venerdì 31 maggio 2013

Flebile, di Anonimo

Flebile

Ogni gesto, ogni cosa
in un flebile afflato
come una vecchia
assonnata e confusa
come un passato vissuto.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

mercoledì 29 maggio 2013

La voce, di Arturo Graf

La voce

Dov’è più fitta la trama
Di questa selva remota,
Da lunge, a lungo, un’ignota
Voce mi chiama, mi chiama.
La voce è tenera e trista,
La voce è chiara e profonda,
Come una voce dell’onda
A un grido umano commista.
Io che a fatica trascino
L’anima stanca ed inferma,
Vengo! rispondo, e per l’erma
Selva cammino, cammino.
Cammino tra scure piante,
Per balzi e ripe, salendo:
Il luogo muto ed orrendo
Pare la selva di Dante.
Crescono l’ombre, e l’arcana
Voce ch’io seguo ed ascolto,
S’affievolisce e nel folto,
Innanzi a me, s’allontana.
E alfine tace. Smarrito,
Seggo sul duro terreno;
Il cor mi palpita in seno
Come un uccello ferito.
Ombra, silenzio! A ponente,
Fra i tronchi immobili, dramma
Cupo di sangue e di fiamma,
Traspare il giorno morente.

Arturo Graf


mi trema ogni tanto,
la rabbia, il dolore,
le cose di tutta una vita
sole, insistenti, care...

martedì 28 maggio 2013

La mia malattia, di Giovanni Pascoli

La mia malattia

I
L'altr'anno, ero malato, ero lontano,
a Messina: col tifo. All'improvviso
udivo spesso camminar pian piano,
a piedi scalzi. Era Maria, col viso
tutt'ombra, dove un mio levar di ciglia
gettava sempre un lampo di sorriso.
A volte erano i morti, la famiglia
nostra... Io pian piano mi sentia toccare
il polso, e sussurrare: - Oh! la mia figlia!
sola! con nulla! con di mezzo il mare! -
II
Quelle sere, Maria non, come suole,
pregava al mio guanciale, co' suoi lenti
bisbigli, con le sue dolci parole:
dolci parole dette per gli assenti
al buon Gesù, dette per me: preghiere
perché in pace riposi e m'addormenti.
Prega, e vuol ch'io ripeta. Quelle sere,
nulla, o diceva: "Dormi, ch'hai la voce
debole; è meglio ora per te tacere,
dormire; fatti il segno della croce".
III
Io pensava: - Ma dunque ella non crede
più, tanto? Che sarà della sua vita,
un vilucchio avvoltato alla sua fede? -
E pensando, alla mente illanguidita
io richiamava le devozioni
già dette con le mie tra le sue dita.
E ricordai che tra quei fiochi suoni
che a un Angiolo bisbiglia che li porti
su, c'era il Requiem; c'era anche: Vi doni
nostro Signore eterna pace, o morti!
IV
Morti che amate, morti che piangete,
morti che udivo camminar pian piano
nella mia, nella sua stanza a parete:
che sempre in dubbio d'aspettare in vano
sempre aspettate con pupille fisse,
come il mendico, tesa ch'ha la mano,
quelle preghiere; oh! sì, Maria le disse,
quelle preghiere, ma da sé, ma ebbre
di pianto, ma di là... che non sentisse
suo fratello, che aveva alta la febbre...

Giovanni Pascoli
da I canti di Castelvecchio


brucio di sonno
all'alba, al tramonto,
gli occhi stancano
un viso invecchiato...

lunedì 27 maggio 2013

Lacrima, di Arthur Rimbaud


LACRIMA
 
    Lontano dagli uccelli, dai greggi, dalle villanelle,
bevevo, accoccolato in qualche landa circondata dai
boschi di nocciuoli, in una tepida e verde foschia pomeridiana.
    Che cosa potevo bere in quella giovine Oise - olmi
senza voce, erba senza fiori, cielo coperto-, che
cosa attingevo alla zucca di colocasia? Qualche
liquor d'oro insipido, e che fa sudare.
    Parevo una brutta insegna d'albergo. Poi
l'uragano mutò il cielo, fino a sera: furono paesi neri,
laghi, pertiche, colonnate sotto la notte azzurra, stazioni.
    L'acqua dei boschi si perdeva in sabbie vergini, il
vento scagliava dal cielo ghiaccioli ai pantani... E
dire che, come un pescatore d'oro o di conchiglie,
non mi sono dato pensiero di bere!

Arthur Rimbaud


e si piange sempre
fino alle lacrime
o basta un
sospiro,
un mugolio
continuo...

domenica 26 maggio 2013

Nascondino, di Anonimo

Jan Verhas, Nascondino

Nascondino

Ho giocato
a nascondino col sogno
nella piega del tempo
ritrovo ristoro.
Ho bevuto
da una fonte nascosta
nella cresta di un'onda
rivedo l'amore.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

sabato 25 maggio 2013

fredda nell'alba,..., di Anonimo

fredda nell'alba
immagine statica
di me che osservo,
intorno il verde
si confonde e fonde
col vivido fiume,
qui si sta bene...

Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati

Mario Sampieri, Alba sul fiume

venerdì 24 maggio 2013

Bontà inesausta, di Antonia Pozzi

Bontà inesausta

Chi ti dice
bontà
della mia montagna? –
così bianca
sui boschi già biondi
d’autunno –
e qui nebbie leggere alitano
in cui sospesa
è la luce dei ragnateli –
della rugiada
sulle foglie morte –
mentre il terriccio accoglie
petali stanchi di ciclamini
e crochi, velati
di uno stesso pallore
roseo –
tu sana, venata di sole,
porti sul grembo
il cielo tutto azzurro –
chiami voli d’uccelli
alle tue mani
colme di vento –
Bontà
a cui beve il suo canto
il cuore
e di cantare non può più finire –
perché sei la sorgente che rifà
il sorso bevuto
ed il suo fondo
non si tocca mai.

Antonia Pozzi
Pasturo, 1° ottobre 1933


un cielo e un dito
pennello le nubi,
i cirri ed i nembi,
ritrovo un attimo
lo scordato viso
e un breve sorriso...

giovedì 23 maggio 2013

Don Gallo, mio


Ti vorrei dire
cose che non ho
ti vorrei dare
cose che non so.

Gujil

mercoledì 22 maggio 2013

Rotonda terra; scena che si ripete, di Carlo Betocchi


Rotonda terra; scena che si ripete,
in te, del saluto serale: consuetudine
mia planetaria, con te e i tuoi tramonti:
trasalimento, di tegola in tegola,
del mio vivere che se ne va col tuo
trapassare, lume diurno, lento,
sul tetto davanti casa; e mio formarsi,
intanto, un petto come di colomba;
e metter piume amorose per la notte
che viene; ravvolgermi unitario
con essa: pigolìo interiore; perdita
dell’umano: divenir mio universale.


C arlo Betocchi
da Poesie del sabato
 
 
flashback impietoso
assisto al riposo,
poi mi siedo e ritento
senza colpa,
senza segno...

martedì 21 maggio 2013

In sordina, di Paul Verlaine

In sordina

Calmi nella penombra
che gli alti rami spargono

penetriamo il nostro amore
di questo silenzio profondo.

Uniamo le nostre anime, i cuori
ed i sensi in estasi,

in mezzo ai vaghi languori
dei pini e dei corbezzoli.

Socchiudi gli occhi,
incrocia le braccia sul seno,

e dal tuo cuore assopito
scaccia per sempre ogni progetto.

Lasciamoci persuadere
al dolce soffio che culla

e che ai tuoi piedi viene ad increspare
le onde di erba rossa.

E quando, solenne, la sera
cadrà dalle nere querce,

voce della nostra disperazione
l'usignolo canterà.
Paul Verlaine


piano senza suoni,
come un fluido caldo,
come gli umori saputi
e i sussulti del tempo...

lunedì 20 maggio 2013

Già la pioggia è con noi, di Salvatore Quasimodo

Già la pioggia è con noi

Già la pioggia è con noi,
scuote l’aria silenziosa.
Le rondini sfiorano le acque spente
presso i laghetti lombardi,
volano come gabbiani sui piccoli pesci;
il fieno odora oltre i recinti degli orti.
Ancora un anno è bruciato,
senza un lamento, senza un grido
levato a vincere d’improvviso un giorno.

Salvatore Quasimodo


e piove su di me
mentre fuori è sole
piove in me
mentre in alto è cielo...

domenica 19 maggio 2013

racchiusi in un nulla..., di Anonimo


racchiusi in un nulla
si spostano sempre
equilibri distanti
come genii distratti
come farfalle...

Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati

sabato 18 maggio 2013

Mollezze, di Amalia Guglielminetti

mollezze

Alle catene molli offrir per poco
le mani, benché sia leggiadro incanto,
è per il chiuso cuor ben nuovo gioco.
Ma lunga schiavitù già gli fu tanto
grave d'affanni, ch'esso cerca il riso
fugace, quel che non ritorna in pianto.
Cerca in amore un bel razzo improvviso,
un breve incontro di due eguali gesti,
di labbra mute nel languor del viso.
I desideri giova tener desti
fin che il buon tempo dell'amor seduce.
Prima ch'esso in un'ombra alta s'arresti
berrò la sua meravigliosa luce.

Amalia Guglielminetti


fuggendo da tutti,
evitando tutti
in un cuscino di raso
abbandonarsi al riposo...

giovedì 16 maggio 2013

Grazie davvero, PFM

Grazie davvero

piove già:
piova piano,
piove su di me;
viene giorno viene piano,
quieto qui de me,
piove già.
Suona già sullo stagno,
cade senza età.
sui colori gioca piano,
l'acqua senza età.
Piova su un mondo da vivere
Piova sul giorno che è qua
Piove sul tempo che arriverà.
Grazie davvero di vivere
grazie del giorno che è qua
grazie del tempo che arriverà.
Piove già piove piano,
piove su di me:
viene giorno, viene piano,
quieto qui da me:
pioverà.

PFM

mercoledì 15 maggio 2013

Ho un uccello in primavera..., di Emily Dickinson

   Ho un Uccello in primavera
Che per me sola canta -
La primavera ammalia.
E quando l'estate s'avvicina -
E quando la Rosa appare,
Il pettirosso se n'è andato.
Ma non me ne rattristo
Sapendo che l'Uccello mio
Pur se volato via -
Impara al di là del mare
Nuove melodie per me
E tornerà.
Sicuri in una più salda mano
Custoditi in una più fidata Terra
Sono i miei -
Ed anche se adesso vanno via,
Dico al mio cuore in ansia
Essi sono tuoi.
In più sereno Splendore,
In più dorata luce
Vedo
Ogni piccolo dubbio e paura,
Ogni piccola discordia di quaggiù
Sparita.
Dunque non mi rattristerò,
Sapendo che l'Uccello mio
Pur se volato via
Da un albero lontano
Splendenti melodie per me
Invierà.

Emily Dickinson


in un solo crescendo,
come una sonata,
come un trillo continuo...

martedì 14 maggio 2013

Anelo all'eternità..., di Kahlil Gibran

Anelo all’eternità,
perchè lì troverò
i miei quadri non dipinti,
e le mie poesie non scritte.

Kahlil Gibran


ed io?
dove penso trovo,
quando vedo, guardo
amo ed amo ancora...

lunedì 13 maggio 2013

L'Ave, di Diego Valeri

L'AVE
 
La campana ha chiamato,
e l'angelo è venuto.
Lieve lieve ha sfiorato
con l'ala di velluto
il povero paese;
v'ha sparso un tenue lume
di perla e di turchese
e un palpito di piume;
ha posato i dolci occhi
sulle più oscure soglie...
Poi, con gli ultimi tocchi
cullati come foglie
dal vento della sera,
se n'è volato via...
A portar la preghiera
degli umili a Maria.

Diego Valeri

Giovanni Segantini, Ave Maria a trasbordo

anche quando è insulto
anche quando manca
eppure sta nel mio
come un canto sopito...

domenica 12 maggio 2013

Il buon compagno, di Guido Gozzano

Il buon compagno

Non fu l'Amore, no. Furono i sensi
curiosi di noi, nati pel culto
del sogno... E l'atto rapido, inconsulto
ci parve fonte di misteri immensi.

Ma poi che nel tuo bacio ultimo spensi
l'ultimo bacio e l'ultimo sussulto,
non udii che quell'arido singulto
di te, perduta nei capelli densi.

E fu vano accostare i nostri cuori
già riarsi dal sogno e dal pensiero;
Amor non lega troppo eguali tempre.

Scenda l'oblio; immuni da languori
si prosegua più forti pel sentiero,
buoni compagni ed alleati: sempre.

Guido Gozzano

Rodin, il bacio

diversi i baci ora,
affetto, vicinanza,
passioni scontate
indugiano in me...

sabato 11 maggio 2013

A Sud del mio percorso..., di Anonimo

A Sud del mio percorso
ho lasciato il dono
i sapienti di Smirne
tra flebili fiamme
disegnavano oracoli
al passare del tempo.

Se devo credere ai mercanti di tempo
è giusto che vaghi in ricerche continue
e mi prostri al passaggio dei saggi.

Anonimo
del XX°é secolo
frammenti ritrovati

venerdì 10 maggio 2013

Alcuni di noi..., di Kahlil Gibran

Alcuni di noi
sono come l’inchiostro,
altri come la carta.
Se non fosse
per il nero di alcuni,
altri sarebbero muti.
Se non fosse
per il bianco di alcuni,
altri sarebbero ciechi.

Kahlil Gibran


sic est!
come un nodoso
ingombrante
ricordo...

giovedì 9 maggio 2013

Una sera, di Guillame Apollinaire

Una sera

Un'aquila discese da quel cielo bianco d'arcangeli
E voi sostenetemi
Lascerete tremare a lungo tutte quelle lampade
Pregate pregate per me
La città è metallica ed è la sola stella
Annegata nei tuoi occhi blu
Quando i tranvai rotolavano scaturivano pallidi fuochi
Sopra uccelli rognosi
E tutto ciò che tremava nei tuoi occhi dei miei sogni
Che un sol uomo beveva
Sotto le luci a gas rosso come l'ovulo malefico
O vestita il tuo braccio si coglieva
Guarda l'istrione fa la linguaccia alle attente
Un fantasma s'è suicidato
L'apostolo pende dal fico e lentamente saliva
Giochiamo dunque quest'amore ai dadi
Campane dal suono chiaro annunciano la tua nascita
Guarda
I sentieri sono fioriti e le palme avanzano
Verso di te.

Guillaume Apollinaire


è tempo di pensare,
nel cuore, nel sonno,
è ora di dire, di dare
senza chiedere nulla...

mercoledì 8 maggio 2013

Non tralasciare, di Anonimo


Non tralasciare
(a me)

Non tralasciare
cose apparentemente use
consegnano segni risaputi.
Non tralasciare
il consueto, il normale,
 che è quello che colma.
Non tralasciare
di amarti, curarti,
di dirti sciocchezze.
Non tralasciare
i ricordi e le liti
e il sapore dei monti.
Non tralasciare
i confini morali,
le tracce silenti.
Il cuore è una teca
un sigillo, un cartiglio.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

martedì 7 maggio 2013

L'imbrunire, di Giovanni Pascoli

L'imbrunire
 
Cielo e Terra dicono qualcosa
l'uno all'altro nella dolce sera.
Una stella nell'aria di rosa,
un lumino nell'oscurità.
I Terreni parlano ai Celesti,
quando, o Terra, ridiventi nera;
quando sembra che l'ora s'arresti,
nell'attesa di ciò che sarà.
Tre pianeti su l'azzurro gorgo,
tre finestre lungo il fiume oscuro;
sette case nel tacito borgo,
sette Pleiadi un poco più su.
Case nere: bianche gallinelle!
Case sparse: Sirio, Algol, Arturo!
Una stella od un gruppo di stelle
per ogni uomo o per ogni tribù.
Quelle case sono ognuna un mondo
con la fiamma dentro, che traspare;
e c'è dentro un tumulto giocondo
che non s'ode a due passi di là.
E tra i mondi, come un grigio velo,
erra il fumo d'ogni focolare.
La Via Lattea s'esala nel cielo,
per la tremola serenità.

Giovanni Pascoli

Giovanni Segantini, Pantura sull'imbrunire, 1885

solo, senza sale
non sento rumore
solo silenzio...

lunedì 6 maggio 2013

Frenato in un balzo..., di Anonimo

frenato in un balzo
il cuore rallenta
si colloca ora
in un niente di sole
è un solo momento...

Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati

domenica 5 maggio 2013

Dell'ombra, di Carlo Betocchi

Dell'ombra

Un giorno di primavera
vidi l'ombra di un'albatrella
addormentata sulla brughiera
come una timida agnella.
Era lontano il suo cuore
e stava sospeso nel cielo;
nel mezzo del raggiante sole
bruno, dentro un bruno velo.
Ella si godeva il vento;
solitaria si rimuoveva
per far quell'albero contento
di fiammelle, qua e là, ardeva.
Non aveva fretta o pena;
altro che di sentir mattino,
poi il suo meriggio, poi la sera
con il suo fioco camino.
Fra tante ombre che vanno
continuamente, all'ombra eterna,
e copron la terra d'inganno
adoravo quest'ombra ferma.
Cosí, talvolta, tra noi
scende questa mite apparenza,
che giace, e sembra che si annoi
nell'erba e nella pazienza.

Carlo Betocchi


riflette il vetro l'ombra?
la fronte corruccia il senso
e ritorno lontano, ancora...

sabato 4 maggio 2013

Ancora una notte, di Anonimo

Ancora una notte

Ancora una notte
piena di sonno e sogni
stringo più forte i pugni,
mi preparo alle botte.
Ancora una volta
ritrovo le cose più vere
ora vivo la svolta
nel ricordo di vivide sere.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

venerdì 3 maggio 2013

Primavera, di Grazia Deledda

La primavera

L’inverno aveva rinfrescato anche
il colore delle rocce. Dai monti scendevano,
vene d’argento, mille rivoletti silenziosi,
scintillanti tra il verde vivido dell’erba.
Il torrente sussultava in fondo alla valle tra
i peschi e i mandorli fioriti, E tutto ’era puro,
giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo.

Grazia Deledda


e conto anch'io
le foglie del noce,
quelle del fico
e arrivo dove non devo,
dove non voglio...

giovedì 2 maggio 2013

Rabbia invase..., di Anonimo

rabbia invase
le mie vene
ho solo la forza
di urlare ferito...

Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati

mercoledì 1 maggio 2013

Brindisi, si Stéphane Mallarmé

Brindisi
Nulla, una schiuma, vergine verso
solo a indicare la coppa;
così al largo si tuffa una frotta
di sirene, taluna riversa.

Noi navighiamo, o miei diversi
amici, io di già sulla poppa
voi sulla prora fastosa che fende
il flutto di lampi e d'inverni;

una bella ebbrezza mi spinge
né temo il suo beccheggiare
in piedi a far questo brindisi

solitudine, stella, scogliera
a tutto quello che valse
il bianco affanno della nostra vela.

Stéphane Mallarmé


brindo alla vita,
alle cose in divenire,
bevo al presente,
al passato ci penso...