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venerdì 10 febbraio 2017

Estasi arcana, di arturo Graf

Estasi arcana
 
Il cor mi batte, l’anima mi trema:
Io sento in fondo al ciel, nell’infinita
Dello spazio immortal pace suprema
Scrosciar cantando i fonti della vita.
L’armonia prodigiosa or cresce or scema,
Di mille voci incognite nodrita,
E quando par che in suon di pianto frema,
E quando in un sonante inno rapita
Sembra d’amor. Estasi arcana! un novo
Ardor mi corre per le stanche membra
E non so dir la volutta ch’io provo;
E di speranze antiche mi rimembra,
E fedi morte nel mio cor ritrovo,
E il gran mistero di capir mi sembra.
 
Arturo Graf
 
 
arcane cose nel futuro,
misteri irrisolti nel passato,
quel volto mai baciato
come quel corpo mai toccato...
 

giovedì 9 febbraio 2017

Dentro le cose, di Anonimo

Dentro le cose
 
A fondo, dentro le cose
a ricercare immagini, pose,
indistinte  figure leggere
confondono sensi, chimere
di giorni passati e suadenti
di tempi andati e lucenti.
La gioia si alterna al dolore
piano senza fare rumore,
in un attimo solo si vede
il colore del sole che cede
a nuvole grigie, vicine
scenario di queste mattine.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate


John Constable
"Esteso paesaggio con grigio nubi"
olio su tela

mercoledì 8 febbraio 2017

Nulla, di Cees Nooteboom

Nulla
                 

La vita
dovresti poterla
ricordare
come un viaggio all’estero

e con amici o con amiche
parlarne poi
e dire

è stata bella, no?
la vita,
e vedere frammenti di donne, segreti
e paesaggi

e lasciarsi poi ricadere soddisfatti
ma i morti non possono lasciarsi ricadere.
E nemmeno nient’altro possono fare.

Cees Nooteboom
Poesia come meditazione
traduzione di Fulvio Ferrari
 
 
nel nulla, sprofondare, a volte,
altre volte non volere nulla,
anche non dire più nulla,
il nulla... non fare nulla...

martedì 7 febbraio 2017

Prede, di Anonimo

Prede
 
Siamo prede del vivere,
l'esistenza ci bracca, scappiamo
su vie che sappiamo indecise;
schiavi dell'indole procediamo
su declivi e pendii, instabili,
ci incontriamo e sosteniamo,
a volte ci amiamo...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 

lunedì 6 febbraio 2017

Tsunami, di Donata Berra

Tsunami

Quando
sull’arco del giorno si schiaccia la notte
e abbruna la linfa alle nostre membra sfatte

passa la mano dell’onda e subito
abbiamo tutti lo stesso nome

i giochi le reti gettate gli sguardi la compiacenza
il lungo, faticoso metterci in scena
                                               niente più appare

sotto il cielo ragnato da un inutile sole
come se il tempo si trovasse altrove

calma è soltanto la voce
nostra, che dice – in fondo noi
                                           lo sapevamo

vieni, riposa, voglio accarezzarti di buio,
buio sulla tua pelle, a piene mani
                                              ti accarezzo di buio
che renda cieca la voce.


Donata Berra
A memoria di mare
 
 
questo mare che sconvolge, affoga,
un mare che fa annaspare la vita;
le ansie costrette, le paure ancestrali,
dietro le imposte le speranze riposte...

domenica 5 febbraio 2017

Il graffio, di Raymond Carver

Il graffio

Mi sono svegliato con una macchia
di sangue sopra l'occhio. Un graffio
in piena fronte.
Ma dormo da solo in questi giorni.
Perché al mondo accade che un uomo
alzi contro di sé la propria mano, anche nel sonno?
A questa e ad altre domande del genere
sto cercando la risposta questa mattina.
Mentre studio il mio viso alla finestra.
 
Raymond Carver
traduzione di Riccardo Duranti
 

i sogni devastano la mente,
quando sono potenti, vividi,
stamane ho sognato di Lei, di Loro,
una rabbia esplosiva ora dissolta...

sabato 4 febbraio 2017

T'amo senza sapere come..., di Pablo Neruda

T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
T’amo senza sapere come… -
 
Pablo Neruda
 
 
amare d'amore, dentro, tutto,
la passione fuori, le brame, le cose;
amare come si vive, intensamente,
abbracci, carezze, baci, stringersi...

venerdì 3 febbraio 2017

Poi piove come se non..., di Daniele Piccini

Poi piove come se non dovesse smettere,
agosto non riprendesse la corsa,
le stagioni sull’orlo della grotta
fermate al fronte, e la mente che pensa:
“fosse cosí, non prendesse la mola
a macinare ancora (il gesto in aria),
non dovesse la macina schiacciare
ancora una stagione maturata”.
Diventa blu e cenere la stella
polare della vita, si riveste
di tenerezza il manto già regale.
Cominciano a venire dalle porte
gli invitati mandati fuori a un gesto,
i già esclusi dal tempo a rifiorire.


Daniele Piccini
Inizio fine

 
 
La pioggia bagna, tutto,
le cose si velano d'acqua,
il freddo solidifica la patina
e dentro si rimane in attesa...

giovedì 2 febbraio 2017

Giorni di minime #39

 
paure, dietro lo sguardo, nel cuore,
anima in subbuglio, crampi, dolore,
i sospiri sempre lunghi, infiniti;
così siamo quando ansimiamo risposte,
quando cerchiamo conforto nel vento;
le sensazioni sospese ammiccano
verso lidi vergini, tranquilli, sereni;
il mare della vita, agitato, percuote con forza
i bordi incrostati e fragili delle nostre anime...
 
Gujil

mercoledì 1 febbraio 2017

Senti Iolanda come è triste il sole, di Carlo Michelstaedter


Senti Iolanda come è triste il sole
e come stride l'alito del vento -
passa radendo i vertici fioriti
un nembo irresistibile.
 
Senti, è sinistro il grido degli uccelli
vedi che oscura è l'aria
ed è fuliggine
nel raggio d'ogni luce e dal profondo
sembra levarsi tutto quanto è triste
e doloroso nel passato e tutte
le forze brute in fremito ribelle
contaminarsi irreparabilmente.
 
Scompose il nembo irreparabilmente
il tuo sorriso,
Iolanda, e mi percorse
con ignoto terrore il core altero. -
Che è questo che s'attarda insidioso
nel nostro sguardo allor che senza fine
immoto intenso dalle nere ciglia
arde di vicendevole calore?
Perché di fosca fiamma la pupilla
s'accende nel languore disperato?
Perché non ride amore
come rideva amico nelle tenui
sere di maggio?
È più forte, più forte
questa torbida fiamma di desio
e mentre tutto intorno a me precipita
mentre crolla nel vortice funesto
ogni affetto, ogni fede, ogni speranza
sbatte le rosse lingue e s'attorciglia
inestinguibile.
 
E più, e più, e più nel cielo tumido
arde l'ansia selvaggia e dolorosa
purché io sugga dai tuoi occhi il fascino
purché io senta le tue mani fremere
purché io colga alla tua bocca fervida
la voluttà infinita del tuo bacio
Ïolanda, e l'ebbrezza infinita. -
 
Carlo Michelstaedter
Giugno 1907
 
 
passione, amore, corpi,
la donna, l'uomo,
i giovanili impeti e la vecchiaia,
la nostra Iolanda perduta...