Cerca nel blog

lunedì 11 marzo 2013

Trova il tempo..., di Madre Teresa

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.


Madre Teresa di Calcutta
(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta)


quando il tempo,
quando le cose,
quando ragione e torto,
quando il conforto...

domenica 10 marzo 2013

Marzo, di Alfred De Musset

Marzo

Nei boschi, da sera a mattina,
si schiudono fresche sorprese:

leggero sui prati cammina
Marzo, incantevole mese.
Ancora non c'è l'usignolo
ricolmo di note e di trilli,
ma lungo le prode e nel brolo
già fremono e parlano i grilli.
E, guarda, la siepe s'è desta
coperta di fiori, odorosa;
il pesco s'ammala di festa
schiudendo i suoi petali rosa.
C'è pioggia, c'è vento, c'è Sole:
è Marzo, ogni cosa ha un incanto:
è Marzo che piange e non vuole..
che mostra il sorriso tra il pianto.

Alfred de Musset


dormo di sonno leggero
quando il sole filtra,
quando un breve calore
irradia la pelle increspata
dall'ultimo freddo...

sabato 9 marzo 2013

insipido grigio..., di Anonimo

insipido grigio di marzo
le erbe ancora nel freddo
abbracci inconclusi
baci sfiorati di labbra
concesse, stanchi trasporti,
le vaghe conquiste,
i miraggi assolati
e le vie della sete...

Anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati


Carovana nel deserto,
Alexis Auguste Delahogue


venerdì 8 marzo 2013

Asfodeli, di Sergio Corazzini

Asfodeli

Madonna, se il cuore v’offersi,
il cuore giovine e scarlatto,
e se voi, con un magnifico atto,
lo accettaste insieme a` miei versi
di fanciullo poeta, e se voi
con l’olio del vostro amore
teneste vivo il suo splendore
e lo appagaste de` suoi
capricci assiduamente,
perché ieri lo faceste
sanguinare, lo faceste
lagrimare dolorosamente?
Tutte le sue gocce rosse
caddero a terra, mute,
poi che furono cadute
il cuore piú non si mosse
e come per incantamento
in ognuna fiorí un asfodelo,
il triste giglio del cielo
da l’eterno ammonimento.

Sergio Corazzini 


silenzi e contesti,
parlare con altri
che più non odono,
le brine riscaldano
freddi ancestrali...

giovedì 7 marzo 2013

Alla primola, di Riccardo Bacchelli

Alla primola

Nel nome hai la modesta
tua grazia, e col tuo timido colore,
o primula , sei lesta
più di qual si sia fiore .
ad inseguir la neve spaventosa.
Tu credi a primavera dubitosa.

Riccardo Bacchelli


l'ho vista
in Febbraio,
ancora nascosta
coi petali chiusi,
in attesa,
paziente... 

mercoledì 6 marzo 2013

Mattinale, di Anonimo


Mattinale

Un refolo d'aria, minimo,
preannuncia la pioggia,
fuori tarda il mattino;
uccelli notturni lasciano
posto a merli e piccioni;
il noce attende il destino
il nespolo riluce rugiada;
io, dalla finestra vedo,
eppure ho la testa lontana
in un altro diverso contesto
riprovo, ogni volta riprovo.

Anonimo del XX° secolo
poesie ritrovate

martedì 5 marzo 2013

La mia voce, di Amalia Guglielminetti

La mia voce

La mia voce non ha rombo di mare
o d'echi alti tra fughe di colonne :
ma il susurro che par fruscio di gonne
con cui si narran feminili gare.
Io non volli cantar, volli parlare,
e dir cose di me, di tante donne
cui molti desideri urgon l'insonne
cuore e lascian con labbra un poco amare.
E amara è pur la mia voce talvolta,
quasi vi tremi un riso d'ironia,
più pungente a chi parla che a chi ascolta.
Come quando a un'amica si confida
qualche segreto di malinconia
e si ha paura ch'ella ne sorrida.

Amalia Guglielminetti


e ascolto il suono
del mio soliloquio
di quando grido,
di quando lamento
il passaggio di nubi
e il quotidiano irrompe...

lunedì 4 marzo 2013

Il mio fanciullo ha..., di Sandro Penna

Il mio fanciullo ha le piume leggere.
Ha la voce sì viva e gentile.
Ha negli occhi le mie primavere perdute.
In lui ricerco amor non vile.
Così ritorna il cuore alle sue piene.
Così l'amore insegna cose vere.
Perdonino gli dèi se non conviene
il sentenziare su piume leggere.

Sandro Penna

Francesco Caroto,
Ritratto di fanciullo con disegno

è difficile scrivere ancora,
il calo di attenzione,
la scarsità di contatti,
i commenti risicati;
resisto per ora...

sabato 2 marzo 2013

Un quasi sole..., di Anonimo

un quasi sole
rischiara bianche distese,
nel cuore è freddo,
nell'anima pace;
vidi cose lontane
e percorsi difficili,
ora che resto
respiro, assaporo,
guardo...

Anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

venerdì 1 marzo 2013

L'incrinatura, di Guido Gozzano

sbocciano come fiori
i mali antichi, le pene,
ho visto volare la fede
in un gorgo di insulse parole
ho posato il mio capo
su un grembo di madre
e ho pianto, piano... 


L'incrinatura

Perché nel vetro di Boemia antica,
dopo un'ora, già langue l'aromale
fior che m'offerse la mia dolce Amica?

Ché la verbena vi languisce, quale
la Donna amante il biondo Garcilaso
già martoriata dal segreto male.

Io so quel male: il calice del vaso
la bella mano - o gran disavventura! -
col ventaglio d'avorio urtò per caso.

E pur bastò. La lieve incrinatura
è insanabile ormai; il morituro
fiore s'inchina, stanco, nell'arsura,

ché la ferita del cristallo duro
tacitamente compie tutto il giro
per cammino invisibile e sicuro.

Vanisce l'acqua e muore il fiore. Io miro
il calice mortifero che serba
quasi non traccia di ferita in giro,

e una assai trista simiglianza e acerba
sento fra il vetro e il calice d'un cuore
sfiorato a pena da una man superba.

La ferita da sé, senza romore,
il calice circonda nel rotondo
e il fior d'amore a poco a poco muore.

Il cuor che sano e forte pare al mondo
sèrpere senta la segreta pena
in cerchio inesorabile e profondo.

E pur la mano l'ha sfiorata a pena...
Perché nel vetro di Boemia antica,
dopo un'ora, già langue la verbena

che vi compose la mia dolce Amica?

Guido Gozzano