domenica 21 gennaio 2018

Il poeta, di Miltos Sachtouris

Il poeta
 
Quando mi troveranno sulla croce della mia morte
il cielo intorno si sarà arrossato fino a molto lontano
dietro ci sarà un accenno di mare
e, dall'alto, in un buio ora terribile
un uccello bianco reciterà le mie poesie.
 
Miltos Sachtouris
 
 
scrivere versi, costretti, sparsi, liberi,
creare immagini e sensazioni, sentimenti,
poi cadere nella disperata ricerca di rime,
di fresi ad effetto di desuete parole...

sabato 20 gennaio 2018

Metamorfosi, di Karl Kraus

Metamorfosi

 Voce che nell'autunno sulla tomba rinuncia
alla tua terra, pallida sorella della luna,
dolce fidanzata del vento lamentoso,
fluttuante sotto stelle fuggenti –

ti risollevò a te stesso il richiamo dello spirito?
Ti riportò nella tua vita una tempesta del deserto?
Guarda, una prima coppia umana riconduce così
un Dio sull'isola sacra!

Oggi è primavera. La farfalla dorata, tremulo
messo di felicità, arrivò dall'inverno del mondo. Oh,
in ginocchio, benedite, ascoltate come la terra tace.
Solo lei conosce sacrificio e lacrima.

Karl Kraus
da "La parola malata"
 traduzione di Gio Batta Bucciol
 

 
cambiamenti polimorfi, indistinti,
la mia voglia di essere o apparire
eppure stento a convincere
sto come un passero solitario...

venerdì 19 gennaio 2018

Sono ferito da qualcosa e so..., di Robert Sabatier

Sono ferito da qualcosa e so
che la sua ferita è sorella della mia.
Posso solo aspettare e sopravvivere
senza preoccuparmi perché io sono il suo veleno.
Non potremo mai liberarci
dalla minaccia assurda che ci unisce.
Io sono amore e sento sorgere il suo odio,
e se io fossi odio, anche lui lo sarebbe.
Con questo male di vivere devo accontentarmi
e chiamare in aiuto le parole,
aspettare, aspettare e serbare la mia tristezza

come un impedimento al mio ardente suicidio.
 
Robert Sabatier
 
Massimo Di Stefano
"Anima ferita"
 
le ferite dell'anima, profonde,
quante, quante volte, eppure,
sono li ancora, molte, altre no;
sono ancora uomo di affetti...

giovedì 18 gennaio 2018

Ultima tappa, di Ghiorgos Seferis

  
Ultima tappa
(...)
L'uomo si logora facilmente con le guerre;
l'uomo è molle, un fascio d'erba;
labbra e dita che smaniano per un seno bianco,
occhi che si socchiudono allo sfavillìo del giorno
e gambe pronte a correre, anche se stanche,
al minimo fischio di guadagno.
L'uomo è molle e assetato come l'erba,
insaziabile come l'erba – radici protese i nervi.
Quando è tempo di mietere
preferisce che la falce sibili in altri campi;
quando è tempo di mietere
c'è chi esorcizza il demone gridando,
chi si impaluda nei suoi beni, chi fa dell'oratoria.
Ma gli esorcismi, i beni, l'oratoria
a che servono se sono lontani i vivi?
Oppure l'uomo è un'altra cosa?
Non è questo che trasmette la vita?
C'è un tempo per seminare, un tempo per raccogliere.
 (...) 
 
Ghiorgos Seferis
da "Le poesie"
traduzione a cura di Nicola Crocetti
 

quanti cose nella vita,
persone, cose, animali,
rimbombano in noi presenti,
passati, quelle che vorremmo ancora...

mercoledì 17 gennaio 2018

Poesia pagina bianca di Muriel Rukeyser

Poesia pagina bianca
 
Poesia pagina bianca pagina bianca poesia
qualcosa esce a fiotti come onde da un corpo
qualcosa parte dalla punta delle dita
incominciano a prendere le difese della mia vita
tutta la disperazione e la musica
qualcosa come onda dopo onda
che si spezza sulla spiaggia
qualcosa come portare l'intera vita
a questo punto
le piccole onde scendono sulla pagina bianca

qualcosa come una luce si alza ed è in amore.
 
Muriel Rukeyser
 
 
i fogli bianchi, ora le schermate,
pensare a cosa scrivere, cosa dire,
in un turbine di emozioni, di me;
a volte imbratto, a volte scrivo...
 

martedì 16 gennaio 2018

Riflesso, di Gujil

 
Miriadi di immagini turbinano
introducendo visi, pensieri, cose;
dentro me alberga il silenzio, da ieri,
ora ascolto il suono del tempo, le voci,
perplesse condizioni stracolmano
le mie idee di oggi, e invecchio...
 
Gujil

lunedì 15 gennaio 2018

Il rifiuto, di Velimir Chlebnikov

Il rifiuto 

È molto più gradevole per me
Guardare le stelle
Che firmare
Una condanna a morte.
Ascoltare le voci dei fiori
Bisbiglianti: "È lui!" –
Mentre piegano la testolina,
Quando passo per il giardino,
È molto più gradevole per me
Che vedere i fucili scuri
Della guardia, che ammazza
Quelli che vogliono
Ammazzare me.
Ecco perché io mai,
No, mai sarò un Governante! 

                           Gennaio, aprile 1922


Velimir Chlebnikov
Sono il messaggero del tempo
 traduzione di Paolo Galvagni
dire no, a volte,difficile,
esprimere il proprio dissenso,
avere il coraggio del rifiuto;
poi, sentirsi sempre peggio...