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martedì 2 maggio 2017

Frutti tardivi, di Roberto Rossi Precerutti

Frutti tardivi

Entrare in una vita non tua, quasi
sconosciuta, come se in quei misteri
quieto dimorasse Amore, o i sentieri
di vicine perdite e ombra invasi

fossero d’incomprensibile
basica
luce: cosí, con nuova audacia ai neri
confini di un giorno morto, disperi
solo del tuo frutto tardivo, spasimo

di insorte dimenticate parole
a fermare i passi sopra affocati
tappeti, dietro finestre tremende –

sai che tutto, tutto si forma e splende
nell’aperto, nell’alto, o per stipati
piccoli inizi si consuma un sole.

 
Roberto Rossi Precerutti
La legge delle nubi
 
  
nella luce, nel chiarore,
camminare sicuri, lenti, continui;
io per me amo ancora
il suono delle gocce di rugiada...

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