Cerca nel blog

mercoledì 23 aprile 2014

L'invidia degli Dei, di Lucio Mariani

L’invidia degli dèi

Parla piano, dissimula e menti sui nostri giorni
gli dèi sono presenti anche tra le foglie dell’ulivo
tra i disadorni petali della camelia rosa, nella maglia
di piume che il pettirosso in posa ostenta al mondo.
Sono all’ascolto nella limonaia, al riparo
nel folto della macchia, dentro il filo d’acqua
che sgorga raro e improvviso come una notizia
dalla faccia di pietra, sono lí lungo il bordo
del cuscino che ti incornicia il viso. Ricorda sempre
che la loro invidia non arretra di un passo
e ti ammaestra a non scoprire mai la nostra gioia.


Lucio Mariani

...e prese il dardo,
con precisione incoccò;
lo scaglio infranse
un cuore solo...

martedì 22 aprile 2014

Le fonti, di Sophia de Mello Breyner Andresen

Le fonti

Un giorno spezzerò tutti i ponti,
Che legano il mio essere, vivo e totale,
All’agitarsi del mondo dell’irreale,
E calma salirò alle fonti.

Andrò fino alle fonti dove dimora
La pienezza, il limpido splendore
Che mi fu promesso ad ogni ora,
E nel volto incompleto dell’amore.

Andrò a bere la luce e del sole il sorgere,
Andrò a bere la voce della promessa
Che a volte come un volo mi attraversa,
E là compirò tutto il mio essere.


Sophia de Mello Breyner Andresen

Fonti di Poiano

bere acque pure,
fresche e dissetanti,
poi correre ancora,
ancora arrancare...

lunedì 21 aprile 2014

Interrogo..., di Kahlil Gibran

Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe
una parola più dolce della gioia.

Kahlil Gibran


che dire,
è propio vero...
a volte...

domenica 20 aprile 2014

Pasqua, di Guido Gozzano

Pasqua

A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s'affaccia
ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.

Quand'ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l'antica pia favola dell'ovo.

Guido Gozzano

 
Buona Pasqua.
a chi mi segue e mi legge,
Buona Pasqua,
a chi s'è stancato ed è andato.

sabato 19 aprile 2014

Piove, di Anonimo




Piove

Piove sulle mie cose,
di quella pioggia leggera,
rivoli di acqua scivolano
righe profonde di terra.
piove sulla mia vita,
di quel pianto profondo
che lascia spazio al conforto
che regala pienezza.
Piove sul mondo,
beve la terra riarsa,
beve la pianta assetata,
piange un cielo grigiastro.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate


venerdì 18 aprile 2014

Se per un istante Dio...,



Anche se la paternita’ di questa poesia e’ incerta oggi la voglio riprendere; nel firmamento si è spenta un'altra stella.
Molti la attribuiscono al grande scrittore colombiano G.G. Marquez, premio Nobel per la letteratura nel 1982; forse non è così, ma ci sta bene lo stesso.

«Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi facesse dono
di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso,ma penserei a tutto ciò che
dico.
Valuterei le cose, non per il loro valore ma per ciò che significano. Dormirei poco
e sognerei di più, essendo cosciente che per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi,
perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei avanti quando gli altri si ritirano, mi sveglierei
quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al
cioccolato. Se Dio mi desse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice e, prima di tutto,
butterei me stesso in fronte al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la
mia anima. Dio mio se avessi un un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei
l'arrivo del sole. Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh
e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio
dei loro petali. Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno
senza dire alle persone che amo, che le amo. Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che
sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell'amore. Mostrerei agli uomini quanto sbagliano
quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiano, non sapendo che
invecchiano quando smettono di innamorarsi! A un bambino darei le ali, ma lascerei che
imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia,
ma con la dimenticanza. Ho imparato così tanto da voi, Uomini... Ho imparato che ognuno
vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come
questa montagna è stata scalata. Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima
volta il dito del padre nel suo piccolo pugno, l'ha catturato per sempre.
Ho imparato che un
uomo ha il diritto di guardare dall'alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi
Da voi ho imparato così tante cose, ma in verità non saranno granché
utili, perché quando mi metteranno in questa valigia, starò purtroppo per morire. Di’
sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi. Se sapessi che oggi è l'ultima volta che ti guardo
mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il
guardiano della tua anima. Se sapessi che oggi è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla
porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri. Se sapessi
che oggi è l'ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle
ascoltare una e più volte ancora. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo,
direi "ti amo" e non darei scioccamente per scontato che già lo sai. Sempre c'è un domani
e la vita ci dà un'altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse
tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò.
Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l'ultima volta
che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perché se il domani non arrivasse,
sicuramente rimpiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio,
un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio. Tieni chi ami vicino a
te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli "mi
spiace", "perdonami", "per favore", "grazie" e tutte le parole d'amore che conosci. Nessuno
ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per
esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti.»


"Si por un instante Dios se olvidara de que soy una marioneta de trapo y me regalara un
trozo de vida, posiblemente no diría todo lo que pienso, pero en definitiva pensaría todo lo
que digo. Daría valor a las cosas, no por lo que valen, sino por lo que significan. Dormiría
poco, soñaría más, entiendo que por cada minuto que cerramos los ojos, perdemos
sesenta segundos de luz.
Andaría cuando los demás se detienen, despertaría cuando los demás duermen.
Escucharía cuando los demás hablan, y ¡cómo disfrutaría de un buen helado de
chocolate!.
Si Dios me obsequiara un trozo de vida, vestiría sencillo, me tiraría de bruces al sol,
dejando descubierto, no solamente mi cuerpo sino mi alma.
Dios mío, si yo tuviera un corazón, escribiría mi odio sobre el hielo, esperaría a que
saliera el sol. Pintaría, con un sueño de Van Gogh, sobre las estrellas un poema de
Benedetti y una canción de Serrat, sería la serenata que le ofrecería a la luna. Regaría
con mis lágrimas las rosas para sentir el dolor de sus espinas y el encarnado beso de sus
pétalos....
Dios mío, si yo tuviera un trozo de vida..... No dejaría pasar un solo día sin decirle a la
gente que quiero, que la quiero. Convencería a cada mujer u hombre de que son mis
favoritos y viviría enamorado del amor. A los hombres les probaría cuán equivocados
están al pensar que dejan de enamorarse cuando envejecen, ¡sin saber que envejecen
cuando dejan de enamorarse!.
A un niño le daría alas, pero le dejaría que él solo aprendiese a volar.
A los viejos les enseñaría que la muerte no llega con la vejez, sino con el olvido.
Tantas cosas he aprendido de ustedes, los hombres..... He aprendido que todo el mundo
quiere vivir en la cima de la montaña, sin saber que la verdadera felicidad está en la forma
de subir la escarpada. He aprendido que cuando un recién nacido aprieta con su pequeño
puño por vez primera, el dedo del padre, lo tiene atrapado por siempre.
He aprendido que un hombre sólo tiene derecho a mirar a otro hacia abajo, cuando ha de
ayudarle a levantarse. Son tantas las cosas que he podido aprender de ustedes, que
realmente de mucho no habrán de servir, porque cuando me guarden dentro de esa
maleta, infelizmente me estaré muriendo.

"La marionetta" può essere considerata il testamento
spirituale dello scrittore colombiano (Premio Nobel per
la Letteratura nel 1982): con questa poesia, inviata agli amici, egli
infatti si ritira dalla vita pubblica per motivi di salute.

giovedì 17 aprile 2014

(appartenere) di Mario De Santis

(appartenere)

Dorme in un gelo diverso l’acqua di pozzanghere,
l’acqua che diviene spreco; l’autunno di campagne
vive di presenza e dispersione.
Le parole fanno caldo il nostro sonno.

Ecco per dove passerà la via
che sanerà la sete: per luce o cumulo di voci nebulose
per tutte le ricevute, per gli orologi senza suoneria,
per mappe catastali. L’essenza della vita
è un semplice lavoro, il vuoto d’energia che si dimentica
nell’attimo di un’alluvione. E mai completa,
un infinito lavorìo, la casa del riparo
sta lì per tenere il proprio vuoto, dove non ci saranno
mai quelli che non sono
nati. La casa è indifferente ai temporali
all’acqua che si divide dalle acque
che arrivano da oriente, piogge
soltanto – felici di non essere
acque morte.



 (Rocca di mezzo, Roma, 13 febbraio 2003)
Mario De Santis


un senso di vaga follia,
paura più che altro,
ritorno indifeso e stanco,
l'anima pesa...

mercoledì 16 aprile 2014

Knockin' on heaven's door, di Bob Dylan

Knockin' on heaven's door

Mama, take this badge off of me
I can't use it anymore.
It's gettin' dark, too dark for me to see
I feel like I'm knockin' on heaven's door.

Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door

Mama, put my guns in the ground
I can't shoot them anymore.
That long black cloud is comin' down
I feel like I'm knockin' on heaven's door.

Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Firenze, Battistero, porte del Paradiso
Mamma, portami via questo simbolo
io non posso usarlo ancora. 
sta diventando oscuro, troppo oscuro da vedere
mi sento come se stessi bussando alle porte del paradiso

Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso

Mamma, metti la mia pistola a terra
io non posso sparargli ancora
Quella lunga nuvola nera sta scendendo
mi sento come se stessi bussando alle porte del paradiso

Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso

Bob Dylan

martedì 15 aprile 2014

Non bisogna..., di Ernest Hemingway

Non bisogna giudicare gli uomini
dalle loro amicizie:
Giuda
frequentava persone irreprensibili.
 
Ernest Hemingway
 
Cimabue, Il bacio di Giuda
 
chi di noi mai?
chi di noi?
ricordi lontani
eppure così vividi...

lunedì 14 aprile 2014

Questa sera la luna..., di Kostas Kariotakis


Questa sera la luna dentro il mare
cadrà come una perla pesantissima.
E giocherà sopra di me la folle,
la folle luna.

Si frangerà l’onda color rubino
sui miei piedi spargendo mille stelle.
Le mie mani saranno diventate
due colombelle:

e saliranno – due uccelli d’argento –
a riempirsi di luna – come coppe
e di luna le spalle e i capelli
m’irroreranno.

Il mare è un oro fuso. Metterò
in una barca il mio sogno affinché
veleggi. Chiara, diamantina ghiaia
calpesterò.

Quando la luce l’attraverserà
sarà perla pesante il mio cuore.
E riderò. E piangerò... Ma guarda, ecco,
ecco la luna!
Kostas KariotakisTraduzione di Filippomaria Pontani


sogni e segni,
in un continuum
di luci ed ombre,
io... in disparte...