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giovedì 10 luglio 2025

Commiato, di Amalia Guglielminetti

Commiato

Del suo primo esitar non va disciolta
pur sul tacersi la tentata lode,
chè, Sorelle, con duolo intimo l'ode
colei che si godea d'ombra raccolta.

Per senno scarso e per malizia molta
chi poco intende, assai sogghigna e gode.
Vigilava uno spirito custode
muto, il mister di vostra bianca accolta.

Pur, d'ogni velo fatta impaziente,
anime acerbe, macerate, rôse,
io vi snudai con mani violente.

Perdono io trovi. E se la mia parola
ghirlanda temeraria vi compose,
possa il suo ardire umiliar me sola.

Amalia Guglielminetti

Ludovico Lipparini
"Commiato"
Quando si va via un pò si soffre,
partenze, troppe, pochi sorrisi;
nel fiume delle cose scorre
un senso di vaga impotenza...

mercoledì 9 luglio 2025

La dura prova, di Paul Verlaine

La dura prova

La dura prova è ormai alla fine:
mio cuore, sorridi al domani.
Son passati i giorni angosciosi,
quando ero triste fino al pianto.
Anima mia, ancora un poco,
non stare a contare gli istanti.
Ho letto le parole amare,
e ho bandito le oscure chimere.
Gli occhi non possono vederla
a causa di un dovere doloroso,
l'occhio è ansioso di ascoltare
le note d'oro della sua voce tenera,
tutto il mio essere e il mio amore
acclamano il giorno felice
in cui,unico sogno, unico pensiero,
ritornerà da me la fidanzata.

Paul Verlaine

Amore mio bello, lejana y sola,
conte nei menadri della mente;
dopo la dura prova sarà il sole
e respiri, visioni e sereno riposo...

martedì 8 luglio 2025

e noi che abbiamo..., di anonimo

Togi
"Sogni infranti"
e noi che abbiamo...

e noi che abbiamo i sogni intrisi
di vento nel vento che scorge appena
i decisi rinvii di stagioni grevi
con la sciarpa intrecciata a pianti
e gioie, immense, stratosfericamente
grandi, nel lucido visionario accorto
mentre brucia nell'intimo assorto
un segno di semplice arsura.
Lineari contestualizzate frasi
come un libro di regole, assurdo,
manuale di istruzioni alla vita
che in fondo è solo vivere...
 
Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

lunedì 7 luglio 2025

Protocollo cittadino #172 (Pressione), di Gujil

Pressione
(a Caro)

Questa pressione sul petto che spinge
contesti incomprensibili e indecisi,
indecifrate analisi rimangono intrise
di lascrime e male come dolore intenso...
 
Gujil

domenica 6 luglio 2025

Ancora Sabato. (a Milena Jesenskà, 1920)... di Franza Kafka

Ancora sabato. Questo incrociarsi di lettere deve cessare, Milena, ci fanno impazzire, non si ricorda che cosa si è scritto, a che cosa si riceve risposta e, comunque sia, si trema sempre. Capisco benissimo il tuo ceco, odo anche la risata, ma m’ingolfo nelle tue lettere tra la parola e il riso, poi odo soltanto la parola, poiché oltre a tutto la mia natura è angoscia. Non so rendermi conto se dopo le mie lettere di mercoledì-giovedì tu voglia ancora vedermi. So il rapporto fra te e me, (tu appartieni a me, anche se non dovessi vederti mai più), lo conosco in quanto non sta nel territorio confuso dell’angoscia, ma non conosco affatto il rapporto tuo verso di me, questo appartiene tutto all’angoscia. E neanche tu mi conosci Milena, lo ripeto. Ciò che accade è per me qualcosa di mostruoso, il mio mondo crolla, il mio mondo risorge, vedi come tu (questo tu sono io) ne possa dare buona prova. Non mi lagno del crollo, il mondo stava crollando, mi lagno del suo ricostruirsi mi lagno delle mie deboli forze, mi lagno del venire al mondo mi lagno della luce del sole. Come continueremo a vivere? Se dici di sì alle mie lettere di risposta, non devi più vivere a Vienna, è impossibile. Milena, non si tratta di questo, tu non sei per me una signora, sei una fanciulla, non ho mai visto nessuna che fosse tanto fanciulla, non oserò porgerti la mano, fanciulla, la mano sudicia, convulsa, unghiuta, incerta e tremula, cocente e fredda.

Franza Kafka

Nelle mie lettere sempre ho trovato
conforto, ragione, possibili parole;
 ora la mano tremante ed incerta
sconnette i pensieri alla mente...

sabato 5 luglio 2025

Stamattina, di David Meltzer

Stamattina

alzandomi per chetare i nostri figli,
il seme della notte scorsa
una scia di luce che scende lungo le tue cosce. 

David Meltzer

This Morning

arising to quiet our children,
last night’s seed
a trail of light down your thighs.

Pierre Auguste Renoir
"Donna nuda stesa sul letto"
A volte, l'amore non è,
solo nel cuore, è nei gesti
nei rituali spesso costretti;
l'amore a volte è corporalità

venerdì 4 luglio 2025

Albero, di Salvatore Quasimodo

Albero
 
Da te un’ombra si scioglie
che pare morta la mia
se pure al moto oscilla
o rompe fresca acqua azzurrina
in riva all’Anapo, a cui torno stasera
che mi spinse marzo lunare
già d’erbe ricco e d’ali.

Non solo d’ombra vivo,
ché terra e sole e dolce dono d’acqua
t’ha fatto nuova ogni fronda,
mentr’io mi piego e secco
e sul mio viso tocco la tua scorza.
 
Salvatore Quasimodo
In un abbraccio saltuario
amo gli alberi immensi, tronchi
destinati a intemperie e sole;
la scorza sbrecciata denuda...

giovedì 3 luglio 2025

Poesia a T., di Cesare Pavese

Poesia a T.

Anche tu sei l’amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole – cammini
in attesa. L’amore
è il tuo sangue – non altro.
[23 giugno 1946].

Cesare Pavese

Amori, quelli difficili, intrapresi
durante quell lungo tempo, ieri,
cunicoli scuri, percorsi immaturi;
ora siamo percorsi degli anni...

mercoledì 2 luglio 2025

Il castello dei fantocci, di Aldo Palazzeschi

Il castello dei fantocci

Vi sono alla proda del tetto
quattordici teste di marmo
corrose e annerite dal tempo.
La gente le chiama «i fantocci».
Il grande castello è senza finestre.
La piccola porta di legno, corrosa dal tarlo,
è scossa dal vento e sembra cascare.
La gente passando si volge e procede
davanti al castello ch’è senza finestre.
Si sa di broccati, di seggiole d’oro,
di mobili grandi cosparsi di gemme,
di cofani zeppi di perle e rubini: un tesoro.
La gente passando si volge e procede
davanti al castello ch’è senza finestre.
La piccola porta di legno, corrosa dal tarlo,
è scossa dal vento e sembra cascare,
si dice: «dal tetto si vede il bel mondo!».
E solo «i fantocci» lo stanno a guardare.

Aldo Palazzeschi

Residui di ricordi come
bolle di sapone in aria;
la mente ritorna spesso
allora ricompone ancora...

martedì 1 luglio 2025

Che due esseri umani .., di Rainer Maria Rilke

Che due esseri umani si riconoscano l’un l’altro non è soltanto splendido; ma è della più grande importanza che si incontrino nel momento giusto e che insieme celebrino feste profonde e silenziose in cui crescere uniti nel desiderio per essere uniti contro le tempeste.

Quanti esseri umani si sono sfiorati ignorandosi per non aver trovato il tempo di abituarsi l’uno all’altro; prima che due siano infelici assieme, devono insieme essere stati beati e avere un comune santo ricordo, che custodisca un uguale sorriso sulle loro labbra e un’uguale nostalgia nelle loro anime.

Diventano allora come fanciulli che abbiano goduto insieme una festa di Natale; quando trovano alcuni minuti di respiro nei lunghi, pallidi giorni, si siedono assieme e si raccontano con guance infuocate della notte splendente di luci e odora di abete…
Esseri come questi passano attraverso tutte le tempeste. Lo sento!

Rainer Maria Rilke

Scriverò per te lettere brevi,
o lunghe, piene di cose stanche
o risapute in grado di essere
colpi al cuore che batte...