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venerdì 15 luglio 2022

L'ortensia, di Francesco d’Alessandro

 L'ortensia

L’ortensia che resiste nell’aiuola
arida dove ormai niente germoglia,
il suo cauto fiorire accanto al pino
nano è come l’amore. A volte sembra
destinata a morire: la minaccia
l’arsura, il troppo sole. Se un rametto
secco ne cade subito uno nuovo
e più forte ne sboccia. Basta poco
a salvarla: la mia, la tua attenzione.
Cresce un poco ogni giorno, inavvertita.

Francesco d’Alessandro

Un fiore dovrebbe portare colore
e quel senso di pace che circonda l'amore;
sono preda di indicibii sbagli e confuso
richiamo il ricordo per avere conforto...

giovedì 14 luglio 2022

Estate, di Cesare Pavese

 Estate

È riapparsa la donna dagli occhi socchiusi
e dal corpo raccolto, camminando per strada.
Ha guardato diritto tendendo la mano,
nell’immobile strada. Ogni cosa è riemersa.

Nell’ímmobile luce dei giorno lontano
s’è spezzato il ricordo. La donna ha rialzato
la sua semplice fronte, e lo sguardo d’allora
è riapparso. La mano si è tesa alla mano
e la stretta angosciosa era quella d’allora.
Ogni cosa ha ripreso i colori e la vita
allo sguardo raccolto, alla bocca socchiusa.

È tornata l’angoscia dei giorni lontani
quando tutta un’immobile estate improvvisa
di colori e tepori emergeva, agli sguardi
di quegli occhi sommessi. È tornata l’angoscia
che nessuna dolcezza di labbra dischiuse
può lenire. Un immobile cielo s’accoglie
freddamente, in quegli occhi.
Fra calmo il ricordo
alla luce sommessa dei tempo, era un docile
moribondo cui già la finestra s’annebbia e scompare.
Si è spezzato il ricordo. La stretta angosciosa
della mano leggera ha riacceso i colori
e l’estate e i tepori sotto il viviclo cielo.
Ma la bocca socchiusa e gli sguardi sommessi
non dan vita che a un duro inumano silenzio.

Cesare Pavese

Quasi voglia di smettere, non scrivere più,
ora pochi leggono, ora la scomparsa è vera;
sospiro ansia di caldo opprimente e non vedo
nel blu del cielo che piccole virgole bianche...

mercoledì 13 luglio 2022

Quanti fiori decadono nel bosco, di Emily Dickinson

Quanti fiori decadono nel bosco

Quanti fiori decadono nel bosco
o periscono dalla collina,
che la loro bellezza non ebbero
in sorte di conoscere.
e quanti affidano un seme senza nome
a una brezza vicina,
ignari del dono scarlatto
che recherà ad altri occhi.

Emily Dickinson

 
 Così fragile da apparire flebile
come la voce che uso nel bosco, da solo,
ho rivisto i ciclamini come quando bambino
saltavo balze scoscese ed il cuore taceva...

martedì 12 luglio 2022

Protocollo cittadino #71, di Gujil

Stanco di offrire riparo mi muovo
alla ricerca di un sicuro approdo e calmo
dove il mare che sono accarezzi la rena
di pioggia intrisa la terra che ora soffre...

Gujil
 


lunedì 11 luglio 2022

Incommensurabile. di Tania van Schalkwyk

Incommensurabile

C’è un oceano incommensurabile
e ti inghiotte
quando ti bacia

In questo mare ci sono scogliere con
sponde che cadono in buchi scoscesi
Puoi sederti sul corallo

tenere i tuoi piedi a penzoloni sul precipizio

lasciare che le tue caviglie vengano mordicchiate
guardare le ombre dell’azzurro confondersi tra loro

ascoltare l’uomo nel mare chiamarti a sé—

e tu puoi immergerti nelle sue fredde e dure braccia
affondare nella storia senza fine dei suoi occhi scuri
bere nel suo sale

giacere distesa sul fondo del suo letto—

o puoi attendere che una corrente ti porti via
ti spinga lontano dal suo abbraccio
ti spinga sempre più lontano verso il mare aperto—

continuare a galleggiare, nelle profonde
braccia spalancate verso il sole
coi capelli che sfiorano la superficie

potrai trovar pace
potrai pensare che ti sei lasciata andare
finché ti accorgi di non essere sola—

i fruscii e gli spruzzi di una pinna
il bagliore di una bocca che ha fame di te
uno strattone nei tuoi riccioli, i tuoi arti tirati

ti rammentano che lui è lì, ti fanno ricordare

della discesa, del giorno in cui verrai divorato
della notte in cui ti arrenderai, della volta in cui
smetterai di camminare, smetterai di nuotare

E ti lascerai annegare, incommensurabile.

Tania van Schalkwyk

 Tania van Schalkwyk

 Latitudini estreme i pensieri affiorano
idee come folli speranze si infrangono
dove la realtà si coniuga con vivere;
rimango afflitto e deluso naufrago...

domenica 10 luglio 2022

La vetrina del fotografo, di Canio Mancuso

La vetrina del fotografo

Non dovete aggiungere altro
credo di conoscerli
quei segreti così terreni
esposti alla luce dei volti
le occhiate fuori dalla cornice
i desideri in formalina
nel nascondiglio bianco
di una fotografia.
Il sì è un chissà ora che siete spose
e aspettate il battesimo di sangue
e sperma della prima notte
o avete nostalgia di altre notti
gli incontri che non dite al confessore
e che vi lasciano quasi un sorriso
sotto vetro nel primo piano più riuscito.

Canio Mancuso

In una fotografia riaffiora e irrompe
una marea compressa e antica;
le ribalte del palcoscenico della vita
si sono per un attimo appassionate ancora...

sabato 9 luglio 2022

Come acqua alla terra, di Anonimo

Come acqua alla terra

Come l'acqua alla terra manchi
all'arido cuore che batte nel petto
scandendo una vita che scorre
e percorre polverose strade riarse.
 
Ho impresso gli occhi tuoi stanchi
in un flash di istanti nel letto
del nostro scontento che incorre
un tempo, energie minime, sparse.
 
Come acqua che asseta i calanchi
di questo nostro ritmare interdetto
che un sogno incompleto soccorre
e si pasce di ore sempre più scarse.
 
Anonimo
del XX° Secolo
da "Le implicazioni sentimentali"
 

 

venerdì 8 luglio 2022

La cima, di Tomas Tranströmer

La cima

Come un sospiro gli ascensori iniziano a salire
in alti edifici fragili come porcellana.
Fuori su l’asfalto si fa caldo il giorno.
I segnali hanno le palpebre abbassate.
La terra una salita verso il cielo.
Cima dopo cima, nessuna vera ombra.
Voliamo avanti a caccia di Te
per l’estate in cinemascope.
E di sera sono un vascello
a luci spente, a giusta distanza
dalla realtà, mentre a terra
nei parchi fluisce l’equipaggio

Tomas Tranströmer

Quando più non si può salire
rimane un senso di inquietudine;
la stanchezza invade membra provate e i
desideri si affossano nell'anima stremata...

giovedì 7 luglio 2022

Protocollo cittadino #70, di Gujil

Questo caldo potente affranca
desideri che si squagliano al sole
come freddi ghiaccioli i ricordi si sfilano
rimane un rivolo di incertezze sul cuore...

Gujil
 

mercoledì 6 luglio 2022

Nessuno più mi consola, di Leonardo Sinisgalli

Nessuno più mi consola

Questa terra grigia lisciata dal vento nei suoi dossi
nella sua galoppata verso il mare,
nella sua ressa d’armento sotto i gioghi
e i contrafforti dell’interno, vista
nel capogiro dagli spalti, fila
luce, fila anni luce misteriosi,
fila un solo destino in molte guise,
dice: “guardami, sono la tua stella”
e in quell’attimo punge più profonda
il cuore la spina della vita.
Questa terra toscana brulla e tersa
dove corre il pensiero di chi resta
o cresciuto da lei se ne allontana.
Tutti i miei più che quarant’anni sciamano
fuori del loro nido d’ape. Cercano
qui più che altrove il loro cibo, chiedono
di noi, di voi murati nella crosta
di questo corpo luminoso. E seguita,
seguita a pullulare morte e vita
tenera e ostile, chiara e inconoscibile.
Tanto afferra l’occhio da questa torre di vedetta.

Leonardo Sinisgalli

Leonardo Sinisgalli

Resto immobile e l'attesa dura
come un ramo secco e spezzato;
il cielo si è alllontanato agli occhi
ma il cuore continua a pulsare...