giovedì 9 maggio 2013

Una sera, di Guillame Apollinaire

Una sera

Un'aquila discese da quel cielo bianco d'arcangeli
E voi sostenetemi
Lascerete tremare a lungo tutte quelle lampade
Pregate pregate per me
La città è metallica ed è la sola stella
Annegata nei tuoi occhi blu
Quando i tranvai rotolavano scaturivano pallidi fuochi
Sopra uccelli rognosi
E tutto ciò che tremava nei tuoi occhi dei miei sogni
Che un sol uomo beveva
Sotto le luci a gas rosso come l'ovulo malefico
O vestita il tuo braccio si coglieva
Guarda l'istrione fa la linguaccia alle attente
Un fantasma s'è suicidato
L'apostolo pende dal fico e lentamente saliva
Giochiamo dunque quest'amore ai dadi
Campane dal suono chiaro annunciano la tua nascita
Guarda
I sentieri sono fioriti e le palme avanzano
Verso di te.

Guillaume Apollinaire


è tempo di pensare,
nel cuore, nel sonno,
è ora di dire, di dare
senza chiedere nulla...

Nessun commento:

Posta un commento