venerdì 20 ottobre 2017

Solitudine, di Michail Lermontov

Solitudine
 
Orrendo trarre solitari
di questa vita le catene.
A spartire la gioia ognuno è pronto,
ma nessuno a spartire la tristezza.
Solo qui sono come un re celeste,
costretti in cuore i miei dolori,
e vedo, docili al destino,
come visioni gli anni dileguare;
e tornano essi, con dorato,
ma con lo stesso antico sogno;
e vedo una solinga tomba
che aspetta: a che indugiare sulla terra?
Di ciò nessuno sarà afflitto:
s'allegrerà (ne sono certo)
la gente più della mia morte
che non, già, della mia nascita.
 
Michail Lermontov
 
 
solo, quante volte, nel cuore,
eppure in quei momenti libero,
da vincoli, da situazioni, da cose
risapute e amate, oppure tristi...

giovedì 19 ottobre 2017

La grotta, di James Laughlin

La grotta
 
China su di me i capelli
fanno una grotta intorno
 
al volto in oscurità ove
gli occhi non si vedono
 
quasi mi dice è un gatto
mi odia dice perché le
 
faccio trapelare la voglia
e sibila come un felino
 
offeso più che tenera
con le mani sotto la mia
 
nuca mi solleva la bocca
all’oscura grotta d’amore.
 
James Laughlin
The Cave, da Quello che la matita scrive,
Guanda, 1970 – Trad. di Mary de Rachewiltz
 
 
asciutti, all'interno di un abbraccio,
sensazioni dimenticate, delicate;
in un attimo rivedo un ragazzo,
intorno un oasi di pace, fresca...

mercoledì 18 ottobre 2017

Sequenza di suoni eloquenti, di Juan Larra

Sequenza di suoni eloquenti
 
Sequenza di suoni eloquenti tendenti a splendore poesia
è questo e questo e questo
E ciò che giunge a me in qualità di innocenza oggi

che esiste perché io esisto e perché il mondo esiste
e perché tutti e tre possiamo correttamente cessar di esistere

Juan Larrea
 
 
i suoni, le note, la musica,
dove finisce l'ascolto, lontano;
a volte un' eco distratta trapela
e il mio cuore ancora sussulta...

martedì 17 ottobre 2017

Chi conosce..., di Abbas Kiarostami


Chi conosce
il dolore del bocciolo
quando si apre?
 
Abbas Kiarostami
 
 
chi conosce sa,
è un potere enorme, grande;
a volte si pensa di sapere,
allora è un disastro...
 
.

lunedì 16 ottobre 2017

Riguardo mio padre, di Anonimo

 
Riguardo mio Padre
 
Riguardo mio padre, rivedo
qui il suo giorno, fu l'ultimo;
addossato il peso degli anni
in un respiro sempre più lieve
partì come vecchio bastimento
alla volta dell'ultimo scalo.
 
Riguardo mio padre, i suoi occhi,
la voce velata dal pianto, il mio nome
poi fu subito nulla, ne piansi,
lo vidi scemare nel cielo ottobrino,
ora che guardo gli specchi
spesso in me lo rivedo.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

domenica 15 ottobre 2017

Fin de siècle, di Ryszard Kapuściński

Fin de siècle
 
I
 
Oh signora come sei argentea
con questo vestito chiaro brilli come una stella
e sulle spalle hai una stola come una nube
e sotto la nube scintilla una perla.
 
Oh signora come sei dorata
quando la sera in piedi alla luce di una candela
con un gesto leggero come la carezza del vento
aggiusti davanti allo specchio i tuoi capelli rossi.
Oh signora come sei nuda
quando giacendo in questo letto rosa
i indichi con un gesto che è giunto il momento
per me di entrare nel tuo giardino.
 
Ryszard Kapuściński
da “Taccuino d’appunti”, 2004
 
Fin-de-Siecle Male Ethos:
William Reynolds Stephens
“Languid & Collapsing Women”
Summer, 1891
mi sono sempre sentito un po' antiquato,
forse antico e vecchio nei pensieri;
eppure amo ancora, crepuscolare dentro
le "buone cose di pessimo gusto"...

sabato 14 ottobre 2017

Cielo, di Juan Ramón Jiménez


Cielo

Cielo, parola grande
quanto il mare
che ci lasciamo dietro, che scordiamo
.
 
Juan Ramón Jiménez
da "Diario de un poeta reciencasado" (1917)
 
  
sopra di noi, di me,
azzurro o cupo grigio,
agitato e pieno di cose
ali che sembrano barche...