venerdì 30 novembre 2012

E' oggi..., Pablo Neruda

E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di
sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell'aurora.

Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi
sogni
, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,

e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.

Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.

Pablo
Neruda


idee perdute assillano
cuori in mareggiate immersi,
là dove brilla il sole
fredde lande aspettano...

giovedì 29 novembre 2012

Un'armonia mi... di Alda Merini

Un'armonia mi suona nelle vene

Un'armonia mi suona nelle vene,
allora simile a Dafne
mi trasmuto in un albero alto,
Apollo, perché tu non mi fermi.
Ma sono una Dafne
accecata dal fumo della follia,
non ho foglie nè fiori;
eppure mentre mi trasmigro
nasce profonda la luce
e nella solitudine arborea
volgo una triade di Dei

Alda Merini


rintocca la mente
di cose passate
e rumore di scrocchi
nell'alto fienile
con un filo di luce...

mercoledì 28 novembre 2012

Canto Cheyenne

Dichiarazione senza parole

Un giovane in partenza per la guerra
mi ha fermato quest' oggi per la strada,
mi ha messo le mani nelle sue,
e quando se n'è andato
vi ho trovato un braccialetto giallo.

Cheyenne


la mia gialla visione
compare ogni tanto
da dietro le nubi
da ogni orizzonte...

martedì 27 novembre 2012

Ulisse di umberto Saba


Ulisse


Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più a largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

Umberto Saba

Odisseo e Tiresia

isola lontana si vede
come azzurra magia,
per un attimo intenso,
poi ancora scompare
e riappare a marinai diversi...

lunedì 26 novembre 2012

Vano anche il futuro, di D.M. Turoldo

Vano anche il futuro

Nulla che possa offrire
in integra sostanza
dei migliori anni miei?
Nè a guardare avanti m'incuora
fede ora
che la curva discende.

David Maria Turoldo

preso dal gioco rimando
considerazioni cosmiche
e vedo, trapela la sete,
il fresco di ieri è già pioggia...

domenica 25 novembre 2012

Frammento, Anonimo


magiche vele attraccano
a moli nascosti da nebbie,
il mare è calmo, quasi qieto
non sento rumore di onde...

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

sabato 24 novembre 2012

Freddo, Anonimo


Freddo

Nei sensi si spinge
come un ago sottile
in un calando di voci.
le vie del sogno
sono ancora confuse
in un disegno sfocato.

Anonimo del XX° secolo
poesie ritrovate

venerdì 23 novembre 2012

Esempio, Apache

Esempio

Mio padre era un guerriero rispettato,
e così il padre di mio padre.
Io sarò degno
dei colori che coprono il mio viso.
Io sarò quello
di cui si parlerà
tra la mia gente,
un giorno.

Apache


e solcherò onde impetuose
se il fisico regge
se il cuore riposa...

giovedì 22 novembre 2012

Frammento di Anonimo


silenzi,
carichi di suoni
e soli
come luci lontane,
nel suolo le voci...

anonimo dl XX° secolo
frammenti ritrovati

mercoledì 21 novembre 2012

Frammento di Anonimo


contemplo l'ovvio
in un soliloquio unico
con animo spento ripiego
tristi contesti;
infine auspico e grido
soffocando urla violente
e cerco il dormire...

anonimo del XX°secolo
frammenti ritrovati

martedì 20 novembre 2012

Il tempo di Lina Schwarz

Il tempo

Non mi vedi, non mi senti,
non mi tocchi, non mi prendi.
Corro, corro, lesto lesto,
ora lieto ed ora mesto.
Corro corro e mai mi stanco
ed ai nonni il capo imbianco.

Lina Schwarz


nel tutto, nel nulla,
sento una stretta al petto
e mi discosto dai sempre
per connetermi ai mai...

lunedì 19 novembre 2012

Frammento di Anonimo


notte senza sonno,
come tante ormai da tanto
ripiego in un sospiro
in attesa del tempo dovuto;
le chiare descrizioni
incise nel cuore sanno
e il solo desiderio appare
di pace, di immagini chiare...

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

domenica 18 novembre 2012

Scricchiolio di un ramo spezzato di Hermann Hesse

Scricchiolio di un ramo spezzato

Ramo spezzato e scheggiato
che ormai pende anno dopo anno
e asciutto scricchiola al vento il suo canto,
senza più fogliame nè scorza
spelato, scialbo, di lunga vita,
di lunga morte stanco.
Secco risuona e tenace il suo canto
caparbio risuona e in segreto angoscioso
ancora per tutta l'estate
per tutto un inverno ancora.

Hermann Hesse


stagioni rincorse con foga
alla ricerca del sogno
dell'unico oblio;
così come parlo ora taccio
e mi accosto al lungo cancello
di un viale che porta lontano...

sabato 17 novembre 2012

Tristezza d'Autunno di Li Po

Tristezza d'Autunno

Lungo
la gialla argilla dorata
della Grande Muraglia
lui cavalca il bianco cavallo.
Casì  lei sogna e sempre pensa
all'amato in guerra, nel deserto ostile.
Le lucciole sfiorano la sua finestra,
la luna accarezza i suoi capelli,
e lei,
abbandonata alla sua tristezza
nel colore delle foglie d'autunno
che cadono appassite,
vista da nessuno
piange e geme
pur sapendo
che le lacrime non salvano nulla.

Li Po


gialla visione con ali possenti
ritorni e ritrovi me stesso
in un attimo grido e dispero
poi dormo ogni tanto sereno...

venerdì 16 novembre 2012

Autunno di Salvatore Quasimodo


AUTUNNO
 
Autunno mansueto, io mi posseggo
e piego alle tue acque a bermi il cielo,
fuga soave d'alberi e d'abissi.
 
Aspra pena del nascere
mi trova a te congiunto;
e in te mi schianto e risano:
 
povera cosa caduta
che la terra raccoglie.
 
Salvatore Quasimodo


colori ed umori
in languidi sbuffi di nebbia
fuori i contorni indecisi
dentro un poco di freddo...

giovedì 15 novembre 2012

Attrazioni, canto Apache

Attrazioni

Ragazza,
tu mi parli con tale gentilezza
che io di certo non me ne scorderò.
Conserverò le tue parole nella mente
mentre sarò lontano e solo
nella notte.
Apache

Tranquillo Cremona, Attrazione

fnite le frasi, i baci,
cosa resta nel cuore?
una sete di tutto,
un sapore perduto...

mercoledì 14 novembre 2012

Frammento di Anonimo


solipsismi assoluti incombono
fuori e dentro le animate preci,
dove il senso giace io vivo
eppure nel suono mi scuoto...

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

martedì 13 novembre 2012

Così siamo di Andrea Zanzotto

Così siamo

Dicevano, a Padova, "anch'io"
gli amici "l'ho conosciuto".
E c'era il romorio d'un'acqua sporca
prossima, e d'una sporca fabbrica:
stupende nel silenzio.
Perché era notte. "Anch'io
l'ho conosciuto".
Vitalmente ho pensato
a te che ora
non sei né soggetto né oggetto
né lingua usuale né gergo
né quiete né movimento
neppure il né che negava
e che per quanto s'affondino
gli occhi miei dentro la sua cruna
mai ti nega abbastanza

E così sia: ma io
credo con altrettanta
forza in tutto il mio nulla,
perciò non ti ho perduto
o, più ti perdo e più ti perdi,
più mi sei simile, più m'avvicini.

Andrea Zanzotto
da "IX Ecloghe"


fitti scrosci di pioggia
e paure ataviche emergono
da scene di ovvia follia
così siamo,
così vogliamo...

lunedì 12 novembre 2012

Veleggio come... di Alda Merini

Veleggio come un'ombra

Veleggio come un'ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.     
Io penso che l'inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s'addormenta mai.

Alda Merini


quando l'ombra si stinge
compare il sole e il colore
richiama alla mente la luce
così si ristà a si geme
come piccole fragili ali...

domenica 11 novembre 2012

Frammento di Anonimo


note di luce
in un'alba uggiosa,
le mani concretano
stille di umori
è giorno tra poco...

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

sabato 10 novembre 2012

Cantilena di Novembre, di Gyula Juhasz

CANTILENA DI NOVEMBRE


I tristi pagliai anneriti
stanno in grembo all’autunno, spersi nella pioggia.
Un pioppo si rannicchia sotto il vecchio cielo
che specchia i tempi che se ne vanno.

O tristi pagliai anneriti,
dov’è l’estate, dove sono le frecce di fuoco e le danze?
Un pioppo si rannicchia sotto il vecchio cielo,
filtrano dell’autunno lacrimose fragranze.

I tristi pagliai anneriti
stanno in grembo all’autunno, spersi nella nebbia.
Ancora una volta il mondo si fa più desolato
e questo cuore ancora una volta muore sfinito.


Gyula
JUHÁSZ





il fico ingiallito aspetta
per le foglie quell'ultimo volo
che poi è anche il solo,
lo guardo che piove
ed è un umido sabato...

venerdì 9 novembre 2012

Canto d'amore di una donna, Pellerossa

Canto d'amore di una donna
 
Perchè sono venuta a te,
a Dyea, dalla terra lontana
soltanto per scoprire
che tu sei andato via?
Io sono qui,
e ti chiamo.

Tagish
dalla costa Nord-occidentale

sospinto dal seme
il cuore palpita sempre,
un pò meno di prima,
forse più silente
ma vivo e caldo...

giovedì 8 novembre 2012

La finestra di Raymond Carver


La finestra

Stanotte è arrivato un temporale e ha fatto saltare
l'elettricità. Quando ho guardato fuori
dalla finestra, gli alberi erano traslucidi.
Curvi e ricoperti di brina. Una calma enorme
s'estendeva sull'intera campagna.
Pur sapendo che non era vero, in quel momento
avevo la sensazione di non aver mai fatto, in vita
mia, una falsa promessa né d'aver mai commesso
neanche un atto impuro. I miei pensieri
erano pieni di virtù. Più tardi, nella mattinata,
naturalmente, hanno riattaccato l'elettricità.
Il sole è uscito da dietro le nuvole
e ha sciolto la brinata.
E tutto è tornato come prima.

Raymond Carver


lo sguardo indugia
sui monti e le nubi,
il primo freddo esalta
il ricamo di un ragno,
c'è una bava di vento...

mercoledì 7 novembre 2012

L'azzurro di Stephane Mallarmé

L'azzurro

Del sempiterno azzurro la serena ironia
Perséguita, indolente e bella come i fiori,
Il poeta impotente di genio e di follia
Attraverso un deserto sterile di Dolori.

Fuggendo, gli occhi chiusi, io lo sento che scruta
Intensamente, come un rimorso atterrante,
L'anima vuota. Dove fuggire? E quale cupa
Notte gettare a brani sul suo spregio straziante?

Nebbie, salite! Ceneri e monotoni veli
Versate, ad annegare questi autunni fangosi,
Lunghi cenci di bruma per i lividi cieli
Ed alzate soffitti immensi e silenziosi!

E tu, esci dai morti stagni letei e porta
Con te la verde melma e i pallidi canneti,
Caro Tedio, per chiudere con una mano accorta
I grandi buchi azzurri degli uccelli crudeli.

Ed ancora! che senza sosta i tristi camini
Fùmino, e di caligine una prigione errante
Estingua nell'orrore dei suoi neri confini
Il sole ormai morente giallastro all'orizzonte!

- Il cielo è morto. - A te, materia, accorro! dammi
L'oblio dell'Ideale crudele e del Peccato:
Questo martire viene a divider lo strame
Dove il gregge degli uomini felice è coricato.

Io voglio, poiché infine il mio cervello, vuoto
Come il vaso d'unguento gettato lungo un muro,
Più non sa agghindare il pensiero stentato,
Lugubre sbadigliare verso un trapasso oscuro...

Invano! Ecco trionfa l'Azzurro nella gloria
Delle campane. Anima, ecco, voce diventa
Per più farci paura con malvagia vittoria,
Ed esce azzurro angelus dal metallo vivente!

Si espande tra la nebbia, antico ed attraversa
La tua agonia nativa, come un gladio sicuro:
Dove andare, in rivolta inutile e perversa?
Mia ossessione. Azzurro! Azzurro! Azzurro! Azzurro!

 
Stephane Mallarmé


e mi tuffo nel blu
profondo, profondo
per giungere a me
là dove sono...

martedì 6 novembre 2012

Lirica di Alda Merini

Lirica

Oh, dove prima al limite del giorno
s’appiattava  una forza ordinatrice,
quale scoscendimento pauroso
che mi rimonta sulla stessa ruota,
sulla ruota del giorno e del tormento?
E dove il digiuno di un incontro
rovesciare codeste verità?
Ah, fantasmi di te, mille fantasmi
arsi di sete, tutti, alla mia fonte!
Una forza stranissima si insinua
nelle mie labbra docili e le incurva;
io ruoto, sento, sul mio desiderio
schiava di un magnetismo che mi ha vinta.
La corsa dopo invaderà il mio corpo
che la esercita in sé, nel suo tormento,
per superare ciecamente il solco
dove tu, assente, non puoi più fiorire.
Ardo di mille musiche diverse,
ma dove è tempo di un incontro nuovo,
resiste il “poter essere” di te.

Alda Merini
13 marzo 1949


e quando il suono è bello
mi sento sollevare in aria
e la mente sogna e vive;
ogni ricordo è strano
in un oceano di verde...

lunedì 5 novembre 2012

Paura di Antonia Pozzi

Paura

Nuda come uno sterpo
nella piana notturna
con occhi di folle scavi l'ombra
per contare gli agguati.
Come un colchico lungo
con la tua corolla violacea di spettri
tremi
sotto il peso nero dei cieli.

Antonia Pozzi
Milano, 19 ottobre 1932
(da Parole, 1939)


vite scaltre vivono
mari di immensi soli
eppure strano vero
lo scorrere dell'acqua...

domenica 4 novembre 2012

Frammento, di Anonimo

risuona nel'eco un fragore
sordo eppure violento
come frana impetuosa
cancella vie destinate;
eccomi sul ciglio del nulla
con enfasi accosto le rime!

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

sabato 3 novembre 2012

Appartenenza, canto Apache

Appartenenza
Ho i piedi coperti
di polvere straniera,
ma sopra di me
non è straniero il cielo,
e riconosco la lingua del vento.
Questa notte
il fumo del bivacco
parlerà di me alla mia gente

Apache


sollevo le rime
di occhi lontani,
bambino cavalco
praterie sterminate...

venerdì 2 novembre 2012

Novembrino di Anonimo


Novembrino

Nebbie incipienti su tristi orti
a Novembre, il mese dei morti,
nascosto sulla riva del fosso
sta quello che sono, che posso!
Reliquia del freddo una foglia
lascia una betulla spoglia.

anonimo del XX° secolo
poesie ritrovate

giovedì 1 novembre 2012

Cigola la carrucola... di E. Montale

Cigola la carrucola del pozzo

Cigola la carrucola del pozzo,
l'acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un'immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro...
Ah che già stride
la ruota, ti ridona all'atro fondo,
visione, una distanza ci divide.

Eugenio Montale


rumori sgraziati eludono
vicendevoli aspetti
in un attimo spero,
in un minuto deludo...