venerdì 31 luglio 2015

Frammento, di Anonimo

infinitesimi attimi sogliano,
le porte del nulla, cancelli
aperti su onirici mondi;
ristò pensieroso tra nubi
e gridi di stanchi gabbiani...
 
Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati



giovedì 30 luglio 2015

Vento di prima estate, di Giorgio Caproni

Vento di prima estate
 
A quest'ora il sangue
del giorno infiamma ancora
la gota del prato,
e se si sono spente
le risse e le sassaiole
chiassose, nel vento è vivo
un fiato di bocche accaldate
di bimbi, dopo sfrenate
rincorse.
 
Giorgio Caproni
 
 
aria calda
il vento estivo,
forma le onde,
carezza le dune di sabbia
e i larici immobili...

mercoledì 29 luglio 2015

L'estate sui campi, di Alfonso Gatto

L'estate sui campi
 
Splende a distesa il giorno
rosato alla pianura,
la tremula calura
richiama a lungo intorno
dall’alto il visibilio
dei passeri nel sole.
...Il grano trema e nere
si schiudono farfalle
all’afa azzurra; d’oro,
riversa a quel ristoro
di luce, nelle gialle
stoppie bisbiglia l’aria...
...Così morbido e solo
scorre sul fiume il verde
silenzio che alle valli
odoroso si perde.
Restano i campi gialli,
monotona campagna
dei grilli e della sera...
 
Alfonso Gatto
 
 
 
sole ancora e suoni,
estate frinisce e scalda,
il cuore non so,
non so ancora...

martedì 28 luglio 2015

Mariuccina, di Giovanni Pascoli


Mariuccina
 
Acrostico
 
Mentre siedo, o sorella, a te da canto
Anni tristi, ben tristi anni! rammento;
Ricordo un lutto, una famiglia in pianto,
In mezzo alla miseria, al tradimento.
Un sorriso splendeva in quel dolore,
Caro sorriso che t'uscia dal cuore!
Caro il tuo balbettìo, sempre lo stesso,
In mezzo al cupo ragionar sommesso!
Nostra, di tutti noi, consolatrice,
Angelo della tua madre infelice!
 
Massa, 1885
Giovanni Pascoli
 
 
sorella in tutto, e per tutto,
vederti fa bene, fa luce,
eppure un velo permeato
mi dici che sei ancora con me,
rimani sorella, rimani...

lunedì 27 luglio 2015

Riflesso, di Gujil


alimento voglie represse
con cibi inadatti e scipiti;
tornare vorrei...tornare...
 
Gujil
 

venerdì 24 luglio 2015

Precluse vie, di Anonimo


Precluse vie

affannano pensieri e passi,
contengo il dcecoro,
mi avvio in silenzio... 

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate



giovedì 23 luglio 2015

Inferi, di Arturo Graf

Inferi

In voragini buje, in erme grotte
S’apre e vaneggia la plutonia rupe
Nel grembo della terra, orride, cupe,
Securo asil della tenaria notte.
S’alzan con archi immani le pareti
Scisse, ronchiose, affumicate ed arse;
Biancheggian qua e là, divelte e sparse,
L’ossa d’antichi, giganteschi ceti.
Sotterra s’affaccendano i Titani,
C’hanno gli antichi vincoli spezzati;
Sotto la foga dei potenti fiati
Di novi incendi flagrano i vulcani.
Ferve lor opra: con le man dal fondo
Di nere cave strappano le antraci,
Buttano intere nelle gran fornaci
Le selve morte dell’antico mondo.
Ad attizzar la bragia incandescente
Piove in copia il sudor dagli arti ignudi;
Coi magli enormi in sulle larghe incudi
Batton macigni di metal rovente.
Nell’onda immerso vaporando stride,
E in durissime tempre si rinnova,
L’ignito ferro, e cimentato a prova
Schianta il granito e il dïamante incide.
L’aria di fumo e di faville ingombra
Ne’ larghi petti sibilando scende;
Mostruosa s’accorcia e si distende,
Sulle pareti, dei gran corpi l’ombra.
Via via per le recondite latebre
Il suon dell’opre rimuggendo esala:
Taccion gli adusti fabbri, e mai non cala
Benigno il sonno sulle lor palpebre.
E alcun talora a rinfrancar l’anelo
Petto, agli atri spiracoli s’appressa,
E sparsa indietro l’arruffata e spessa
Criniera, insulta con lo sguardo il cielo.
 
Arturo Graf
 
Lorenzo Pietro detto "Il Vecchietta"
 
sotto di noi, nel buio,
profonde inquietudini
relegano l'io in angoli stretti,
vorrei sapere, a volte,
a volte non vorrei...

mercoledì 22 luglio 2015

Estate, di Salvatore Quasimodo

Estate
 
Cicale, sorelle, nel sole
con voi mi nascondo
nel folto dei pioppi
e aspetto le stelle.
 
Salvatore Quasimodo
 

caldo, caldo, caldo,
più di un abbraccio,
più del tepore di un corpo,
caldo, troppo caldo...

martedì 21 luglio 2015

flussi continui..., di Anonimo


 
flussi continui
alimentano fantasie sconfinate,
nel gesto di un niente
si formano impetuose cascate...
 
Anonimo
del XX° Secolo
frammenti ritrovati

lunedì 20 luglio 2015

Accidente ed essenza, di Angelus Silesius

 
Accidente ed essenza.
 
O uomo essenzialìzzati: ché quando passerà il mondo,
 cadrà l'accidente e resterà l'essenza.

Angelus Silesius
Traduzione di Gio Batta Bucciol
Il tempo distrutto


sun, sun sun, here comes...
diceva una vecchia canzone;
sole che scalda i pensieri,
a volte li scotta...

domenica 19 luglio 2015

Sera d'estate, di Rainer Maria Rilke

Sera d'estate
 
S’è sciolto in spruzzaglia il gran sole.
La sera d'estate, divampa;
riarde di febbre nel volto.
Sospira di schianto: « Vorrei.... »;
ma quindi ripete - « Son stanca... »
Sussurran preghiere i cespugli.
Nel folto, una lucciola splende
(eterna fiammella) a mezz'aria.
Recinge ogni candida rosa,
vermiglia raggiera - il tramonto. 
 
Rainer Maria Rilke
 
 
afose nottate seguivano poi,
sudavo una volta su lei
avvampati di sonno
stanchezza e passione,
ora il fresco invitante
di un condizionatore... 

sabato 18 luglio 2015

Soltanto la natura, di Antonis Fostieris


Soltanto la natura
 
Quale furbo butterebbe via una batteria
 carica?
 Soltanto la natura, all’improvviso,
 Estrae la spina del caricatore lanciando
 Cavi meccanismo batteria
 Nella spazzatura –
Con l’arroganza mitica
Cafona
Dei ricchi.
 
Traduzione di Nicola Crocetti
Antonis Fostieris
Prezioso oblio
 

 
già la natura,
quella che ci dà la vita
e quella che ce la toglie,
già, la natura...
 
 

venerdì 17 luglio 2015

Enrico Riflesso

Estate è tempo di partenze,
viaggi aspettati un anno,
viaggi sognati, organizzati.
Qualche partenza è imprevista,
di certo non voluta.
Buon viaggio Enrico
buon viaggio!..
 
Gujil
 
 

giovedì 16 luglio 2015

Cose, di Anonimo

Cose
 
Tra me e me,
ho ritrovato te;
miriadi di cose
pensieri ed oggetti
anima e cuore
in un solo rumore...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

mercoledì 15 luglio 2015

Quando, di Ghiannis Ritsos

Quando
 
Quando si spegne il tramonto
e si accende dentro di noi la vecchia lampada
e tutte le voci mutano dall'ira alla tristezza
e dal sobborgo se ne vanno i fruttivendoli ambulanti,
gli arrotini, le erbivendole, gli ombrellai, allora
dal pozzo della corte escono le lumache
in doppia fila, e sopra i pubblici orinatoi
resta il cielo di un blu profondo, completamente immobile,
inchiodato solo da una stella arrugginita.
 
Ghiannis Ritsos
Atene, 2.XI.82
Il funambolo e la luna
 
 
quando non bastano le voci,
si è soli nella gente;
quando non si sà
quando si vorrebbe...

martedì 14 luglio 2015

Estate, di Pablo Neruda

Estate

Ardono i seminati,
scricchiola il grano,
insetti azzurri cercano ombra,
toccano il fresco.
E a sera
salgono mille stelle fresche
verso il cielo cupo.
Son lucciole vagabonde.
crepita senza bruciare
la notte dell'estate.
 
Pablo Neruda
 
Claude Monet - Papaveri
 
il caldo soffoca e lambisce
desideri quasi ancestrali,
nell'umore alterno riesco
a pensare a cose passate... 

lunedì 13 luglio 2015

Futilità, di Wilfred Owen


Futilità
 
Spostatelo al sole -
lo svegliava il suo tocco lieve
a casa, il sussurro della semina da fare,
e l'ha sempre svegliato anche in Francia,
fino a questa mattina e a questa neve.
Se qualcosa al mondo può svegliarlo
è il buon vecchio sole a saperlo.
Pensate a come sveglia i semi -
e in principio la creta di una fredda stella.
E il lento acquisto degli arti, i fianchi
innervati - ancora caldi - non li smuove?
Si è fatta alta per questo, la creta?
Perché si sono affaticati, i raggi fatui
a spezzare il sonno della terra?
 
Wilfred Owen
Traduzione di Massimiliano Morini
 
 
Futili motivi addensano
nuvole grigie su di noi,
le incomprensioni, gli sguardi,
le cose soltanto sfiorate...

domenica 12 luglio 2015

Nelle tue mani, di Bruno Dall'Olio

Nelle tue mani
 
Nell'età che definisco
"tra poco è l'alba"
ti vidi e subito fui
nelle tue mani.
Passò la nostra estate
così in fretta
che gli anni ora sembrano
"tra un'ora è sera"
e sono ancora piacevolmente
nelle tue mani.
 
Bruno Dall'Olio
Occhi estivi
 
 
 
le mani attutiscono la tristezza,
una solitudine corporea si staglia
nel mio presente di status;
così rilevo situazioni,
così mi arrangio come posso...

sabato 11 luglio 2015

Immaginavo piano..., di Nico Orengo

 
Immaginavo piano
il gesto della tua mano,
una carezza soave
sopra un piatto di fave.
 
Nico Orengo
 
 
mediterranee cose
ricordano estivi pomeriggi;
poi sole calante, poesie e rosso
fuoco tramonto sul mare...

venerdì 10 luglio 2015

Limiti, di Anonimo

Limiti
 
Varcando confini esco,
da limiti imposti e preposti;
le figure contratte riescono
ancora ad emettere voci
nel rumore di fondo pervade
un ironico senso del nulla.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

giovedì 9 luglio 2015

Sensazione, di Arthur Rimbaud

Sensazione
 
Nelle sere azzurre d'estate andrò per i sentieri,
pizzicato dal grano, a calpestare l'erba tenera:
come in sogno ne sentirò il fresco nei piedi.
Lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.
Non dirò nulla, non penserò a niente:
ma l'amore che non ha fine mi riempirà l'anima,
e andrò lontano, molto lontano, come un vagabondo
attraverso la Natura, felice
come quando si sta con una donna.
 
Giuseppe Arcimboldo, Estate
 
Sensation
 
Par les soirs bleus d'été, j'irai dans les sentiers,
Picoté par les blés, fouler l'herbe menue:
Rêveur, j'en sentirai la fraîcheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tête nue.
Je ne parlerai pas, je ne penserai rien:
Mais l'amour infini me montera dans l'âme,
Et j'irai loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la Nature, - heureux comme avec une femme

 
Arthur Rimbaud
 
WILLIAM BOUGUEREAU - Rest at Harvest (1865)
le sere d'estate, già...
ricordo baci nascosti,
carezze intime e suoni,
ricordo amori passati...

mercoledì 8 luglio 2015

Le ultime luci, di Diego De Santis

Le ultime luci
 
Tramontato è il sole, e la luna
dai tuoi capelli eclissata
sfrangia le ultime luci
che discendono in acqua.
Dovrò chiudere gli occhi
per non guardare spogliarsi
svolgersi a corolla
impolverarsi d'azzurro
l'anima mia, dentro i tuoi
che hanno suoni d'aurore
ultraterrene.
Mi pento
d'essere cresciuto.

Ennio De Santis
In un cardo spolpato
 
Diego Saiani  (Nave 1946) - 2014, Olio su cartone
Ultime luci 

calde sere afose,
estati dimenticate,
così volute, attese;
ora non più,
ora si pensa al tempo
e il tempo passa... 

martedì 7 luglio 2015

Estiva, di Vincenzo Cardarelli

Estiva
 
Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini,
dell'albe senza rumore -
ci si risveglia come in un acquario -
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d'oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca;
stagione estrema,che cadi,
prostrata in riposi enormi;
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell'ordine che procede
qualche cadenza dell'indugio eterno.
 
Vincenzo Cardarelli
 
 
caldissime carezze,
questo sole impera di giorno,
la notte è invece frescura
e cicale, frinire infinito... 

lunedì 6 luglio 2015

Ionico, di Costantino Kavafis

Ionico
 
Se abbiamo spaccato le loro statue,
se li abbiamo cacciati dai loro templi,
non per questo sono morti gli dèi.
Oh, terra d'Ionia, te amano ancora,
le loro anime te ricordano ancora.
Quando l'alba d'agosto splende su di te
un rigoglio della loro vita percorre l'aria;
e un'eterea forma di adolescente, a volte,
indistinta, con passo celere,
incede sopra le tue alture.
 
Costantino Kavafis
Traduzione di Nicola Crocetti
Le poesie
 
piccoli popoli
sconfitti da Dio;
rimangono cheti, sommessi,
nascosti dal tempo...

domenica 5 luglio 2015

Ferire femmine, di Milo De Angelis


Ferire femmine
 
Scale, scale esistono dopo lo sgambetto
e i gradini, come labbra dure, ricordano
la somma dei cateti, una rossa toga ricamata
nel corridoio, nella
via secondaria che apre il mondo,
ecco, senza più vendetta, un anno
guardato e solo:
da spacchi bui
voi ritornate, convogli
a cui mancava il mio pensiero, per terra.

Milo De Angelis
 
 
amori infranti,
qualcuno lo ricordo
nel tempo una cornice
parentesi accidentale
di obbligati percorsi ...

sabato 4 luglio 2015

Souvenir, di Marceline Desbordes-Valmore

Souvenir
 
Quand'egli impallidì una sera, e la voce
 tremante
 sul nascere di un suono ...si spense
 all'improvviso;
 quando i suoi occhi alzando la palpebra
 bruciante
 mi presero d'un male da cui lo pensai
 preso;
 quando i suoi tratti più struggenti, ardore
 d'un fuoco che non può mai
 declinare
 mi s'impressero vivi in fondo al cuore,
 lui non amava: ero io ad amare.
Marceline Desbordes-Valmore
 
 
ricordi da ogni luogo,
per essere ancora nei posti più amati
per sentirsi su lidi lontani;
un souvenir ritratto a mosaici
per sentirsi lontani lontani...

venerdì 3 luglio 2015

Periferia dell'alba, di Guy Goffette

Periferia dell’alba
a Gérard Noiret
 
 I treni di pena tirano fuori dal letto
 paesi grondanti e stravolti
 fatti di piccoli mattini chiusi di lunghi
 vagheggiamenti d’erbe e isole
 dove in procinto di raggiungere la zona
delle turbolenze
 le lavoratrici vanno a gettare
 il figlio del loro sonno
 Il cielo non esiste è
 la cifra degli occhi caduti nella cenere
 come se l’anima non avesse più i mezzi
 per rilanciare sotto la palpebra
 l’impossibile navetta del bene

Guy Goffette “Dubitare che la terra esista”
 
 
visioni periferiche assillano
anche il mio pensare,
le strade si riducono,
assottiglio gli appigli...

giovedì 2 luglio 2015

Superi, di arturo Graf

Superi

Flagra di luce intemerata il cielo,
Beata stanza dei superni; i vivi
Fonti d’ambrosia erompono dai clivi,
Cui veste l’odorifero asfodelo.
Su per il verde corron gli ambulacri
Candidi all’ombra dei gemmati allori;
Tripudïando pargoletti Amori
Guazzano in chiari e gelidi lavacri.
Sorgon entro l’azzurro i propilei
Superbi; nelle grand’aule opulento
Sfoggia il bisso; dai tripodi d’argento
Vaporan densi i balsami sabei.
Giace sui pulvinari e i convivali
Deschi ricigne de’ beati il coro;
I dì non conta e nelle tazze d’oro
Beve esultando il pianto de’ mortali.
Dalle fulgide chiome il nardo stilla;
Fragranti serti di purpuree rose
Cingon le bianche tempie e gaudïose,
Ove l’eterna giovinezza brilla.
I petti, cui giammai cura non presse,
Venere Cipria d’immortali infiamma
Concupiscenze: il glorioso dramma
Del ciel d’amori e di piacer s’intesse.
Vibra pel luminoso etra il tintinno
Dell’auree cetre, e via per gli echeggïanti
Peristilii, con larghe onde sonanti
Esulta e vola de’ celesti l’inno.
Sotto ai lor piè l’immensurabil spera
S’arca di terso, adamantino vetro,
Che inesorata ed inconcussa indietro
Verbera la bestemmia e la preghiera.
E braveggiando, e minacciando, in seno
Di cava nube, con orribil suono,
Urla sul capo ai Prometidi il tuono,
Guizza e corrusca il liquido baleno.
 
Arturo Graf
 
 
sopra, cosa?
quando sei su, over, dove?
eppure meglio sopra;
gli asfodeli le chiave,
il problema è la toppa...

mercoledì 1 luglio 2015

Partenze (ad Ambrogio), di Anonimo


 
Partenze
(ad Ambrogio)
 
L'orologio segna ancora
per chi non vede l'ora;
occhi stremati, inerti
non più aperti.
Non ho parole,
né tu ne avesti mai molte
ci si vede più in là,
ci si ritrova
nel grigio,
Ambrogio.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate