venerdì 23 febbraio 2018

infiltrati del sogno..., di Anonimo

 
infiltrati del sogno,
nel sogno, oniriche vesti poi,
le sabbie infuocate, oasi,
perdute, lontane, nascoste;
io mi trovo da sempre...
 
Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati

giovedì 22 febbraio 2018

Porteremo i nostri corpi nel cielo..., di Mario Benedetti


Porteremo i nostri corpi nel cielo
saliremo con gli alberi,
le cattedrali di vetro e di roccia.
Mi dirai, dove siamo?
vestiti dallo sguardo delle antiche stelle
che leggeremo diversamente, diversamente
perduti nella terra e cielo, nella terra e cielo
uniti dalle lacrime
verranno padri buoni, madri semplici
con i mazzi di prezzemolo e i fiori degli orti.

Che cos'erano le estati, sai
mano nella mano,
che cos'erano queste nostre mani, dita strette
baciami ancora
baciami dopo i baci, dove vai
dove vai gambe come le mie, pelle.

Che cos'era parlarci, stanze
le strade e tanti uomini senza che nessuno sapesse
quella musica, quell'arte,
le nostre parole dopo le nostre
viso senza preghiere dormi, sei stanco.
Nel respiro dopo il respiro
          ti tengo senza abbracciarti, materia dolce
nel dormiveglia dei vivi
noi andiamo via, noi andiamo via.

 

Mario Benedetti

 
io e lei, insieme, ancora,
tempo passa, dolori, rimorsi,
le poche gioie a corollario
eppure così intense...

martedì 20 febbraio 2018

Novità del giorno d'oggi, di Giorgio Soavi

Novità del giorno d'oggi

Ho parlato con Dante
il quale mi ha giurato
che Beatrice non è mai esistita.
Ho sentito, al telefono, Petrarca,
il quale, sotto giuramento,
dice che Laura non si è vista mai.
Ma tu ci sei.
Perché mi togli il sonno,
o ti lamenti per il mal di gola.
E quando, piena di raffreddore,
vorresti delle mele,
dici: abore, portami delle bele.
Quindi esisti, perché si ride:
anzi: si scoppia a ridere
coniugando la emme di amore
che diventa abore:
tu sei il nuovo alfabeto italiano,
tu sei la risata intorno ai tuoi dolori,
alla tua febbre, al tuo gran bale.


Giorgio Soavi
da "Femminile", 2002
 
 
passato, come tale, ricordi...
la scuola, i poeti latini, il greco;
poi arrivò il vento, la poesia, quella
dei miei poeti e fu crepuscolo...

lunedì 19 febbraio 2018

Febbre leggera, di Jean-Baptiste Para


Una febbre leggera

Perdere quel che avrebbe potuto essere
ha lasciato una traccia,
una parola mancante
nel lato del fogliame
in cui gocciola il tempo.
L’inerte ha in sé una velocità
che non raggiungerò mai.
È la nostra stanza sulla strada.
Vorrei guardarti in viso
nell’attimo in cui il mondo prende fuoco.
Ma tutto ciò che è
soffre ad essere tradotto.
Chi potrebbe separare le ombre
perché tornino a conoscere l’attesa?
La poesia s’impara
strisciando fra le ortiche.
So bene che devo soffocare la mia voce.

Jean-Baptiste Para
traduzione di Lucio Mariani
 
 
amori disperati, disprezzati,
sentimenti chiusi in anime perse,
solo così si riesce a contare le ore;
i giorni, quelli andati, non tornano...

domenica 18 febbraio 2018

San Babila, di Leonardo Sinisgalli

San Babila
 
Trascina il vento della sera
Attaccate agli ombrelli a colori
Le piccole fioraie
Che strillano gaie nelle maglie.
Come rondini alle grondaie
Resteranno sospese nell'aria
Le venditrici di dalie
Ora che il vento della sera
Gonfia gli ombrelli a mongolfiera.
 
Leonardo Sinisgalli
da "Poesie", 1938
 
 
Milano, le vie, del centro,
anni fa, giovane sfrontato,
col sole, col vento e la pioggia;
il mondo in faccia...

sabato 17 febbraio 2018

Un profumo di nardo, di Manuel Alegre


Un profumo di nardo

In verità ti dico: Non
mi aspetto l’eternità. E so
che nessun verso vince la morte.

Cerco appena un segno
un ritmo che mi ridia
l’impercettibile respiro della terra.

Forse i capelli di Maria
sorella di Marta
che m’asciugano i piedi.

Perché tutte le poesie sono mortali
e quel che resta è forse
un profumo di nardo. E niente più.


Manuel Alegre
Traduzione di Giulia Lanciani
 
 
 profumi, odori, come rocce,
impressi nella memoria continuano
a sollecitare impulsi, voglie, amori;
sono qui, ancora, come sempre...

venerdì 16 febbraio 2018

Riflesso, di Gujil

 
flettendo si cerca
scampo alle cose, ai giorni;
rivendico istanti perduti,
ritorno all'oblio, oggi,
domani non so...
 
Gujil