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giovedì 29 gennaio 2026

Sonetto d'Inverno, di Ada Negri

Sonetto d'Inverno

Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.

Nei boschi e su le immote alpi lontane
ogni soffio di vita sembra spento:
sotto il bianco lenzuolo è un sognar lento
di piante, d’erbe e di tristezze umane.

Qui, nel camino, ardon le fiamme a spire:
tu mi sorridi: io penso, amico mio,
che dolcezza ha in quest’ora il nostro nido.

Cerco il tuo labbro che non sa mentire,
mi stringo al cor che non conosce oblio,
m’abbandono tremante al petto fido.

Ada Negri

Nell'intensità di abbracci
risaputi immaginari e tesi
rimango basito e capisco
che il tempo mi manca...

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