mercoledì 18 ottobre 2017

Sequenza di suoni eloquenti, di Juan Larra

Sequenza di suoni eloquenti
 
Sequenza di suoni eloquenti tendenti a splendore poesia
è questo e questo e questo
E ciò che giunge a me in qualità di innocenza oggi

che esiste perché io esisto e perché il mondo esiste
e perché tutti e tre possiamo correttamente cessar di esistere

Juan Larrea
 
 
i suoni, le note, la musica,
dove finisce l'ascolto, lontano;
a volte un' eco distratta trapela
e il mio cuore ancora sussulta...

martedì 17 ottobre 2017

Chi conosce..., di Abbas Kiarostami


Chi conosce
il dolore del bocciolo
quando si apre?
 
Abbas Kiarostami
 
 
chi conosce sa,
è un potere enorme, grande;
a volte si pensa di sapere,
allora è un disastro...
 
.

lunedì 16 ottobre 2017

Riguardo mio padre, di Anonimo

 
Riguardo mio Padre
 
Riguardo mio padre, rivedo
qui il suo giorno, fu l'ultimo;
addossato il peso degli anni
in un respiro sempre più lieve
partì come vecchio bastimento
alla volta dell'ultimo scalo.
 
Riguardo mio padre, i suoi occhi,
la voce velata dal pianto, il mio nome
poi fu subito nulla, ne piansi,
lo vidi scemare nel cielo ottobrino,
ora che guardo gli specchi
spesso in me lo rivedo.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

domenica 15 ottobre 2017

Fin de siècle, di Ryszard Kapuściński

Fin de siècle
 
I
 
Oh signora come sei argentea
con questo vestito chiaro brilli come una stella
e sulle spalle hai una stola come una nube
e sotto la nube scintilla una perla.
 
Oh signora come sei dorata
quando la sera in piedi alla luce di una candela
con un gesto leggero come la carezza del vento
aggiusti davanti allo specchio i tuoi capelli rossi.
Oh signora come sei nuda
quando giacendo in questo letto rosa
i indichi con un gesto che è giunto il momento
per me di entrare nel tuo giardino.
 
Ryszard Kapuściński
da “Taccuino d’appunti”, 2004
 
Fin-de-Siecle Male Ethos:
William Reynolds Stephens
“Languid & Collapsing Women”
Summer, 1891
mi sono sempre sentito un po' antiquato,
forse antico e vecchio nei pensieri;
eppure amo ancora, crepuscolare dentro
le "buone cose di pessimo gusto"...

sabato 14 ottobre 2017

Cielo, di Juan Ramón Jiménez


Cielo

Cielo, parola grande
quanto il mare
che ci lasciamo dietro, che scordiamo
.
 
Juan Ramón Jiménez
da "Diario de un poeta reciencasado" (1917)
 
  
sopra di noi, di me,
azzurro o cupo grigio,
agitato e pieno di cose
ali che sembrano barche...

venerdì 13 ottobre 2017

Pensiero, di Gujil

 
un filo di vento,
un refolo, un attimo;
poi torna il pensiero,
si incontra con me...
 
Gujil

giovedì 12 ottobre 2017

Dove?, di Gujil

Chissà se vanno
dove andiamo noi,
ci aspetteranno?
fedeli come sempre?
Chissà se il sole...

martedì 10 ottobre 2017

Congedo, di Elpidio Jenco

Congedo
 
Mi libero negli spazi
da questo grumo di argilla pesa,
e mi sento affiorare
alla superficie dell'infinito,
come una polla d'acqua
che salga alle radici del mare.
 
Elpidio Jenco 
da "Poemi della primalba", 1918
 
Busi Giovanni detto Cariani (1485 ca./ 1547)
"Congedo di Cristo alla madre"
Pinacoteca Ambrosiana
 
chi va, più non sa tornare,
un tripudio di lacrime, i visi;
scoperto da un niente il vento
solleva le foglie d'autunno...

lunedì 9 ottobre 2017

Fusto di pioggia, di Seamus Heaney

Fusto di pioggia
 
Capovolgi il fusto e quello che succede
è una musica che non avresti sperato mai
d’udire. Lungo il secco stelo di cactus scorrono
acquazzoni, cascate, rovesci, risacche.
Ti lasci attraversare come un condotto
d’acqua, poi lo scuoti di nuovo leggermente
ed ecco un diminuendo che corre per le sue scale
come una grondaia gemente. Di seguito,
uno spruzzo di stille da foglie irrorate,
sottile umidità d’erba e margherite;
poi mille luccichii come soffi di brezza.
Capovolgi ancora il bastone. Quel che succede
non è sminuito dall’essere accaduto una volta,
due, dieci, mille volte prima.
Che importa se tutta la musica che traspare
è un cadere di pietriccio e semi secchi lungo un fusto
di cactus! Sei come l’uomo ricco accolto in paradiso
attraverso il timpano di una goccia di pioggia.
E adesso riascolta.
 
Seamus Heaney
da The Spirit Level, 1996
Traduzione di Roberto Mussapi
 
 
natura pregressa e verde,
ancora nel cuore, ancora mia;
mi mancano i prati ed i boschi,
la riva del fiume, la pace...

domenica 8 ottobre 2017

Istante, di Jan Skácel


Istante

Per nessuna verità al mondo.
Ma se vuoi,
per un soldo di silenzio.

È un istante che divide a metà il paesaggio.

Un attimo umile,
quando qualcuno respira al posto nostro.
Jan Skácel
Solo un poeta
Traduzione di Annalisa Cosentino
 
 
 attimi, volano e vanno,
come ieri soli e statici
eppure ancora vivi, insieme,
ancora eretici e folli...

sabato 7 ottobre 2017

il tempo stringe..., di Gujil

 
il tempo stringe la cinghia,
i vecchi passano, intorno,
e noi?
ci rimane un orizzonte da inseguire
restiamo attoniti di fronte a parole insulse
eppure...
di tanto in tanto comprendiamo
ci poniamo al centro delle cose
come sfrontati ridicoli Dei,
poi,
i vecchi...
siamo noi...
 
Gujil

venerdì 6 ottobre 2017

Dipinto, di Ferreira Gullar

Dipinto
 
So che se toccassi
con la mano l’angolo del quadro
dove arde il giallo
mi brucerei
o avrei marchiata
per sempre di delirio
la punta delle dita.
 
Ferreira Gullar
 
Giuseppe Faraone
"Tram a Milano"
 
i quadri, quelli del Tino,
a ricordare, ad esserci;
nei dipinti fermiamo, delebili,
attimi di sogni perduti...

giovedì 5 ottobre 2017

Ciliegie, di Günter Grass

Ciliegie

 
Quando l’amore sui trampoli
stuzzica i vialetti di ghiaia,
e fino agli alberi arriva,
vorrei tanto riconoscere anch’io

le ciliegie come ciliegie, 
non più corto di braccia,

mediante scale cui sempre manca
qualche piolo, vivere di frutta
cascaticcia, frutta cotta.
 
Dolce e più dolce, quasi nera;
i merli fanno sogni così rossi...
Chi dà baci e a chi,
quando l’amore
sui trampoli fino agli alberi arriva?
 
Günter Grass
da Gleisdreieck, 1960
 
 
rosse, succose, tonde,
ricordi di fanciullo e prati;
ora bevo nel lago
di un rammentare indicibile

mercoledì 4 ottobre 2017

A un demagogo, di Guido Gozzano

A un demagogo
 
Tu dici bene: è tempo che consacri
ai fratelli la mente che si estolle
anche il poeta, citaredo folle
rapido negli antichi simulacri!
 
Non più le tempie coronate d’acri
serti di rose alla Bellezza molle;
venga all'aperto! Canti tra le folle,
stenda la mano ai suoi fratelli sacri!
 
E tu non mi perdoni se m’indugio,
poiché di rose non si fanno spade
per la lotta dei tuoi sogni vermigli.
 
Ma un fiore gitterò dal mio rifugio
sempre a chi soffre e sogna e piange e cade.
Eccoti un fiore, o tu che mi somigli!
 
Guido Gozzano
da "Poesie sparse"
 
 
demagogia, potere, linguaggio,
le sicurezze del mondo nelle parole,
io, per me, ritratto le questioni disgiunte
e mi fermo, aspetto, respiro...

martedì 3 ottobre 2017

...fugaci sentimenti e sentieri nascosti..., di Anonimo


...fugaci sentimenti e sentieri nascsati,
percorro la via silente
una traccia, sola, di sorriso
increspa angoli dedicati al pianto...
 
Anonimo
del XX° Secolo
frammenti ritrovati
 
 

lunedì 2 ottobre 2017

La vita in versi, di Giovanni Giudici

La vita in versi
 
Metti in versi la vita, trascrivi
fedelmente, senza tacere
particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.

 
Ma non dimenticare che vedere non è
sapere, né potere, bensì ridicolo
un altro voler essere che te.

 
Nel sotto e nel soprammondo s’allacciano
complicità di visceri, saettando occhiate
d’accordi. E gli astanti s’affacciano

 
al limbo delle intermedie balaustre:
applaudono, compiangono entrambi i sensi
del sublime – l’infame, l’illustre.

 
Inoltre metti in versi che morire
è possibile più che nascere
e in ogni caso l’essere è più del dire.
 
Giovanni Giudici 
da La vita in versi, Mondadori, 1965
 
 
la nostra vita, l'essenza...
quello che siamo riverbera
nel cielo dei giorni passati;
speriamo in un lungo futuro...

domenica 1 ottobre 2017

Dolce Ottobre

Dolce Ottobre
 
Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.
 
Trema l’ultimo canto nelle altane
dove sole era l’ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.
 
E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bacca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.
 
Cristina Campo
da "Passo d'addio" - 1956
 
 
Ottobre, mese del dolore;
oggi è fisico e mentale;
il mese più bello deturpato
da indelebile ricordo...

sabato 30 settembre 2017

Nenia, nel canavese, di agostino Richelmi

Nenia, nel Canavese

Avevano l’altezza che ha l’arbusto
del mirto nero e stretto contro il muro,
camminavano insieme, egli robusto
il corpo, il volto soleggiato e duro,
ella infiammata e ondata da uno scialle
nel dolce portamento delle spalle.

Ora tra i muri o al più lontano prato
o in altra parte non li puoi trovare,
nemmeno discendendo fino al mare.
Fuori del luogo dove il tempo è stato
nessun ricordo si vede o si tocca.
Non c’è più fiato in loro, non c’è bocca.

Erano lì dove ora il mirto ha fiore.
Più meraviglia morte che l’amore.
 
Agostino Richelmi
da "Poesia del disgelo"
 
 
regione di gozzaniana memoria,
farfalle, erbe, ville antiche
e cose di pessimo gusto
nel cuore, ancora, amate...

venerdì 29 settembre 2017

Val Salice, di Giulio Gianelli

Val Salice
 
Autunno, sì gentil melanconia
ricevo dai tuoi ultimi tesori,
che questa valle che tu baci e indori
luogo d’eternità parmi che sia;
 
dove, a chi giunge dopo lunga via,
odo cantar da un angelo tra i fiori:
«Ecco alfine la patria, esuli cuori,
cessate il pianto della nostalgia».
 
Vedo, qua e là, delinearsi forme
dal non vivere fatte più leggiadre,
che senza suono avanzano e senz’orme,
 
ciascuna avvolta nel suo proprio nimbo
di moriente sol... Io, come un bimbo,
con immenso desìo cerco mia madre.
 
Giulio Gianelli
 
 
valle nel cuore, verde,
scorre un fiume, coi ricordi;
una vita trascorsa assieme,
una vita che riposa in pace...

giovedì 28 settembre 2017

Poesia, di Juan Gelman

Poesia
 
Giovedì passato nell'atmosfera amichevole
della tua conversazione. Sulla tovaglia,
i dolci piatti, il coltello all'erta,
la voglia di mangiare.
 
La voglia pure di mangiare un poco,
di tutto, di qualunque cosa, di niente.
Di piangere tagliando la cipolla
e di ridere giusto nel cucchiaio.
 
Le tue mani esperte, tiepide di verdura,
ed il grembiule che sempre si rovina
proprio lì, però che rabbia!
Di nuovo
hanno aumentato il pane, eh? Che problema!
Che problema, moglie mia, che problema,

toccare l'aria di questo giovedì pulito!
Guardarsi il petto scandalo di vita!
Sentire nel tuo ventre il figlio come cresce!
E il resto, lo aggiusteremo poco a poco.
 
Juan Gelman
 
  
versi sparsi, rimati, sonori,
le mie poesie sono stupide cose,
nel mare del sentire mi muovo
come elefante leggiadro...

mercoledì 27 settembre 2017

Poesia, di Alfonso Gatto

Poesia
 
In ogni gioia breve e netta scorgo il mio pericolo.
Circolo chiuso ad ogni essere è l'amore che lo regge.
Tendo a questo dubbio intero, a un divieto in cui
cogliere il sospetto e la lusinga del mio movimento.
Universo che mi spazia e m'isola, poesia.
 
Alfonso Gatto
da "Poesie, 1941"
 
Serena Maffei
"Ritratto di Alfonso Gatto"
 
quante scritte, scordate, riposte,
ora è più semplice, archivio;
potenza della rete sopravvivo
anch'io, come tanti, ai miei versi...

martedì 26 settembre 2017

Avvenire, di Ángel González

Avvenire

Ti chiamano avvenire
perché non vieni mai.
Ti chiamano: avvenire,
e sperano che tu venga
come docile animale
a mangiare nella loro mano.
Ma tu resti fermo
oltre le ore,
acquattato non si sa dove.
... Domani!
          E domani sarà un altro giorno tranquillo,
un giorno come oggi, giovedì o martedì,
qualsiasi cosa e non quello
che ancora aspettiamo, ancora, sempre.
Ángel González
da Altro tempo verrà diverso da questo
traduzione di Gabriele Morelli
 
 
Domani...domani, forse... domani,
il presente richiama il passato, ieri;
dietro cortine impenetrabili si cela
da sempre, il nostro domani...

lunedì 25 settembre 2017

Trenta miserie d'Italia, XXII, di Roberto Roversi

Trenta miserie d’Italia

XXII

La Grecia brucia.
Brucia l’Italia.
Antonio è partito.
Brucia cuore e futuro.
Morti Sciascia Calvino Pasolini
Fortini Volponi Vittorini persone
di alto gradimento. La giornata
è lunga amara in questa Italia

cavallo che caracolla azzoppato.
Sta arrivando l’inverno.
Sarà di nuovo il tempo bianco della neve?
O prevarranno giornate temute
con poche voci annidate nel petto?

Chi nel silenzio e l’attesa raccoglierà
le nuove vicende.
Chi
raccoglierà fra i sassi le nuove canzoni?
Momento gelido da ricordare.

Vittorini cammina adagio lungo i navigli
rapido e sicuro Calvino sta scrivendo
una lettera
Pavese ha appena bevuto cicuta nel terribile
silenzio d’agosto
Fortini arriva correndo impetuoso e
ammonisce la vita.
Sferziamo cavalli che sono bianchi cavallo
di pietra.
Un vulcano aspetta di triturare il cielo.
Cenere bianca fredda si depone ai miei piedi.
E tuttavia anche noi aspettiamo.


Roberto Roversi
Miserie d’Italia
 

 
il nostro paese, chi siamo,
un delirio di situazioni e attimi;
ci rigiriamo nel letto,
ci stanchiamo degli altri...

domenica 24 settembre 2017

la gabbia, di David Gascoyne

La gabbia

Nella notte che si sveglia
Le foreste smettono di crescere
I gusci sono in ascolto
Le ombre negli stagni diventano grigie
Le perle si dissolvono nell’ombra
E io ritorno da te
Il tuo volto sul quadrante dell’orologio
Le mie mani sotto i tuoi capelli
E se il tempo che segni libera gli uccelli
E se loro volano verso la foresta
L’ora non sarà più nostra
Nostra è la gabbia decorata
La tazza d’acqua traboccante
La prefazione al libro
E il ticchettio di tutti gli orologi
E il movimento di tutte le stanze buie
Tutti i nervi dell’aria sono scoperti
Una volta volata via
L’ora piumata non tornerà
E io sarò scomparso.

David Gascoyne
The Cage, da Man’s Life in This Meat, 1936
Traduzione di Francesca Spinelli
 
 
 
imprigionati nel senso,
quello comune, normale;
ci sfianchiamo in inutilità
ci circondiamo di nulla...

sabato 23 settembre 2017

Giorni di minime estive #11

la vita è fatta di esami,
a tutte le età,
scolastici, clinici, civili;
ribellarsi non serve,
conformarsi è la prassi...
 
Gujil

 

venerdì 22 settembre 2017

Prima di allora, prima di allora, di Sunil Gangopadhyay

 
Prima di allora, prima di allora
 
Dal dito della mia mano destra pende
                 un filo azzurro
che sarebbe la bandiera trionfante del paradiso
Ma di certo non è ancora il momento
Prima di allora, il fischio della gazza orientale
                 si deve posare sulle mie labbra
                 per ogni rivelazione
Prima di allora, amore tra le casse di polvere da sparo
prima di allora, prima di allora, prima di allora…
 
Sunil Gangopadhyay
 
 
prima, sempre prima,
dove si ferma il ricordo, lamore;
siamo stati tutti prima,
ora siamo adesso...

giovedì 21 settembre 2017

Arrivi e partenze, di Anonimo

 
Arrivi e partenze
 
Si arriva, si parte,
si resta in disparte.
In un turbinio di abbracci,
baci, lacrime e saluti.
Ho rivisto, gioito, pianto,
chissà se rivedrò?
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
  

mercoledì 20 settembre 2017

il gelo bruca... di Bruno Galluccio

il gelo bruca
i residui della notte nostra
il sogno sfrangiato sul bordo
dell’essere ancora vivi
tra poco è l’alba
noi siamo la nostra attesa
la ferita della vetrata non aperta
il rimorso che accomuna
l’aprire e il non aprire
minima gemi come acqua
tu ormai nel costato del sonno
deposta la tua parte di attesa
hai varcato il millimetro dell’abbandono
e io veglio anche
per il tuo lembo di indicibile
mentre la luce massacra l’ombra
sul lato rovescio del pensiero
 
Bruno Galluccio
da "Verticali", 2009
 
 
sempre più in bilico e solo,
di dentro, nel profondo;
ho immaginato miriadi di colori,
sto affogando nel blu del mattino...

 

martedì 19 settembre 2017

Di infinite partenze, di Anonimo

 
Di infinite partenze
 
Di infinite partenze è colmo
questo cuore invecchiato da attese,
le file dei reduci incombono
in un'anima carica di sospiri;
flessibili menti delucidano
cose risapute, convogliate
in carichi ammassati alle stive
di questa nave pronta a salpare.
 
Anonimo
del XX° Secolo
Poesie ritrovate