giovedì 31 gennaio 2013

Frammento, di Anonimo

quanto fragore
in questo silenzio,
le linee del cuore
cosparse di tracce;
qualcuna non riesce
che a sanguinare...

Anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

mercoledì 30 gennaio 2013

Io vivo come il cuculo, di Anna Acmatova

Io vivo come il cuculo

Io vivo come il cuculo nell'orologio,
non invidio gli uccelli dei boschi.
Mi danno la carica e canto.
Tu sai, una simile sorte
a un nemico soltanto
posso augurarla.

Anna Achmatova



sorte come destino
in un casolare cadente
ramingo e dolente
viandante da sempre...

martedì 29 gennaio 2013

Old, New, Borrowed, Blue, di Mark Haddon

Old, New, Borrowed, Blue

The day we met.
This unexpected envelope.
My San Francisco Mime Troupe T-shirt which you wore
   to potter in the flat, whose sleeve-trim matched
Your eyes.

That sleepless night.
This sleepless night.
The face I'll wear to shake your hand and wish you well.
The way I'll feel when i do.

'Paper Moon'. our song.
'Jesu, joy of Man's Desiring'.
My Ella Live at Montreux which I hope he plays one night
   by accident and makes you cry.
This honky-tonk parade.

Mark Haddon

Vecchio, nuovo, preso in prestito, blu

Il giorno in cui ci siamo incontrati.
Questa busta inaspettata.
La mia maglietta del San Francisco mime Troupe che
   indossavi per gingillarti nell'appartamento, le cui
   maniche tagliate si abbinavano
Ai tuoi occhi.

Quella notte senza sonno.
Questa notte senza sonno.
La faccia che indosserò per stringerti la mano ed augurarti il
   meglio.
Il modo in cui mi sentirò quando lo faccio.

"Paper Moon". La nostra canzone.
"Jesu, Joy of Man's Desiring".
Il mio Ella Live at Montreux che spero che lui metta su una
   notte per sbaglio e ti faccia piangere.
Questa squallida rassegna

Mark Haddon

senza fine,
come un insieme di note,
come un suono,
un bel suono...

lunedì 28 gennaio 2013

Snow in San Anselmo, di Van Morrison

Snow in San Anselmo

The deer cross by the lights
The mission down in old San Rafael
A madman looking for a fight
A madman looking for a fight
The massage parlor's open
The clientele come and they go
The classic music station
Plays in the background soft and low
Plays in the background soft and low
The silence round the cascades
The ice crisp and clear
The beginning of the opera
Seem to suddenly appear
Seem to suddenly appear
The pancake house is always crowded
Open 24 hours of every day
And if you suffer from insomnia
You can speed your time away
You can speed your time away
Snow in San Anselmo
My waitress my waitress my waitress
Said it was coming down
Said it hadn't happened in over 30 years
But it was laying on the ground
But it was laying on the ground

Van Morrison

domenica 27 gennaio 2013

La mia bohème, di Arthur Rimbaud

La mia bohème (Fantasia)

I pugni nelle tasche rotte, me ne andavo
con il mio pastrano diventato ideale;
sotto il cielo andavo, o Musa, a te solidale;
oh! Là, là! Quanti splendidi amori sognavo!

La sola braca aveva un largo buco. - In corsa
sgranavo rime, Puccetto sognante. E l'Orsa
Maggiore ea la mia locanda. - Lassù
le stelle in cielo avevano un dolce fru fru;

le ascoltavo, seduto ai lati delle strade,
nelle sere del buon settembre ove rugiade
mi gocciavano in fronte un vino di vigore;

e, rimando in mezzo ai tenebrosi fantastici,
come fossero lire, tiravo gli elastici
delle mie scarpe ferite, un piede sul cuore!
Arthur Rimbaud


melodici ritmi e leggo
le poesie dei maestri,
quelle del cuore;
così mi ripiego
e ripenso...
da PensieriParole

sabato 26 gennaio 2013

Fraseggio, di Anonimo



Fraseggio

gazzarre festose inarcano
vite flessuose, eteree,
un convitato di pietra
annovera frasi e idiozie;
nel tempo perduto
un raggio di sole
sul volto, a volte.

anonimo del XX° secolo
poesie ritrovate

venerdì 25 gennaio 2013

Notte, di Amalia Guglielminetti

Notte


Io vado nella notte alta al tuo fianco.
Non so da chi, non so da che atterrita,
spesso trasalgo e al tuo braccio m'abbranco.
Ascendiamo io non so quale salita
passo passo, e la notte è come un mare,
come un'onda nel mar la nostra vita.
Più non vedo il tuo sguardo tutelare
vigilarmi nell'ombra. Su qual traccia,
dove come perchè dobbiamo andare ?
Verso qual meta ? La paura diaccia
quasi nel seno il battito m'arresta...
Ma tu mi levi fra sicure braccia,
mi baci lento, mi susurri:- A questa.

Amalia Guglielminetti


così portavo il sonno
fuori, oltre le dune,
il buio era un canto,
dolce, quasi d'amore...

giovedì 24 gennaio 2013

Frammento, di Anonimo

cicatrici stampate
in improbabili sensi
come incudine assorbo
i colpi del tempo;
le vie che percorro
sono sature di pioggia...

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati 






mercoledì 23 gennaio 2013

Com più vi fere amor..., di Dante Alighieri

Com più vi fere amor

Com più vi fere Amor co' suoi vincastri,
più li vi fate in ubidirlo presto,
ch'altro consiglio, ben lo vi protesto,
non vi si può già dar: chi vuol, l'incastri.
Poi, quando fie stagion, coi dolci impiastri
farà stornarvi ogni tormento agresto,
ché 'l mal d'Amor non è pesante il sesto
ver ch'è dolce lo ben. Dunque ormai lastri
vostro cor lo cammin per seguitare
lo suo sommo poder, se v'ha sì punto
come dimostra 'l vostro buon trovare;
e non vi disviate da lui punto,
ch'ellil sol può tutt'allegrezza dare
è suoi serventi meritare a punto.

Dante Alighieri

Caravaggio, Amor vincitor

e ancora amore, amore,
nei passi lenti,
in quelli svelti,
ancora amore in me...

martedì 22 gennaio 2013

Foglie secche, di Arturo Graf

Foglie Secche

Oh, come lugubre
Veder sull’arido
Suolo cinereo
Discolorite,
Tremule, tacite
Cader dagli alberi
Le foglie morte!
Oh, come lugubre
Veder da un’anima
Cader le povere
Fedi tradite
E i segni gracili
Cui franse l’invida
Man della sorte!

Arturo Graf

 


ancora, sotto di me,
nel mio pesante sonno
che non ritrovo che falla,
sbriciolo con mano
foglie dell'anno prima...

lunedì 21 gennaio 2013

Frammento, di anonimo

con passo lento e greve
ecco i mercanti della neve,
orme sul bianco sentiero
guidano passo straniero...

Anonimo del XX° secolo,
frammenti ritrovati

domenica 20 gennaio 2013

Sonetto, di Stéphane Mallarmé

Sonetto

Il verginale, il bello e il vivace presente
Con un colpo dell'ala ebbra ecco ci spezza
Il duro lago obliato chiuso dal trasparente
Ghiacciaio di quei voli che mai seppero altezza!

Un cigno d'altri giorni se stesso a ricordare
S'abbandona magnifico, ma ormai senza rimedio
Per non aver cantato la plaga ove migrare
Quando già dello sterile inverno splenda il tedio.

Questa bianca agonia inflitta nello spazio
Al collo che lo nega lo scuoterà di strazio,
Ma non l'orror del suolo dove sta prigioniero.

Forma che dona ai luoghi il suo candor di giglio,
Il Cigno senza moto nell'inutile esilio
Si veste del disprezzo d'un gelido pensiero.

Stéphane Mallarmé


come scordare le luci
di quando il buio era troppo,
di quando sentivo pressione;
poesie mai lette e discorsi
e frasi nel gelo notturno...

sabato 19 gennaio 2013

Nevischio, di Anonimo

Nevischio

bianche briciole volano
sorrette da gelide correnti
su terre gelate si posano
portate dal soffio dei venti.
In attimi immoti si stagliano
in cieli velati di brume
le bianche farfalle si infiammano
di candidi bagliori dal lume.

Anonimo del XX° secolo
poesie ritrovate


un attesa incerta,
come questo cielo
di gennaio,
la mia finestra si apre
ai primi chiarori dell'alba...

venerdì 18 gennaio 2013

La boccuccia, di Gabriele D'Annunzio

La boccuccia

Sei come un piccolo fiore
tu tieni una boccuccia
un poco, davvero un poco
appassionata
Suvvia, dammelo, dammelo
è come una piccola rosa
dammelo un bacino
dammelo, Cannetella!
Dammelo e pigliatelo
un bacio piccolino
come questa tua boccuccia
che somiglia ad un piccola rosa
un po', davvero un poco
appassionata.

Gabriele D'Annunzio


quanti baci!
dati, presi, qualcuno reso,
qualche altro atteso;
baci e baci e baci...

giovedì 17 gennaio 2013

O labbra, labbra..., di Alda Merini

O labbra, labbra disunite e bianche

O labbra, labbra disunite e bianche
nel valore del pianto penitente,
labbra disunite dentro il bacio
in tenera protesta di follia,
o labbra senza tempo
che avete amato un uomo,
labbra senza perdono
ponete la protesta fuori da una finestra.
O labbra della Vergine divina
che cantan l’Angelo che ormai si avvicina,
è pronto il gran segreto,
vengo meno a un divieto.

Alda Merini 
da “Ballate non pagate”


mentre invade il cuore
il corpo ritempra le forze;
poesia e rime si fermano
là sulle soglie del bosco...

mercoledì 16 gennaio 2013

Ella passa radiosa, di George Byron

ELLA PASSA RADIOSA
I
Ella passa radiosa, come la notte
Di climi tersi e di cieli stellati;
Tutto il meglio del buio e del fulgore
S'incontra nel suo sguardo e nei suoi occhi
Così addolciti a quella luce tenera
Che allo sfarzo del giorno nega il cielo.
II
Un'ombra in più, un raggio in meno, avrebbero
Guastato in parte la grazia senza nome
Che ondeggia sulla sua treccia corvina
O dolcemente le illumina in volto,
Dove pensieri limpidi e soavi
Pura svelano e preziosa la dimora.
III
Su quella guancia, sopra quella fronte,
Così dolci, serene ma eloquenti,
I sorrisi avvincenti, i colori accesi
Parlano di giorni volti al bene,
Di un animo che qui con tutto è in pace,
Di un cuore che ama innocente!

George Byron


fino al suono del nulla
fibn dentro la vita
compenso ricordi
rivedo domande

martedì 15 gennaio 2013

Silenzi, di Anonimo


Silenzi

Insinua il mentre l'oblio
fresche di mente le cose
di sempre nel sempre
in un mai conteso;
vissuti compressi
contesti e risuoni
il rimbombo s'acquieta
nel lungo flashback.

Anonimo del XX° secolo
poesie ritrovate

lunedì 14 gennaio 2013

Addio, di Nazim Hikmet

ADDIO

L'uomo dice alla donna: ti amo,
come se stringessi tra le palme il mio cuore,
simile a scheggia di vetro che m'insanguina le dita,
quando lo spezzo follemente.
La donna dice all'uomo:
ho guardato nei tuoi occhi,
nel mio cuore,
con amore curvandomi sulle tue labbra.
L'uomo ha taciuto.
Un libro caduto sul pavimento.
Una finestra si è chiusa.
Come un mormorio nelle tenebre.

Nazim Hikmet


anch'io ancora amo
e mi sostiene un cuore
in un lago di delusioni;
l'arrivo del freddo comporta
nuove cose da dire...

domenica 13 gennaio 2013

Frammento, di Anonimo

foglie secche ancora pestano
le mie scarpe consunte dal viaggio,
non trovo ancora il coraggio
di andare oltre le innevate creste;
eppure in un sogno lontano
cedetti lo sguardo, porsi la mano...

anonimo del XX° secolo
framenti ritrovati

sabato 12 gennaio 2013

Sogno, di Giorgio Bassani


Sogno

Ho visto in sogno mio padre: «Tu qui?»
Timido e triste rideva: «Non vieni?»
O rive, o infanzia, o frangenti sereni,
voi tornavate, nel calante dì?

Tutto tornava. Eppure vano, oh fu,
al nembo che vi spense, onde fulgenti,
contendere e alla rena i lievi, argentei
suoi capelli, e all'oblio più che un sospiro.

Giorgio Bassani


capelli candidi
e spirito indomito;
così sei ai miei occhi
mentre lotti senza lamenti...
chissà dove...
chissà...

venerdì 11 gennaio 2013

Oh capitano! mio capitano,! di Walt Whitman

O CAPITANO! MIO CAPITANO!

O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è finito,
La nave ha superato ogni tempesta, l'ambito premio è vinto,
Il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante,

Gli occhi seguono la solida chiglia, l'audace e altero vascello;
Ma o cuore! cuore! cuore!
O rosse gocce sanguinanti sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

O Capitano! mio Capitano! alzati e ascolta le campane; alzati,
Svetta per te la bandiera, trilla per te la tromba, per te
I mazzi di fiori, le ghirlande coi nastri, le rive nere di folla,
Chiamano te, le masse ondeggianti, i volti fissi impazienti,
Qua Capitano! padre amato!
Questo braccio sotto il tuo capo!
É un puro sogno che sul ponte
Cadesti morto, freddato.

Ma non risponde il mio Capitano, immobili e bianche le sue labbra,
Mio padre non sente il mio braccio, non ha più polso e volere;
La nave è ancorata sana e salva, il viaggio è finito,
Torna dal viaggio tremendo col premio vinto la nave;
Rive esultate, e voi squillate, campane!
Io con passo angosciato cammino sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

Walt Whitman


desolatamente intenso
come una fitta al petto,
come uno struggente canto;
mi allevio il dolore
intingendo parole
nel calamaio dell'anima...



O CAPTAIN! MY CAPTAIN!

O Captain! my Captain! our fearful trip is done,
The ship has weather'd every rack, the prize we sought is won,
The port is near, the bells I hear, the people all exulting,

While follow eyes the steady keel, the vessel grim and daring;
But O heart! heart! heart!
O the bleeding drops of red,
Where on the deck my Captain lies,
Fallen cold and dead.

O Captain! my Captain! rise up and hear the bells;
Rise up-for you the flag is flung-for you the bugle trills,
For you bouquets and ribbon'd wreaths-for you the shores a-crowding,
For you they call, the swaying mass, their eager faces turning;
Here Captain! dear father!
This arm beneath your head!
It is some dream that on the deck,
You've fallen cold and dead.

My Captain does not answer, his lips are pale and still,
My father does not feel my arm, he has no pulse nor will,
The ship is anchor'd safe and sound, its voyage closed and done,
From fearful trip the victor ship comes in with object won;
Exult O shores, and ring O bells!
But I with mournful tread,
Walk the deck my Captain lies,
Fallen cold and dead.

Walt Whitman, 1865

giovedì 10 gennaio 2013

Oh non giurare, di Heinrich Heine

Oh non giurare

Oh non giurare e dammi solo dei baci;
non credo al giuro di una donna: taci!
Dolce è la tua parola, ma più assai
il bacio che dal labbro ti strappai!
Nel bacio io credo, il bacio che m’hai dato;
la parola è soltanto un vano fiato.
Oh giura, mia diletta, quanto vuoi;
io credo in tutto ai giuramenti tuoi!
E se la testa affonda nel tuo seno,
credo allora che son felice appieno;
credo allora, diletta mia, che tu
m’ami in eterno, e forse anche di più.

Heinrich Heine


frivole frasi ripeto
in un assolo di note
rivedo le gote
tue rosse assolate
in un turbine
di ali colorate...

mercoledì 9 gennaio 2013

Gocce, di Anonimo


Gocce

nuove dinamiche infiammano
le risapute ansie,
quelle vicine al cuore,
quelle vicine al respiro;
correndo a perdifiato
incrocio altri che vanno
gli uni sugli altri
come gocce di pioggia...

anonimo del XX° secolo
poesie ritrovate

martedì 8 gennaio 2013

Se io potrò..., di Emily Dickinson

Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano -
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena -
O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
Non avrò vissuto invano.

Emily Dickinson


in un regolato spazio
vaghiamo come nuvole,
a volte si piange,
a volte si ride...

lunedì 7 gennaio 2013

Frammento, di Anonimo

prepotente ritorna
un'ansia crescente
che tocca profondo
che toglie respiro;
contestuali riti
si pongono in forse,
la luce dell'alba
ricaccia i pensieri...

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

domenica 6 gennaio 2013

Il poeta solitario, di Giovanni Pascoli

Il poeta solitario

O dolce usignolo che ascolto
(non sai dove), in questa gran pace
cantare cantare tra il folto,
là, dei sanguini e delle acace;
t'ho presa - perdona, usignolo -
una dolce nota, sol una,
ch'io canto tra me, solo solo,
nella sera, al lume di luna.
E pare una tremula bolla
tra l'odore acuto del fieno,
un molle gorgoglio di polla,
un lontano fischio di treno...
Chi passa, al morire del giorno,
ch'ode un fischio lungo laggiù
riprende nel cuore il ritorno
verso quello che non è più.
Si trova al nativo villaggio,
vi ritrova quello che c'era:
l'odore di mesi-di-maggio
buon odor di rose e di cera.
Ne ronzano le litanie,
come l'api intorno una culla:
ci sono due voci sì pie!
di sua madre e d'una fanciulla.
Poi fatto silenzio, pian piano,
nella nota mia, che t'ho presa,
risente squillare il lontano
campanello della sua chiesa.
Riprende l'antica preghiera,
ch'ora ora non ha perché;
si trova con quello che c'era,
ch'ora ora ora non c'è...

Chi sono? Non chiederlo. Io piango,
ma di notte, perch'ho vergogna.
O alato, io qui vivo nel fango.
Sono un gramo rospo che sogna.

Giovanni Pascoli


chi siamo lo decidiamo noi,
almeno in parte e soli,
in un crescendo di pasioni
e di ricordi inespressi;
poeta come mai in città
 devastate dal nulla... 

sabato 5 gennaio 2013

L'immensità dell'attimo, di Mario Luzi

L'immensità dell'attimo

Quando tra estreme ombre profonda
in aperti paesi l'estate
rapisce il canto agli armenti
e la memoria dei pastori e ovunque tace
la segreta alacrità delle specie,
i nascituri avallano
nella dolce volontà delle madri
e preme i rami dei colli e le pianure
aride il progressivo esser dei frutti.
Sulla terra accadono senza luogo
senza perché le indelebili
verità, in quel soffio ove affondan
leggere il peso le fronde
le navi inclinano il fianco
e l'ansia de' naviganti a strane coste,
il suono d'ogni voce
perde sé nel suo grembo, al mare al vento.

Mario Luzi
poesie sparse 


attimo solitario rivivo
rinnovo la veste che porto
o veggo di nuovo da sempre
in colorite distinte distanze...

venerdì 4 gennaio 2013

Terra, di Edmondo De Amicis


Alla Terra

T’amo, feconda e pia terra, e t’ammiro,
E ti palpo, e di te colmo le mani,
E su te chino il volto, avido, e i sani
Profumi tuoi, riconoscente, aspiro;

E in te l’occhio figgendo, in breve giro
Scopro monti e foreste e valli e piani,
E mi smarrisco per recessi arcani,
E dietro a mille vaghe ombre sospiro.

E a traverso a’ tuoi strati in te sprofondo
Con paurosa voluttà la mente
Fino all’intime viscere del mondo,

E bacio il manto tuo florido e bello,
Terra forte, gentil, fida, innocente,
Che ricopri mio padre e mio fratello.

Edmondo De Amicis


rumore sotto i passi

questo terreno gelato

e sbuffi di fiato

condensano i vetri...

giovedì 3 gennaio 2013

Bagliori, di Anonimo

 Bagliori

Disperate scale discese
come in un lento affondare
ricordo le nobile imprese
di cavalieri in nobile errare;
nel tremito ho posto rimedio
e un vagabondo nomade
si perde nella nebbia, nel tedio
di queste contigue strade.
nel buio bagliori lontani
e luci da spegnere ancora.
 
Anonimo del XX° secolo
poesie ritrovate

 

mercoledì 2 gennaio 2013

La Pace, di Alda Merini

La Pace

La pace che sgorga dal cuore
e a volte diventa sangue,
il tuo amore
che a volte mi tocca
e poi diventa tragedia
la morte qui sulle mie spalle,
come un bambino pieno di fame
che chiede luce e cammina.
Far camminare un bimbo è cosa semplice,
tremendo è portare gli uomini
verso la pace,
essi accontentano la morte
per ogni dove,
come fosse una bocca da sfamare.
Ma tu maestro che ascolti
i palpiti di tanti soldati,
sai che le bocche della morte
sono di cartapesta,
più sinuosi dei dolci
le labbra intoccabili
della donna che t'ama.
Alda Merini
(a Enrico Baj)

pace per chi ci sarà

martedì 1 gennaio 2013

Di anno in anno, di Anonimo


Di anno in anno

Manticore stremate irritano
lo stanco riposo agitato
di un basilisco piumato;
unicorni di terra e di mare,
folletti gelosi che spiano
e dietro solo vaghe certezze.
Davanti ora c'è
ancora un nuovo cammino...

Anonimo del XX° secolo
poesie ritrovate