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domenica 26 luglio 2026

Oboe sommerso, di Salvatore Quasimodo

Oboe sommerso

Avara pena, tarda il tuo dono
in questa mia ora
di sospirati abbandoni.

Un òboe gelido risillaba
gioia di foglie perenni,
non mie, e smemora;

in me si fa sera;
l'acqua tramonta
sulle mie mani erbose.

Ali oscillano in fioco cielo,
labili: il cuore trasmigra
ed io son gerbido,

e i giorni una maceria.
 
Salvatore Quasimodo
Nel tramonto rivedo vite
passate, nei ricordi filmati;
la gioia che provo è inferiore
al dolore di ciò che manca...

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