Cerca nel blog

giovedì 5 gennaio 2017

Schermaglie, di amalia Guglielminetti


Schermaglie
 
Sogghignare io potrei di te, dell'altra
donna lontana a cui forse ritorni,
toglierti a lei con sottigliezza scaltra.
 
Ma non voglio. Va pure. Verran giorni
soli a me sola e avran cappe di ghiaccio
e poi saranno di vïole adorni.
 
Ed io com'essi muterò. Ora faccio
ira a me stessa, perchè ho in gola un roco
lamento e solo per orgoglio taccio.
 
Un giorno anch'io saprò, ridendo un poco,
dire a colui che molto amore agogna:
– ti voglio bene! – dirglielo per gioco,
 
perchè gioisca della mia menzogna.
 
Amalia Guglielminetti
 
Vincenzo Irolli,"Litigio amoroso"
- olio su tela -
 
 in un crescendo d'ira e parole
quelle dette e di cui ci si pente,
in un istante di folle rabbia repressa
in cui rimettere tutto in discussione...

mercoledì 4 gennaio 2017

La bella fronte colorita e bianca, di Gian Giorgio Trissino

La bella fronte colorita e bianca
 
La bella fronte colorita e bianca
de la mia donna impallidir vidd’io
il giorno che da lei mi dipartio,
come a chi cosa dilettevol manca;
dapoi con voce pargoletta e stanca
le dolce labbra sì soave aprio,
che solo in quelle ripensando, oblio
quant’è la vita in me gravosa e manca.
Il suon che nacque fuor di quelle rose
dicea: “Ti priego, almen, che vogli amarmi,
poiché Fortuna al mio disir s’oppose”.
“Questo,” diss’io “Madonna, addimandarmi
uopo non è, che tutte l’altre cose,
salvo che questa, il Ciel poria vietarmi.” 
 
Gian Giorgio Trissino
 
 
quando l'ansia assale e sommerge
il pallore diventa tuttuno col corpo
anche il volto imbianca e la fronte
si imperla di umori e stille...

martedì 3 gennaio 2017

Ragni, di arturo Graf

Ragni

 Davanti a un foro per lungo e per largo
Distende il ragno la sua fragil tela;
Ed io de’ miei pensier la tela spargo
Sopra l’abisso che ogni cosa cela.

Ei nella rete onde si cinge intorno
Acchiappa il moscherin che in aria frulla:
Io sto sui miei pensier la notte e il giorno
E non ci colgo un maledetto nulla.
 
Arturo Graf
 
 
un buco, serve un buco,
dove rintanarsi, al caldo,
aspettare finisca l'inverno,
in letargo, dormendo e sognando...
 

lunedì 2 gennaio 2017

Mad world

Mad World
 
All around me are familiar faces
Worn out places
Worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere
Going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression
No expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow
No tomorrow
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world
Children waiting for the day they feel good
Happy birthday
Happy birthday
Made to feel the way that every child should
Sit down and listen
Sit down and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me
No one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me
Look right through me
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world
enlarged in your world
Mad world
 
Tears for fears
 
 
Mondo folle
 
Tutto intorno a me ci sono volti familiari
Luoghi logori
Volti logori
Sveglio e brillante per le corse quotidiane
Senza meta
Senza meta
Le loro lacrime hanno riempito i loro bicchieri
Nessuna espressione
Nessuna espressione
Nascondo la testa voglio affogare il mio dolore
Nessun domani
Nessun domani
E trovo un pò buffo
e trovo un pò triste
che i sogni in cui muoio
sono i più belli che abbia mai fatto
E trovo difficile da dirti
E trovo difficile da sopportare
quando la gente corre in circolo
E' davvero
Un mondo folle
Un mondo folle
Bambini che aspettano il giorno in cui si sentiranno bene
Buon compleanno
Buon compleanno
Ti fanno sentire come ogni bambino dovrebbe
Seduto ad ascoltare
Seduto ad ascoltare
Sono andato a scuola ed ero molto nervoso
Nessuno mi conosceva
Nessuno mi conosceva
Salve, prof, dimmi qual è la mia lezione
Mi guardi attraverso
Mi guardi attraverso
E trovo un pò buffo
e trovo un pò triste
che i sogni in cui muoio
sono i più belli che abbia mai fatto
E trovo difficile da dirti
E trovo difficile da sopportare
quando la gente corre in circolo
E' davvero
Un mondo folle
Un mondo folle
Allargato nel tuo mondo
Un mondo folle
 

domenica 1 gennaio 2017

Anno nuovo, di Gianni Rodari

Anno nuovo
 
“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”.
 
Gianni Rodari
 
 
cercheremo di seguire la via,
farò ciò che posso, che riesco;
chi legge e mi ascolta sa già
la prevedibilità, la tenacità...
Grazie e Buon anno a tutti!
 
Gujil

sabato 31 dicembre 2016

Giorni di minime #34

 
una fine normale, inutile, come altre,
cincischiamo in consuetudini e usi,
continuiamo riti scaramantici e propiziatori;
le innumerevoli attenzioni caleranno stanotte
ci troveremo a divertirci per forza, convenzioni
radicate da immemorabili tempi e luoghi;
comunque un augurio a tutti quelli
che ne hanno veramente bisogno...
 
Gujil

venerdì 30 dicembre 2016

Accoglienza, di Lucio Mariani

 
Accoglienza

                  Da est, da sud gente preme e persevera dolente.
Tendono i biondi figli e grigi e neri dalle coste del mare,
li spingono oltre l'asta doganale
bianca e rossa di zucchero candito, li espongono alle porte
della divina Europa. Europa, opulenta e stordita
da sembrare un capriccio di Rubens, Europa che ascolta
e non comprende, scorge e non vede
la valanga palpitante dei poveri. Basterebbe tornare
alla storia
secondo il verso di recenti corsi per capire
che in questo continente a un grappolo di popoli satolli
accade quel che accadde alle caste nelle regioni di Francia
e Russia
con la fine del grande privilegio: intrise di commerci,
di congettura, di blanda coscienza, ricche,
nel corpo esangui, esangui dentro il talamo,
troppo prossime ai mali e a pene d'altri
per restare impunite da tanta voce e così urgenti bocche
.
 
Lucio Mariani
 
 
 partenze, addii, fazzoletti dal molo,
una volta era un porto cittadino
oggi sono cale nascoste e ventose;
le partenze, gli addii e i rari ritorni...

giovedì 29 dicembre 2016

A una foglia, di Niccolò Tommaseo


A una foglia

Foglia, che lieve a la brezza cadesti
sotto i miei piedi, con mite richiamo
forse ti lagni perch’io ti calpesti.
Mentr’eri viva sul verde tuo ramo, 
passai sovente, e di te non pensai;
morta ti penso, e mi sento che t’amo.
Tu pur coll’aure, coll’ombre, co’ rai
venivi amica nell’anima mia;
con lor d’amore indistinto t’amai.
Conversa in loto ed in polvere, o pia,
per vite nuove il perpetuo concento
seguiterai della prima armonia.
E io, che viva in me stesso ti sento,
cadrò tra breve, e darò del mio frale
al fiore, all’onda, all’elettrico, al vento.
Ma te, de’ cieli nell’alto, sull’ale
recherà grato lo spirito mio;
e, pura idea, di sorriso immortale
sorriderai nel sorriso di Dio.
 
Niccolò Tommaseo
 
 
sto guardando anch'io le ultime,
scure sul ramo, avvizzite, morte;
richiamano anime andate, raminghe
nel mio essere uomo le sento volare... 

mercoledì 28 dicembre 2016

Fine di dicembre, di Lucio Mariani

 
Fine di dicembre

 Rari giorni d’inverno quando la tramontana
spezza gli aliti al fiume e tende il cielo
come se contrappunto fosse il giura e invece sono
queste martoriate pietre che bussano ai lastrici
divini, la sola porta impropria perché a Roma
non spettano salvezze. Cosí dicono gli orli delle case
fratturati cristalli d’arabia, trapunti dalle luci
e dai suoni mattini, lo dicono fumando i meccanici topi
e i natali non soffici né sacri, anche lo dicono
le sue morti feriali, la mia coperta corta. Lo ripetono
qui – minimamente – i cerini di lusso che s’accendono
a stento fra le mani di chi non ha piú fede
nell’avvento di un nuovo nord.
In questi rari giorni d’inverno
quando il sole mi pesa cosí poco
sarà bene tenere alta la testa. Forse si vive
altrove.


Lucio Mariani

Farfalla e segno. Poesie scelte (1972-2009)
 

la fine di Dicembre è un passaggio,
le porte del tempo si schiudono
e un anno passa, si va nel nuovo;
io, per me, potessi tornerei indietro...

martedì 27 dicembre 2016

Io tel diceva, di Arturo Graf

Io tel diceva
 
Io tel diceva: Non fara suo corso
Due volte il sol che te ne pentirai;
Altro dall’amor mio non coglierai
Che spine acute e sterile rimorso.

Di racquistar la pace indi piu mai
Non isperar, non isperar soccorso;
Tutto della sciagura a sorso a sorso
Votar l’amaro calice dovrai.

Io tel dicea; ma tu, schernendo i tristi
Presagi, tutta al lusinghiero errore
T’abbandonavi, onde mal frutto acquisti.

Te felice, e felice il nostro amore,
Se il di che prima il tuo pensier m’apristi
Dato t’avessi d’un pugnal nel core.
 
Arturo Graf
 
 
l'avevo detto, intuito, capito,
le cose del mondo, gli aruspici,
eppure mi rifugio ancora
in un sentore di bosco, se posso...