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giovedì 31 ottobre 2019

Io sono la mia casa III, di Pita Amor

Io sono la  mia casa III
 
Dalla mia idea sferica delle cose,
nascono le inquietudini e i miei mali,
io geometricamente penso uguali
il grande e il piccolo, perché, essendo,
hanno uguale rilevanza; esistendo,
i volumi non hanno proporzioni,
né si misurano per dimensioni
e contano solo perché totali,

se anche sfericamente disuguali.
 
Pita Amor
da "Io sono la mia casa"
 
 impazziti voli nel cielo di ottobre,
in casa, arriva, il freddo, la  bruma;
nei campi madidi spuntano funghi,
il mio passeggiare ricerca la quiete...

mercoledì 30 ottobre 2019

La farfalla, di Tonino Guerra

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La farfalla


Contento proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando mi hanno liberato
in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.
 
Tonino Guerra
da "Il polverone"
 
 
è bello vederla sul mio balcone,
un angolo verde bistrattato;
qualche imbecille sorride maligno
e, come può, sopravvive alla vita...

martedì 29 ottobre 2019

Sogni #0

 
ho visto mia madre cercare la sua,
nel sogno, pelliccia di opossum, scale in discesa,
la casa degli zii, in fondo la stalla;
sulla soglia un dondolo e una figlia,
seduta cullava la mamma, in braccio...
 
Gujil

lunedì 28 ottobre 2019

S’è avvolto nelle tenebre il mondo, non temere..., di Costantino Kavafis

S’è avvolto nelle tenebre il mondo, non temere.
Non credere durevole tutto ciò ch’è oscuro.
Sei vicino ai piaceri, amico, alle valli, ai fiori:
osa, non ti fermare. Ecco, già sorge l’alba!

Solo una nebbia lieve il tuo sguardo intimorisce.
La natura benevola prepara sotto il velo
ghirlande di rose e di viole, di nobili narcisi
per te, profumate ricompense ai tuoi canti.


1886 


Costantino Kavafis
da "Poesie segrete"
traduzione di Nicola Crocetti
 
 
avvolti dal buio, soli e sperduti,
siamo così quando perdiamo fiducia;
come oggi, nell'impeto che smuove,
in quell'orrore che segue il delirio...

domenica 27 ottobre 2019

IX, 153, di Agazia lo Scolastico

IX, 153


O città, dove sono le tue mura,
i ricchi templi, le teste dei buoi
sacrificati? E il peplo tutto d’oro,
gli alabastri di Pafo? Dov’è più
il simulacro di Atena? Ogni cosa
ti fu tolta dalla guerra, dal lungo
scorrere del tempo e dalla potente
Moira, mutando così la tua sorte.
L’invidia vinse anche te: solo il nome
e la tua gloria non riuscì a oscurare.
 
Agazia lo Scolastico
 
 
città che affondano nel tempo,
come la mia di longobardi miti
ridonda e sopperisce al fato
murato in un impianto di sensi...

sabato 26 ottobre 2019

Poesia d'amore, di Nicolas Born

Poesia d'amore


Non sei più qui
ora tu ami altrove
dopo diverse trasfusioni di sangue
mi hai dimenticata
per un cambiamento
che tu solo definisci.
Lui deve allontanarsi per qualche giorno
e io sono di nuovo da te.
Mangiamo mele e
ci baciamo sotto i meli.

Ognuno vede l'amore negli occhi nostri.
Abbiamo occasione di dormire e
ammirare il nostro sentimento.
Non è solo piacere, è amore.
Finché ci riconosciamo, fa bel
tempo nelle tue stanze.

Coroniamo questi giorni con le nostre
prestazioni, senza nemmeno pensare
che dovremo vivere tra i libri e la gente
.

 
Nicolas Born
da "Tra bagliori e abbagli"
traduzione di Gio Batta Bucciol
 

 qualcuna l'ho scritta anch'io, tempo fa,
la gioventù foriera di irruenti pulsioni;
ora rifletto, arranco, mi arrangio,
come posso, potrei eppure ancora sono...

venerdì 25 ottobre 2019

Sciocchezze #0, di Gujil

 
Non lascerò che il silenzio
disturbi il mio rumore...
 
Gujil

giovedì 24 ottobre 2019

Haiku, di Masaoka Shiki

Villaggio di pescatori:
al chiaro di luna si balla
nel profumo del pesce crudo
 
Masaoka Shiki
 
 
flash anche qui infinito,
si riorganizzano visioni perdute;
in un attimo riponiamo noi stessi,
nella teca, nell'urna del siamo...

mercoledì 23 ottobre 2019

Oggi - vedi - l'arcano dell'impero..., di Daniele Ventre

Oggi – vedi – l'arcano dell'impero
è il franare dell'arco, il ponte rotto
e il confine sbarrato e il campanile.
Certo, l'ordine è austero – tasca nostra –
però il soldo è di carta – resta zoppo.
Il metallo è ormai piombo, il trono falso:
il consenso rimane disperato
in assenza di meglio – il meno peggio
ha da tempo esaurito le cartucce:
non però per le stragi, a quanto sembra.
Ci rimane del resto la provincia –
non però di conquista: di regresso.
L'anarchia da signori della guerra
ce l'abbiamo anche noi – non c'è che dire –
con i poveri cristi giù in dogana
con i barbari tutti fede e mitra.
Resta il crollo del limite, del solo
limite da serbarsi: la decenza.
Nell'età disgustea l'aurora è fosca:
di autorevole c'è rimasto il cuoco.
 
Daniele Ventre
da "Nuga - Remake"
 
 
sensazioni si affannano nel cuore,
il cervello impazzisce di timori;
paure ancestrali fanno confusione,
si stagliano come austere torri...

martedì 22 ottobre 2019

Ultimo brindisi, di Anna Achmatova

Ultimo brindisi

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all'inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

Anna Achmatova
 

brindo alla vita, finchè c'è,
festeggio finchè dura;
barlumi di senso si infrangono
in rivoli di ricordi scomposti...

lunedì 21 ottobre 2019

Riflesso, di Gujil

ognuno di noi ha avuto
la sua città natale;
io ci vivo ancora

dopo un breve esilio forzato

Gujil 

 

 
le città nostre, culle di vita,
;sono luoghi di nascita amati;
spesso rimangono indelebili tracce,
a volte solo ricordi lontani ...

domenica 20 ottobre 2019

La mia casa a Pennabilli, di Tonino Guerra

La mia casa a Pennabilli
                              a Gianni Giannini

Adesso abito quassù
in una casa di montagna
e passo il tempo con delle foglie secche
che le metto in fila sopra uno scalino;
o vado a toccare quei fili d’acqua
che saltellano giù da una fessura di sassi
dove le trote stanno accovacciate al fresco
e Silvestro le prende con le mani
come fanno i gatti con le farfalle.
Mi piace anche fare dei conti
con un’aritmetica elementare:
due e due quattro sei e sei dodici
se vai a comprare sette uova e tre cadono
a terra, quante ne restano sane?
O altrimenti faccio delle righe sulla sabbia
del cortile, delle aste una dopo l’altra
per ricordare la sveltezza
delle gambe di una volta e l’aria
piena di lucciole e la bicicletta
e la fionda, gli aquiloni
e laggiù per ogni Ferragosto
il mare che stava disteso dietro montagne
  di sabbia come una bestia buona
sotto le carezze del padrone.
Il pomeriggio sto seduto a guardare
la valle e la montagna in fondo
con tutti i campi che sembrano stracci
ad asciugare al sole e ogni tanto le strisce
rosse dei papaveri, dei mucchietti di case
come dei nidi di rondini appoggiati a terra
e la gente piegata a lavorare
piccola come la polvere e io seduto
con tutta ’sta roba dentro gli occhi
e con la memoria che è diventata bianca
e su questo lenzuolo ogni tanto passa
la voce della mia povera mamma
e l’odore delle mele cotogne
che stavano in cima all’armadio.
 
Tonino guerra
da "L'albero dell'acqua"
 
come la mia casa sui monti, ora sola,
momenti felici e racconti di sere, ricordo;
poi il tempo che passa e ingrigisce,
la mente, il passato, le cose scordate...

 

sabato 19 ottobre 2019

Poesia d'amore incompiuta, di Nicolas Born

Poesia d'amore incompiuta

 

Ecco, la luna
doveva
vagare con noi,
su per il pendio,
dove i tigli
si voltano
al nostro passaggio.

Un cielo
da ricordare:
l'autunno ci scendeva
incontro, sulla via.

Il sentiero
porta lontano,
mai l'abbiamo percorso,
e vediamo avvicinarsi
un verde estraneo,
tu e io,
occhi così estranei,
tu e io.

  

Nicolas Born
da "Tra bagliori e abbagli"
traduzione di Gio Batta Bucciol
 
 
forse sono gli amori incompiuti,
si fermano a volte sui bordi dell'anima,
oppure tracimano e diventano uragani;
io, per me, amo ancora le favole...

venerdì 18 ottobre 2019

Protocollo cittadino #2

 
Il passaggio della perturbazione mi irrita,
pensiero di freddo e di pioggia;
lo scoccare del tempo è un'insidia silente,
cercherò di mostrare quello che posso...
 
Gujil

giovedì 17 ottobre 2019

Niente, di Tonino Guerra

Niente

La vita dura poco
tutto cambia o muore;
il cappello che portava mio padre
adesso gira sopra la testa contadina
di un parente alla lunga di mia madre.
Anche la Terra scoppierà
e ci saranno le montagne che voleranno in aria
e l’acqua si rotolerà
su delle stelle morte
e dove girava il mondo ci sarà del vento
con voci, urla e musica
che è restata attaccata alle nuvole.
Magari dentro quella bufera
arriverà una mano lunga a raccogliere le molliche
delle città e la polvere delle cose grandi
che ha fatto la gente e le foglie dei boschi
e le penne degli uccelli… o niente.

 
Tonino Guerra
da "L'albero dell'acqua"


 
 
niente è quello che a volte rimane,
un pugno di sabbia che scorre,
come il tempo che non si ferma più;
restiamo isolati nel forse del poi...

mercoledì 16 ottobre 2019

Haiku n°25, di Anonimo

 
Haiku n° 25
 
Solo, solitario passo,
alpino, di uomo stanco;
mi ritrovo a riposare un sasso.
 
Anonimo
del XX° Secolo
Haiku

martedì 15 ottobre 2019

Ti ho amato con troppe parole..., di Montserrat Abellò

Ti ho amato
con troppe parole.

mi piacerebbe
poter tornare

ad amarti
con una sola
parola.
 
Montserrat Abellò
da "El blat del temps", 1986
 
 
l'amore, l'amore, quando continua
diventa affetto indicibile e grande;
scevrano passioni, impeti e ardori
arriva una quiete serena che porta lontano...

lunedì 14 ottobre 2019

Il mio verso, di Luali Lahsen

Il mio verso

Il mio verso parla per zittire
i botti che perforano
i timpani del silenzio.
Accarezza il tuo nome e si posa
sul tuo sguardo quale aquila ferita,
orfana di intensità.
Il mio verso cerca la tua storia;
si incontrano la mia memoria e il tuo cammino
per ripercorrere un'altra possibilità d'amore.
 
Luali Lahsen
Traduzione di Giulia Maltese
 
 
quelli mie invece sanno di nostalgia,
una vena di sensazioni pacate, lente;
anche giovane vedevo la poesia amica,
ho saputo distinguere e prendere atto...

domenica 13 ottobre 2019

Protocollo cittadino #1

 
il passaggio dell'autunno mi infastidisce,
il tempo comincia a cambiare e il freddo arriverà;
il cambio di ore di luce si fa sentire, pesa,
mi sento vicino all'inverno...
 
Gujil

sabato 12 ottobre 2019

Haiku n°24, di Anonimo

 
Haiku n° 24
 
Il martin pescatore tuffa
cieli azzurri e puliti nel fiume
un esce non sa il suo futuro.
 
Anonimo
del XX° secolo
Haiku
 
 

venerdì 11 ottobre 2019

Il poeta, di Valentino Zeichen

Il poeta
 
Presumibilmente,
sembro un poeta di alta rappresentanza
sebbene la mia insufficienza cardiaca
ha per virtù medica il libro «cuore».
Abito appena sopra il livello del mare
mentre la salute, la ricchezza, la purezza
e gli sport invernali
straziano oltre i mille metri.
Perciò mi ossigeno respirando l’aria
dei paradisi alpini
così arditamente fotografati
dagli scalatori sociali
nonostante la pericolosità dei dislivelli.
 
Valentino Zeichen
da Ricreazione, 1979
 
 
 
quello che ci illudiamo di fare,
essere poeti con le nostre frasi;
pensieri che trovano posto sui fogli,
siamo noi, comunque grandi...

giovedì 10 ottobre 2019

Canto trentacinquesimo, di Tonino Guerra

da Il Miele
  Canto trentacinquesimo


Acqua, fuoco e poi la cenere
e le ossa dentro la cenere,
l’aria trema attorno alla Terra.
Dove sono le foglie verdi, l’erba, i piselli
col dito delle donne che li staccava dalla buccia?
Dove sono le rose e la chitarra, i cani e i gatti,
i sassi e le siepi di confine,
le bocche che cantavano, i calendari, i fiumi,
e le tette piene di latte? Dove sono le favole
se le candele spente non fanno più lume?
Dov’è il Tempo con tutti i giorni della settimana,
le ore e i secondi che battono?
Il Sole gira e si muovono le ombre
della roba che sta ferma.
E io dove sono? Dov’è il tale?
Venezia che si è affogata
è un mucchio di ossa bianche sotto il mare.
Ma verrà il giorno che dalla porta del cielo
cadrà giù una voce dentro la polvere.
Comanderà che venga fuori l’uomo
che ha inventato tutto quanto:
la ruota, gli orologi, i numeri,
e le bandiere per le strade.
Allora si alzerà Adamo e a testa alta
andrà sotto quella Luce Grande
per dire che il miele che ci ha dato
era in cima a una spada.

 
Tonino Guerra
 
Pietro Paolo Rubens
"Adamo ed Eva"
 
le domande della vita, dell'esistere,
abbiamo miriadi di dubbi e le risposte
latitano i sensi del quotidiano;
siamo poca cosa di fronte al tutto...

mercoledì 9 ottobre 2019

Al mondo, di Andrea Zanzotto

Al mondo
 
Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente,
fa’ che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso
 
Io pensavo che il mondo così concepito
con questo super-cadere super-morire
il mondo così fatturato
fosse soltanto un io male sbozzolato
fossi io indigesto male fantasticante
male fantasticato mal pagato
e non tu, bello, non tu «santo» e «santificato»
un po’ più in là, da lato, da lato
 
Fa’ di (ex-de-ob etc.)-sistere
e oltre tutte le preposizioni note e ignote,
abbi qualche chance,
fa’ buonamente un po’;
il congegno abbia gioco.
 
Su, bello, su.
 
Su, münchhausen.
 
Andrea Zanzotto
 
 
quello che si sta intorno, addosso,
umanità piena di contrasti e reietta;
un mondo di cosa? per chi?
Siamo barche in balia del mare del vivere...

martedì 8 ottobre 2019

E adesso vieni, entriamo insieme..., di Donata Berra

E adesso vieni, entriamo insieme in questo inverno,
sarà stagione di abbandoni e reticenze,
guarda: le ombre che credevamo immaginate,
o risospinte ai margini del bosco,
vòltati: avanzano alle spalle.
Vieni, lascia scorrere il tuo corpo
dal vento acre di resina e di muschio,
lascia la scabra pelle rilevarsi
alle carezze mie, come fossi lei,
quella per cui fiorisce, e sa di cielo,
– dove tu solo sai, e mi conduci –
il fioco fiore giallo d’elicriso.
 
Donata Berra
da "A memoria di mare"
 
 
forse è ancora presto, ma lo sento,
arriva nascosto dai colori d'autunno;
l'inverno, i mesi del sonno profondo,
un bavero rialzato, parole e cristalli...

lunedì 7 ottobre 2019

La mia spalla, di Rafael Sarmentero

Tanti paesi
 
Tanti paesi
e il tuo posto nel mondo
era la mia spalla.
 
Rafael Sarmentero
da "Dadá demodé, 2011"
 
 
ancora haiku per dimostrare
l'efficacia immensa di parole;
sparse così come neve al sole,
suoni nell'aria che rinfresca...

domenica 6 ottobre 2019

Primavera, di Yun Dong-Ju

Primavera
 
La primavera scorre nel sangue come un ruscello,
e sulla riva come un ruscello
forsizie, azalee e fiori di cavolo giallo
 
Io, che ho sopportato l’inverno,
germoglio come erba
 
Allodola gioiosa,
volo su ogni solco
 
Il cielo azzurro
splende lassù
 
Yun Dong-Ju
 
 
certo l'autunno è diverso,
comincia il declino, il freddo;
nature contorte si avvicinano
al riposo, alla fase di stasi...
 
 

sabato 5 ottobre 2019

(gocce). di Mario Luzi

(gocce)

L'inverno e la sua fine
escono da quei monti
nel cielo
                    battaglia,
esitano l'uno
e l'altra, essi, rapiti
                    a quella luce
di politissimo cristallo,
alla flagranza delle valli,
                    e ora
un poco si osservano a distanza,
un poco si mischiano e si azzuffano
finché grandine o vento non sbaraglia
l'incertezza dello scontro.
Ci ottenebra, noi stille
                    sorprese in medio campo
un infittito scroscio,
                    ci affoga
l'uragano, sgombra
poi il sole
                    i celesti rimasugli
del furente nubifragio.
È inverno o primavera? Non lo sappiamo,
                     siamo
e non siamo niente
nella molteplicità delle apparenze,
però dentro la vita, dentro
il meraviglioso istante. 


 
Mario Luzi
da "il lessico della luna nascente"
 
 
immagini ferme, solide, costanti,
siamo fatti di istanti come fotografie;
possiamo sbiadire col tempo,
possiamo velare i ricordi di sogno...

venerdì 4 ottobre 2019

Tanka..., di Akiko Yosano

Dopo il bagno
mi guardo nello specchio,
e, osservando il mio corpo,
sento che ancora rimane qualcosa
di ieri: un certo sorriso...
 
Akiko Yosano
 
 
attimi di vita normale, atti,
mani che rifanno gesti consueti;
la nostra esistenza è costellata
di cose ripetute, usuali...

giovedì 3 ottobre 2019

Riflesso

 
dimenticanze, cose da fare, sogni,
perversi intrighi di pensieri e sogni;
ancora, sempre, in me, come figli,
perdo nel vuoto le cose, il tempo,
passa, veloce, ancora, come...
 
Gujil

martedì 1 ottobre 2019

Riflesso

 
persistono attese inquietanti
di cui non ho riscontri...
 
Gujil