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venerdì 6 novembre 2026

L'orgoglio punito, di Charles Baudelaire

L'orgoglio punito

Nella felice età in cui la Teologia
era fiorente, forte per linfa ed energia,
si racconta che un giorno un illustre dottore
dopo aver incrinato i più scettici cuori
e smosso dal profondo i più tetri pensieri,
dopo essersi sospinto nei celesti sentieri
aprendovi passaggi intricati ed oscuri,
transitabili solo dagli Spiriti puri,
come chi per l’azzardo è afferrato dal panico,
gridò, caduto in preda di un orgoglio satanico:
“Piccolo mio Gesù, t’ho levato assai in alto!
Se al punto tuo più debole avessi mosso assalto,
la tua vergogna pari sarebbe alla tua gloria
e saresti soltanto un feto derisorio”.

Ecco che in lui di colpo disparve la ragione,
di lutto si velò quell’abbagliante sole,
e dilagò un grande caos in quella mente
ch’era un tempio sfarzoso, ordinato, opulento,
nei cui spazi regnava il lusso e lo splendore.
Il silenzio e la notte invasero il suo cuore,
come in una cantina ch’è fatta inaccessibile.
A una bestia randagia allora parve simile,
privo di percezioni, per i campi disperso,
brutto, inutile, sporco, oggetto vecchio e perso,
non sapeva distinguere l’estate dall’inverno,
per i ragazzi segno di risate e di scherno.

Charles Baudelaire

In fondo è proprio vero,
noi siamo il nostro orgoglio;
prevale il giudizio all'analisi,
siamo guardoni del mondo...

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