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giovedì 10 luglio 2014

Gocce di fiele, di Gabriela Mistral

Gocce di fiele
Non cantare: resta sempre attaccato
sulla tua lingua un canto;
quello che doveva essere trasmesso.
 
Non baciare: resta sempre per una strana maledizione
il bacio che non viene su dal cuore.
 
Prega: pregare è dolce: però sappi
che la tua lingua avara non giunge
a dire il solo Padre Nostro che ti salvi.
 
E non chiamare come clemente la morte,
perché nel corpo di bianchezza immensa
resterà un vivo brandello che sente
la pietra che ti soffoca
ed il vorace verme che ti fora.
 
Gabriela Mistral


non...,
negazione assoluta,
fatta di rimproveri,
di proibizioni continue...

mercoledì 9 luglio 2014

Quante volte..., di Vladimir Holan

Quante volte

Quante volte già hai passeggiato, così, vicino a un orologio
o sotto una stenta acacia, cercando con gli occhi,
ma la sembianza dell’una o dell’altra s’altera facilmente…
Nei sensi la fatalità e in echi d’anima
conoscesti la paura della morte,
ecco che cos‘è aspettare… Così dopo
sono reali soltanto gli spettri… Ma la gelosia
non ha chi la difenderebbe…

Vladimir Holan



per ogni volta,
per ogni occasione;
infliggere colpi al cuore,
soggiogare l'anima
fino al respiro,
quello che libera...

martedì 8 luglio 2014

Canto alle rondini, di Alfonso Gatto

Canto alle rondini
 
Questa verde serata ancora nuova
e la luna che sfiora calma il giorno
oltre la luce aperto con le rondini
daranno pace e fiume alla campagna
ed agli esuli morti un altro amore;
ci rimpiange monotono quel grido
brullo che spinge già l' inverno, è solo
l' uomo che porta la città lontano.
 
e nei treni che spuntano, e nell' ora
fonda che annotta, sperano le donne
ai freddi affissi d' un teatro, cuore
logoro nome che patimmo un giorno.
 
Alfonso Gatto
 

 
rondine vola i tuoi cerchi
nel chiaro mattino;
nel mentre che guardo
riportami allora...

lunedì 7 luglio 2014

Assonnato, di Anonimo

Assonnato

Ancora assonnato mi alzo
gonfi negli occhi sogni mattutini,
guardando lo sbecchio rimbalzo
capellii sfocati, corvini.
Mi lascia il torpore lavato
da fresche manate di acqua
è l'alba, mi sono svegliato...

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate



domenica 6 luglio 2014

Il presente, di Franco Fortini

Il presente
 
Guardo le acque e le canne
di un braccio di fiume e il sole
dentro l'acqua.
 
Guardavo, ero ma sono.
La melma si asciuga fra le radici.
Il mio verbo è al presente.
Questo mondo residuo d'incendi
vuole esistere.
Insetti tendono
trappole lunghe millenni.
Le effimere sfumano. Si sfanno
impresse nel dolce vento d'Arcadia.
Attraversa il fiume una barca.
E' un servo del vescovo Baudo.
Va tra la paglia d'una capanna
sfogliata sotto molte lune.
Detto la mia legge ironica
alle foglie che ronzano, al trasvolo
nervoso del drago-cervo.
Confido alle canne false eterne
la grande strategia da Yenan allo Hopei.
Seguo il segno che una mano armata incide
sulla scorza del pino
e prepara il fuoco dell'ambra dove starò invisibile.
 
Franco Fortini 
 
 
 presente di nuovi pensieri,
quelli lontani, sparsi;
nel cerchio dei soli
si innestano tattiche antiche.
Le prime del corso,
quelle lontane, sparse;
eccoci ancora, qui... 

sabato 5 luglio 2014

Signor Tenente, di Giorgio Faletti

  
 Signor Tenente

Forse possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent'anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c'asse vedesse che non c'era
E abbiam montato l'autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C'era l'asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l'esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c'è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c'è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c'ho vent'anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente 

Giorgio Faletti

venerdì 4 luglio 2014

Un cosmo qualunque, di Luciano Erba

Un cosmo qualunque

Abitano mondi intermedi
spazi di fisica pura
le cose senza prestigio
gli oggetti senza design
la cravatta per il mio compleanno
le Trabant dei paesi dell’est.
Tèrbano, ma che vorrà dire?
Forse meglio di altri
esprimono una loro tensione
un’aura, si diceva una volta
verso quanto ci circonda.

Luciano Erba



già qualunque...,
un uomo, una cosa un posto...,
qualunque...
da qualunque parte...

giovedì 3 luglio 2014

Così Celeste, di Zucchero

Così celeste

Un altro sole
Quando viene sera
Sta colorando
L'anima mia
Potrebbe essere
Di chi spera
Ma nel mio cuore
E' solo mia
E mi fa piangere sospirare
Cosi' celeste
She's my baby
E mi fa ridere
Bestemmiare
E brucia il fuoco
She's my baby
Gli occhi si allagano
E la ninfea
Galleggia in fiore
Che maggio sia
E per amarti meglio
Amore mio
Figliamo rose
Lo voglio anch'io
E mi fa ridere
E accende il giorno
Cosi' celeste
She's my baby
Come un pianeta che
Mi gira intorno
E brucia il fuoco
She's my baby
Lei lo fa come avesse sete
Oh i don't know
Sulla mia pelle lieve
Come neve
E mi fa piangere sospirare
Cosi' celeste
She's my baby
E mi fa ridere
Bestemmiare
E brucia il fuoco
She's my baby
E mi fa ridere
E accende il giorno
Cosi' celeste
She's my baby
Come un pianeta che
Mi gira intorno
E brucia il fuoco
She's my baby
Potrebbe essere
Di chi spera
Ma nel mio cuore
E' mia
E' mia

Zucchero


giusto per concludere
quanto iniziato ieri;
una bella canzone,
così celeste...

mercoledì 2 luglio 2014

Il celeste non si misura con la mente, di Aleksandr Aleksandrovic Blok

Il celeste non si misura con la mente

Il celeste non si misura con la mente,
l’azzurro è occulto agli intelletti.
Solo di rado i serafini portano
un sacro sogno agli eletti dei mondi.

E la Venere russa mi è apparsa,
avvolta in una tunica pesante,
insensibile e pura, immensamente non lieta,
con nei tratti un placido sogno.

Non per la prima volta è scesa sulla terra,
ma per la prima volta le si stringono intorno,
non gli eroi del mito, ma altri paladini…
E strano è il lampo dei suoi occhi profondi…


Sachmatovo, 29 maggio 1901
Aleksandr Aleksandrovic Blok



così celeste,
come un sogno
nel nulla più nero,
il celeste...

martedì 1 luglio 2014

Natura, di Mario Luzi

Natura
 
La terra e a lei concorde il mare
e sopra ovunque un mare più giocondo
per la veloce fiamma dei passeri
e la via
della riposante luna e del sonno
dei dolci corpi socchiusi alla vita
e alla morte su un campo;
e per quelle voci che scendono
sfuggendo a misteriose porte e balzano
sopra noi come uccelli folli di tornare
sopra le isole originali cantando:
qui si prepara
un giaciglio di porpora e un canto che culla
per chi non ha potuto dormire
sì dura era la pietra,
sì acuminato l'amore.
Mario Luzi


sempre...,
con occhi di bimbo
guardare lontano,
respirare il vento,
sentire il chiarore...