domenica 25 giugno 2017

Piove sulla città, di Sandro Penna

Piove sulla città
 
Piove sulla città. Piove sul campo
ove incontrai, nel sole, il lieto amico.
Ei, nell'età gentile, ha il cuore vago.
E a me certo non pensa. Ma innocenti
peccati in me la pioggia riaccende.
 
Sandro Penna
 
 
pioggia, frescura, campi assetati,
acqua benedetta nei fiumi e torrenti,
pioggia gocce di sale dagli occhi
di un cielo che piange la vita...

sabato 24 giugno 2017

un attimo..., di Gujil

un attimo solo non pesa
una vita scomposta in rivoli,
le tentazioni impellenti,
le vie precluse,
l'amore di tanto in tanto...
 
Gujil
 
 

venerdì 23 giugno 2017

Serenità, di Leopoldoi Maria Panero

Serenità
a Martin Heidegger

Ci sono due cose soltanto:
il mio volto sfigurato
e la durezza della pietra.
La coscienza s’infiamma solamente
quando l’essere le si oppone:
ed è così che ogni conoscenza
e la matrice di ogni figura
è una ferita,
ed immortale è solo
chi piange.
E la notte, madre del sapere
ha la forma interminabile del pianto.


Leopoldo María Panero
La poesia della crudeltà
traduzione di Alesssandro De Francesco
 
 
quella che cerco, da sempre,
non la felicità che è un attimo e vola,
non la gioia completa ed effimera,
la serenità in beata serenità...

giovedì 22 giugno 2017

Rinascita, di Ghiannis Ritsos

Rinascita

Da anni più nessuno si è occupato del giardino. Eppure
quest’anno – maggio, giugno – è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all’inferriata, – mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori – colori-ali; – tanto che la donna uscì di nuovo
a dare l’acqua col suo vecchio annaffiatoio – di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile. E il giardino
la nascose fino alle spalle, l’abbracciò, la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno in punto,
               vedemmo
il giardino e la donna con l’annaffiatoio ascendere al cielo –
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce dell’annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento, sulle labbra.


Ghiannis Ritsos
Pietre Ripetizioni Sbarre

traduzione di Nicola Crocetti
 
 
non è facile rinascere,
non è facile nemmeno morire;
negli assiomi incantati riscattiamo
le nostre futile gesta semieroiche

mercoledì 21 giugno 2017

Maturità, di Anonimo

Maturità
(a Carolina con amore)
 
Avessi avuto un attimo solo
la luce prevalse sul sonno
ritrovai energie impensate.
 
avessi potuto soltanto vagare
in quella luce strana, antica,
sognai terre selvagge e nuove.
 
Avessi trovato risposte allora
alle mie domande di oggi
al mio cuore che batte per te.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 

martedì 20 giugno 2017

Penso che in questo momento..., di Roberto Juarroz

Penso che in questo momento...

                   Penso che in questo momento
forse nessuno pensa a me nell'universo,
che solo io mi penso,
e se morissi ora,
nessuno, neppure io, mi penserebbe.

E qui inizia l'abisso,
come quando mi addormento.
Sono il mio sostegno e me lo tolgo.
Contribuisco a rivestire tutto di assenza.

Sarà per questo
che pensare ad un uomo
assomiglia a salvarlo
.

Roberto Juarroz
Poesia verticale
traduzione di Stefano Bernardinelli
 
 
in questo istante, ora, adesso,
sono spossato e stupito delle cose,
ora mi chiedo, mentre declino,
il senso, le occasioni, la ragione...

lunedì 19 giugno 2017

Discorso sul metodo, di Joan Margarit

Discorso sul metodo

 

Da bambino già cercavo le finestre
per poter fuggire con lo sguardo.
Da allora, quando vado in un posto,
guardo con attenzione dove lascio il cappotto
e dov’è la porta d’uscita.
La libertà, per me, significa fuggire.
Ci sono tante porte nel mondo.
Compreso il sesso, in caso di emergenza
può esserlo. Ora tutte le porte si stanno chiudendo
e, per fuggire, presto resteranno
soltanto le finestre dell’infanzia.
Completamente aperte per poter saltare. 


Joan Margarit
da Cálculo de estructuras, 2005
 
 
bambino non credo già grande non so;
scrivevo e cantavo queste cose anni fa
appeso in bilico tra amori e doveri
sovrastato da prossime obbligatorietà...

domenica 18 giugno 2017

Dèttami versi d'amore..., di Boris Ryzhij

Dèttami versi d'amore
Sii d'animo un po' insincero.
Il mio cuore cattivo e freddo
Fa' esplodere con un verso sorprendente.
Raccontami le parole semplici
Fa' che mi parta girando la testa.
Nel parco umido le teste imbiancate,
Sorridendo, scuotono "i ragazzi della mala".
Si meravigliano: quanti anni hai?
Tu, fratellino, per natura, sei un poeta.
Tutto questo è accaduto a te
Per il tuo racconto non c'è prezzo.
Sorrido bevendo un bicchiere
Alla fortuna, e lo nascondo in tasca,
Stringo le mani ruvide,
Vado via nella nebbia, ondeggiando.
Metto tutti i puntini sulle i,
A me – per le bugie – ardere nel fuoco,
Ma è già pronto il posto in Paradiso
Per voi – per la fede avuta nella mia vocazione.


Boris Ryzhij
Dèttami versi d'amore
traduzione di Natalia Stepanova
 
 
le parole dell'amore le ho scordate,
sono lontane imprecise, nascoste;
è imperativo soprassedere al presente
è d'obbligo ritornare al presente...

sabato 17 giugno 2017

Chiodi di cielo, di Jamie McKendrick

Chiodi di cielo

Quel primo giorno, per mettermi sotto,
i miei compagni induriti
mi spedirono saltellante come una scimmietta
dalla ringhiera più alta

giù alla baracca del caposquadra
a chiedere un sacchetto di chiodi di cielo.
Il caposquadra si chiese quale sfumatura
di azzurro avessi in mente, esattamente.

Ne ho bisogno ancora oggi di quei chiodi di cielo
con la loro filettatura impercettibile
e la capocchia indistruttibile

capaci di inchiodare ogni cosa
al nulla
e farcelo stare. 
 
Jamie McKendrick
Vari tipi di resti
Traduzione di Antonella Anedda
 
 
la capacità di fissare gli istanti,
scolpirli in modo indelebile
nell'anima profondi, nel cuore;
ogni tanto riandare a vederli...

venerdì 16 giugno 2017

Riflesso, di Gujil

 
 
discese improvvide ammantano
le mie vie verso il mare,
ritrovo disturbo, seccature, noie,
dove siete finiti lettori lontani?
Per quanto mi sforzi non riesco
ed il peso opprime sul petto...
 
Gujil
 

giovedì 15 giugno 2017

Stelluzza, di Arturo Graf

Stelluzza
 
Laggiu laggiu, su quella falda estrema
Di ciel che prima innanzi al di s’inalba,
Rasente il flutto abbrividisce e trema
Una stelluzza abbacinata e scialba.

Fosforeggia soletta, erma, perduta,
Nel piu profondo d’un baratro spento;
Piu solinga fiammella e piu minuta
Non ha, quanto si gira, il firmamento.

Fuor della buja infinita zampilla
Perennemente il suo tremolo raggio,
E guizza, e vola, ed alla mia pupilla
Giunge sfinito pel lungo viaggio.

Giunge alla mia pupilla e nell’oscuro
Gorgo della diserta anima scende,
E, come in prisma di forbito e puro
Cristallo, una dipinta iri v’accende.

Opalescenti albe diffonde e miti
Vesperi alla diserta anima in grembo,
E di pallide larve e di smarriti
Sogni vi desta un vaporoso nembo.
 
Arturo Graf
 
 
le stelle più piccole, quelle sole,
i soli lontani dei desideri,
seconda stella a destra...,
prima del nostro incedere...

 

mercoledì 14 giugno 2017

Il pendolo di biscotto, di Corrado Govoni


Il pendolo di biscotto

Il pendolo de la Restaurazione
che è appeso alla parete del salotto,
è un prezioso gioiello di biscotto
variopinto di malva e di limone.
 
Le lancette àn la forma di scorpione
eh' apre e restringe le sue chele : sotto,
il dondolo di Sèvres è un bussolotto
di profumo, venuto dal Giappone.

Incurante del tempo, che pilucca
i corimbi invisibili de l' ore
sempre uguali e monotone, ne l' alto
 
de la mostra di levigato smalto,
danza una coppia con assai languore,
veste giunchiglia, candida parrucca.
 
Corrado Govoni
 
 
le case sono piene di ricordi,
cose di chi ci ha vissuto,
ciarpame di chi ci vive;
eppure si ama così tanto...

martedì 13 giugno 2017

Elegia, di Czeslaw Milosz

Elegia

Non l’oblio eterno, e nemmeno il ricordo,
la nebbia sui monti o il chiasso cittadino
quietano il mondo. Dopo anni di guerre
sulla croce o la pietra un uccello canta
come già sopra le rovine di Troia.


Compagno l’amore, compagni il cibo e il bere,
ma l’occhio lungimirante non si volse.
Un lume feroce brucia appesantite
palpebre piene di sonno, e silenzioso
ci ammonisce il tempo, prima di passare

oltre la carne. Dolci animali fedeli,
creature fuggevoli tormentano
inutili mani nell’estasi rapprese.
Ed una voce sorge dalla terra:
nostra progenie, ombra! dunque passammo
nell’invocarti tanto tempo invano?

Parigi 1935

Czeslaw Milosz
La poesia come un magico specchio
traduzione di Valeria Rossella
 
William-Adolphe Bouguereau
"Elegia"
 
la pace agreste, l'erba,
il sole e pochi suoni nel caldo;
uno stelo tra le labbra
un pensiero nella mente...

lunedì 12 giugno 2017

solo silenzio... di Gujil

solo silenzio oggi
e riflessioni sconsiderate e solitarie;
nuvole all'orizzonte costringono
forzate tappe di ripensamenti...
 
Gujil
 
 

domenica 11 giugno 2017

Of missing persons, di Jackson Browne

Of missing persons
 
Your father was a rounder
He played that rock and roll
A leaper and a bounder
Down to his gypsy soul
The music was his angel
And sorrow was his star
And those of us who follow
Might hope to reach as far

They're walking slow in Houston
Speechless in D.C.
There's no way I could tell you
What he meant to me

Your mother's a survivor
She'll do what must be done
Her children will revive her
And help her see the sun
She almost knew that unison
But the singing stopped too soon
Now she shares the silence
With a man up in the moon

To speak of missing persons
Tonight there's only one
And we all carry with us what the man's begun

And you can sing this song
On July the Fourth
In the sunny south and the frozen north
It's a day of loss, it's your day of birth
Does it take a death to learn what a life is worth?

Your brothers are all older
And they'll take it in their stride
The world's a little colder
But manhood's on their side
Now you're the little girl-child
And you look so much like him
And he's right there inside you
Each time you want to sing

Sing of missing persons
Tonight there's only one
But he's where you can find him when it's said and done

And we will sing this song
On July the Fourth
From the sunny south and the frozen north
This will always be your day of birth
May you always see what your life is Worth
 
Jackson Browne
 
 
su, fino a toccare Dio,
tu che di cuore sapevi troppo;
su fino a lasciarci soli
nel sole con loro con tutti

sabato 10 giugno 2017

E.P., di Anonimo

E.P.
 
Nascosto da rupi ci osservi
ridendo, come da bimbo,
nel gioco di vivere sempre;
non ti turba il rumore
concitati tentativi di averti
si frangono, rami spezzati.
Chiudi gli occhi, respiri,
assapori gli umori, odori
del mondo che sai, che ami;
ti aspetto, ritorna, rimani...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 

 

venerdì 9 giugno 2017

Gli uomini sono fatti per intendersi..., di Paul Eluard


Gli uomini sono fatti per intendersi
per comprendersi amarsi
hanno figli che saranno padri d'uomini
hanno figli senza casa senza patria
che reinventeranno le case
che reinventeranno gli uomini
e la natura e la patria
quella di tutti gli uomini
quella di tutti i tempi.
 
Paul Eluard
 
Raffaello Sanzio
"Autoritratto con un amico"
olio su tela -Louvre - Parigi
dove sei? dove sei?
amico mio sperduto
qui il freddo è calato
pesante macigno sul cuore...

giovedì 8 giugno 2017

Ho da tempo..., di Anonimo

 
Ho da tempo...
 
Ho da tempo scordati i miei monti,
li ho lasciati lontano nel tempo,
penso al mare, alle onde, alla brezza,
guardo lontano, tanto lontano.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

mercoledì 7 giugno 2017

Come un capitano, di Yehuda Amichai

Come un capitano

Come un capitano, dopo il pranzo di gala,
che agli ospiti mostra la sala delle macchine
nel ventre della nave (belle donne lo hanno preteso),
e per i gradini di ferro li conduce in basso, apre
con metallici schianti gli sportelli, li richiude
e quelli ammirano tutto il luccichio e tutto
quel roteare e quel salire e scendere,

così faccio vedere ai miei ospiti
la stanza dei miei bambini, apro la porta,
          tacito la chiudo
e sentiamo tre diversi respiri
tre ritmi diversi nella stanzetta, che è l’infinito.
E una piccola luce azzurrina brilla in alto
          sopra la porta.


Yehuda Amichai
Poesie
traduzione di Ariel Rathaus
 
 
capitano mio capitano...,
mancano i gradi di correzione,
manca la volontà di dovere;
sono in balia di questa mia vita...

martedì 6 giugno 2017

Giorni di minime #58

 
se questa pioggia potesse
lavare le brutture del mondo,
diluire il dolore in rivoli,
se solo potesse;
io per me vivo di nulla,
 ristretto tra gioie e dolori,
un attimo, solo un secondo
come una stella che brucia,
come un sole che implode...
 
Gujil

lunedì 5 giugno 2017

Solitario bosco ombroso, di Paolo Rolli

Solitario bosco ombroso,
a te viene afflitto cor
per trovar qualche riposo
fra i silenzi in quest’orror.
Ogni oggetto ch’altrui piace,
per me lieto più non è:
ho perduta la mia pace,
son io stesso in odio a me.
La mia Fille, il mio bel foco,
dite, o piante, è forse qui?
Ahi! La cerco in ogni loco;
e pur so ch’ella partì.
Quante volte, o fronde grate,
la vost’ombra ne coprì!
Corso d’ore sì beate
quanto rapido fuggì!
Dite almeno, amiche fronde,
se il mio ben più rivedrò;
ah! che l’eco mi risponde,
e mi par che dica: No.
Sento un dolce mormorio;
un sospir forse sarà:
un sospir dell’idol mio,
che mi dice: Tornerà.
Ah! ch’è il suon del rio che frange
tra quei sassi il fresco umor;
e non mormora, ma piange
per pietà del mio dolor.
Ma se torna, vano e tardi
il ritorno, oh dei! sarà;
ché pietoso il dolce sguardo
sul mio cener piangerà.
 
Paolo Rolli
 
 
i boschi, piante silvane e verdi,
nel mio profondo, come radici
come rami a nascondere il sole;
sono un uomo di sogni, ancora...

domenica 4 giugno 2017

Sera, di Pierluigi Cappello

Sera

Le nove, la sera, e un poco il nero che ti sporca le mani
è tutta la terra passata di qui
a che ora le api vanno a dormire, pensi, ti chiedi,
premi il cavo del palmo sull’orlo del ginocchio
nel dirti senti come sono nuove le foglie
da quale maniera di essere solo sono volate
adesso guardi le cose come sono venute
come si sono fissate, quando nella tua persona
e appena pieghi la testa nel vuoto,
nella domanda a che ora le api vanno a dormire
quando sono passati il sapore di terra e le nuvole
davanti ai miei anni, insieme.
 
Pierluigi Cappello
Assetto di volo
 
 
sere come tante correnti, fresche,
montane e marine, sul fiume;
poi nel buio incipiente pensieri
scavallano i sensi, le remore...

sabato 3 giugno 2017

Polve, di Arturo Graf

Polve
 
Prete, lo so meglio di te: siam polve
Di poco sangue maledetto intrisa,
Grave alla terra e al ciel superbo invisa,
Che fulminando sopra noi si volve. 
E il tempo mai non resta, e la derisa
Nostra progenie nel suo mar travolve,
E tutt’opere nostre e noi dissolve
Morte in suo trono d’adamante assisa.
 
Polve noi siam; ma in questa polve esulta
Una vampa immortal che non paventa
L’ombre d’Averno e il gelido Acheronte;
 
Ma il ciel trascende e folgorando insulta
Nel chiuso empiro e a divorar s’avventa
Ai lieti numi le ghirlande in fronte.

Arturo Graf
 
 
"dust to dust", eccola
mantra perpetuato e condiviso;
nel gelo della morte si attende
di divenire nulla, polvere...

venerdì 2 giugno 2017

Ti scrivo da vicino, come se la mano..., di Pedro Tamen

Ti scrivo da vicino,
come se la mano

Ti scrivo da vicino, come se la mano
ti fosse oggetto breve affiorato,
come se dalla strada ti arrivasse
la piccola certezza per l’acquisto
dei minuti seguenti. Da vicino
come il sole, come la cicala.
Come un silenzio pieno
che ti venisse agli occhi di mattina
e amarti fosse l’abito
scelto al cominciar del giorno.


Pedro Tamen
Il nome delle cose
traduzione di Giulia Lanciani
 
 
vicino a noi le cose amate,
le nostre mani trattengono, usano;
i contesti dilagano in ansimi
le anime pure hanno grandi segreti...

giovedì 1 giugno 2017

Istante, di Carlos De Oliveira

Istante

Questa colonna
di sillabe più ferme,
questa fiamma
al vertice delle dune
folgorante
solo per un momento,
questo equilibrio
così vicino alla bellezza,
questa poesia
anteriore
al vento. 


Carlos de Oliveira
L'ostinato rigore
Traduzione di Giulia Lanciani
 
 
come attimo, momentaneo, solo,
istante che vibra nel cuore;
viviamo di attimi, istanti,
nel sole, nella pioggia, noi...

mercoledì 31 maggio 2017

Giorni di minime #57

anche se pochi ancora leggono,
tenere duro, in un contesto monotono,
forse ripetitivo e ossessivo ma vero;
le elucubrazioni mentali affossano desideri
inespressi, anelati e silenti, profondi,
restate con me anime intense...
 
Gujil
 
 Paolart67
"elucubrazione 13"
Genere: astratto materico
Tecnica: acrilico e malta sabbiata
 

martedì 30 maggio 2017

Genetliaco, di Anonimo


Genetliaco
 
Forse non ebbi mai
contesto più consono e solo
rabbuiato concedo alla vita
una passo ancora verso la meta.
 
La china prospetta ormai
rapide discese in volo
concisi attimi, qualche salita,
ma liscia, quasi di seta.
 
Rivedo in assurdo via vai
i passi che rigano il suolo
di animata, convulsa partita
di piccolo, mediocre atleta.
 
quello che ancora io sento,
che sono...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 

 EDWARD KIENHOLZ
"Il Genetliaco"
1964
 

lunedì 29 maggio 2017

Un grido, di amalia Guglielminetti

Un grido

Fui per chiamarlo: – O mio fratello, vieni!
Non piangere per me quello ch'io piango
per altri. Lascia ch'io ti rassereni.
 
Ti tergerò le lacrime ed il fango
con mani indugïanti in puri gesti.
– Non t'amo, – ti dirò, ma: – ti compiango.
 
Lascia che dal tuo incubo ti desti,
per risvegliarmi io pure a poco a poco,
fin che in noi di dolore orma non resti.
 
Fui per dire: – Ed allor ci parrà un gioco
degno di riso questo mal vorace...
Ma in lui o in me non so che grido roco
 
negò: – Non voglio! Il mio soffrir mi piace!
 
Amalia Guglielminetti
 
 
grido ancora, nel buio, da solo,
qualche volta piango e mi dispero,
ogni tanto sorrido sereno;
sono ancora io...

domenica 28 maggio 2017

Certezza, di Paul Éluard

Certezza
 
Se ti parlo è per sentirti meglio
Se ti sento sono sicuro di capire
Se tu sorridi è per colmarmi di te
Se tu sorridi io vedo il mondo intero
Se ti stringo è per perpetuarmi
Se viviamo sarà tutto a piacere
Se ti lascio ci ricorderemo
Nel lasciarci noi ci ritroveremo.
 
Paul Éluard
da La fenice, 1951
 
 
vacillano le certezze,
di fronte al mare, alle montagne;
quando parlo, quando scrivo, sono,
ecco verità nascoste che affiorano...