giovedì 19 aprile 2018

Di mia madre, di Adam Zagajewski

Di mia madre

 

Di mia madre nulla saprei dire –
come ripeteva rimpiangerai un giorno,
quando non ci sarò più, e come non credevo
né nel "più", né nel "non ci sarò",
come mi piaceva guardare, quando leggeva
un romanzo alla moda,
sbirciando subito l'ultimo capitolo,
come in cucina, reputando che questo non è per lei
il luogo adeguato, prepara il caffè domenicale,
oppure, ancora peggio, i filetti di merluzzo,
come attende l'arrivo degli ospiti e si guarda
allo specchio,
facendo quella faccia che la proteggeva
efficacemente dal
vedere realmente se stessa (cosa che, pare,
ho ereditato da lei, assieme ad alcune altre debolezze),
come poi disinvoltamente disserta di cose
che non erano il suo forte, e come io scioccamente
la stuzzicavo, come in quella occasione in cui si
paragonò a Beethoven facentesi sempre più sordo,
e io dissi, crudelmente, ma sai, egli
aveva talento, e come tutto mi perdonava
e come io lo ricordo, e come volavo da Houston
al suo funerale e in aereo veniva proiettato
un film comico e come piangevo di riso
e di rimpianto, e come non ero in grado di dire nulla
e continuo a non esserlo.                   

 
Adam Zagajewski

da "Asimmetria"
traduzione di Marco Bruno

 

la mia di madre era dura, a volte,

eppure il sorriso accennato e triste

ricordava campagne assolate, povere;

gli abbracci suoi rari ancora ripenso...

mercoledì 18 aprile 2018

Breve omaggio, di Emma Villazón Richter

Breve omaggio
 
Era la mia vita in te, oh vento,
come tremuli fiori
nelle mani precise,
che mai riuscirono a sentire il tuo ritmo
 
Emma Villazón Richter
 
 
il vento, le brezze marine, I miss it,
in un solstizio d'Estate ho cercato
la pace, quell'attimo di gioia;
oro sto, mi beo di poco e mi basta...
 
 
 

martedì 17 aprile 2018

La luce toccata, di Pierluigi Cappello

La luce toccata
 
A Chiusaforte Silvio intrecciava canestri
con mezzo cuore e il cuore dei bambini intorno
io dico ti ho visto nella mia veglia
nel respiro acceso dell’alba
tra il fischio e il silenzio
e le dita andavano di vinco in vinco
come un’acqua nervosa, una spiegazione raccolta
nel tempo dietro questo tempo a mezza veglia
siamo venuti, io con le pupille di bimbo
e allora trattieniti adesso che torno
dentro il tuo odore di povero
nei boschi dove andiamo si dice con lo sguardo
le labbra un profilo chiuso, il passo un passo radicato
qui, dove sono ora, nel battito del giorno alla finestra
nel sonno lasciato, nel millesimo di me
dove ogni debolezza è stata offerta
la pietra aperta, la luce toccata.
  
Pierluigi Cappello 
 
 
eterna giovinezza, promesse, sogni,
la luce esiste ma non si trova;
nei recessi del tempo, forse in Asia,
canestri intrecciati per contenerla...

lunedì 16 aprile 2018

Questo, di Idea Vilariño

Questo
 
La mia stanchezza
la mia angoscia
la mia gioia
la mia paura
la mia umiltà
tutte le mie notti
la mia nostalgia dell'anno
millenovecentotrenta
il mio senso comune
la mia ribellione.
Il mio disprezzo
la mia crudeltà e il mio dolore
il mio abbandono
le mie lacrime
la mia agonia
irrevocabile e dolorosa la mia eredità
la mia sofferenza
insomma
la mia vita infelice.
 
Idea Vilariño
da “Nocturnos”, Poesia completa, 2008
 
 
l'insieme delle cose della vita,
i soli che riescono a riempirsi l'anima,
le preclusioni di fondo, sbarrate;
la mia vita, questa, quella che ho...

domenica 15 aprile 2018

Se esisti per davvero..., di Nina Cassian

 

Se esisti per davvero – fatti avanti,
sii nuvola, caprone, aviatore,
porta con te occhi, bocca, voce,
– chiedimi qualcosa, lascia che mi sacrifichi,
prendimi tra le braccia, proteggimi,
nutrimi con la settima parte di un pesce,
fammi un fischio, dissodami le dita,
ricolmami di aromi, di stupore,
– resuscitami.

Nina Cassian

Traduzione di Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica
 
 
se esisti, se ci sei, se è vero che ci sei,
quanti se nelle nostre intime vite,
i se, i ma, i forse, i condizionali;
quelli condizionati solo da noi stessi...

sabato 14 aprile 2018

Un poeta, di Boris Vian

Un poeta
 
Un poeta
È un essere unico
In tanti esemplari
Che pensa solamente in versi
E non scrive che in musica
Su soggetti diversi
Sia rossi che verdi
Ma sempre magnifici.
 
Boris Vian
da “Non vorrei crepare”, postumo, 1962
 
Norberto Martini
"Il poeta"
olio su tela
 
soliti versi, frasi, intenti,
cercare di stupire in modo dolce,
suadente come un armonia;
la capacità però è incidere...
 

venerdì 13 aprile 2018

1..., di Thomas Bernhard

1

Quest'anno è come l'anno di mille anni fa,
noi portiamo la brocca e sferziamo la schiena della vacca,
falciamo e non sappiamo nulla dell'inverno,
beviamo mosto e non sappiamo nulla,
presto saremo dimenticati
e i versi svaniranno come neve davanti alla casa.

Quest'anno è come l'anno di mille anni fa,
guardiamo nel bosco come nella stalla del mondo,
mentiamo e intrecciamo cesti per mele e pere,
dormiamo mentre le intemperie consumano
davanti alla porta le nostre scarpe infangate.

Quest'anno è come l'anno di mille anni fa,
non sappiamo nulla,
non sappiamo nulla del declino,
delle città sprofondate, del vortice in cui sono affogati
cavalli e uomini.


Thomas Bernhard

da "Sotto il ferro della luna"

traduzione di Samir Thabet
 
 
anni che passano, simili,
anni, incrostati sui visi;
i segni del tempo collimano
e segnano pelle e pensare...