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sabato 20 agosto 2016

Ultimo sole, di Arturo Graf

Ultimo sole
 
Dagli alti gorghi e dal profondo gelo
Della mia mente un picciol astro emerge
Che di sua luce moribonda asperge
L’opaco flutto e il nebuloso cielo.

Per brevi istanti di lontan la scissa
Oscurità contempla e novamente,
A mo’ d’una meteora sparente,
Entro l’immobil onda s’inabissa.

 
Ogni dì più lo scarso orbe s’affuma
E più da presso l’orizzonte rade;
Così fa il sol nell’artiche contrade
Quando lo incalza la nevosa bruma

 
O mio pallido sole, o mio conforto
Ultimo! un dì tu pur mi lascerai:
Allora il bujo e il gel, spenti i tuoi rai,
 
Arturo Graf
 
Giuseppe Fratantonio
"Ultimo sole"
acrilico, 2014
 
ultimi giorni d'estate,
nel sole, nel cielo,
le marine invitano ancora,
le onde ancora seducono...

venerdì 19 agosto 2016

Giorni di minime #8

 
le luci dell'alba scemano,
ora è giorno, pieno, plumbeo;
le storie di ieri finite, erose,
oggi è un giorno nuovo
eppure così simile a ieri...
 
Gujil

giovedì 18 agosto 2016

Quando ci incontrammo... di Inge Müller

Quando ci incontrammo
In una strada laterale delle nostre vie
Sentivi paura della vita
Sentivo paura della morte
Che era vicina e vedemmo il cielo rosso
Avvolgerci soffice come una coperta di lana
E ci riscaldammo per un attimo
 
L’attimo
durò sette estati. Quando levammo gli occhi
Il tempo era già trascorso.
 
Inge Müller
Traduzione di Gio Batta Bucciol
Poesie per una lettera di addio
 
 
quando un attimo dura così tanto,
quando l'istante si ferma,
non siamo mai preparati,
ci sentiamo dispersi...

mercoledì 17 agosto 2016

Giorni di minime #7


 
 
lo sfogo di un attimo, inezia,
mi perdo nel mondo fantastico;
poi torna la quiete, ristò,
sempre come..., sempre quasi...
 
Gujil

martedì 16 agosto 2016

Strada di Creva, di Vittorio Sereni

Strada di Creva
 
 I
Presto la vela freschissima di maggio
ritornerà sulle acque
dove infinita trema Luino
e il canto spunterà remoto
del cucco affacciato alle valli
dopo l’ultima pioggia:
                                        ora
d’un pazzo inverno nei giorni
dei Santi votati alla neve
lucerte vanno per siepi,
fumano i boschi intorno
e una coppia attardata sui clivi
ha voci per me di saluto
come a volte sui monti
la gente che si chiama tra le valli.


II
Questo trepido vivere nei morti.
Ma dove ci conduce questo cielo
che azzurro sempre più azzurro si spalanca
ove, a guardarli, ai lontani
Paesi decade ogni colore.
Tu sai che la strada se discende
ci protende altri prati, altri paesi,
altre vele sui laghi:
il vento ancora
turba i golfi, li oscura.
Si rientra d'un passo nell'inverno.
E nei tetri abituri si rientra,
a un convito d'ospiti leggiadri
si riattizzano i fuochi moribondi.
E nei bicchieri muoiono altri giorni.
Salvaci allora dai notturni orrori
dei lumi nelle case silenziose.

Vittorio Sereni
Lo sperpero della gioia
 
 
strade, di ogni posto,
quelle che vanno, quelle che stanno;
i miei percorsi sono infiniti,
le vie tracciate troppe...

lunedì 15 agosto 2016

Si affilia l'azzurro delle notti..., di Velimir Chlebnikov


 Si affilia il filo azzurro delle notti
 
 Si affilia il filo azzurro delle notti,
 soffia in tutto ciò che v’è di caro,
 e qualcuno chiamava con languore,
 pensando alle amarezze della sera.
 Ciò accadeva quando sulle barche
 si accendevano tre stelle d’oro,
 e quando una tuia solitaria
 distese sopra una tomba i suoi rami.
 Ciò accadeva quando i titani
 di scarlatti turbanti si vestivano,
 e l’impeto illegale d’un monsone
 era bello, ignorandone il motivo.
 Ciò accadeva quando i pescatori
 cantavano parole di Odisseo,
 e in lontananza sul flutto marino
 un’ala in alto si levava sghemba.
 
Velimir Chlebnikov
Traduzione di Angelo Maria Ripellino
 
 
le notti da scuro preludio all'amore
a insonni e lunghe fatiche,
le notti,
poi arriva la luce, si riparte... 
 
 

domenica 14 agosto 2016

Sulla riva del mare silente..., di Heinrich Heine

Sulla riva del mare silente
Si è levata la notte, e la luna
Si fa largo attraverso le nubi,
E si sente sussurrare i flutti:
Quell'uomo, laggiù, certo è un pazzo,
O deve essere innamorato,
Perché ha l'aria avvilita e contenta,
È contento ed è insieme avvilito?
E la luna guardandolo ride,
E con limpida voce dichiara:
Quello è innamorato ed è pazzo,
E per giunta è anche un poeta.
 
Heinrich Heine
Traduzione di Simonetta Carusi
L'infelice beffardo
 
 
la notte, la spiaggia, ricordo
e ora lei, uguale, come fui;
non passa momento che sfoglio
bacheche riposte, segrete...

sabato 13 agosto 2016

Giorni di minime #6

Intimi ricorsi adempiono
rituali consueti, nel giorno
conto ore lente o veloci;
che importa...
vivo...

Gujil
 
 

venerdì 12 agosto 2016

Giorni di minime #5

sto, come posso,
vado e ritorno,
anche oggi, come ieri...
 
Gujil
 
 

giovedì 11 agosto 2016

Non è un caso..., di Helga Maria Novak

NON È UN CASO che sia approdata qui
la luce mi ha attratto in queste contrade
questo giallo questo verde altrove son diversi
e in nessun luogo la sabbia asciutta odora come qui
anziché setacciare nuove terre
mi sono votata all'era glaciale
al corso delle sue acque di scioglimento ai maelstrom
mi sono immersa nel miocene
mappe carte archeologiche
tabelle cronologie carte escursionistiche ho dispiegato
cercando i passaggi dalla valle glaciale alla morena terminale
terra friabile chiara lieta feconda
e sono approdata qui per sempre
stavolta non dimentico che ho vita precaria

Helga Maria Novak
Traduzione di Paola Quadrelli
Canti di una senza patria
 
 
gli approdi, arrivi dall'acqua,
si tocca, si ondeggia,
poi si scende e tutto è finito,
oppure sta per cominciare...