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lunedì 10 novembre 2025

Ansimando, di Anonimo

Ansimando

Ansimando dopo la notte
sogni pervasi di ansie,
forse dovrei impedirmi
di farmi del male sempre...

Anonimo
del XX° Secolo
frammenti ritrovati

domenica 9 novembre 2025

Novembre, di Corrado Alvaro

Novembre

Novembre, fa freddo qui in terra
e vogliono gli augelli fuggir;
attendono i morti sotterra
quegli altri che devon morir. 

Corrado Alvaro

Stupidamente intriso di rime
che al cuore suggono vena;
risento suoni lontani, campane?
la campagna si tinge di nebbie...

sabato 8 novembre 2025

La tua malattia, di Nichi Vendola

 La tua malattia

La tua malattia suona e canta
fino a notte fonda
corre tra i boschi e le città
rotola nel fiume
esonda dalla cartella
raschia il cemento
ti fa più bella
non è un lamento che ulula
alla luna e al marciapiede
ma una carezza stridula
un’ode alla notte e una lode
alla mattina
secerne brina e poesia
una felicità strana e insolente
la tua dissonante liturgia
è una sincope
che muove le onde
spezza le parole tonde
non combatte non s’arrende
apre al vento una vela
sei tu Michela
la donna che ruba il fuoco
e la mela
che sfonda l’orizzonte
e nuota e danza e vola
fino a sfiorare dio
che sonda l’infinito
il mai iniziato
che abita sveste ammala
il tempo col suo fiato
che stana e accoglie
il buio del passato
col suo spartito di latte e di lana
i solfeggi e le flebo d’amore
il dolore che sbatte le ali
e questa trasfusione di sogni
e di dodecafonia
che scompone ogni sapere
sangue urina peste morfina
e monta questa musica
curativa e celeste
alle porte alle finestre
sul proscenio del discernimento
esposta all’incanto
fatto racconto
arcano nuragico marino
ma tu non sei un grammofono
neppure un manichino
sei vera e lucente come il mattino
mentre seduci la morte
e le fai un inchino.
 
Nichi Vendola 
 Una dedica infinita a chi
come un amico soffre e geme;
nel dolore di malattie indicibili
scemano le ragioni di Dio...

venerdì 7 novembre 2025

Aspettare, aspettarti.., di Kalindi Achala

Aspettare, aspettarti.
Ma un solo presente
presuppone l’attesa: tu.
Se non ci sarai
all’altro capo,
è al nulla che il mio animo
si rivolge.
E allora tutto è vano,
io stessa non ho ragione
e i miei pensieri
mancano di significato e il mondo non esiste,
crollano le persone,
si dissolvono le città
come nuvole e vapore,
muore il sole, vive l’ombra,
tutto è spento, dormono
le ali, cessano di vibrare,
perchè soltanto attenderti
tiene sveglia la mia vita
Allora, aspetto.

Kalindi Achala

L’attesa, di Felice Casorati, 1918-1919
Aspettando il mondo muove
nuove linee di confini, rotte
che i naviganti ancora sanno;
sentimenti di mari perduti...

giovedì 6 novembre 2025

...che il giorno arrivi, di Anonimo

...che il giorno arrivi

 Attesa che il giorno arrivi,
col vento a spazzare pensieri,
col sole, la luce distante,
al freddo, gelate improvvise.

In attesa che arrivi ancora
quel giorno in cui l'amore
perduto diventi passaggio e
 cio che ho dentro, s'acquieti.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

mercoledì 5 novembre 2025

Torna amore , di Alda Merini

Torna amore

Torna amore
vela delicata e libera
che occupi
il pensiero della mia terra
sto morendo sulla grandiosità di un fiume
che è rosso di desiderio
e vorrebbe
travolgere il tuo amore

Alda Merini

Quale dei tanti andati?
Il primo? La passione? Il sesso?
Quale dei troppi sofferti?
L'ultimo?..

martedì 4 novembre 2025

Non ti avvicinare, di Desanka Maksimovic

Non ti avvicinare

No, non t’avvicinare!
E’ meglio da lontano
ch’io li ami e desideri i tuoi occhi
solo quando si attende
appare bella la felicità,
e non cercata ci manda un suo cenno.
No, non t’avvicinare!
E’ molto più suadente
questo fremito dolce di paura e d’attesa.
ed e’ molto più bello
ciò che a lungo s’insegue
e il suo presentimento che ci turba.
No, non t’avvicinare!
Perché farlo e a che scopo?
Soltanto da lontano tutto splende
come una stella, tutto
ci incanta da lontano.
No, non avvicinarmi i tuoi occhi.

Desanka Maksimovic

Icchi, scorci, città vuote, rivoli,
negli angoli frapposti ai sogni
ancora scorgo i volti appannati,
lacrime terse, asciugate al cuore...

lunedì 3 novembre 2025

I morti, di Salvatore Quasimodo

I morti

Mi parve s'aprissero voci,
che labbra cercassero acque,
che mani s'alzassero a cieli.

Che cieli! Più bianche dei morti
che sempre mi destano piano;
i piedi hanno scalzi, non vanno lontani.

Gazzelle alle fonti bevevano,
vento a frugare ginepri
e rami ad alzare le stelle?

 Salvatore Quasimodo

Rimane quel posto nel cuore
rimangono loro, gli affetti
volati chissà in quali cieli;
 perdura quel senso di vuoto...

domenica 2 novembre 2025

Assenza di una persona cara, di Dietrich

Assenza di una persona cara

Non c’è nulla che sostituisce l’assenza
di una persona cara.
Più bello e pieno è il ricordo,
più difficile è la separazione,
ma la gratitudine regala
nel dolore, una gioia tranquilla.
Si indossa la bellezza del passato
come un dono prezioso in sé.

Dietrich Bonhoeffer

Eppure manca il contatto
fatto di baci e carezze,
di abbracci, mani tra i capelli;
manca nel cuore e alla pelle...

sabato 1 novembre 2025

Ognissanti, di Corrado Govoni

Ognissanti

Ognissanti! Domenica! La pioggia 
sembra che tessa de le funebri ghirlande... 
Sul marciapiede tra la noia roggia 
s'affretta una chiassosa squadra d'educande. 

Soffia il vento. Domenica! Ognissanti! 
giorno de gli ineffabili preparativi 
e dei pellegrinaggi ai camposanti 
coi cuscini di verdi e rossi semprevivi! 

Lo stellato del vecchio gelsomino 
odora nel testo dal fodero di vaio. 
Tra il fruscìo de le foglie, nel giardino 
bagnato (è il pomeriggio) ferve il passeraio. 

I vetri de la stanza a gli insistenti 
sbruffi raggrinzano i loro pomelli smorti; 
e le campane da tutti i conventi 
recitano l'ufficio a lutto per i morti. 

 Corrado Govoni
da "Armonia in grigio et in silenzio", 1903

Nel piovere incostante e freddo
rivedo scorci di fanciullezza,
viso di dolcezza infinita e neri
capelli fiorire di colpo alla vita...