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martedì 21 aprile 2026

Avidamente allargo la mia mano, di Salvatore Quasimodo

Avidamente allargo la mia mano

In povertà di carne, come sono
eccomi, Padre; polvere di strada
che il vento leva appena in suo perdono.

Ma se scarnire non sapevo un tempo
la voce primitiva ancora rozza,
avidamente allargo la mia mano:
dammi dolore cibo cotidiano.

Salvatore Quasimodo

Nel dolore tempriamo l'anima,
così si dice ma fa sempre male;
uniti ai contesto scivoliamo vite
aggrappate a fragili sostegni...

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