venerdì 30 settembre 2016

Incertezze, di Amalia Guglielminetti

Incertezze

Forse non eri, perchè tanto triste
a notte, con il volto nel guanciale
io piansi molte lacrime non viste.


Non eri, perchè ancor di non so quale
spasimo, di non so che interïore
morso nel seno il cuore mi trasale.


Quasi per un gran male di languore
il sangue mi ristagna nelle vene,
come nei polsi inerti di chi muore.


Non eri. E chi su le mie ciglia piene
d'ombra, socchiuse sul pensiero vano,
chi senza passi e senza voce viene


così dolce a chinarsi e così piano?
 
Amalia Guglielminetti
da "Le seduzioni delle vergini"
 
 
esiste?.. non esiste?... forse...
questa cosa che cerchiamo tutti,
vogliamo tutti essere certi
...ma quando ci sentiamo... lo siamo?..

giovedì 29 settembre 2016

Si amavano, dfi Vicente Aleixandre

 

Si amavano.

Pativano la luce, labbra azzurre nell’alba,
labbra ch’escono dalla notte dura,
labbra squarciate, sangue, sangue dove?
Si amavano in un letto battello, mezzo tra notte e luce.
 
i amavano come i fiori le spine profonde,
o il giallo che sboccia in amorosa gemma,
quando girano i volti melanconicamente,
giralune che brillano nel ricevere il bacio.
 
Si amavano di notte, quando i cani profondi
palpitano sotterra e le valli si stirano
come arcaici dorsi a sentirsi sfiorare:
carezza, seta, mano, luna che giunge e che tocca.
 
Si amavano d’amore là nel fare del giorno
e tra le dure pietre oscure della notte,
dure come son corpi gelati dalle ore,
dure come son baci di dente contro dente.
 
Si amavano di giorno, spiaggia che va crescendo,
onde che su dai piedi carezzano le cosce,
corpi che si sollevano dalla terra e fluttuando...
Si amavano di giorno, sul mare, sotto il cielo.
 
Mezzogiorno perfetto, si amavano sí intimi,
mare altissimo e giovane, estesa intimità,
vivente solitudine, orizzonti remoti
avvinti come corpi che solitarî cantano.
 
Che amano. Si amavano come la luna chiara,
come il mare che colmo aderisce a quel volto,
dolce eclisse di acqua, guancia dove fa notte
e dove rossi pesci vanno e vengono taciti.
 
Giorno, notte, occidenti, fare del giorno, spazî,
onde recenti, antiche, fuggitive, perpetue,
mare o terra, battello, letto, piuma, cristallo,
labbro, metallo, musica, silenzio, vegetale,
 mondo, quiete, la loro forma. Perché si amavano.
 
Vicente Aleixandre
Traduzione di Francesco Tentori Montalto
 
Domenico Grenci
"I mille volti della donna"
 
già si amavano come io amai,
amai tanto ma mai troppo,
volti che sono passato,
volti che ancora rivedo e riamo...

mercoledì 28 settembre 2016

Hare Drummer, di Edgard Lee Master

 
Hare Drummer
 
Vanno ancora i ragazzi e le ragazze da Siever
a bere il sidro, dopo scuola, gli ultimi giorni di settembre?
O a raccogliere nocciole lungo le boscaglie
nel podere di Aaron Hatfield quando incomincia la gelata?
Perché spesso ridendo con ragazzi e ragazze
io giocai nella strada e sulle colline
quando il sole era basso e l’aria fresca,
fermandomi a bastonare il noce
ritto, senza una foglia, contro il tramonto in fiamme.
Ora il sentore del fumo d’autunno
e le ghirlande che cadono
e gli echi per le valli
mi portano sogni di vita. Li sento aleggiare.
Mi chiedono:
Dove sono quei tuoi compagni ridenti?
Quanti sono con me, quanti
nei vecchi frutteti sulla strada di Siever
e nei boschi che guardano
l’acqua tranquilla?
 
Edgard Lee Master
Traduzione di Fernanda Pivano
Da Antologia di Spoon River, 1915
 
 
finisce un mese diverso,
diverso da quelli passati,
sono stanco, strano e deluso;
le volte sopra di me stanno per cedere...

martedì 27 settembre 2016

Giorni di minime #18


la rivolta tecnologica continua,
tampono, aggiusto, come posso;
è un silenzio continuo, la rabbia, l'impotenza,
mi ritrovo a ringhiare e sbraitare,
mi consola il respiro, la soluzione,
mi accompagna la solitudine...

Gujil

lunedì 26 settembre 2016

Pittura interiore, di Arturo Graf

Pittura interiore
 
Un’alta, brulla, livida pianura,
Sparsa di sepolcreti e di rovine,
Seminata di triboli e di spine,
Cinta dal mare intorno alla bassura;

Un negro mar senza fondo né fine,
Pien d’orror, di silenzio e di paura,
Che quanto il ciel, quanto lo spazio dura
Stende le addormentate acque supine;

Un torbo ciel che mai non si serena,
Ad ogni cosa che abbia vita infesto,
Dato di perniciosi astri in balia.

Una tetra, deserta, orribil scena
Del gelo ingombra della morte: è questo
Il paesaggio dell’anima mia.
 
Arturo Graf
 
Alessandro Parise
"infinito interiore"
 pennarelli 30 x 40 cm , 2013
 
 
dentro di noi un'immagine,
quello che siamo e gli altri non sanno,
perduta nel tempo, sottile, vaga,
l'essere che noi sappiamo quello che siamo...

domenica 25 settembre 2016

Giorni di minime#17

 
 
solitario amore il nostro,
circondati da mani, volti;
le care cose risapute ondeggiano
come ricordi sbiaditi, come farfalle...
le cose del cuore vacillano,
l'anima imperitura si erge
a diga, come contrasto...
 
Gujil

sabato 24 settembre 2016

Sera di Settembre, di Haldis Moren Vesaas

 
Sera di settembre
 
Un giorno quieto e fresco di settembre
muore nel suo sangue.
Colline e pendii sono infuocati
e palude e radura fiammeggiano.
Il vento rema attraverso le foglie
annunciando freddo e neve.
Così son già finite la primavera e l'estate.
Adesso aspettano l'autunno e la morte.

 
Soffia lieve intorno alle fattorie silenziose
dove i pioppi stanno sanguinando
e le betulle spargono sopra il fieno esangue
la loro ricchezza appassita.
Ma i campi alzano il grano sui covoni
verso l'ultimo fuoco del giorno.
Poi il cielo si spegne, scompare la terra,
e cadono la sera e il buio.

 
E le luci muoiono in tutte le case
mentre le stelle quietamente si accendono,
e la notte ha in suo potere l'intera nostra terra
e il cuore batte così debole
come se già fossero terminate la primavera e l'estate,
più disperatamente di adesso,
come se l'autunno dovesse fra poco rinfrescare
il mio sangue caldo.
 
Haldis Moren Vesaas
Traduzione di Bruno Berni
 
 
preludio autunnale,
la fine di Settembre;
intravedo qualcosa, nel buio,
qualche traccia di me, celata...

venerdì 23 settembre 2016

In ascensore fino al cielo, di Anne Sexton

In ascensore fino al cielo
 
Come dicono i pompieri,
non prendete mai camere oltre
                il quinto piano
negli hotel di New York:
ci sono scale che vanno piú su
ma nessuno ci salirebbe.
Come dice il “New York Times”,
l’ascensore cerca sempre da sé
il piano in fiamme
e si apre automaticamente
e non si chiude piú.
Sono questi gli avvisi
che dovete dimenticare
se volete uscire da voi stessi
fino a catapultarvi in cielo.
 
Sono andata spesso oltre
il quinto piano
salendo a manovella,
ma solo una volta
andai fino in cima.
Sessantesimo piano:
cigni e pianticelle piegàti
verso la propria tomba.
Duecentesimo piano:
montagne con la pazienza di un gatto,
il silenzio in scarpe da tennis.
Cinquecentesimo piano:
messaggi e lettere millenari,
uccelli da bere,
una cucina di nuvole.
Seicentesimo piano:
le stelle,
scheletri in fiamme
con le braccia che cantano.
E una chiave,
una chiave enorme,
che apre qualcosa
(qualche utile uscio)
da qualche parte,
lassú.

Anne Sexton
L’estrosa abbondanza
 
 
 in alto, più su,
il cielo accoglie quando è limpido,
le nubi grigie ostacolano il sole
e noi ci sentiamo prostrati...

giovedì 22 settembre 2016

Ventaglio giapponese, di Corrado Govoni

Ventaglio giapponese
 
La Casina si specchia in un laghetto
pieno d' iris, da l'onde di crespone
tutta chiusa nel serico castone
d'un giardino, fragrante di mughetto.

Il cielo, dentro l'acque, un aspetto
assume di maiolica lampone ;
e l'alba esprime un'incoronazione
di rose mattinali, dal suo letto.

Sul limitare siede una musmè,
trapuntando d'insetti un paravento,
e d'una qualche rara calcedonia:

Vicino, tra le lacche ed i netzkè,
rosseggia sul polito pavimento,
in un vaso giallastro, una peonia.
 
Corrado Govoni
da "Le fiale", 1903
 
 
ricordo un pettine di tartaruga
e qualcosa d'argento, prezioso,
per una more lontano anni luce
eppure così vivo e sofferto...

mercoledì 21 settembre 2016

Il sangue, la nota si, di Yves Bonnefoy

Il sangue, la nota si
 
Lunghe, lunghe giornate.
Il sangue implacato urta il sangue.
Il nuotatore è cieco.
Scende attraverso piani purpurei
     nel battito del tuo cuore.
 
Quando la nuca è tesa
Il grido sempre deserto invade
una bocca pura.
 
Cosí invecchia l’estate. Cosí la morte
Circonda la felicità della fiamma
     che trema.
E noi dormiamo un poco. La nota si
Risuona a lungo nella stoffa rossa.
 
Yves Bonnefoy
Seguendo un fuoco
Traduzione di Fabio Scotto
 
 
le note si uniscono in suoni,
i suoni in musica;
la musica accompagna la vita,
si fissa in noi come una calamita...

martedì 20 settembre 2016

Una prudenza, di Amalia Guglielminetti

Una prudenza
 
Tronchiamo l'ansia che incrudì già quasi
tra noi in febbre. Non ancor ci ha vinti
amore, ci irretì gioco di casi.

Non ancor per gli incauti labirinti
del male ci guidarono le crude
curiosità, ci attrassero gli istinti.

Ciascun di noi nel suo intimo chiude
buia tuttor quell'anima diversa
che solo scopre il desiderio rude.

Esso poteva smascherar perversa
o fiacca o vile questa sconosciuta.
Perciò quella che perdi, ancor sommersa

nell'ombra, per prudenza, ti saluta.
 
Amalia Guglielminetti
da "La seduzione delle vergini"
 
Carpaccio
"Prudenza"
High museum, Atlanta
 
senza far rumore, con prudenza,
la notte per non svegliare chi dorme,
il giorno solo per ancestrale pudore;
la via della prudenza, l'ho percorsa...

lunedì 19 settembre 2016

Quando si parla di case di settembre..., di Luciano Erba

 
Quando si parla di case di settembre
dolce è dir poco di un ritorno a Garches.
Sei stato su e giù nei sette mari
magari a Machu Picchu e chissà dove
intanto il fogliame del giardino
cresceva tra le piccole prugne
si arrampicava l’uva americana
sulla facciata con le imposte verdi
 
l’autunno ti aspettava
senza chiedere niente.

Luciano Erba 
da L’ipotesi circense
Garches è comune francese nel dipartimento dell’Hauts-de-Seine
nella regione dell’Île-de-France
 
 
Sono stato là anch'io,
una vita fa, da giovane;
ricordo gli odori, il verde,
ricordo un innamoramento peruviano,
mai corrisposto...

domenica 18 settembre 2016

Domenicale settembrino, di Anonimo

Domenicale settembrino
 
Filtra la luce dal cielo plumbeo
è una domenica settembrina,
si affloscia la voglia del dopo,
si assottiglia il confine.
 
Un impavido piccione insiste,
la pioggia inibisce i pensieri
nel corso, nelle vie ancora deserte
si immagina un giorno qualunque.
 
Poi, i primi suoni si schiantano
su persiane ancora socchiuse,
un anima si affaccia al balcone
e tutto riprende come sempre.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 

 

sabato 17 settembre 2016

Fisica dell'atmosfera contro poesia dell'atmosfera, di Caoilinn Hughes

Fisica dell'atmosfera
contro poesia dell'atmosfera
 
Invii segnali acustici nell'atmosfera
e li ascolti restitursi distorti.
Misuri turbolenze – una delle ultime cose,
la turbolenza, che si è disposti a dire irrisolvibile.
Decifrando i dati e raccogliendo
inferenza, ti mantieni vivo.
 
Invio segnali acustici nell'atmosfera
e li ascolto restitursi distorti.
Misuro turbolenze – una delle ultime cose,
la turbolenza, che si è disposti a dire irrisolvibile.
Raccogliendo i dati e decifrando
inferenza, mi mantengo viva.

Caoilinn Hughes
Traduzione di Alessandro Gentili
Impressioni d'Irlanda
 
 
atmosfere metafisiche mi circondano,
le cose risapute e stanche,
quelle ancora scopribili,
in ambiti concettuosi, ancora...

venerdì 16 settembre 2016

Giorni di minime #16

nuvole assembrate oscurano
questo mesto cielo di Settembre,
il primo freddo, la stessa ansia;
la mia anima perdura, sempre...
 
Gujil
 
 

giovedì 15 settembre 2016

Settembre, di Attilio Bertolucci

Settembre

Chiaro cielo di settembre
illuminato e paziente
sugli alberi frondosi
sulle tegole rosse
fresca erba
su cui volano farfalle
come i pensieri d’amore
nei tuoi occhi
giorno che scorri
senza nostalgie
canoro giorno di settembre
che ti specchi nel mio calmo cuore.
 
Attilio Bertolucci
da Sirio
 
 
Mah! che dire,
le frasi solite si sprecano,
è più facile osservare, languire;
i ricordi spesso ricordano...

mercoledì 14 settembre 2016

Settembre, di Giorgio Vigolo

Settembre
 
Ho sognato settembre: una strada
scendeva in giri cantabili
fra colli di rosea pietra e di piante.
Beatitudine mia.
M’abbandonavo sull’aria materna.
Dietro le spalle un oro
sereno sentivo dal mare
invisibile.
Al sol cadente i cupi
massi di musco avvolti
parean tenere e pure
materie d’un più lieve
pianeta.
E una luce sui prati erano acque
fini, sorgenti come cielo: senza
peso salivano il colle
e sugli erbosi ammanti
delle grotte facean fulgida l’ombra.
 
Giorgio Vigolo
da Conclave dei sogni
 
 
riunito a me stesso provo,
un tentativo come altri già fatti
una riprova e un contesto;
partenze...e parto...

martedì 13 settembre 2016

Mostro, di Arturo Graf

Mostro
 
Non so quando né come,
Non so da chi sia stato al mondo messo
Un mostro senza nome
Che divora se stesso.

Non so come né quando,
Non so da chi sia stato il maledetto
Demone abbominando
Rinchiuso nel mio petto.
 
Arturo Graf
 
 
mostro
anch'io quando mi arrabbio,
le decisioni e le incertezze,
qualche cattiveria scompare nascosta
dietro le scuse accampate da ruoli...

lunedì 12 settembre 2016

Vento augusto, Kostas Kutsurelis

Vento augusto
 
10 
L'estate coi suoi denti trita tutto:
fili di ferro, sensi pietrificati,
foreste di slogan sordi e muti,
 
queste stesse armoniose locuzioni –
gli eleganti manuali di parole,
gli uccelli becchi adunchi degl'idiomi.
 
rimuove ogni giochetto ed ogni boria,
addomestica e sprona la memoria,
rifiuta l'esperienza, lievito senza senso
 
che sedimenta nello stomaco, addensa,
deposita acque luride e fanghiglia.
Sputa ciò che tra i denti s'impiglia
 
e lo getta, porzione e pasto, all'alcunché.
L'estate tutto macina e rimanda.
Uccide tutti i neonati del perché.
 
E scolora nel bianco ogni domanda.

Kostas Kutsurelis
Traduzione di Nicola Crocetti
Vento augusto
 
 
una bava accarezza i sensi,
sono ancoro là, dove frange il desiderio;
immota la mia anima respira,
o meglio, sospira...

domenica 11 settembre 2016

Diego Valeri, Settembre sul mare

Settembre sul mare

Mare in pace,
con sussurrare di piccole onde,
pioppi tremanti foglia a foglia,
con lungo sospiro, nel cielo fermo.
Settembre, è questo il tuo sonno leggero,
il tuo leggero sognare,
poi ch’ài deposto dal cuore la grave
felicità di amare.

Diego Valeri
da Verità di uno
 
 
Il mare e l'amore lontano,
vale la pena Settembre?
Distanze imperdibili
eppure un posto nel cuore;
una piccola carola ed ecco...

sabato 10 settembre 2016

Giorni di minime#15

 
scivolando, l'abbruttimento,
fino a dimenticare e non ricordarsi;
un prelievo di energie continuo
e continue scorribande deviate;
le felicità nascoste, le idee,
un sorriso del dopo...
 
Gujil

venerdì 9 settembre 2016

Piccola Poesia d'amore..., di Sandro Tonini


Piccola Poesia d'amore
Non si può fermare la ruota del tempo,
la macina del mulino,
il profumo dell'autunno ,
Settembre il mese dei ripensamenti,
i segni del destino imprigionano lo spirito,
è solo l'uomo, estasiato dai sapori delle caldarroste
innalza lo straziato cuore grondante d'amore
per vedere oltre le infinite apparenze e certezze .
 
 Sandro Tonini
 
 
ripensamenti e visioni,
spaccano il cuore in piccoli pezzi;
le dita e l'artrosi, le mani,
un attimo indora il tramonto,
un attimo solo...

giovedì 8 settembre 2016

Postumi, di Amy Lowell

Postumi
 
A scriverti imparai in giorni più felici.
Una scheggia strappata dal mio cuore
era ogni lettera, un pezzo appena tolto
a un mosaico di vita; donavo i suoi grigi, i suoi blu,
i suoi rossi vibranti in cambio di una lode.
Riducevo a brandelli la mia anima,
pavimento ai tuoi passi, e scivolavo
sotto di essi a renderli più dolci.
Le mie lettere – ora – fiori pallidi
sparsi su tombe in pianti sconsolati.
No, non chiedo compensi, sarò forte
(ma a te che importa?); i lunghi, tristi anni
passano e ancora spargo fiori fragili
e sussurri d'amore a orecchie sorde.
 

Amy Lowell
Traduzione di Silvio Raffo
Ut pictura poesis
 
 
come dopo una sbornia,
confuso quanto basta,
stanco quanto basta,
adesso ci si riprende...

mercoledì 7 settembre 2016

Rondini addio, di Giovanni Pascoli


Rondini addio
  
Dunque, rondini rondini, addio!
Dunque andate, dunque ci lasciate
per paesi tanto a noi lontani.
E' finita qui la rossa estate.
Appassisce l'orto: i miei gerani
più non han che i becchi di gru.
Oh, se, rondini rondini, anch'io…
Voi cantate forse morti eroi
su quest'alba, dalla vostre altane,
quando ascolto voi parlar tra voi
una vostra lingua di gitane,
una lingua che più non si sa.
Oh, se, rondini rondini, anch'io…
O son forse gli ultimi consigli
ai piccini per il lungo volo.
Rampicati stanno al muro i figli
che alloro nido, con un grido solo,
si rivolgono a dire: si va?
Dunque, rondini rondini, addio!
 
Giovanni Pascoli
 
 
cambia la stagione, finisce il caldo,
passa Settembre con le su lunghe ombre,
nel fiume le ultime cose, il cielo,
terso e mattutino mi calma...

martedì 6 settembre 2016

Qui nel migliore di tutti i mondi..., di Eva Ström

Qui nel migliore di tutti i mondi
nel vivaio di Östra Sönnarslöv
passato il convento
qui mi voglio rovinare
su rami di lingon, fiorcappucci e aquilegie
su lillà, basilico e lavanda
sui bossi tagliati ai cani
su campanule selvatiche
 
Tutte le ideologie sembrano d'un tratto pesare
----- così poco
accanto a un sacco di concime di 25 chili
Non sfuggi così facilmente all'amore
----- per la matematica!
Non ti lascia andare così!
 
Qui c'è il giardino del paradiso
Qui facciamo il nostro impianto
I grandi cerchi, i piccoli triangoli
Tutto irrigato dagli acquedotti
 
E la radura dove tutto ricresce, dove tutto
----- è sottobosco e mancanza
dove tutto è occasionale e quasi mai sterrato
dove tutto sparisce e marcisce, dove lamponi
dove ortiche

Eva Ström
Il canto del corpo e dell'anima
Traduzione di Maria Cristina Lombardi
 
 
la ricerca dell'Eden,
da sempre, per tutti;
un posto dove semplicemente stare,
un posto do ve poter essere...

lunedì 5 settembre 2016

Non esistono amori felici, di Luis Aragon

Non esistono amori felici
 
Nulla appartiene all’uomo Né la sua forza
Né la sua debolezza né il suo cuore E quando crede
Di aprire le braccia la sua ombra è quella di una croce
E quando crede di stringere la felicità la stritola
La sua vita è uno strano e doloroso divorzio
    
Non esistono amori felici
 
La sua vita somiglia a quei soldati disarmati
Ch’eran stati preparati a un diverso destino
A che può servire che s’alzino al mattino
Loro che si ritrovano la sera sfaccendati inerti
Dite queste parole Mia vita E trattenete le lacrime
    
Non esistono amori felici
 
Mio amore bello mio caro amore mia lacerazione
Ti porto in me come un uccello ferito
E quelli senza capire ci guardano passare
Ripetendomi dietro le parole che ho intrecciato
E che per i tuoi grandi occhi così presto morirono
    
Non esistono amori felici
 
Il tempo per imparare a vivere è già passato
Piangano nella notte i nostri cuori all’unisono
Quanta infelicità per la più piccola canzone
Quanti rimpianti per scontare un fremito
Quanti singhiozzi per un accordo di chitarra
 
    Non esistono amori felici
 
Non esistono amori che non siano dolore
Non esistono amori che non strazino
Non esistono amori che non lascino il segno
E non più che di te l’amor di patria
Non esistono amori che non si nutrano di pianto
  
   Non esistono amori felici
     Ma è il nostro amore di noi due
 
 
Louis AragonPoesie d’amore
Traduzione di Francesco Bruno
 
 
esistono amori sereni, pazienti,
la passione cede all'affetto
gli impeti alle carezze,
esistono amori sereni...

domenica 4 settembre 2016

Giorni di minime #14

oggi, come un  tempo,
come ieri, come una volta;
distratto dal vero mi siedo nell'acqua,
prendo ristoro e frescura,
l'anima respira...
 
Gujil
 
 
 
 

giovedì 1 settembre 2016

Settembre, di Vittorio Sereni

Settembre
 
Già l'olea fragrante nei giardini
d'amarezza ci punge: il lago un poco
si ritira da noi, scopre una spiaggia
d'aride cose,
di remi infranti, di reti strappate.
E il vento che illumina le vigne
già volge ai giorni fermi queste plaghe
da una dubbiosa brulicante estate.
 
Nella morte già certa
cammineremo con più coraggio,
andremo a lento guado coi cani
nell'onda che rotola minuta.

Vittorio Sereni
da Pensieri, Parole
 
 
Settembre,
il mese del ritorno, duro,
pieno di avvisaglie autunnali;
io qui,
aspetto e medito...