venerdì 15 dicembre 2017

Flebilmente, di Anonimo

 
Flebilmente
 
Flebilmente la nenia mi avvince,
il contesto, le cose, la via
ci si sporge dai bordi si evince
ogni dove, i sempre, e sia!
Poi convergo in un sogno
mi alleo al cuscino
ripenso a un bisogno
ritorno bambino.
 
Anonimo
del XX° Secolo
Poesie ritrovate

giovedì 14 dicembre 2017

1. Zhuang Zhou sognò di essere una farfalla, di Li Bai

1. Zhuang Zhou sognò di essere una farfalla

 
Zhuang Zhou sognò di essere farfalla,
la farfalla sognò di essere Zhuang Zhou.
Se anche un corpo muta e si trasforma,
fugaci davvero sono i diecimila fenomeni.
Così capirai che il mare di Penglai
si farà di nuovo un piccolo ruscello.
L'uomo che piantava meloni fuori la Porta Qing
un tempo era marchese di Dongling.
Se per nobili e ricchi tale è il destino,
di cosa andiamo affannati alla ricerca?
 
Li Bai
Il poeta di se stesso
traduzione di Pietro De Laurentis
 
 
le farfalle mi piacciono tanto,
volano senza fatica, nel sole;
i fiori, le ali, i colori
insieme nel senso comune...

martedì 12 dicembre 2017

Verginità, di Antonia Pozzi

Verginità
 
Vele solari
col tuo piede scarno
tentavi dal pontile,
raccoglievi
chiare sillabe d'acqua
nella scia delle barche.
Poi un profilo d'alte pietre
franava in lago:
ridendo
offrivi alghe al mio nudo
corpo serale.
 
Antonia Pozzi
 
 
cara mi è come non mai
il nulla che sono sparisce
mi ritrovo padre dei sogni
vorrei tu fossi serena...

lunedì 11 dicembre 2017

Il bacio, di Siegfried Sassoon

Il bacio

 In loro credo, a loro mi rivolgo –
Fratello Piombo e Sorella Acciaio.
Al suo cieco potere mi affido;
Dalla sua beltà la ruggine tolgo.

Lui ruota, brucia e abbraccia l'aria,
E squarcia teste per sedurmi;
Ma durante le marce in armi
Lei splende bella, fredda e spoglia.

Dolce Sorella, promettilo al tuo soldato;
Che nella quieta furia lui possa sentire
Con il tallone su un corpo che sta per morire
L'estasi regalata dal tuo bacio affilato.
Aprile 1916 
              

Siegfried Sassoon

da "La poesia di guerra"
 traduzione di Michele Peroni

 

un bacio, casto, unico, saluto
importante come affetti lontani,
il bacio come istante affettivo
un bacio come quello voluto...

domenica 10 dicembre 2017

Ah certezza dell'amore nella mano..., di Janine Pommy Vega

Ah certezza dell'amore nella mano
 
Ah certezza dell'amore nella mano
un nuovo angolo luminoso, spasimi di chiarore
/giorno ventodigola camminando io sono
traboccante emozione, cantando
Un albero rivoltato danza
passeri nel suo capello / una
chioma di canarini
Primavera!
& io non con te?
                                                               Parigi, primavera '65
 
Janine Pommy Vega
 
 
 
amore nelle mani, spesso, ancora,
un aiuto alla mente, al corpo;
scuse ritrattate, stupide e care
per dirsi qualcosa, per darsi ragione...

sabato 9 dicembre 2017

Amo coui che non sa..., di Chaterine Pozzi

Amo colui che non sa
 
Amo colui che non sa
dove condurre i suoi passi;
destino, non fare
che un vento lo porti ov'io non sono,
ti supplico -
Attribuisci fortuna e sfortuna
a questo dormiente in egual misura,
così che finisca sul cuore
della sua amica.
 
Catherine Pozzi
da "Inno alla notte"
traduzione di Claudia Ciardi
 
 
amori mai confessati, infatuazioni,
tante avute, sfogate in solitario,
tante immaginate, angolate, riprese,
ora il sogno è assai più faticoso...

venerdì 8 dicembre 2017

Riflesso

 
prevale stanchezza, sconforto,
sono stufo degli impegni, delle cose;
vorrei vivere libero e sereno,
questo vorrei...
 
Gujil
 
 

giovedì 7 dicembre 2017

In questa notte, in questo mondo, di Alejandra Pizarnik

In questa notte, in questo mondo

A Martha Isabel Moia

 

 In questa notte in questo mondo
Le parole del sogno dell'infanzia della morta
Non è mai questo ciò che uno vuole dire
La lingua natale castra
La lingua è un organo di conoscenza
Del fallimento di ogni poema
Castrato dalla sua stessa lingua
Che è l'organo della ri-creazione
Del ri-conoscimento
Ma non quello della ri-surrezione
Di qualcosa in maniera di negazione
Del mio orizzonte di sofferenza con il suo cane
E niente è promessa
Tra il dicibile
Che equivale a mentire
(tutto quello che si può dire è bugia)
il resto è silenzio
solo che il silenzio non esiste
no
le parole
non fanno l'amore
fanno l'assenza
se dico acqua, berrò?
Se dico pane, mangerò?
In questa notte in questo mondo
Straordinario silenzio quello di questa notte
Quello che succede nell'anima non si vede
Quello che succede nella mente non si vede
Quello che succede nello spirito non si vede
Da dove viene questa cospirazione dell'invisibilità?
Nessuna parola è visibile.

 
Alejandra Pizarnik
da " Testi in ombra e ultimi poemi" [1971-1972]
Traduzione di Samanta Catastini
 
 
notti lunghe, solitarie, passionali,
con la mente vicina e lontani i pensieri;
ricordo ancora, rammento i suoni,
gli affanni dei gemiti e il chiarore lunare...

mercoledì 6 dicembre 2017

Esperienza, di Dorothy Parker

Esperienza

                  Certi uomini ti spezzano il cuore,
altri ti stanno addosso ogni momento,
altri nemmeno ti guardano; e questo
chiude senza riserve l'argomento.


Dorothy Parker
da "Tanto vale vivere"
traduzione di Silvio Raffo
 
età ed esperienza binomio
non sempre riuscito, valido,
i vecchi subiscono il tempo,
il tempo continua a passare...

martedì 5 dicembre 2017

Pim, Pum, Pam, di Virgilio Piñera


Pim, Pum, Pam
 
Il bambino mi ha ucciso con il suo fucile di legno.
Morto ho cominciato a vederlo
nel suo lento crescere verso la crudeltà.
In questi giorni mi piace ascoltare gli spari. Si tinge
di sangue l’orizzonte. Tutti diciamo che la felicità
è un proiettile.
 
Virgilio Piñera
da “Poemas desaparecidos”, (1969)
 
 
ricordi, lontani, bambini,
cerbottane come fucili,
chicchi di mais come proiettili;
e si viveva sereni e banditi...

lunedì 4 dicembre 2017

Assonanze, di Lucio Mariani

Assonanze

Eccoti qui a riempire la giornata
di cose e di rammendi
da fare tra ferita e ferita
aspettando che finisca l'attesa
che arrivi la sorpresa d'un avviso
l'offerta d'una mano per carezzarti il viso
la voce d'un umano.
E la sera trascorre
per giungere alla sfera
del silenzio

nel tempio.


Lucio Mariani
da "Alla destra del mondo"
 
 
due note all'unisono, uguali,
eppure diverse ma assonanti;
così siamo noi insieme, di fronte
alla vita che a volte colpisce... 

 

domenica 3 dicembre 2017

Morire al canto dei grilli, di Albino Pierro

 

Morire al canto dei grilli
 
Rivedo il torrente asciutto del mio paese
con quelle pietre così bianche e così grandi
con quelle colline così scarne
più del dolore odiato dagli uomini,
e quelle canne una qua una là
sotto i ponti diruti
sorpresi dalla luna che sbucava da un crepaccio,
cuore della terra divenuta cadavere.

Oh, morire al canto dei grilli in una sera d’estate
Impercettibile filo di luna
fra le colline azzurre del mio paese.

Albino Pierro
da "Il mio villaggio", 1959
 

stesi nei prati, il canto dei grilli,
i rumori del sole, del caldo;
ora il freddo è padrone, Dicembre
il mese più buio dell'anno...

sabato 2 dicembre 2017

Si amavano..., Vicente Aleixandre


Si amavano.
Pativano la luce, labbra azzurre nell’alba,
labbra ch’escono dalla notte dura,
labbra squarciate, sangue, sangue dove?
Si amavano in un letto battello, mezzo tra notte e luce.

Si amavano come i fiori le spine profonde,
o il giallo che sboccia in amorosa gemma,
quando girano i volti melanconicamente,
giralune che brillano nel ricevere il bacio.

Si amavano di notte, quando i cani profondi
palpitano sotterra e le valli si stirano
come arcaici dorsi a sentirsi sfiorare:
carezza, seta, mano, luna che giunge e che tocca.

Si amavano d’amore là nel fare del giorno
e tra le dure pietre oscure della notte,
dure come son corpi gelati dalle ore,
dure come son baci di dente contro dente.

Si amavano di giorno, spiaggia che va crescendo,
                  onde che su dai piedi carezzano le cosce,
corpi che si sollevano dalla terra e fluttuando...
Si amavano di giorno, sul mare, sotto il cielo.

Mezzogiorno perfetto, si amavano sí intimi,
mare altissimo e giovane, estesa intimità,
vivente solitudine, orizzonti remoti
avvinti come corpi che solitarî cantano.

Che amano. Si amavano come la luna chiara,
come il mare che colmo aderisce a quel volto,
dolce eclisse di acqua, guancia dove fa notte
e dove rossi pesci vanno e vengono taciti.

Giorno, notte, occidenti, fare del giorno, spazî,
onde recenti, antiche, fuggitive, perpetue,
mare o terra, battello, letto, piuma, cristallo,
labbro, metallo, musica, silenzio, vegetale,
mondo, quiete, la loro forma. Perché si amavano.


Vicente Aleixandre

da “La destrucción o el Amor”, 1935
Traduzione di Francesco Tentori Montalto
 
 
ci amavamo, come ora, forse,
istanti come macigni, sassi
su percorsi accidentati e impervi;
eppure il sole ci ha visto, ci scalda...

venerdì 1 dicembre 2017

Asse, di Octavio Paz

Asse
 
Nella noria di sangue
il mio corpo nel tuo
                            
sorgente notturna
la mia lingua di sole nel tuo bosco
                                               
madia il tuo corpo
grano rosso io
                   
Nella noria d’osso
io notte io acqua
                        
io bosco che avanza
io lingua
            
io corpo
                        
io osso di sole
nella noria di notte
                           
sorgente di corpi
tu notte del grano
                         
tu bosco nel sole
tu acqua in attesa                         
tu madia d’ossa
Nella noria di sole                          
la mia notte nella tua
il mio sole nel tuo                           
il mio grano nella tua madia
il tuo bosco nella mia lingua                                        
Nella noria del corpo
l’acqua nella notte
                          
il tuo corpo nel mio
Sorgente d’ossa
                       Sorgente di soli
 
Octavio Paz
da "Verso l'inizio", 1964-1968

 
 
le poesie, quelle di altri,
specie nei giorni autunnali,
col freddo, le brume,
io come cincia scomposta...

giovedì 30 novembre 2017

E' passato l'inverno, sereno... di Nella Nobili

È passato l'inverno, sereno
Mi attende un purissimo cielo –
Nessuno, nessuno si nasconde
Nell'ombra, nessuno m'insegue
Ormai – Ho raggiunto il silenzio
Ho fermato la tragedia. Lontana
M'attende la Sorella paziente
Nel cuore della terra – La sua vena
Scorre da secoli e mi chiama
Per congiungersi alla mia vena.


Nella Nobili
Traduzione di Marie-José Tramuta ed Ettore Labbate
 
 
e invece l'inverno comincia,
col freddo, col buio, le mancanze,
si avvicinano giorni cortissimi
e la luce, ancora, più fioca...

mercoledì 29 novembre 2017

Le ragazze, quelle che camminano..., di Velimir Chlebnikov

Le ragazze, quelle che camminano
Con stivali di occhi neri
Sui fiori del mio cuore.
Le ragazze, che hanno abbassato le lance
Sui laghi delle loro ciglia.
Le ragazze, che lavano i piedi
Nel lago delle mie parole.

1921

Velimir Chlebnikov
Sono il messaggero del tempo
Traduzione di Paolo Galvagni
 

 
ragazze, donne,
tante, avute, desiderate;
qualcuna passata, lontana
qualcuna mia neppure sfiorata...

martedì 28 novembre 2017

Fides, di Giovanni Pascoli

Fides
 
Quando brillava il vespero vermiglio,
e il cipresso pareva oro, oro fino,
la madre disse al piccoletto figlio:
Cosi fatto è lassù tutto un giardino.
Il bimbo dorme, e sogna i rami d'oro,
gli alberi d'oro, le foreste d'oro;
mentre il cipresso nella notte nera
scagliasi al vento, piange alla bufera.
 
Giovanni Pascoli
da "Myricae", 1891
 
Jan Brueghel the Elder,
"The Garden of Eden With the Fall of Man"
(1613)
poeta fanciullo, purezza,
anch'io mi beo di questo,
poi il sole, la pioggia, il vento;
cominciano giorni di gelo...

lunedì 27 novembre 2017

Ragazza pensile, di Alessandro Parronchi

Ragazza pensile
 
Ed io non porterò più invidia al giorno,
se dove l’ombra della sera inchina
una stridula voce di bambina
ai bei rami sarà tessuta intorno.

Già i tenebrosi allori al roseo corno
della luna s’impigliano, e vicina
a noi è la selva dove in ghiaccia brina
le si spenge annerando il capo adorno.

E tentenna nel limpido topazio
stupito un viso, una palpebra lieve,
ed occhi ingenui bevono lo spazio,

ma di questo miraggio umidi in breve
i lecci amari addensano lo strazio
sulle rose notturne, come neve.
 
Alessandro Parronchi
da I giorni sensibili, 1941
 
 
le mie ragazze, pensieri, lontani,
mi innamoravo di tutto, sempre,
attorno mutavano stagioni e il cuore
batteva, forte , emozionato e leggero...
 

domenica 26 novembre 2017

Ritorno a casa, di Giovanni Carotenuto


Ritorno a casa
 
Tornare al paese
di prima alba
con i monti addormiti
dietro le case
il mare a riposo
e un vento giovane
nelle vie

Suonare
al portone di casa
e sentire i passi
di chi viene ad aprirti

Come fosse ancora tua madre
 
Giovanni Carotenuto 
 
"Ritorno a casa"
olio su tela
tornare, sempre bello, sempre,

assaporare il gusto di casa,
nel buio e nel silenzio;
il senso dei sorrisi e quello dei ritorni...

sabato 25 novembre 2017

Terra calabra, di Gujil

 
Terra calabra
 
Percorsi difficili, stanco
riprendo, fermo, arranco;
nel contesto stracolmo assaporo
attimi di pura follia, grandi,
fino a sfinirmi nel vento...
 
Gujil

venerdì 24 novembre 2017

di sale coperto il sentiero... di Gujil

 
di sale coperto il sentiero
mi porta verso lidi assolati,
tornerei, si tornerei,
ma non ho che il cammino...
 
Gujil

giovedì 23 novembre 2017

... in un solitario anfratto... di Anonimo


 
... in un solitario anfratto
ripongo le cose ripescate
da dentro un sogno, solo un sogno,
eppure a volte mi sveglio...
 
Anonimo
del XX° Secolo
frammenti ritrovati

mercoledì 22 novembre 2017

Lettera, di Josep Palau i Fabre


Lettera
 
Ti scrivo parole di fuoco con una matita rossa.
Se ti parlo del bacio è già un po' baciarti.
Barcellona, 1940
 
Josep Palau i Fabre
da Poesie epigrammatiche, 1940-42
 
 
quante ne ho scritte?
troppe, mai spedite, copiate;
amori perduti e lontani
qualche lacrima e rimasugli...

martedì 21 novembre 2017

Acqua e terra: paesaggi, di José Emilio Pacheco

Acqua e terra: paesaggi
 
1
È l'ora impercettibile che si fa notte.
E nessuno si chiede come si fa la notte,
che materia segreta va edificando la notte.
 
2
Mare, restituisci alla notte
l'oscurità che attiri nel tuo abisso.

 
3
Piove e il mondo si concentra nella pioggia.
L'acqua resta
assorta.
La Terra intera sta affondando nella pioggia.

José Emilio Pacheco 
da “Isole alla deriva” (1973-1975)
 
 
colori, sensazioni,posti,
la mente ritorna a loro,
quelli felici, quelli lontani;
mi creo un mondo positivo...

lunedì 20 novembre 2017

Nelle tane di riva..., di Nico Orengo

Nelle tane di riva,
sulla foce del vallone,
l'anguilla cerca il sale
dell'acqua, il mare,
dove ha visto la murena,
il polipo e l'ofiura;
un tuffo in tondo
prima di risalire fra
le morbide canne e
gli inganni dell'euforbia,
il fiume: vena
che abbandona,
verso l'alto, il mare.
 
Nico Orengo
da “Cartoline di mare”
 
 
mi manca il mare, strano...,
una volta erano i monti,
ora mi manca la pace marina,
quella invernale, quella silente...

domenica 19 novembre 2017

Novembre, di Diego Valeri

Novembre
 
Io son novembre: i buoi
conduco all’aratura
e nella terra scura
nascondo i semi d’or.
Cadon le foglie, i rovi
splendon di bacche rosse,
s’empion rivi e fosse
e a me si stringe il cor
 
Diego Valeri
 
Risultati immagini per novembre
 
Novembre, mese distratto,
nel buio prepara l'inverno,
Novembre si cala nel ruolo,
la luce si dilegua nella bruma...

sabato 18 novembre 2017

Un infinito nulla, di Anonimo

 
Un infinito nulla
 
Un infinito nulla risale
dal nulla, per nulla,
mi assale, contrasta, affolla
l'anima intrisa di sogni;
poi contengo un singhiozzo,
lo peso in un solo gesto
e lo spolvero col vestito più bello,
quello di quando volavo...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

venerdì 17 novembre 2017

Risveglio del bosco, di arturo Onofri

Risveglio del bosco
 
Risorge, dalla notte che dirada,
la prima voce d'alberi tranquilla;
sull'intrisa ramaglia, a stilla a stilla,
s'aggòcciola brillando la rugiada.
 
Murmuri vaghi d'erbe e di ruscelli
tra il rosicchìo d'un ghiro ancor famelico;
in un cespuglio, un indistinto anelito
fra uno sfrullare tacito d'uccelli.
 
E dall'orror silvano, l'ombre a sciami
fuggono ai loro mattutini esilî;
piovendo, fra il fogliame nero, fili
tremuli d'oro sui vocali rami.
 
Melodia della luce, incerta e varia
in un languore ancora vanescente;
pur, tra le fronde grigie e sonnolente
già s'inazzurra il palpito dell'aria.
 
E d'improvviso, nel silenzio, un coro
scoppia dal folto, echeggia in tutto il cielo,
mentre, lungi da un fluido roseo velo
balzano monti sfolgoranti d'oro.
 
Arturo Onofri
da "Liriche", 1907
 
 
il bosco, quello mio vicino,
le vie strette, le foglie ed i rovi;
cammino nella bruma, il freddo,
qualche raggio di sole filtra...

giovedì 16 novembre 2017

Il decalogo (+ uno) per i giovani scrittori, di Juan Carlos Onetti

Il decalogo (+ uno) per i giovani scrittori
  1. Non cercate di essere originali. Essere distinti è inevitabile quando ci si preoccupa di esserlo.
  2. Non provate ad abbagliare il borghese. Poiché non accade. Costui si spaventa solo quando gli minacciano il portafogli.
  3. Non cercate di complicare il lettore, né di cercare né di reclamare il suo aiuto.
  4. Non scrivete pensando alla critica, agli amici o parenti, alla dolce sposa o fidanzata. E tantomeno al lettore ipotetico.
  5. Non sacrificate la sincerità letteraria a niente. Né alla politica né al trionfo. Scrivete sempre per quell'altro, silenzioso e implacabile, che abbiamo dentro e che non è possibile ingannare.
  6. Non seguite le mode, abiurate il maestro consacrato prima del terzo canto del gallo.
  7. Non limitatevi a leggere libri già consacrati. Proust e Joyce furono disprezzati quando apparvero, oggi sono geni..
  8. Non dimenticate la frase, giustamente famosa: 2 + 2 son 4; e se fossero 5?
  9. Non disdegnate temi con una strana narrativa, qualunque sia la sua origine. Rubatela, se è necessario…
  10. Mentite sempre.
  11. Non dimenticate quello che scrisse Hemingway: "Ha dato anche lettura dei pezzi pronti per il mio romanzo, che è il punto più basso nel quale uno scrittore può cadere".
Juan Carlos Onetti
 
 
scrivere, prosa, versi,
buttare sui fogli la vita;
ora i tasti di un pc fanno
ciò che le penne fecero...