è tanto immensa che non è piú nulla

il tramonto d’oro è dolce
come la nube d’una sigaretta

come la forza di rupe e di cielo
nello spirito umano

muore la grazia dolce del tramonto,
il fiore dolce, la gioia piú acuta

anche a farsi piccini, a scomparire
si è schiacciati ugualmente.

O bella donna dalle membra sode
pensando a te mi trema la schiena,

i riflessi dorati del tramonto
si fanno rosei come di pudore
e il cielo intenerisce come seta.
[6 aprile 1929]. 

Cesare Pavese

La notte porta abbracci
di sogni,incubi attesi;
nella fioca luce di un vivido
pensiero rimasto, ritorto...

lunedì 14 settembre 2026

Se sei..,di Lao Tzuhe

Se sei depresso, stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro.
Se sei in pace, stai vivendo nel presente.

Lao Tzuhe

E' quest'ansia, sorda, assurda
ci erode da dentro il pensare;
siamo animali d'affetti che mimano
sicurezze fragili e impalpabili...

domenica 13 settembre 2026

E' quel che è, di Erich Fried

E' quel che è

È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore

È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore

È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore. 

Erich Fried

E' quello che siamo,
che saremmo, se fosse;
imperdibili sagome stagliate
su contrafforti seriosi...

sabato 12 settembre 2026

Caro, di Anonimo

Caro

Riflessa, altera, nell'unico
di un orizzonte al tramonto
ti vedo alla china scoscesa
attenta, intenta alla vita.

Il volto riflette la luce
del sole che sei, che per altri 
sarai nel tuo dare discreto
l'amore che senti ti fugge.

Caro mi sei come l'acqua,
nel fuoco, nel solo che siamo;
infine raggiungeremo l'intento
impetuoso del cuore che batte.

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

venerdì 11 settembre 2026

La maschera, di Charles Baudelaire

La maschera

Sono in lei radunate le grazie fiorentine:
in un corpo che insieme è solido e flessuoso
stanno Eleganza e Forza, due sorelle divine.
E’ una donna mirabile, frutto miracoloso,
stupendamente salda, eppure assai leggera,
fatta per troneggiare sopra un letto sontuoso,
e d’un papa o d’un principe attizzare i piaceri.

– Vedi come il sorriso è fine e voluttuoso:
in quella fatuità trascorre dolce un’estasi,
nello sguardo un’ambigua e languida ironia,
un velo intorno al viso la seduzione desta,
ogni tratto ci dice con trionfante malia:
“La Voluttà mi chiama, l’Amore m’incorona”.
Vedi che forte fascino dona la gentilezza
a colei che di tanta maestà si corona.
Su, giriamole intorno, scrutiamo la bellezza.

O artificio blasfemo, sorprendente malizia!
E’ un mostro bicefalo questo corpo di luce
che riverbera un mondo di suprema delizia!

– No, è solo una maschera quel volto che seduce
e che una fine smorfia ora va rischiarando.
Ma osserva il volto vero com’è atrocemente
raggrinzito e com’è arrovesciato standosene
al riparo del primo artefatto sembiante.
Povera sovrumana bellezza, il tuo bel rivo
di lacrime nel cuore spaurito si riversa,
mi fa ebbro il tuo inganno, e l’anima s’abbevera
al flutto che il Dolore dalle pupille versa.

– Perché ora piange, lei, l’avvenente regina
che terrebbe ai suoi piedi l’umanità sperduta?
Quale oscuro male l’è al bel fianco spina?

– Insensato, lei piange proprio perché ha vissuto.
E perché vive. E quello che più e più deplora
e che tutta la scuote è il fatto che poi,
domani, è necessario, ahimé, vivere ancora,
domani, posdomani, e sempre: come noi!

Charles Baudelaire

Tutti abbiamo una maschera
a celare sorrisi e pianti;
siamo preda di indicibili istinti
vergogne e paure coprono i volti...

giovedì 10 settembre 2026

Protocollo cittadino #177 (Lontano), di Gujil

 

Lontano

Un viaggio lontano,
di qualcuno che amo;
la vitaè fatta così,
siparte, si arriva....
 
Gujil

mercoledì 9 settembre 2026

Protocollo cittadino #176 (Come mai avesse...)

Come mai avesse...

Come mai la pioggia avesse
impregnato il mondo di vita;
nello scrosciare impetuoso dell'acqua
le mie domande fluiscono al mare...
 
Gujil

martedì 8 settembre 2026

Che locanda è mai questa..? di Emily Dickinson

Che locanda è mai questa
dove la notte si ferma
lo strano viaggiatore?
Chi è il Padrone?
Dove le serve?
Guarda, che stanze curiose!
Dove sui focolari non bruciano fuochi vermigli –
E i boccali non traboccano fino agli orli –
Negromante! Padrone!
Chi sono quelli laggiù?

Emily Dickinson

Le tante domande arruffate
poste in cassetti strapieni
di lettere, polvere, sogni;
restio, catatonico, incredulo...

lunedì 7 settembre 2026

Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?, di Blaise Pascal

Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?
Un nulla davanti all’infinito,
un tutto davanti al nulla,
qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto,
infinitamente lontano dal comprendere gli estremi.
Il fine e il principio delle cose gli sono
inesorabilmente nascosti da un segreto impenetrabile.

Blaise Pascal

Siamo spettatori impassibili
di quanto accade e ancora
crediamo possibile i miracoli;
stupidi e stupiti, insieme...

domenica 6 settembre 2026

Ancora e ancora.., di Yukio Mishima

Ancora e ancora,
il grido instancabile delle cicale
trafigge l’aria afosa dell’estate
come un ago al lavoro
su uno spesso panno di cotone.

Yukio Mishima

Del caldo afoso ricordo notti
passate ad ascoltare i grilli
amori liquefatti riemergono
daanfratti spaccati dal sole...