Cerca nel blog

giovedì 30 aprile 2026

(da Twink) I miei tergicristalli.., di Robert Shure

(da Twink)

I miei tergicristalli si sono innamorati tra loro.
Davvero? Dev’essere un idillio perfetto.
Tu credi?
Oh sì - andranno ovunque in pieno accordo.
Non saranno felici.
Perché no?
Saranno troppo frustrati.
Come mai?
Quando piove, si inseguono per un bacio fugace,
ma senza mai riuscirci.
Dev’essere insopportabile.
Non credo che saranno in grado di reggerlo.
Forse stanno meglio senza pioggia,
quando possono limitarsi a restare lì a
covarsi con gli occhi. 

Robert Shure

Credere agli oggetti, a vitalità
indotte dal pensare continuo;
l'affezione porta al dolore,
 non sono eterne le cose...

 

mercoledì 29 aprile 2026

Mentre tu giocavi, dolcissimo Giovenzio.., (99) di Publio Valerio Catullo

99

Mentre tu giocavi, dolcissimo Giovenzio,
io t'ho rubato un bacio piú dolce del miele.
Ma l'ho pagato caro: crocifisso
per piú di un'ora sono rimasto, ricordo,
a scusarmi con te senza che le mie lacrime
potessero spegnere la tua collera.
Subito ti sei asciugato le labbra umide
d'ogni goccia con tutte e due le mani,
perché non restasse traccia della mia bocca
quasi fosse la sborrata d'una puttana.
E m'hai fatto subire tutte le torture
d'amore, ogni supplizio possibile:
cosí quel bacio che m'era sembrato tanto
dolce, si è rivelato piú amaro del fiele.
Se questa è la pena a cui condanni un amore
infelice, mai piú ti ruberò un bacio. 

Publio Valerio Catullo

I confini dell'amare, oggi
come insondabili sensi, pure
accovacciati dentro di noi;
siamo animali d'affetti...

martedì 28 aprile 2026

Il cuore prima chiede gioia.., di Emily Dickinson

“Il cuore prima chiede gioia,
Poi assenza di dolore,
Poi gli scialbi anodini
Che attenuano il soffrire,
Poi chiede il sonno, e infine
Se a tanto consentisse
Il suo tremendo Giudice,
Libertà di morire.”

Emily Dickinson

Nel sonno il riparo è labile,
dalla giaia, al dolore, incubo
e la mente girovaga perduta
nel tempo assoluto che siamo...

lunedì 27 aprile 2026

Sonno e sogno, di Anonimo

Sonno e sogno

Ancora il sonno insiste
e il sogno lascia il posto
al torpore, agli occhi velati.
Non siamo semplici cose
nel contesto del buio
animiamo nostre voci
nascoste, piene di  cose,
segreti e pensieri e voglie
spesso trattate a slenzi
per spezzare le tante paure
infinite, stanche e sole...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

domenica 26 aprile 2026

Upupa ilare uccello.., di Eugenio Montale

Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.

Eugenio Montale

Lo vidi una volta, sul greto,
confuso alla terra il sentiero
a cornice di splendide immagini
e poesia tra gli occhi, questa...

 

sabato 25 aprile 2026

venerdì 24 aprile 2026

L'amore tra il cane e l'uomo è idilliaco.., di Milan Kundera

“L'amore tra il cane e l'uomo è idilliaco.
Non conosce conflitti, né scene raccapriccianti;
non conosce sviluppi.”

Milan Kundera

Amore senza giudizio, animali
diciamo così ma sono la parte
di noi migliore, quella ancestrale;
quando si è amati così è la vita...

giovedì 23 aprile 2026

Non è mica la morte.., di Charles Bukowski

Non sone certo brutte sensazioni
a creare scompigli a questi silenzi;
rimangono nodi inespressi in gola
e lacrime come gocce di pioggia...

mercoledì 22 aprile 2026

Festa grigia, di Aldo Palazzeschi

Festa grigia

 Iersera la festa dei vivi colori,
vampata di risa e di lazzi iersera!
La festa del grigio è stamane,
del grigio di piombo.

S’è fa a la luce assai tardi,
la strada è ravvolta nel grigio silenzio.
Non s’ode che l’eco di sonno,
di sonno di piombo.

La nebbia leggera purifica l’aria
siccome i vapori d’incenso,
ricopre di grigio lo specchio macchiato
che ancora nell’ombra rifle e
gli sprazzi scarla i di risa,
di risa e di lazzi.

Riposano ai piedi dei le i di sonno profondo
gualciti gli stracci dai vivi colori.
La festa del grigio è stamane.

Rasentan le mura,
coperte di brune mantiglie,
beghine ricurve,
rasentan le mura silenti.

Insiste argentino l’invito alla messa:
la prima.
Con passo fasciato vi corron le piccole figlie.
La strada è ravvolta nel grigio silenzio.

L’invito argentino si tace.
Più nulla.
La messa incomincia.

Più ratte rasentan le mura le brune mantiglie,
più rade si fanno ed il passo ne cessa.

Soltanto la nebbia leggera
tranquilla rimane al suo giorno di festa:
la festa del grigio è stamane.

Aldo Palazzeschi

E forse pioverà anche oggi,
il grigio, le nubi, i silenzi;
come un ascolto dettato
il tempo picchietta i minuti.

martedì 21 aprile 2026

Avidamente allargo la mia mano, di Salvatore Quasimodo

Avidamente allargo la mia mano

In povertà di carne, come sono
eccomi, Padre; polvere di strada
che il vento leva appena in suo perdono.

Ma se scarnire non sapevo un tempo
la voce primitiva ancora rozza,
avidamente allargo la mia mano:
dammi dolore cibo cotidiano.

Salvatore Quasimodo

Nel dolore tempriamo l'anima,
così si dice ma fa sempre male;
uniti ai contesto scivoliamo vite
aggrappate a fragili sostegni...

lunedì 20 aprile 2026

Le anime più forti.., di Khalil Gibran

“Le anime più forti
sono quelle temprate dalla sofferenza.
I caratteri più solidi
sono cosparsi di cicatrici.”
 

Khalil Gibran

Non è che non mi piaccia ma
è che vorrei fosse la gioia
a temprare il mio cuore;
a volte quasi ci riesce...

domenica 19 aprile 2026

Non disturbare, di Alfonso Brezmes

Non disturbare

Uno vive come può.
La stanza della vita
è solita essere disordinata e sporca,
come al risveglio dopo
una notte agitata.

Uno scrive come può.
E se non bussi prima alla porta
corri il rischio di ritrovarti
davanti al poeta nudo,
in abiti da uomo.

Alfonso Brezmes

Eccoci spogli a volte
di coperture alla moda, 
singoli testimonials del nulla
infinitesimi attimi passati...

sabato 18 aprile 2026

A nessuno peggiore di te, Vezio schifoso.., (98) di Publio Valerio Catullo

98

A nessuno peggiore di te, Vezio schifoso, si può dire
quel che si dice a ciarlatani e sciocchi:
se mai ne avessi bisogno, potresti leccar culi
e scarponi con questa tua linguaccia.
E se in un colpo, Vezio, vorrai ammazzarci tutti,
apri la bocca: otterrai in un colpo ciò che tu vuoi.

Publio Valerio Catullo

 Mi viene in mente uno, 
in particolare, si crede dio
ed è una grande sciocco
solo pieno di armi e di sé...

venerdì 17 aprile 2026

Mattinale, di Anonimo

Mattinale

Le ultime ombre del buio
un abbraccio nel silenzio;
quel piccolo gesto di amore,
l'acqua in bottiglia, il caffè,
l'attesa del giorno in arrivo.
Mattinale consueto, finestra
di un bus che passa veloce...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

giovedì 16 aprile 2026

Canzone, di Cesare Pavese

Canzone

Le nuvole sono legate alla terra ed al vento.
Fin che ci saran nuvole sopra Torino
sarà bella la vita. Sollevo la testa
e un gran gioco si svolge lassú sotto il sole.
Masse bianche durissime e il vento vi circola
tutto azzurro – talvolta le disfa
e ne fa grandi veli impregnati di luce.
Sopra i tetti, a migliaia le nuvole bianche
copron tutto, la folla, le pietre e il frastuono.
Molte volte levandomi ho visto le nuvole
trasparire nell’acqua limpida di un catino.
Anche gli alberi uniscono il cielo alla terra.
Le città sterminate somiglian foreste
dove il cielo compare su su, tra le vie.
Come gli alberi vivi sul Po, nei torrenti
cosí vivono i mucchi di case nel sole.
Anche gli alberi soffrono e muoiono sotto le nubi
l’uomo sanguina e muore, – ma canta la gioia
tra la terra ed il cielo, la gran meraviglia
di città e di foreste. Avrò tempo domani
a rinchiudermi e stringere i denti. Ora tutta la vita
son le nubi le piante e le vie, perdute nel cielo.
[12-20 dicembre 1931]

Cesare Pavese

Nubi, tante nella mia vita
 in un cielo colmo di volti;
piango lacrime di gioia
che spesso è invece dolore...

mercoledì 15 aprile 2026

Montparnasse, di Ernest Hemingway

Montparnasse

Non ci sono mai suicidi nel quartiere tra la gente che si conosce
Suicidi riusciti.
Un ragazzo cinese s’ammazza ed è morto.
(continuano a mettergli la posta nel casellario al Dome)
Un ragazzo norvegese s’ammazza ed è morto.
(nessuno sa dov’è andato l’altro norvegese)
Una modella, la trovano morta,
sola nel suo letto e morta assai.
(e non parliamo dei fastidi che tu o questo ha dato alla concierge)
Olio d’oliva, bianco d’uovo, senapismi, schiuma di sapone
e sonde gastriche salvano la gente che si conosce.
La gente che si conosce la si trova ogni pomeriggio al caffè.
Parigi, 1922

Ernest Hemingway
Three Stories & Ten Poems (1923

Nella quotidianità notizie
di addii, di soste, di vita
che sfugge in un disperato gesto
di drammi consumati nel buio...

martedì 14 aprile 2026

Un giorno anche la guerra.., di Jim Morrison

“Un giorno anche la guerra
s'inchinerà al suono di una chitarra.”  

Jim Morrison

I suoni del mondo racchiusi
in accordi maggiori, melodie
che scalziono scoppi e boati,
sonorità palesi e armonie...

 

lunedì 13 aprile 2026

Se devo essere ricco.., di Jorge Luis Borges

Se devo essere ricco di qualcosa,
che sia di perplessità e non di certezze.

Jorge Luis Borges

Nella perplessità affondo
un desiderio insano di gioia;
nei troppi gesti, nei respiri,
gli umidi tocchi ricordo...

domenica 12 aprile 2026

Arremba su la strinata proda.., di Eugenio Montale

Arremba su la strinata proda
le navi di cartone, e dormi,
fanciulletto padrone: che non oda
tu i malevoli spiriti che veleggiano a stormi.

Nel chiuso dell’ortino svolacchia il gufo
e i fumacchi dei tetti sono pesi.
L’attimo che rovina l’opera lenta di mesi
giunge: ora incrina segreto, ora divelge in un buffo.

Viene lo spacco; forse senza strepito.
Chi ha edificato sente la sua condanna.
E’ l’ora che si salva solo la barca in panna.
Amarra la tua flotta tra le siepi.

Eugenio Montale

Arrembaggi  spesso falliti
e navi che portano segreti
alle stive come muri di seta;
la mano, ancora lei, consuma...