lunedì 27 febbraio 2017

Giorni di minime #43

  
il primo pensiero del giorno a chi va?
il mio da tempo è per loro, per chi qui continua
a sembrare una presenza importante;
Poi penso alle cose, alle ansie, alla corsa,
a ciò che mi aspetta e impedisce imbrigliando
deviazioni possibili, cercate.
Poi penso alle cose...

Gujil
 

domenica 26 febbraio 2017

Destino, di Carmen Conde

Destino

                  Se non sono radice e solo questo,
ahi, quando si vedranno il mio stelo e i miei fiori,
e quando nasceranno i frutti?
Quale giorno attende il tempo, quale l'aria,
e perché Dio mi vuole lancia oscura
nella sua dura terra?

Non è che non voglio più essere radice
quando già posso esser tronco, foglie, rami,
dei miei fiori più belli.
Frutto fra i denti degli uomini,
voglio continuare ad essere radice.
Spiccare il salto trascinando terra
e unirla al cielo.

Sempre radice, tra il grano
scuro come ora sono scura.
Ma andando verso il regno del volo,
camminando tra le brezze; essere il porto degli uccelli,
il legno della nave, e che le coppe
si colmino del mio corpo e della mia essenza.

Se non spero d'essere fiore, aprirmi in frutto,
avere tra le mani terra e cielo,
vibrare come colonna tra i due...
Tu Dio; tu che mi hai creato, non costringermi
ad essere una radice della terra:
radice, solo radice: profonda radice!


Carmen Conde
Senza Eden
traduzione di Gabriele Morelli
 
 
il fato, ciò che ci aspetta,
dietro angoli più o meno illuminati,
dopo ogni svolta della strada il destino,
quello che ci aspetta al varco...sempre...

sabato 25 febbraio 2017

da Chanson d'aventure III, di Seamus Heaney

da Chanson d'aventure

I misteri dell'amore crescono nelle anime
e tuttavia il corpo è il suo libro.

          III                 

L'auriga a Delfi resiste,
i suoi sei cavalli andati insieme al carro,
la mano sinistra potata

dal polso protuso come una cannella aperta,
redini bronzee fluenti nella destra, gli occhi fissi
vuoti come lo spazio dove dovrebbe stare il tiro,

la postura eretta, sguardo in avanti, simile alla mia
mentre faccio fisio nel corridoio, sorreggendomi
come se mi ritrovassi una volta ancora al passo

tra due stanghe, un'altra mano sulla mia,
ogni scivolata del vomere, ogni sasso che urtava
iscritto come una pulsazione nella presa lignea.


Seamus Heaney
Il Virgilio irlandese
Traduzione di Luca Guerneri

 
in un crescendo incredibili il mio eroe
perpetra indicibili nefandezze,
preso di rabbia scompone visioni
in tessere fotografiche minime...

venerdì 24 febbraio 2017

Giorni di minime #42

viviamo nel fragore dei giorni, dei mesi,
passano le stagioni e noi dietro, trascinati dalla vita;
a volte vorrei fermare il tempo e ragionare,
in un limbo assoluto di sentimenti ed emozioni,
fermo, come un albero accarezzato da brezze marine;
invece sono qui che corro a perdifiato ancora e spesso piove...
 
Gujil
 
 
 
 

giovedì 23 febbraio 2017

Nel mattutino freddo, di Anonimo

Nel mattutino freddo
 
Nel mattutino freddo andremo
dove il ghiaccio allenta la morsa
ci arriveremo in fretta, di corsa
per bere un sorso e sospireremo;
 
le estati risolte negli occhi
primavere incomplete nei sogni
come fossero ancora preziosi bisogni
nei nostri afflati un po' sciocchi;
 
perdurano tempi di difficili cose,
scompigliano pensieri e ansie vicine
come fossero fugaci, sensuali ballerine
nel cuore agitato di giovani spose.
 
Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate
 
 

mercoledì 22 febbraio 2017

da Lavoro sul campo III, di Seamus Heaney

da
Lavoro sul campo
III

Non la chiazza di fango,
non l'acqua scura infestata da erbacce
piena di pigne di ontani e di foglie butterate.

Non il cerfoglio selvatico in inverno
con i suoi vecchi stinchi e polsi imbiancati,
il suo sibilo, il suo tremolio.

Nemmeno l'ombra verde acido dell'estate
densa di farfalle
e con rotondità di fungo come una sella di cuoio.

No. Ma in un angolo quieto,
puntellato al suo muro di ghiaietto,
pesante, attirato dalla terra, tutto bocca e occhio,

il girasole, che sogna terra d'ombra.
                  
Seamus Heaney
Il Virgilio irlandese
Traduzione di Marco Sonzogni
 
 Enrico Bartezaghi
"Sul Campo di Lavoro"
olio su tela
Roma, Camera dei deputati
  
lavorare stanca, spossa, produce,
a chi piace, a chi non, indifferenza;
forte di un passato remoto incontro
le file dei disperati nelle attese...

martedì 21 febbraio 2017

Quando l'aira richhiara e rinserena,... di Bondie Dietaiuti

Quando l’aira rischiara e rinserena,
e ‘l mondo torna in grande diletanza
e l’agua surge chiara de la vena
e l’erba vien fiorita per sembianza 
e gli augilletti riprendon lor lena
e fanno dolzi versi i[n] loro usanza,
ciascun amante gran gioia ne mena
per lo soave tempo che s’avanza;
ed io languisco ed ò vita dogliosa;
com’altr’amante non posso gioire,
che la mia donna m’è tanto orgogliosa,
e non mi vale amar né ben servire:
però l’altrui alegrezza m’è noiosa,
e noiami ch’io vegio rinverdire.
 
Bondie Dietaiuti
 
 
il sereno torna sempre, sempre,
"homo selvadego per natura", si scrive,
come me , mancato uomo dei boschi,
quando piove rido al sereno.