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sabato 20 ottobre 2018

Lampada di poesia, di Museo

Lampada di poesia

Di’ la storia, o diva, della lucerna, garante d’amori
      nascosti,
e del barcaiolo, che nella notte traghettava da sponda
      a sponda le nozze,
e dello sposalizio di tenebra, che Aurora senza fine
      giammai scorse,
e di Sesto e di Abido… dove fu, notturno, lo sposalizio
      d’Ero;
sento dire di Leandro, che nuotava, nuotava…
      e della lampada,
lampada ambasciatrice, intermediaria di dea dell’amore,
aralda d’Ero, la sposa della notte, lampada, fautrice
      di nozze,
ah lampada fregio d’amore, che forse astrale Zeus
faceva bene a unire al gruppo delle stelle, dopo le notti
della sfida, e intitolarla “astro degli amori, valletta
      delle nozze”,
perché fu lì, a reggere le fila dell’amore dolente delirio
e protesse la storia del connubio dalle notti bianche,
prima che raffica truce, ostica, esplosiva esplodesse…
Adesso duetta con me, che faccio Poesia di quella fine
      insieme,
della lampada che si spegneva, e di Leandro
      che si perdeva.


Da Ero e Leandro, vv. 1-15
 
Museo
traduzione di Ezio Savino
 
 
il passato ci può guidare,
correggiamo gli errori, gli sbagli;
eppure ne facciamo ancora, di nuovi,
fino all'essenza dell'uomo, la vita...

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