martedì 26 settembre 2017

Avvenire, di Ángel González

Avvenire

Ti chiamano avvenire
perché non vieni mai.
Ti chiamano: avvenire,
e sperano che tu venga
come docile animale
a mangiare nella loro mano.
Ma tu resti fermo
oltre le ore,
acquattato non si sa dove.
... Domani!
          E domani sarà un altro giorno tranquillo,
un giorno come oggi, giovedì o martedì,
qualsiasi cosa e non quello
che ancora aspettiamo, ancora, sempre.
Ángel González
da Altro tempo verrà diverso da questo
traduzione di Gabriele Morelli
 
 
Domani...domani, forse... domani,
il presente richiama il passato, ieri;
dietro cortine impenetrabili si cela
da sempre, il nostro domani...

lunedì 25 settembre 2017

Trenta miserie d'Italia, XXII, di Roberto Roversi

Trenta miserie d’Italia

XXII

La Grecia brucia.
Brucia l’Italia.
Antonio è partito.
Brucia cuore e futuro.
Morti Sciascia Calvino Pasolini
Fortini Volponi Vittorini persone
di alto gradimento. La giornata
è lunga amara in questa Italia

cavallo che caracolla azzoppato.
Sta arrivando l’inverno.
Sarà di nuovo il tempo bianco della neve?
O prevarranno giornate temute
con poche voci annidate nel petto?

Chi nel silenzio e l’attesa raccoglierà
le nuove vicende.
Chi
raccoglierà fra i sassi le nuove canzoni?
Momento gelido da ricordare.

Vittorini cammina adagio lungo i navigli
rapido e sicuro Calvino sta scrivendo
una lettera
Pavese ha appena bevuto cicuta nel terribile
silenzio d’agosto
Fortini arriva correndo impetuoso e
ammonisce la vita.
Sferziamo cavalli che sono bianchi cavallo
di pietra.
Un vulcano aspetta di triturare il cielo.
Cenere bianca fredda si depone ai miei piedi.
E tuttavia anche noi aspettiamo.


Roberto Roversi
Miserie d’Italia
 

 
il nostro paese, chi siamo,
un delirio di situazioni e attimi;
ci rigiriamo nel letto,
ci stanchiamo degli altri...

domenica 24 settembre 2017

la gabbia, di David Gascoyne

La gabbia

Nella notte che si sveglia
Le foreste smettono di crescere
I gusci sono in ascolto
Le ombre negli stagni diventano grigie
Le perle si dissolvono nell’ombra
E io ritorno da te
Il tuo volto sul quadrante dell’orologio
Le mie mani sotto i tuoi capelli
E se il tempo che segni libera gli uccelli
E se loro volano verso la foresta
L’ora non sarà più nostra
Nostra è la gabbia decorata
La tazza d’acqua traboccante
La prefazione al libro
E il ticchettio di tutti gli orologi
E il movimento di tutte le stanze buie
Tutti i nervi dell’aria sono scoperti
Una volta volata via
L’ora piumata non tornerà
E io sarò scomparso.

David Gascoyne
The Cage, da Man’s Life in This Meat, 1936
Traduzione di Francesca Spinelli
 
 
 
imprigionati nel senso,
quello comune, normale;
ci sfianchiamo in inutilità
ci circondiamo di nulla...

sabato 23 settembre 2017

Giorni di minime estive #11

la vita è fatta di esami,
a tutte le età,
scolastici, clinici, civili;
ribellarsi non serve,
conformarsi è la prassi...
 
Gujil

 

venerdì 22 settembre 2017

Prima di allora, prima di allora, di Sunil Gangopadhyay

 
Prima di allora, prima di allora
 
Dal dito della mia mano destra pende
                 un filo azzurro
che sarebbe la bandiera trionfante del paradiso
Ma di certo non è ancora il momento
Prima di allora, il fischio della gazza orientale
                 si deve posare sulle mie labbra
                 per ogni rivelazione
Prima di allora, amore tra le casse di polvere da sparo
prima di allora, prima di allora, prima di allora…
 
Sunil Gangopadhyay
 
 
prima, sempre prima,
dove si ferma il ricordo, lamore;
siamo stati tutti prima,
ora siamo adesso...

giovedì 21 settembre 2017

Arrivi e partenze, di Anonimo

 
Arrivi e partenze
 
Si arriva, si parte,
si resta in disparte.
In un turbinio di abbracci,
baci, lacrime e saluti.
Ho rivisto, gioito, pianto,
chissà se rivedrò?
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
  

mercoledì 20 settembre 2017

il gelo bruca... di Bruno Galluccio

il gelo bruca
i residui della notte nostra
il sogno sfrangiato sul bordo
dell’essere ancora vivi
tra poco è l’alba
noi siamo la nostra attesa
la ferita della vetrata non aperta
il rimorso che accomuna
l’aprire e il non aprire
minima gemi come acqua
tu ormai nel costato del sonno
deposta la tua parte di attesa
hai varcato il millimetro dell’abbandono
e io veglio anche
per il tuo lembo di indicibile
mentre la luce massacra l’ombra
sul lato rovescio del pensiero
 
Bruno Galluccio
da "Verticali", 2009
 
 
sempre più in bilico e solo,
di dentro, nel profondo;
ho immaginato miriadi di colori,
sto affogando nel blu del mattino...

 

martedì 19 settembre 2017

Di infinite partenze, di Anonimo

 
Di infinite partenze
 
Di infinite partenze è colmo
questo cuore invecchiato da attese,
le file dei reduci incombono
in un'anima carica di sospiri;
flessibili menti delucidano
cose risapute, convogliate
in carichi ammassati alle stive
di questa nave pronta a salpare.
 
Anonimo
del XX° Secolo
Poesie ritrovate
 

lunedì 18 settembre 2017

Giorni di minime estive #10

 traiettorie infinite di sguardi
collimano con pensieri ancestrali;
troviamoci ancora, coi fuochi,
la musica dell'anima risuona
negli infiniti spazi individuali
amica di sempre, ora appena lontana;
nelle penombre nascondo i miei occhi,
sguardi sul mondo, sulle povere cose
di quello che ancora io sono...
 
Gujil

domenica 17 settembre 2017

Autoeutanasia sentimentale, di Gloria Fuertes

Autoeutanasia sentimentale
 
Mi sono tolta di mezzo
per non disturbare,
per non gridare
più versi lamentosi.
Ho passato molti giorni senza scrivere,
senza vederti,
senza mangiare altro che pianto.
 
Gloria Fuertes
da Opere incomplete, 1975
 
 
come quando decisi per noi,
per tutti era una cosa giusta,
non per me, rimasi a soffrire
e a guardare muto il telefono...

sabato 16 settembre 2017

Parabola, di Franco Fortini

Parabola
 
Se tu vorrai sapere
chi nei miei giorni sono stato, questo
di me ti potrò dire.
A una sorte mi posso assomigliare
che ho veduta nei campi:
l'uva che ai ricchi giorni di vendemmia
fu trovata immatura
ed i vendemmiatori non la colsero
e che poi nella vigna
smagrita dalle pene dell'inverno
non giunta alla dolcezza
non compiuta la macerano i venti.
1953
 
Franco Fortini
da "Poesia e errore"
 
 
della mia vita il passato,
unica cosa presente e potente;
un invito alla riflessione
di questo grigiore  Settembrino

venerdì 15 settembre 2017

Tutta nuda, di Luciano Folgore

Tutta nuda

Te, nuda dinanzi la lampada rosa, 
e gli avori, gli argenti, le madreperle,
pieni di riflessi
della tua carne dolcemente luminosa.

Un brivido nello spogliatoio di seta,
un mormorio sulla finestra socchiusa,
un filo d'odore, venuto
dalla notte delle acacie aperte,
e una grande farfalla che ignora
che intorno a te
non si bruciano le ali,
ma l'anima.
 

Luciano Folgore
 
Giovanni Bellini,
"Giovane donna nuda allo specchio"
Olio su pioppo, 1515,
Kunsthistorisches Museum, Vienna 

lo specchio rifletteva il corpo,
distesi sul letto, soli,
mi chiesi molte cose,
sto ancora rispondendomi...  
 

giovedì 14 settembre 2017

Riflesso e tristezza, di Gujil

 
anche se non ne snatura i ratti,
anche se è ancora lui da fuori;
la distruzione dei ricordi,
di quello che eri e più non sarai;
ci rimettiamo al destino, in attesa
ben sapendo che la poca luce rimasta
si andrà a stemperare nel buio.
 
Gujil

mercoledì 13 settembre 2017

M'ama, non mama. Senza uccider fiori,... di Antonio Fogazzaro

M'ama, non m'ama. Senza uccider fiori,
dirmi così da tutto l'universo
ascolto sempre e dal mio core istesso;
starò a veder su qual dei due si ferma.
No, non domando al fior. Se il fior sapesse
gli chiederei soltanto s'è felice.
Ma il fior l'ignora, e chi potrebbe dirlo
mi niega per pietà questo conforto.
Un pensier mi ferisce. E se il poeta
s'accendesse d'amor per le soavi
figure ch'egli crea! Strano pensiero!
Davver di questi non ne avevo un tempo.
 
Antonio Fogazzaro
 
 
quante volte, margherite distrutte,
il fiore dell'amore, della cattiveria;
distruggere petali per speranze,
barbara cosa, fatta senza cuore...

martedì 12 settembre 2017

Sulle palpebre chiuse, di Luigi Fiorentino


Sulle palpebre chiuse
 
Come rossa è la luna nella sera
e come avvampa tra le rocce il fiore,
così il tuo viso se tremando mormoro
sulle palpebre chiuse le parole
care. O cara, fiammeggiano i ricordi.
E quel grillo che lima in qualche parte
il suo strillo, ci reca in altro luogo
e in altro tempo: fuochi bianchi, spersi
e ritrovati sotto questo azzurro
che t’incanta e m’incanta, e ci fa lievi.
 
Luigi Fiorentino
 
 
le palpebre, si abbassano,
per non vedere, per trattenere l'attimo;
oppure spalancate stupiscono con gli occhi
nel guardare il mondo intorno...

lunedì 11 settembre 2017

Prologhetti, 4 di Leòn Felipe

Prologhetti, 4
 
E voglio che il vestito,
il vestito dei miei versi,
sia tagliato
dello stesso panno rude,
dello stesso
panno eterno
del manto di Manrique,
- come quello di Amleto, nero -
adattato all'usanza di questo tempo
e, in più,
con un gesto
mio
nuovo.
 
Leòn Felipe
 
 
siamo attori sul palcoscenico della vita,
siamo anime in corsa verso qualcosa;
non sappiamo, non vediamo, corriamo,
su percorsi accidentati e molesti...

domenica 10 settembre 2017

Compleanno

 
non vorrei mai che il tempo
carpisse i ricordi, i volti,
a ridurli macchie confuse nel cuore;
passano i giorni e le cose
si stempera il dolore, la vita,
sei qui nell'anima, profondo
come una guida, un esempio,
I miss you so much!
 
Gujil

sabato 9 settembre 2017

Giorni di minime estive #9

 
come tutto, si viene, si va,
le cose arrivano, gioisci, passano, intristisci;
siamo preda degli eventi che accadono,
qualche volta si riesce a rimanerci dentro;
qualche volta si sconvolge tutto...
 
Gujil
(a Cochi delusa)

venerdì 8 settembre 2017

Mi ha assalito un'acre nostalgia, di Yehuda Amichai

Mi ha assalito un'acre nostalgia,
come la gente d'una vecchia foto che vorrebbe
tornare con chi la guarda, nella buona luce della lampada.

In questa casa, penso a come l'amore
in amicizia muta nella chimica
della nostra vita, e all'amicizia che ci rasserena
vicini alla morte.
E a quanto è simile ai fili sparsi la nostra vita
che più non sperano di tessersi in altro ordito.

Giungono dal deserto voci impenetrabili.
Polvere che profetizza polvere. Passa un aereo e ci chiude
sotto la lampo di un grosso sacco di destino.

E il ricordo di un viso amato di ragazza
trascorre per la valle, come quest'autobus notturno: molti
finestrini illuminati, molto viso di lei
.
Yehuda Amichai
Traduzione di Ariel Rathaus
 
 
la nostalgia è forte, pesante,
riempie il cuore di torpore;
annaspano i dolori e i ricordi
si confondono e sovrappongono i volti...

giovedì 7 settembre 2017

Canto di bellezza, di Forough Farrokhzad

Canto di bellezza
 
Sulle tue spalle, rocce di granito dure e superbe
cascate di luce, ruscella l’onda dei miei capelli.
 
Sulle tue spalle, muro di cinta di un mirifico castello
danzano, come rami del salice, le ciocche dei miei capelli.
 
Le tue spalle, torri di ferro,
le tue spalle, fulgenti di sangue e di vita,
hanno il colore di un braciere di rame.
 
Nel silenzio, nel tempio del desiderio,
addormentata vicino a te,
i segni dei miei baci sulle tue spalle,
come morsi ardenti di serpenti.
 
Le tue spalle, nella rifrazione del sole
sotto le gocce chiare e tiepide di sudore
sfavillano come cime di montagne.
 
Le tue spalle, Mecca dei miei sguardi appassionati,
le tue spalle, sigillo di preghiera...
 
Forough Farrokhzad
da "Muro", 1958
traduzione di Gina Lagorio
 
 
come una canto, come una frase,
la bellezza ci circonda, è fuori,
qualcuno la cerca dentro di sé
ma non sempre si trova...

mercoledì 6 settembre 2017

In stracarichi tramvai..., di Evgenij Evtušenko

In stracarichi tranvai
accalcandoci insieme,
dimenandoci insieme,
insieme barcolliamo. Uguali ci rende
una uguale stanchezza.
Di quando in quando c'inghiotte.
il metrò,
poi dalla bocca fumosa ci risputa ,
il metrò.
Per incerte strade, tra vortici bianchi
camminiamo, uomini accanto a uomìni
I nostri fiati si mescolano fra loro,
si scambiano e si confondono le orme
Dalle tasche tiriamo fuori il tabacco,
mugoliamo qualche canzonetta di moda
Urtandoci coi gomiti,
diciamo scusa o non diciamo niente.
La neve sbatte contro le facce tranquille
Avare, sorde parole ci scambiamo.
E proprio noi, tutti noi, ecco qui,
tutti insieme, siamo
quello che all'estero chiamano Mosca!
Noi che qui ce ne andiamo con le nostre borse;
sottobraccio, coi nostri pacchetti e fagottelli,
siamo coloro che nei cieli scagliano astronavi
e sbigottiscono i cuori ed i cervelli.
Ognuno per conto suo, attraverso
le nostre Sadowye, lebjazie, Trubnye
secondo un proprio itinerario
senza conoscerci l'un l'altro
noi, sfiorandoci l'un l'altro,
andiamo...
1960
 
Evgenij Evtušenko
 
 
ricordo, da giovane studente,
la gente, la calca, le spinte,
quelle dell'ora di punta;
ora mi manca tutto questo...

martedì 5 settembre 2017

Gli ireos gialli, di Luciano Erba

 Gli ireos gialli

 
I ragazzi partiti al mattino
di giugno quando l'aria sotto i platani
sembra dentro rinchiudere un'altra aria
i
ragazzi partiti alla pesca
con un'unica lenza ma muniti
di un paniere ciascuno a bandoliera,
in silenzio ora siedono sul filobus
arrivato veloce al capolinea
e il sogno rifanno che Milano
abbia azzurre
vallate oltre il Castello
dove saltino i pesci nei torrenti.
Sui prati rimane un po' di nebbia
la tinca nella sua buca di fango
ricomincia a dormire. Mattiniera
la carpa perlustra attorno ai bordi
di un tranquillo canale. La carpa
è astuta e non abbocca mai.
I pescatori non avranno fortuna. Ma
risalendo i canali e le roggie,
di prato in prato, di filare in filare,
arriveranno i ragazzi dove è fitta
la verzura dei fossi, dove gialli
sono i fiori degli ireos e come spade
le foglie tagliano fresche correnti
sotto l'ombra dei salici,
Arriveranno fino ai fiori lontani
i pescatori senza ventura
i ragazzi in gita nella pianura!
 
Luciano Erba
 
 
fiori, nei campi, nelle aiuole,
immaginiamo la nostra vita senza;
un mondo triste dove on c'è colore,
ecco cosa sarebbe senza di loro....
 
 

lunedì 4 settembre 2017

Orientamenti XIX, di Odysseas Elytis

Orientamenti XIX
 
La carne del salice il fuoco primigenio della gioventù
La loquela intonsa del profumo della terra
La radice la favilla il fulmine la nube
 
Scavo infinito con sudore e gioia
Nelle miniere del cuore
Nelle viscere insanguinate del dolore
Tu passa attraverso gli stretti del ricordo
Più lontano sempre più lontano più in là
Là dove il deserto cancella la sua forma.
 
 Odysseas Elytis
da Orientamenti, 1940
 
 
orientarsi nella vita, nella terra,
trovare la via, quella che porta;
una facile risposta è seguire,
il difficile è farsi seguire...

domenica 3 settembre 2017

Altalena, di Gerardo Diego

Altalena
 
A cavallo sul cardine del mondo
giocava un sognatore al sì e al no
Le piogge a colori
emigravano al paese degli amori
            Stormi di fiori
Fiori del sì                         Fiori del no
            Coltelli nell'aria
            che le aprono le carni
            formano un ponte
Sì                                                  No
            Cavalca il sognatore
            Uccelli arlecchini
cantano il sì                    Cantano il no
 
Gerardo Diego
traduzione di Vittorio Bodini
 
 
su, giù in un crescendo,
verso cielo, poi a terra;
ricordo così le mie bimbe
lanciate verso il sole... ieri...

sabato 2 settembre 2017

Quando si abbandona la vita..., di Emily Dickinson

Quando si abbandona la vita
La separazione da ciò che resta

Appare facile, come quando il Giorno lascia andare
Interamente l'Occidente
I Picchi, che indugiarono per ultimi

Rimangono nel Suo rimpianto

Impalpabili come il Violetto
Su una Cascata
 
(1865)
 
Emily Dickinson
 
 
la vita stretta, attaccata,
quando va vediamo soffrire,
si muore in angoscia e paura,
si vuole restare qui, con la vita...

venerdì 1 settembre 2017

Al principio, di Blas De Otero

Al principio
 
Se ho perduto la vita, il tempo, tutto
quel che gettai, come un anello, all'acqua,
se ho perduto la voce nel roveto,
mi resta la parola.
Se ho sofferto la sete e fame e tutto
quel che fu mio e si concluse in niente,
se ho mietuto le ombre nel silenzio,
mi resta la parola.
Se aprii le labbra per vedere il puro
e terribile volto della patria,
se aprii le labbra fino a lacerarmele,
mi resta la parola.
 
Blas De Otero
 
 
il principio, come inizio,
oppure come punto fermo,
si comincia e a volte si continua,
non sempre si riesce a finire...