Cerca nel blog

lunedì 2 giugno 2014

cielo di Giugno, di anonimo

cielo di Giugno,
nascosto da nubi e passaggi
di voli radenti;
la mente ritorna,
il cuore ribatte.

Anonimo
del XX° secolo
frammenti

domenica 1 giugno 2014

Proverbio

Ciascun
dal proprio cuor
l'altrui misura.
 


 
Ciascun dal proprio cuor l'altrui misura, recita un vecchio proverbio.
Dice che l'essere umano e' portato ad attribuire agli altri sentimenti, motivazioni ecc commisurate al proprio livello.
Non male per un proverbio popolare!
Un invito a guardarsi dentro con un pò meno furbizia; mentire a sè stessi èla cosa più stupida che si possa fare.

sabato 31 maggio 2014

Partenze, di Anonimo

Partenze

Debite rotte affrancano
corpi in partenza...ritorno,
eppure rimane il cuore,
quello profondo, intimo;
si sfilaccia la vita ogni volta,
ogni volta si teme...

Anonimo
del XX* secolo
poesie ritrovate


venerdì 30 maggio 2014

Alba sull'Acropoli, di Ida Vallerugo

Alba sull'Acropoli

Ma mi assale il tempo. Non qui, non ora

in quest'alba calma fra queste colonne.
Non qui, non ora, in questo silenzio vivo, fra le voci
in cui sono nata. Abbiamo un appuntamento, tempo,
ma non qui, non ora, in questa perfezione
che lenta scompare.

E tu ti torci nella pietra lassù, cavallo,
occhio grande, spaventato. Calmati, sei perfetto così.
Vuoi tornare alla sua mano, tu.
Non è qui Fidia, con gli scalpellini morti di Meduno
lui ora cena.

Non qui, non ora. Ma con te non posso lottare.
Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura
del passare
pronta mi fai a partire dove non arriverò.
Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch'io
nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso
di antichissime cicale che grideranno
ancora insieme qui, solo loro...

Ma impigliata negli sterpi, la ciocca del dio
che ci corre nelle vene di dormienti inquieti che aspettano
di risalire per le giovani linfe che spargemmo

nella tua dura luce, nostro umano passare.


Ida Vallerugo


...e Lei scivolava via leggera,
nella notte romana;
ancora negli occhi nostri
cariatidi, storia, rovine
e quel bacio nel sole...

giovedì 29 maggio 2014

Torrente, di Attilio Bertolucci

Torrente


Spumeggiante, fredda,
fiorita acqua dei torrenti,
un incanto mi dai
che più bello non conobbi mai;
il tuo rumore mi fa sordo,
nascono echi nel mio cuore.
Dove sono? Fra grandi massi
arrugginiti, alberi, selve
percorse da ombrosi sentieri?
Il sole mi fa un po' sudare,
mi dora. Oh questo rumore tranquillo,
questa solitudine.
E quel mulino che si vede e non si vede
fra i castagni abbandonato.
Misento stanco, felice
come una nuvola o un albero bagnato.

Attilio Bertolucci



come dire acqua che scorre,
libera, senza peso,
cristallina e pura,
alberi e aghi di pino...

mercoledì 28 maggio 2014

Vecchiaia, di Ghiannis Ritsos

Vecchiaia

Ah, sì, invecchiano anche le statue e le poesie.
Molti avevano preso parte a quella storia –
uomini, animali, bambini, fiumi, alberi,
ragazzi e ragazze con motociclette, due papere
bianche,
il matto silenzioso con una cicca e una galletta;
ed era un mezzogiorno estivo d'oro e sventolavano
le piume della gallina sgozzata luccicando in aria,
e la zia Evanghelìa in cucina puliva le bamie,
e una grossa farfalla si posò sulla saliera.
Nessuno, proprio nessuno allora sapeva
che il transitorio passa nel mito. Alla stazione del treno
venne a sedersi su una panchina una vecchia vestita
di nero
che teneva sul grembiule un cesto d'uova come se fosse
l'unica cosa che aveva al mondo. Si addormentò lì.
Qualcuno di passaggio le rubò il cesto. E cadde la notte.
Ah, sì, invecchiano anche le statue e le poesie e i ricordi
degli eroi.


Karlòvasi, 23.VII.87
Traduzione di Nicola Crocetti
Ghiannis Ritsos.


poi i silenzi,
le riflessioni,
le ore
che non passano mai
e quelle
troppo veloci;
la notte, 
la paura 
ed il buio... 

martedì 27 maggio 2014

E to dov'eri?, di Arturo Graf

E tu dov'eri?

Strinser le spade e s’affrontar, le chiome
Al vento sparse, denudati i petti,
Belli entrambi e gentili e giovinetti,
Fregiati entrambi di superbo nome.
Muta, glacial copria la notte il mondo:
Di là dal pian che d’alti olmi s’imbosca,
Fra bieche nubi, accipigliata e fosca
Scendea la luna al curvo cielo in fondo. —
Guizzan quai serpi inveleniti i brandi,
L’un’elsa all’altra si raccoglie e serra,
De’ due feroci combattenti in terra
Si stendon l’ombre paurose e grandi.
Balza e rifulge lo schermito acciaro,
E si raddrizza incontanente al core:
Giovani entrambi sono e d’un valore,
Nell’arte iniqua ammaestrati al paro. —
Udiste un grido, udiste? ambo fuor fuora
Trafitti a un punto, ambo riversi al suolo!
Udiste il grido lor? fu un grido solo;
Ambo chiamar morendo Eleonora!
E tu dov’eri allor, bella dal bianco
Petto, dal volto angelico e soave?
Tu dagli amplessi estenuata un grave
Sonno dormivi d’altro amante al fianco.

Arturo Graf


l'amor che invade il core,
quello che riempie e soverchia,
l'amore con le cose storte
quello che non passa mai...

lunedì 26 maggio 2014

Eri dritta e felice, di Leonardo Sinisgalli

Eri dritta e felice

Eri dritta e felice
sulla porta che il vento
apriva alla campagna.
Intrisa di luce
stavi ferma nel giorno,
al tempo delle vespe d'oro
quando al sambuco
si fanno dolci le midolla.
Allora s'andava scalzi
per i fossi, si misurava l'ardore
del sole dalle impronte
lasciate sui sassi.

Leonardo Sinisgalli


le porte del passato
chiudono scorsi,
restano scorci di quando
bambini si errava nei campi...

domenica 25 maggio 2014

Nel silenzio della notte, di S. Lawrence

Nel silenzio della notte
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.
Nell’incanto dell’aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.
Nell’arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.
Nella gìoia e nel dolore,
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.

S. Lawrence


nient'altro da dire,
solo camminare ancora
sperando restino
intrecciate le mani...

sabato 24 maggio 2014

Fragile Musa

Fragile Musa

Fragile Musa ascolta,
parole che dissi, che dico,
a volte li chiamo a raccolta
i pensieri che meco conduco.
Fragile Musa ricorda,
parole che ho detto e ripeto,
a volte immagino morda
il dolore quello sparso sul greto.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate 

Giulio Romano, Le muse danzano con Apollo,
Firenze, Palazzo Pitti