Luna piena
Al centro del cielo di latta
s’appiccica
il triangolo della luna piena:
scarlatta.
«Ti senti di volermi bene un pochino?»
Sembra d’esser nel mondo
in fondo a un azzurro catino.
Aldo Palazzeschi
Luna piena
Al centro del cielo di latta
s’appiccica
il triangolo della luna piena:
scarlatta.
«Ti senti di volermi bene un pochino?»
Sembra d’esser nel mondo
in fondo a un azzurro catino.
Aldo Palazzeschi
Stevenson
Sotto la volta del cielo stellato,
Datemi nuove ghiandole e lasciatemi sdraiato,
Solo Dio sa quanto ci ho provato,
Ma non basta la buona volontà.
Parigi, circa 1922
Ernest Hemingway
Mentula cerca di scalare il monte Pipleo:
le Muse lo cacciano a precipizio a colpi di forche.
La ragazza gigante
Nei tempi che con impeto la Natura potente
generava ogni giorno qualche essere mostruoso,
avrei voluto vivere accanto a una gigante,
come ai piedi regali un gatto voluttuoso.
Vedere insieme all’anima il suo corpo fiorire
ed ingrassarsi libero in mezzo a giochi loschi;
dalle nebbie fluttuanti nei suoi occhi arguire
quali torbide fiamme il cuore attoschi;
percorrere a piacere le sue grandiose forme,
arrampicarmi in cima al suo ginocchio enorme,
e quando poi d’estate, sotto l’afa inclemente,
lei stanca si distende nella verde campagna,
all’ombra dei suoi seni dormire dolcemente,
come un quieto villaggio ai piè d’una montagna.
Charles Baudelaire
Nascita del canto
Sorgiva: luce riemersa:
foglie bruciano rosee.
Giaccio su fiumi colmi
dove son isole
specchi d'ombre e d'astri.
E mi travolge il tuo grembo celeste
che mai di gioia nutre
la mia vita diversa.
Io muoio per riaverti,
anche delusa,
adolescenza delle membra
inferme.
Salvatore Quasimodo
Un fiume
Era venuto l’equinozio d’autunno.
Già si sentiva, fresco sulla pelle,
il frizzo dell’aria serale.
Murasaki Shikibu
Facili all’ira sopra la terra
siamo noi di stirpe umana.
Omero
Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori del tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace - uomo che tarda
all'atto, che nessuno, poi, distrugge.
Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d'una leva che arresta
l'ordegno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.
Seguìto il solco d'un sentiero m'ebbi
l'opposto in cuore, col suo invito; e forse
m'occorreva il coltello che recide,
la mente che decide e si determina.
Eugenio Montale
No, la notte, fa freddo, è tanto nera,
colle sue stelle buie
è tanto immensa che non è piú nulla
il tramonto d’oro è dolce
come la nube d’una sigaretta
come la forza di rupe e di cielo
nello spirito umano
muore la grazia dolce del tramonto,
il fiore dolce, la gioia piú acuta
anche a farsi piccini, a scomparire
si è schiacciati ugualmente.
O bella donna dalle membra sode
pensando a te mi trema la schiena,
i riflessi dorati del tramonto
si fanno rosei come di pudore
e il cielo intenerisce come seta.
[6 aprile 1929].
Cesare Pavese
Se sei depresso, stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro.
Se sei in pace, stai vivendo nel presente.
Lao Tzuhe
E' quel che è
È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore
È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore
È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.
Erich Fried
La maschera
Sono in lei radunate le grazie fiorentine:
in un corpo che insieme è solido e flessuoso
stanno Eleganza e Forza, due sorelle divine.
E’ una donna mirabile, frutto miracoloso,
stupendamente salda, eppure assai leggera,
fatta per troneggiare sopra un letto sontuoso,
e d’un papa o d’un principe attizzare i piaceri.
– Vedi come il sorriso è fine e voluttuoso:
in quella fatuità trascorre dolce un’estasi,
nello sguardo un’ambigua e languida ironia,
un velo intorno al viso la seduzione desta,
ogni tratto ci dice con trionfante malia:
“La Voluttà mi chiama, l’Amore m’incorona”.
Vedi che forte fascino dona la gentilezza
a colei che di tanta maestà si corona.
Su, giriamole intorno, scrutiamo la bellezza.
O artificio blasfemo, sorprendente malizia!
E’ un mostro bicefalo questo corpo di luce
che riverbera un mondo di suprema delizia!
– No, è solo una maschera quel volto che seduce
e che una fine smorfia ora va rischiarando.
Ma osserva il volto vero com’è atrocemente
raggrinzito e com’è arrovesciato standosene
al riparo del primo artefatto sembiante.
Povera sovrumana bellezza, il tuo bel rivo
di lacrime nel cuore spaurito si riversa,
mi fa ebbro il tuo inganno, e l’anima s’abbevera
al flutto che il Dolore dalle pupille versa.
– Perché ora piange, lei, l’avvenente regina
che terrebbe ai suoi piedi l’umanità sperduta?
Quale oscuro male l’è al bel fianco spina?
– Insensato, lei piange proprio perché ha vissuto.
E perché vive. E quello che più e più deplora
e che tutta la scuote è il fatto che poi,
domani, è necessario, ahimé, vivere ancora,
domani, posdomani, e sempre: come noi!
Charles Baudelaire
Lontano
Come mai avesse...
Che locanda è mai questa
dove la notte si ferma
lo strano viaggiatore?
Chi è il Padrone?
Dove le serve?
Guarda, che stanze curiose!
Dove sui focolari non bruciano fuochi vermigli –
E i boccali non traboccano fino agli orli –
Negromante! Padrone!
Chi sono quelli laggiù?
Emily Dickinson
Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?
Un nulla davanti all’infinito,
un tutto davanti al nulla,
qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto,
infinitamente lontano dal comprendere gli estremi.
Il fine e il
principio delle cose gli sono
inesorabilmente nascosti da un segreto
impenetrabile.
Blaise Pascal
Ancora e ancora,
il grido instancabile delle cicale
trafigge l’aria
afosa dell’estate
come un ago al lavoro
su uno spesso panno di cotone.
Yukio Mishima