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venerdì 5 maggio 2017

Apocalissi, di Arturo Graf

Apocalissi

Un orrendo fragor pien di spavento
Da sommo ad imo l’anima mi fende.
Con ingente ruina il firmamento
Della mia mente s’apre e si scoscende.

Il chiaro sol che gia vi fulse e spento;
Fitto d’intorno un tenebror si stende,
E per la buja immensita cruento
Un balenio di folgori s’accende.

Nembi di larve e tumide procelle
Passan di mostri in vortici ravvolte,
Pugnan sovversi i liquidi elementi.

E i miei pensier come crinite stelle
Fuori delle lor orbite travolte
Si disperdon nel nulla ai quattro venti.

Arturo Graf

 
un crescendo di sensazioni, di forse,
le interne vicende concluse, sospese?
io, per me amo la vita, le cose,
sentimenti come il tempo, continui...

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