lunedì 31 agosto 2015

Meditazioni agostane XII

ebbro di nulla
in un forsennato rincorrere
le luci, le voci;
eccomi assorto,
insignificanti istanti
dove sale la mente
autocelebrazione di niente;
rivedo, rivivo, ritengo...
 
Gujil 
 
Scultura in bronzo raffigurante
"satiro ebbro",
Italia o Francia XIX secolo
 

domenica 30 agosto 2015

Brano dal mio testamento, di Kriton Athanasulis

 
Brano dal mio testamento
 
Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo.
Ti lascio il sole che lasciò mio padre
a me. Le stelle brilleranno uguali, e uguali
t’indurranno le notti a dolce sonno,
il mare t’empirà di sogni. Ti lascio
il mio sorriso amareggiato: fanne scialo,
ma non tradirmi. Il mondo è povero
oggi. S’è tanto insanguinato questo mondo
ed è rimasto povero. Diventa ricco tu
guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta
e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro. Il mondo ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio. Tanta pena
vinta nelle battaglie del mio tempo.
E ricorda. Quest’ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire non morire.
Non dire mai che sono stato indegno, che
disperazione m’ha portato avanti e son rimasto
indietro, al di qua della trincea.
Ho gridato, gridato mille e mille volte no,
ma soffiava un gran vento, e pioggia, e grandine:
hanno sepolto la mia voce. Ti lascio
la mia storia vergata con la mano
d’una qualche speranza. A te finirla.
Ti lascio i simulacri degli eroi
con le mani mozzate, ragazzi che non fecero a tempo
ad assumere austera forma d’uomo,
madri vestite di bruno, fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di Belsen e di Auschwitz.
Fa’ presto a farti grande. Nutri bene
il tuo gracile cuore con la carne
della pace del mondo, ragazzo, ragazzo.
Impara che milioni di fratelli innocenti
svanirono d’un tratto nelle nevi gelate
in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici: gia! i nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo della tomba
perché tu vada a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d’una città con tanti prigionieri:
dicono sempre sì, ma dentro loro mugghia
l’imprigionato no dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli che dicono, di fuori,
il sì della necessità, ma nutro, dentro, il no.
Così è stato il mio tempo. Gira l’occhio
dolce al nostro crepuscolo amaro.
Il pane è fatto pietra, l’acqua fango,
la verità un uccello che non canta.
È questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio
d’essere fiero. Sfòrzati di vivere.
Salta il fosso da solo e fatti libero.
Attendo nuove. È questo che ti lascio.
 
Kriton Athanasulis 
Traduzione di Filippo Maria Pontani
 
 
 
lasciare qualcosa a qualcuno,
forse si scrive per questo
come fosse insaziabile desiderio
di sopravvivere a sé stessi... 

sabato 29 agosto 2015

Crocevia, di Anonimo

Crocevia
 
Espiazioni incerte,
come vaghe stelle dell'Orsa,
incedono magiche strade;
poi nulla è contesto,
solo live pretesto
che incrocia e stride.
Luminose visioni
appellano voci e luci
come in un ballo,
ma è un soliloquio.
 
Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate
 
Andrea Benetti "Il crocevia" Anno 2008
Pittura Neorupestre, Olio e cacao su tela
(Esposta al Castello Sforzesco)

venerdì 28 agosto 2015

Conchiglie, di Margherita Guidacci

Conchiglie

Non a te appartengo sebbene nel cavo
della tua mano ora riposi, viandante;
né alla sabbia da cui mi raccogliesti
e dove giacqui lungamente, prima
che al tuo sguardo si offrisse la mia forma mirabile.
Io compagna d'agili pesci e d'alghe
ebbi la vita dal grembo delle libere onde.
E non odio né oblio ma l'amara tempesta me ne divise.
Perciò si duole in me l'antica patria e rimormora
assiduamente e ne sospira la mia anima marina,
mentre tu reggi il mio segreto sulla tua palma
e stupito vi pieghi il tuo orecchio straniero.
 
Margherita Guidacci
 
 
il fasullo suono del mare,
orecchio incollato,
sguardo lontano;
orizzonte marino,
sciacquio quieto
di debole risacca...

mercoledì 26 agosto 2015

Dormi accanto a me,... di Thomas Bernhard

Dormi accanto a me, férmati, devo piangere il mio lutto,
 se ricomincio il mio viaggio, conto stella
 ed erba nella palude e cercando i tuoi canti
 risveglio il timore nel mio tormento
 che alla mia voce non concede alcun argine
 e alla mia bocca alcuna parola.
 
 Non abbandonare le paure e crolla in polvere,
 su fosche scale battiti con occhio aperto,
 ti includo nella mia preghiera come solo la madre,
 amando la bianca luna e le nude costole di gelidi boschi.
 
 Oh, non incrociare il mio cammino verso sogni cupi.
 Di', dov'ero ieri? Non ti ero vicino
 quando ero disteso con soddisfazione sul bordo
della fontana
 ammonticchiando la terra secca di tombe straniere
 e, piegandomi al vento freddo,
 la sabbia di tracce da tempo disperse sulle mie scarpe?
 Dimmelo.
 Tu non mi capisci.
 Dormi accanto a me, férmati, devo piangere il mio lutto.
 

Thomas Bernhard
Sotto il ferro della luna
Traduzione di Samir Thabet
 
 
luci soffuse le notti,
passano con sogni e misteri;
ritrovo poco me stesso,
in questa palude
mi vedo aleggiare
su precipizi mentali;
ho poca resilienza
ho troppa tristezza...

martedì 25 agosto 2015

Meditazioni agostane XI

sconfitto!
dal pregresso, dal presente;
inamidato dal mio quotidiano,
rifuggo le cose che amo;
che fare?
che dire?
vivere...
 
Gujil
 

lunedì 24 agosto 2015

Meditazioni agostane X

distanze indicibili separano
corpi ormai esauriti,
le vie costanti inerpicano
pensieri ancora proibiti...
 
Gujil
 
 

domenica 23 agosto 2015

Non molti..., di Thomas Bernhard

Non molti muoiono
per una casa
nel deserto
o per un albero rinsecchito.
 
Non molti muoiono
per cenere
che era fuoco,
per il vino
di un re deposto,
o per celebrare
un generale
di campi bruciati.
 
Non molti muoiono
per qualcun altro,
quando i semi volano
e in primavera
morte e uccelli
rabbuiano cieli chiari.
 
No,
non molti.
 

Thomas Bernhard
Traduzione di Samir Thabet
Sotto il ferro della luna
 
 
qualcuno cede il passo,
si allunga le visioni;
l'erta cambia pendenza,
ora è troppo facile scendere...

sabato 22 agosto 2015

Notte d'estate, di Federico Garcia Lorca

Notte d'Estate
 
L'acqua della fonte
suona il suo tamburo
d'argento.
Gli alberi
tèssono il vento
e i fiori lo tingono
di profumo.
Una ragnatela
immensa
fa della luna
una stella.
 
Federico Garcia Lorca
 
 
le notti estive,
quelle bagnate e mide,
sudore di corpi avvolti
nel sonno, nei sogni...

venerdì 21 agosto 2015

Poesia d'amore, di Audre Lorde

Poesia d'amore
 
Parla terra e benedicimi con ciò che è più ricco
 fa' che il cielo scorra miele dai miei fianchi
 severi come montagne
 stesi su una valle
 scavata dalla bocca della pioggia.
 
 E io sapevo quando entravo in lei che ero
 vento forte nella sua cava di foresta
 le dita sussurravano suoni
 il miele scorreva
 dalla coppa spaccata
 impalata su una lancia di lingue
 sulla punta dei suoi seni sul suo ombelico
 e il mio respiro
 ululava nei suoi ingressi
 da polmoni di dolore.
 
 Avida come gabbiani reali
 o un bambino
 dondolo sulla terra
 avanti e indietro
 di nuovo.
 
Audre Lorde
Traduzione di Maria Luisa Vezzali
 La poesia non è un lusso
 
 
cuori alla rinfusa,
scalciano in petti ardenti,
riposano tra bianchi capelli
cuori dispersi si cercano ancora...

giovedì 20 agosto 2015

Meditazioni agostane IX, di Gujil

Harmenszoon van Rijn  Rembrandt
Autoritratto con capelli arruffati
Acquaforte

ho varcato confini vietati,
a volte cosciente,
a volte stupido,
non rimane che astio nel cuore
quando cerco amori perduti rivedo
i miei volti di allora,
le ciglia,
i capelli sempre arruffati...
 
Gujil
 

mercoledì 19 agosto 2015

Silentium!, di Fëdor Ivanovič Tjutčev

Silentium!
 
Taci, nasconditi ed occulta
i propri sogni e sentimenti;
che nel profondo dell’anima tua
sorgano e volgano a tramonto
silenti, come nella notte
gli astri: contemplali tu e taci.
Può palesarsi il cuore mai?
Un altro potrà mai capirti?
Intenderà di che tu vivi?
Pensiero espresso è già menzogna.
Torba diviene la sommossa
Fonte: tu ad essa bevi e taci.
Sappi in te stesso vivere soltanto.
Dentro te celi tutto un mondo
d’incanti, magici pensieri,
quali il fragore esterno introna,
quali il diurno raggio sperde:
ascolta il loro canto e taci!

 
Fëdor Ivanovič Tjutčev
 

 continuum!
come prassi risaputa,
come iter odiato,
continuum... in silentium...

martedì 18 agosto 2015

Adele, di Anonimo


Adele
 
"Adele che spegne candele"
sorriso continuo e costante
con un viso sereno e potente;
un occhio nel cielo
e uno nel sole
non sa più guardare
può solo sognare.
Adele, lo scialle,
vele aperte sul mare
navigare, partire,
ora sa dove andare...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

lunedì 17 agosto 2015

La notte, di Alejandra Pizarnik

La notte
 
Della notte so poco
ma di me la notte sembra sapere,
e piú ancora, mi assiste come se mi amasse,
mi ammanta di stelle la coscienza.
Forse la notte è la vita e il sole la morte.
Forse la notte è nulla
e nulla le nostre congetture
e nulla gli esseri che la vivono.
Forse le parole sono l'unica cosa che esiste
nel vuoto enorme dei secoli
che ci graffiano l'anima coi ricordi.
Ma la notte conosce la miseria
che succhia il sangue e le idee.
Scaglia l'odio, la notte, sui nostri sguardi
che sa pieni di interessi, di incontri mancati.
Ma accade che la notte ne senta il pianto nelle ossa.
Delira la sua lacrima immensa
e grida che qualcosa è partito per sempre.
Un giorno torneremo a essere.

Alejandra Pizarnik
Traduzione di Claudio Cinti
La figlia dell'insonnia
 
 
dormire poco,
sognare strano;
la mia notte di solito,
la notte che non passa,
quella che segue... 

domenica 16 agosto 2015

Meditazioni agostane VIII

medidativi scialbi nel cuore,
le frasi profetiche accantonate,
i rigidi protocolli intatti;
mi siedo alla vita mentre scorre...
Gujil
 
 

sabato 15 agosto 2015

Ferragosto, di Gianni Rodari

Ferragosto
 
Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapiede,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.
 
Gianni Rodari
 
 
defilato un piccione mi guarda,
è mattina solo in parte serena,
la chiocciola ha ripreso il cammino
non credo potrà andare lontano...

venerdì 14 agosto 2015

Meditazioni agostane VII, di Gujil

 
crescendi di malinconia
e passione
in un tuttuno col vento,
le nubi annaspano il cielo
torna quel grigio,
silenzio,
quello risaputo
di sempre...
 
Gujil

giovedì 13 agosto 2015

Meditazioni agostane VI, di Gujil

il senso dei sorrisi,
quello delle partenze,
quello dei ritorni
fino a parole sole,
fino alla solitudine.
 
Gujil
 
 

lunedì 10 agosto 2015

Meditazioni agostane V


per ogni partenza
c'è un gran vuoto,
nel cuore...
 
Gujil

domenica 9 agosto 2015

Il contadino parla a Dio, di Alojz Gradnik


Il contadino parla a Dio
 
La mia falce ha mietuto le Tue messi,
il mio sudore ha bagnato le Tue viti,
è sera, accendi le luci delle stelle.
Il mio silenzio ha onorato l'uva e l'erba,
le falci, le botti, la mucca e la cantina,
i miei occhi a Te son ora rivolti.
Il mio aratro ha arato i Tuoi campi,
il Tuo dito ha arato il mio volto,
al mio desco c'è ora un posto che T'attende.
Siedi e dividi la mia cena,
poi riscuoti quel che Ti debbo.
E sia fatta la Tua volontà.
 
Alojz Gradnik
Traduzione di Fedora Ferluga-Petronio
 
 
Dio?
forse si distrae spesso,
forse ascolta spesso...

sabato 8 agosto 2015

Meditazioni agostane IV, di Gujil


lucido come sempre
il pavimento riflette,
il mio vagare notturno
è ora un alba costante...
 
Gujil
 
 

venerdì 7 agosto 2015

E vorrei vedere un attimo,... di Anonimo

 
E io vorrei vedere un attimo
quel tratto di cielo,
blu come cobalto,
nel quale sei madre;
vorrei tendere un solo momento
le braccia tue scarne
nelle mie mani e al volto patito
regalerei il mio bacio più casto;
vorrei mamma, vorrei,
I wish
I miss you,
so much!
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

giovedì 6 agosto 2015

Meditazioni agostane III, di Gujil

rapporti contigui,
continuano e slittano
sui percorsi sinuosi del vento;
richiamo energie di riserva,
mi storno le idee preconcette...
 
Gujil
 

Davide De Palma, Gioco del vento

 

mercoledì 5 agosto 2015

Meditazioni agostane II, di Gujil


nel cuore, carpito,
si comporta di conseguenza il silenzio;
poi rimane quel senso di vago,
quell'indecisione;
si torna a mietere voglie...
 
Gujil

martedì 4 agosto 2015

That lonesome road, di James Taylor

Walk down that lonesome road all by yourself
 Don't turn your head back over your shoulder
 And only stop to rest yourself when the silver moon
 Is shining high above the trees
 If I had stopped to listen once or twice
 If I had closed my mouth and opened my eyes
 If I had cooled my head and warmed my heart
 I'd not be on this road tonight
 Carry on
 Never mind feeling sorry for yourself
 It doesn't save you from your troubled mind
 Walk down that lonesome road all by yourself
 Don't turn your head back over your shoulder
 And only stop to rest yourself when the silver moon
 Is shining high above the trees
 
 
Proseguire a piedi lungo quella strada solitaria tutto da solo
 Non girare la testa indietro sopra la spalla
 E solo fermarsi a riposare se stessi quando la luna d'argento
 Splende alto sopra gli alberi
 Se avessi smesso di ascoltare una o due volte
 Se avessi chiuso la bocca e aperto gli occhi
 Se avessi raffreddato la mia testa e riscaldato il mio cuore
 Io non sarei su questa strada stanotte
 Proseguire
 Non importa dispiaciuto per te stesso
 Non si salva dalla tua mente travagliata
 Proseguire a piedi lungo quella strada solitaria tutto da solo
 Non girare la testa indietro sopra la spalla
 E solo fermarsi a riposare se stessi quando la luna d'argento
 Splende alto sopra gli alberi

lunedì 3 agosto 2015

Meditazioni agostane I, di Gujil


sogno o son desto?
le vie precluse sono troppe;
pesanti fardelli su reni provate,
respiri affannosi e un cuore
in più parti diviso...
 
Gujil
 
 

domenica 2 agosto 2015

Meditazioni agostane, di Gujil

Jeunesse,
Jeunesse...,
errori di valutazione?
corsi e ricorsi?
così stendo
tappeti alla noia
e manca il riposo,
quello che ristora.
 
Gujil