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sabato 30 giugno 2012


Vicolo

Mi chiama talvolta la tua voce
e non so che cieli ed acque
mi si svegliano dentro:

una rete di sole che si smaglia
sui tuoi muri ch'erano a sera
un dondolio di lampade
dalle botteghe tarde
piene di vento e di tristezza.

Altro tempo: un telaio batteva nel cortile
e s'udiva nella notte un pianto
di cuccioli e bambini.

Vicolo: una croce di case
che si chiamano piano,
e non sanno ch'è paura
di restare sole nel buio.

Salvatore Quasimodo

Vicolo Baciadonne, Città della Pieve

sommerso dai sempre
ricorro nei mentre,
fuori dal vicolo è caldo
dall'asfalto nuvole leggere...

venerdì 29 giugno 2012

concrezioni mentali
mi assentano in un coro
di voci e volti nella mente,
che parlano e stingono
le vie orizzontali di fronte;
ho cercato con forza appigli insicuri,
ho provato, fallito, riuscito, evitato,
ora ho sonno e recito le mie litanie...


giovedì 28 giugno 2012


il freddo improvviso
gela un sorriso
non basta il sole d'estate,
non serve la luce del sole,
c'è un mondo che muore,
ogni tanto,
in ciascuno di noi...

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

mercoledì 27 giugno 2012

Portami lungo viali vuoti...

Portami lungo viali vuoti,
parlami di qualche sciocchezza,
pronuncia vagamente un nome.
I lampioni piangono l'estate.
Due lampioni piangono l'estate.
Cespugli di sorbo. Una panchina umida.
Amore mio, resta con me fino all'alba,
poi lasciami.
Rimasto come un'ombra offuscata,
vagherò qui ancora un po',ricorderò tutto,
la luce accecante, il buio infernale,
io stesso fra cinque minuti sparirò.

Boris Ryzyi
lascio il rimpianto
a guardia del flebile sono
in consunti ripensamenti
richiedo cose risapute;
nel mesto incedere
colombe svolazzano
e corvi in attesa sui fili... 

martedì 26 giugno 2012

Spighe mature

Le spighe a ciuffi si sono affollate
sull'argine della strada maestra:
stanno affacciate a una lunga finestra
di filo spinato, mature, dorate.
Stanno a guardare le coccinelle
così amanti del sole, stanno in attesa
che la sera riporti la grande distesa
di lucciole innamorate di stelle.

Giuseppe Porto


grano tra le dita
come a comporre corone
di infiniti rosari
a pregare che il tempo
ritardi i rintocchi
litanie di chi vede
assottigliarsi la vita
e sfuocare orizzonti...

lunedì 25 giugno 2012


Righe di cielo

Cielo rigato di impronte,
pensieri volanti, ristagni
di vivere intenso, segreto;
là, al fiume, sul greto
rivedo te, vita, che bagni
le mani, la bocca, la fronte.

anonimo del XX ° secolo
poesie ritrovate



domenica 24 giugno 2012

Estate chiara e ardente

Delle quattro stagioni dell'anno
l'estate è la più chiara e la più ardente,
fa maturare i frutti
e sparge risa e luce:

Com'è bello, discendendo al fiume,
fermarsi sopra l'acqua.
per ascoltare in lontananza il cuculo,
per vedere la giovane luna.

Nikolaj Aseev


lune passate in silenzio
quelle piene, quelle a metà,
in sospiri guidati da ritmi
scanditi da suoni del cuore;
ora sento il profumo,
ora ascolto le nenie...

sabato 23 giugno 2012

Conchiglie  

Eternamente giace e splende piano
sotto l'enormi tempestose ondate
e sotto le minute onde beate
che il Greco antico un tempo ha nominato
crespe di risa.
Ascolta,: la conchiglia iridescente
canta nel mare, al più profondo.
Eternamente giace, e canta silenziosa.

Katherine Mansfield


suono di mare
e ritorno bambino
nell'eco distorto
piedi bagnati,
sconfinati arenili
frammenti lucenti,
sabbie dorate...

venerdì 22 giugno 2012

All'ipotetico lettore

Ho messo la mia anima fra le tue mani.
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.
Ma schiudile se un giorno
la sentirai fuggire. Fa' che siano
allora come foglie e come vento,
assecondando il suo volo.
E sappi che l'affetto nell'addio
non è minore che nell'incontro. Rimane
uguale e sarà eterno. Ma diverse
sono talvolta le vie da percorrere
in obbedienza al destino.

Margherita Guidacci


sfiora, chi legge, pagine
a volte dure e taglienti
a volte delicate e sole
come solo chi scrive,
solo chi dentro di sè
geme con umido ardore... 

giovedì 21 giugno 2012

Lo spirito afflitto trova pace
solo in unione a uno spirito a lui simile.
I due convergono nell'affetto,
come uno straniero si rallegra
a vedere un altro straniero
in una terra lontana.
I cuori che si uniscono
per mezzo del dolore
non saranno separati
dalla gloria della gioia.
L'amore lavato dalle lacrime
rimane eternamente puro e bello.

Kahlil Gibran
(da "Le ali spezzate")


irrompono stolti rimandi
ai veri sospiri del ventre,
si scilgono nodi irrisolti
in un susseguirsi di cose
e nuvole alte nel cielo...