sabato 31 gennaio 2015

I giorni della merla, di Stefano Rossi

 
I giorni della merla

Nel grigio cielo
che offusca il sole
privo è il potere
innanzi all'infinito.

Merli accatastati
sopra pali della luce
osservano impavidi
il giorno furente.

Il vento sputa
il suo gelido alito.

Il freddo guaisce
come un cane bastonato.

e sui rami
nessuna foglia.

Col vin Brulé
invano si tenta
di riscaldare il cuore
tra le membra di ghiaccio.

Ma stretti han chiuso
i giorni della Merla
nel loro gelido abbraccio.

  
Stefano Rossi


intensi freddi perdurano
anche nel cuore, nell'anima;
ho voglia di sole, luce e calore,
ho voglia di...

venerdì 30 gennaio 2015

Ami gli androni delle case antiche..., di Marina Pizzi

Ami gli androni delle case antiche
giacché se chiudi gli occhi ascolti l'acqua
stregata dalla fionda secolare.
Ami i balocchi che rischiano
chiarori di baci le guance imitanti
pietà infantili le questue.
 
Marina Pizzi
Acquerugiole
 
 
 
acqua che diventa neve,
neve che si posa e copre,
i baci sono lontani,
anche quelli più casti...

giovedì 29 gennaio 2015

Ora tutto si quieta, tutto raggiunge il buio, di Antonella Anedda

Ora tutto si quieta, tutto raggiunge il buio.

Non parlavo che al cappotto disteso
al cestino con ancora una mela
ai miti oggetti legati

a un abbandono fuori di noi
eppure noi, dentro la notte
inascoltati.

Antonella Anedda
Residenze invernali
 
Caravaggio, Canestra di frutta, 1599
 
parlo alle cose, con la mente,
non aspetto risposte
ma riempio tasche riposte
di tanto pensare irrequieto...

mercoledì 28 gennaio 2015

Registrazione, di Nadia Campana

Registrazione

divento attenta solo quando ti allontani
allora varo la registrazione fonografica
dei meandri e pieghe sudate
nel gesticolio iperteso del passato
da fotografare nel contatore acceso
acceso e invadente l'orecchio
che palpa il cuore con competenza convinto
lo appenderò al chiodo non appena è vacanza
dal costume secolare della mancanza
e il fianco sarà infantile e leggero.

Nadia Campana
Verso la mente
 
 
 
annotare con costanza,
ogni cosa, tutto
in un quaderno di ricordi
in un libro di frammenti...

martedì 27 gennaio 2015

Blande carezze, di Anonimo

 
Blande carezze
 
In blandi accenni d'affetto
carezze percorrono visi;
la mia mano si spinge cercare
nascoste promesse di oblio.
In blandi segni del tempo
invisi alla voglia di dare
costretti dagli anni
vaghiamo perduti...

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

domenica 25 gennaio 2015

Io ti grido pietà!..., di John Keats

Io ti grido pietà! Amore, sì, amore!
Misericorde amore che dona senza chiedere,
Racchiuso in un pensiero, saldo, sincero amore,
Che non è mascherato, che un'ombra non può ledere!
Dammi tutto di te - tutto - tutto - sii mia!
Le tue forme bellissime, dei tuoi baci l'incanto,
I tuoi occhi, le mani: dammi la fantasia
Che m'accende il tuo seno così tenero e bianco.
Dammi te stessa e l'anima: per pietà sii arrendevole,
Non lesinare un atomo se tu non vuoi che muoia,
O, continuando a vivere, ormai tuo miserevole
Schiavo, perda il palato della mia mente il gusto,
Dimentichi per sempre gli scopi della vita
E in quel dolore sterile l'ambizione infinita.
 
John Keats
 
Giacomo Manzù - Pietà
 
amore, amore...
fregio di parola sul foglio
rinnovo il rito e la mano
compensa mancanze costanti... 

sabato 24 gennaio 2015

E' nel mio sogno..., di Vittoria Aganòor Pompili

E' nel mio sogno...
 
E' nel mio sogno un prato tutto verde
solitario, tra due
spalle di monte, e l'erba trema al soffio
dell'ombra.
Di là, nel sole, cantano,

ma il canto va lontano e poi si perde.
Più solitario resta

e più silenzioso,
nel mio sogno, quel prato tutto verde.
 
Vittoria Aganòor Pompili
 
 
invece di venire penso,
risogno, risolvo, risiedo;
ecco un attimo pensato
e reso vivo e vero...

venerdì 23 gennaio 2015

In quanto ad occhi belli?, di Bruno Lauzi

In quanto ad occhi belli?
Alfonso Gatto!
Per musicalità?
Beh, Cardarelli!
Per essere così, cari signori,
darei fuori da matto...
invece, resta un fatto:
dentro, son come sono
di presenza.
Ben poca cosa.
E in quanto a intelligenza,
fin troppo spesso brilla.
Per assenza.
Bruno Lauzi
I mari interni

 
dentro di noi,
musica in noi;
fiumi i silenzi
oceani le angosce...

giovedì 22 gennaio 2015

Idea, di Arturo Graf

Idea
 
Da qual fonte prorompi, ov’hai la foce,
Indomabile idea? Terribil suona
Per l’infinito l’immortal tua voce,
La violata eternita rintrona.
L’alma Terra di te, di te ragiona
Con arcano linguaggio il Ciel veloce;
Tu nella polve sdrai Giove e Latona,
Tu sul mesto Calvario alzi la croce.
Invadi, accendi la flessibil creta,
E Achille a Troja sol per te combatte,
Per te Minos bandisce leggi in Creta.
E come lievi caccia il vento e ratte
Le secche foglie, verso arcana meta
Cacci dinanzi a te le umane schiatte.
 
Arturo Graf


idee riapparse nel vuoto
di quando pensare era logico,
di quando credevo le cose
ora siedo tra colpi di tosse
e pensieri marini...

mercoledì 21 gennaio 2015

...ancora tu voli..., di Anonimo


 
...ancora tu voli
nei pensieri miei
gru gialla del tempo passato;
le nubi ti oscurano spesso
ma so che ci sei,
ti sento nel cuore
e ti vedo con l'anima...
 
Anonimo
del XX° secolo
frammenti ritrovati

martedì 20 gennaio 2015

Bucato, di Yehuda Amichai

Bucato

Dove il bucato è appeso ad asciugare
la gente non muore,
non è alla guerra,
resterà per lo meno due giorni
o forse tre.
Non sarà sostituita
da altra gente, o sbattuta dal vento.
Non è simile all'erba inaridita.
Traduzione di Ariel Rathaus

Yehuda Amichai
Poesie

 
 
veleggiano braccia invisibili,
al suono del vento,
rumore indicibile è il silenzio
l'attesa protrae il momento...

lunedì 19 gennaio 2015

Di questo seme, di Silvio Raffo

Di questo seme

Risulta, l'armonia, d'un bel contrasto
che si compone generando vita
nuova -

ma c'è a chi tocca più speciale prova:
di mantenerlo, quel contrasto, vivo
dentro sé coltivandolo infecondo

Di questo seme è il solco più profondo


Silvio Raffo
Lampi della visione
 
 
sparso nelle mani,
carte perdute additano
rotte ai marinai,
sparso nell'acqua veleggia
nell'immenso che siamo...

domenica 18 gennaio 2015

L'onda di Gabriele D'Annunzio

L'onda

Nella cala tranquilla
scintilla,
intesto di scaglia
come l’antica
lorica
del catafratto,
il Mare.
Sembra trascolorare.
S’argenta? s’oscura?
A un tratto
come colpo dismaglia
l’arme, la forza
del vento l’intacca.
Non dura.
Nasce l’onda fiacca,
subito l’ammorza.
Il vento rinforza.
Altra onda nasce,
si perde,
come agnello che nasce
nel verde:
un fiocco di spuma
che balza!
Ma il vento riviene,
rincalza, ridonda.
Altra onda s’alza,
nel suo nascimento
più lene.
Palpita, sale,
si gonfia, s’incurva,
s’allunga, propende.
Il dorso ampio splende
come cristallo;
la cima leggera
s’arruffa
come criniera
nivea di cavallo.
Il vento la scavezza.
L’onda si spezza, precipita nel cavo
del solco sonora;
spumeggia, biancheggia,
s’infiora, odora,
travolge la cuora,
trae l’alga e l’ulva;
s’allunga,
rotola, galoppa;
intoppa
in altra cui’l vento
dié tempra diversa;
l’avversa,
la salta, la sormonta,
vi si mesce, s’accresce.
Di spruzzi, di sprazzi,
di fiocchi, d’iridi
ferve nella risacca;
par che di crisopazi
scintilli
e di berilli
vividi a sacca.
0 sua favella!
Sciacqua, sciaborda,
scroscia, schiocca, schianta,
romba, ride, canta,
accorda, discorda,
tutte accoglie e fonde
le dissonanze acute
nelle sue volute
profonde,
libera e bella,
numerosa e folle,
possente e molle,
creatura viva
che gode
del suo mistero
fugace.
E per la riva l’ode
la sua sorella scalza
dal passo leggero
e dalle gambe lisce,
Aretusa rapace
che rapisce le frutta
ond’ha colmo suo grembo.
Subito le balza
il cor, le raggia
il viso d’oro.
Lascia ella il lembo,
s’inclina
al richiamo canoro;
e la selvaggia
rapina,
l’acerbo suo tesoro
oblìo nella melode.
E anch’ella si gode
come l’onda, l’asciutta
fura, quasi che tutta
la freschezza marina
a nembo
entro le giunga!
Musa, cantai la lode
della mia Strofe Lunga.

   
Gabriele D'Annunzio
(1904)
 
 
emotivamente scuote,
quest'onda improvvisa di quiete;
nel gergo del sogno assume
istantantanee pose tranquille... 

sabato 17 gennaio 2015

Remore, di Anonimo

Remore
 
Consapevoli sbagli costellano
galassie di errori profondi,
nel groviglio di anime penso,
rispolvero antiche paure.
Impavido sciolgo le remore
poi guardo, soppeso, comprendo,
alfine accetto.
 
Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate
 
 

venerdì 16 gennaio 2015

Estraneo, di Laura Nobile

Estraneo

Se tu estraneo guardassi
di un fiume le pietre,
di una pianta le radici
(quand'esse chiedono),
piangeresti per averlo fatto.
Ma se guardi me
che se chiedo non mi ascolto,
Se mi guardi e cerchi,
e frughi bene ove son certa di custodire
qualcosa, qualcuno,
ecco che stupito rideresti.
Per tanto vuoto.

Laura Nobile

Tutte le poesie
 
 
 
infiniti ritorni,
estraneo a tutto, a tutti,
nel quadro generale del tempo
come in corso d'opera
come di corsa...

giovedì 15 gennaio 2015

Ramingo, di Anonimo

Ramingo
 
Ramingo come un cuore disperso
lo sguardo si ferma sul ciglio;
le inutili corse frenate,
le richieste in parte inevase.
Contemplando un miraggio
l'occhio si posa sui sempre,
si ferma sui mai.
 
Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate
 
 

mercoledì 14 gennaio 2015

Quando ci sentiamo..., di Paulo Coelho

Quando ci sentiamo
affranti e deboli,
tutto ciò che dobbiamo fare è aspettare.
La primavera torna,
le nevi dell’inverno si sciolgono
e la loro acqua ci infonde
nuova energia.

Paulo Coelho
 
 
quando siamo soli
dobbiamo aspettare,
qualcuno arriva,
prima o poi...

martedì 13 gennaio 2015

Si ricorda ti te..., di Edna St. Vincent Millay

Si ricorda di te l’umida terra
di primavera, con tutti i suoi fiori,
le strade polverose, i cardi, e il lento
crescere della tonda luna, e tutte
le gole che cantarono d’estate,
le ali in partenza, i nidi, i rami spogli,
i venti che soffiarono a ogni tempo
e le tempeste di quattro stagioni.
Tu non vai piú col tuo passo di gloria
sui sentieri dell’alba e della bruma,
non vegli al vento, non ascolti il palpito
d’invisibili ali alte nell’aria.
Qualcosa in piú che giovane e gentile
eri tu: l’anno intero ti ricorda.


Edna St. Vincent Millay
L’amore non è cieco 
 

 

così, a volte, andiamo via,
come stanchi viaggiatori,
percorriamo l'umida terra,
cerchiamo un'acqua che disseti,
un acqua da bere...

lunedì 12 gennaio 2015

Esiste qualcosa..., di Kahlil Gibran

Esiste qualcosa di più grande e più puro
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l'anima, sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito,
ci avvicina al cielo;
ci fa sentire che il corpo
è nulla più che una prigione
e questo mondo è un luogo d'esilio.
 
Kahlil Gibran
 
 
corpo e anima
dualismo imperfetto
nella storia del genere umano:
ecco che sorge...è un attimo,
poi di nuovo tramonta...

domenica 11 gennaio 2015

Ascolta, di Arturo Graf


Ascolta
 
Quando sarai sepolto
Speri tu d’aver pace eternamente?
Speri tu nella morte e nel niente?
O stolto, o stolto!
 
Quando sarai disciolto
Da quelle membra speri tu che infranti
Sieno per sempre i ceppi tuoi pesanti?
O stolto, o stolto!
 
Porgi a’ miei detti ascolto:
Questo servaggio non finisce mai.
Non morrai, non morrai, ne poserai
Poco ne molto.
Morir, posar t’e tolto:
Eternamente, con vece infinita,
Di forma in forma, e d’una in altra vita,
Andrai travolto.
 
Arturo Graf
 
 
 
parole bisbigliate accarezzano
menti ancora nel sonno;
è il suono di un sogno
di un sogno...

sabato 10 gennaio 2015

Il cielo è basso, di Emily Dickinson

Il cielo è basso

Il cielo è basso, le nuvole a mezz'aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l'ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.
 
Emily Dickinson
 
 
mattinate ancora buie,
albe radenti e tramonti infuocati
ma freddo e condensa
sul cuore, nell'anima... 

venerdì 9 gennaio 2015

Desideri Invernali, di Maurice Maeterlinck

 
Desideri invernali
 
Piango le labbra appassite
Dove non sono nati i baci,
E i desideri abbandonati
Sotto una mietitura di tristezze.
 
Sempre pioggia all’orizzonte!
Sempre neve sui greti!
Mentre alla soglia chiusa dei miei sogni
Lupi sdraiati sull’erba
 
Osservano nella mia anima stanca,
Con gli occhi appannati nel passato,
Tutto il sangue un tempo versato
Dagli agnelli che muoiono sul ghiaccio.
 
Soltanto la luna alla fine rischiara
Con la sua monotona tristezza
Che gela l’erba dell’autunno,
Questi desideri ammalati di fame.
 
Maurice Maeterlinck
 
Antonio Rigorini, Panorama invernale
 
freddi pungenti,
gelate improvvise
e fiato che sbuffa;
il volto paonazzo scruta
tra le nuvole basse...

giovedì 8 gennaio 2015

Antico Inverno, di Salvatore Quasimodo

Antico inverno
 
Desiderio delle tue mani chiare
nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.
Cercavano il miglio gli uccelli
ed erano subito di neve;
così le parole.
Un po' di sole, una raggera d'angelo,
e poi la nebbia; e gli alberi,
e noi fatti d'aria al mattino
 
Salvatore Quasimodo
 
Jean Beraud
 
fatti di vento,
sbatacchiati qua e là;
poi rovinose cadute,
poi, quasi sempre,
ci si rialza... 

mercoledì 7 gennaio 2015

Ci vorrebbe prudenza, di Rainer Brambach

Ci vorrebbe prudenza
                 

Cosa ti spinge a scrivere versi?
Perché non vendi sale,
case, fucili o tabacco?

Ci vorrebbe prudenza, sai, perché presto
caleranno di nuovo i corvi –
neri predicatori
dalla stridente voce – per gridare ai quattro venti
la tua miseria, mentre sereno in giro te ne vai.

Quando il ghiaccio penderà dalle fontane,
non avrai altra dimora che una sala d'attesa,
dove echeggiando in molte lingue
un'unica cosa sono arrivare e dirsi addio.


Rainer Brambach
Traduzione di Annarosa Zweifel Azzone
 
Felice Boscaratti “la Prudenza”,
 
frette spassionate e passionali,
rischi corsi e reiterati,
ci vorrebbe prudenza,
ci vorrebbe accortezza...

martedì 6 gennaio 2015

Stralci, di Anonimo

Andrea Mantegna - Adorazione dei Magi

Stralci

Infiniti stralci,
abbiamo la vita vissuta
e quella da vivere;
in accorte metriche
si impone la via ed il modo,
poi prevale la sorte
ed il fato angola ed imposta
prospettive diverse.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate





lunedì 5 gennaio 2015

Al mare, di Amalia Guglielminetti






Al mare

Al mare getta un dì sogni ed amori
come l'altra sua amante solitaria
gli getta fra due nubi fiori ed ori.
 
E ride con la sua anima varia,
mentre le spume in favolosi aprili
fioriscon gigli fatti d'acqua e d'aria.
 
Ella getta nel mar tutti i monili
dei quali, per piacere a sè, si para
la stoltezza dei cuori giovanili.
 

E ride ancora, ma con bocca amara.
Sul bene ch'ella non possiede più
sembran le spume i fiori d'una bara
 
e un poco di sè stessa è ormai laggiù.

Amalia Guglielminetti

 

 
come  risacca mattutina
mi piego al pensiero stonato
di conchiglie raccolte,
di salsedine sparsa...

domenica 4 gennaio 2015

L'elisire della vita, di Arturo Graf


L'elisire della vita


S’apre sotterra affumicata e tetra
La stanza nella selce aspra scavata,
Reggon la volta bassa ed affogata
Quattro pilastri di massiccia pietra.
 
Da un angusto spiraglio a fior di terra
Filtra del sol l’attenuato acume,
E scorger lascia in pallido barlume
Quanto la stanza nel suo grembo serra:
 
Una confusion di strani arnesi,
Crogiuoli e trepie, lambicchi e storte,
Stromenti d’ogni forma e d’ogni sorte,
Buttati a terra, alle pareti appesi.
 
L’alchimista in un angolo e seduto
Dentro un gran seggiolon di cuojo rosso;
Ha una zimarra di broccato in dosso,
Ha in capo una berretta di velluto.
 
Tutto egli par nella lettura assorto
D’un vecchio zibaldon vergato a mano;
Sembra che stia scrutando un grande arcano,
E son piu di trecento anni ch’e morto.
 
Le vote occhiaje trasognato sbarra;
Credo cerchi nel libro una ricetta:
Gli guazza il capo dentro la berretta,
L’ossa aguzze gli bucan la zimarra.
 
Nella destra scarnata ed aggranchita
Stringe un’ampolla; un sedimento giallo
Dentro v’appar; sul fragile cristallo
Evvi scritto: Elisir di lunga vita.
 

Arturo Graf


 medicine come rimedi
al male della vita,
allo "spleen",
quello che stringe l'anima,
quello che schiaccia il cuore...