lunedì 28 febbraio 2011

insolenti dinamiche afferiscono
e intersecano risaputi percorsi;
ciò che era assodato vacilla
risente di un suono nuovo...
è nell'aria,
si intravede tra nuvole bigie;
è nei colori,
arlecchino sberleffa i timori;
è nel cuore,
schiuso in tenero spiraglio


La medicina
Alla signora C. R. dalla bella voce

Non so che triste affanno mi consumi:
sono malato e nei miei dì peggiori...
Tra i balaustri il mar scintilla fuori
la zona dei palmeti e degli agrumi.

Ah! Se voi foste qui, tra questi fiori,
amica! O bella voce tra i profumi!
Se recaste con voi tutti i volumi
di tutti i nostri dolci ingannatori!

Mi direste il Congedo, oppur la Morte
del cervo, oppure la Sementa... E queste
bellezze, più che l'aria e più che il sole,

mi farebbero ancora sano e forte!
E guarirei: Voi mi risanereste
con la grande virtù delle parole!

Guido Gozzano

domenica 27 febbraio 2011

Dopo la pioggia

Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l'arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede - questo è il male -
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

Gianni Rodari


le gocce di pioggia danno sensazioni molteplici,
le stagioni cambiano la pioggia
la rendono svariatamente diversa
questa mattina è quasi impalpabile, eterea,
non dilava ma idrata,
prepara la terra al sole di Marzo

sabato 26 febbraio 2011

CRITTOGRAFIE

Le luci dell'aria
si fondono a lambire margini
scostati di cielo infinito.
L'orpello dilaga
niente è più come prima.

Anonimo del XX° Secolo
frammenti ritrovati


L'esegesi delle cose a volte impone scelte obbligate o ritenute tali; non è poi così difficile districarsi ed afferrare il bandolo della matassa, è solo che non sempre ciò che si desidera è realmente ciò che si vuole.

giovedì 24 febbraio 2011

Mi scuso con chi ha finora commentato il mio blog (sopratutto con Veronica a cui chiedo perdono e devo dare ragione riguardo al soliloquio...devo fissare i pensieri così da poterli lucidamente richiamare senza dirmi banalità menzognere) ma, per qualche strana ragione che non so ancora spiegarmi, ho scoperto solo ora l'esistenza di questi commenti che non mi venivano segnalati correttamente sotto il post.
Da ora in poi andrò a verificare con regolarità
Non è mia abitudine non rispondere o "giocare" nel mistero o comportarmi da novello Forrest Gump.
Poco importa, chi ha piacere segua ugualmente.
Una cosa per tutte, il Dolore muove la vita ed è più facile trarre forza da lui se cominci ad amarlo come un figlio e lo consideri per quello che è o vorresti fosse

Gujil
...nel cerchio tracciato
mi insinuo come strano pensiero
e risiedo a minare certezze
nel mentre che sento
mi inerpico e strido...

anonimo del XX° Secolo,
frammenti ritrovati


come potrà mai essere se non ci si crede?
le domande spesso nascondono ansie,
ci si redime più volte assolvendosi
da paurose e atetiche sitruazioni;
il più delle volte i mostri sono solo ombre
ingigantite dalle nostre paure

mercoledì 23 febbraio 2011

L'investiture

Nous longerons la grille du parc,
A l'heure où la Grande Ourse décline ;
Et tu porteras - car je le veux -
Parmi les bandeaux de tes cheveux
La fleur nommée asphodèle.

Tes yeux regarderont mes yeux ;
A l'heure où la grande Ourse décline. -
Et mes yeux auront la couleur
De la fleur nommée asphodèle.

Tes yeux regarderont mes yeux,
Et vacillera tout ton être,
Comme le mythique rocher
Vacillait, dit-on, au toucher
De la fleur nommée asphodèle.


Seguiremo la cancellata del parco
quando l'Orsa Maggiore declina
e tu porterai -poichè lo voglio-
tra le bande dei capelli
il fiore chiamato asfodelo

I tuoi occhi guarderanno i miei occhi
quando l'Orsa Maggiore declina
e i miei occhi avranno il colore
del fiore chiamato asfodelo

i tuoi occhi guarderanno i miei occhi
vacillerà il tuo essere intero
come dicono vacillasse
la mitica roccia al tocco
del fiore chiamato asfodelo

Jean Morèas


è una poesia meravigliosa
nel simbolismo i poeti
ricercavano il suono della vita,
quell'afflato che nutre e sostiene
la fanciulezza si mesce
alla maturità e scompone
il mosaico in tessere
a ricordo

martedì 22 febbraio 2011

burattinai imprecisi
a tessere trame
di fili intrecciati,
così noi siamo
anche se non vogliamo

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati



i liquidi filtrano
umori corporei che si stagliano
lacrime incomplete nel buio...
come faremo a coprire di semi
una terra che arida sembra?
chi sortirà?
e quando? 

lunedì 21 febbraio 2011

Giorno grigio

Tutto il giorno odo il rumor delle acque
che si lamentano
tristi come l'uccello marino
e ode i venti gemere alle acque
tanto monotone.
Grigi venti. freddi venti soffiano
dovunque io vada.
Odo giù il rumore d'infinite
acque remote.che solitario va

J. Joyce

non è che vento
che insinua freddo
nei lembi esposti
eppure ha già in sè
sapori nuovi

giovedì 17 febbraio 2011

Don Chisciotte

O caro Don Chisciotte, o Cavaliere
dalla Triste Figura
girasti il mondo in cerca d'avventura,
con Ronzinante e Sancio il tuo scudiere,
pronto a combattere senza paura
per ogni causa pura.
Maghi e stregoni ti facevano guerra,
e le pale incantate dei mulini
ti gettavano a terra;
ma tu, con le ossa rotte,
nobile Don Chisciotte,
in sella rimontavi e, lancia in resta,
tornavi a farti rompere la testa.
In cuore abbiamo tutti un Cavaliere
pieno di coraggio,
pronto a rimettersi sempre in viaggio,
e uno scudiero sonnolento,
che ha paura dei mulini a vento...
Ma se la causa è giusta, fammi un segno,
perché
- magari con una spada di legno -
andiamo, Don Chisciotte, io son con te!

Gianni Rodari

così anch'io un pò come lui,
eroe quanto serve e codardo quanto basta,
con la vita che insegna
ed io non capisco
ora che so dove sono
i mulini a vento

mercoledì 16 febbraio 2011

Febbraio dolce e amaro

di queste notti e le stelle più chiare
perché sono distratto.
Fra due macchie fulminea
si apre una crepa di Beatitudine.
La natura si rivela più forte
della vita e dei pensieri
e di tutte le nostre invenzioni.
Ci ammonisce con la ferrea
tensione dei sereno,
con la sua omogeneità senza uno strappo.

Leonardo Sinisgalli


è vero,
questo Febbraio per me è stato prima amaro
ed ora sembra essere finalmente dolce,
appagante quel tranto che basta
da rimettere tutto a posto...
è vero,
questo mese è quasi una catarsi

martedì 15 febbraio 2011


sfuggo a propositi e incedo
con passi sicuri al giudizio,
in un mentre di pioggia
dilavo i respiri ritmando,
a guisa di ballo, i pensieri
che ottengo...

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati

lunedì 14 febbraio 2011

Il Risveglio del vento

Nel colmo della notte, a volte, accade
che si risvegli, come un bimbo, il vento.
Solo, pian piano, vien per il sentiero,
penetra nel villaggio addormentato.
Striscia, guardingo, sino alla fontana;
poi si sofferma, tacito, in ascolto.
Pallide stan tutte le case, intorno;
tutte le querce mute.

Rainer Maria Rilke



anche il mio risveglio accarezza
chi mi ama e quelli che amo
in guisa di tenero gesto
mi inchino alle raffiche,
violente a volte,
ma colme di denso sensuale

venerdì 11 febbraio 2011

Tempesta

Un'orrenda tempesta
anniientò l'aria
poche e livide le nubi:
un'ombra come il manto
d'un o spettro
nascose terra e cielo.
Delle forme ghignavano sui tetti
e sibilavano nell'aria
scuotendo i pugni,
agitando chiome frenetiche.
Schiarì il mattino, che svegliò gli uccelli
e fu la pace come il Paradiso

Emily Dickinson


la mia, di tempesta,
continua a sbatacchiarmi come un fuscello
tra onde che mi annegano
e sprazzi di sereno che mi calmano...
le preghiere che o si litanizzano
in tediosi chiaroscuri
e annaspo di paure

martedì 8 febbraio 2011

la mia fragilità attanaglia d'angoscia
il mio petto che ritmico scandisce
il tempo che resta a risposte cercate
desiderate e volute ma ardue e tenaciù
avvinte come liane al mio corpo le ansie
perpetuano il senso di frustrata impotenza

anonimo del XX° secolo
frammenti ritrovati


venerdì 4 febbraio 2011

Febbraio

Questo è febbraio: tipo di mese
corto e amaro, spesso, scortese.
Folate fredde taglian la faccia,
agli usci aperti danno la caccia,
van brontolando dentro i camini,
fermano il volo degli uccellini;
e, se furiose soffian sul mare,
lo fan di spume tutto arricciare.

Luciano Folgore


le vaghe cose
che sento nel mentre che vivo
si dipanano a volte in scene filmate
come un giunco sull'acqua
derivo trasportato ogni dove
balia di correnti annaspo
ma rimango aggrappato

giovedì 3 febbraio 2011

Febbraio

Febbraio è sbarazzino.
Non ha i riposi del grande inverno,
ha le punzecchiature,
i dispetti
di primavera che nasce.
Dalla bora di febbraio
requie non aspettare.
Questo mese è un ragazzo
fastidioso, irritante
che mette a soqquadro la casa,
rimuove il sangue, annuncia il folle marzo
periglioso e mutante

Vincenzo Cardarelli



ancora brucia l'attesa,
ogni volta è pesante e la paura mi attanaglia
e mi schiaccia sul petto il peso
aspettare un responso un esito
è qualcosa che stringe e comprime
e sono da solo

mercoledì 2 febbraio 2011


senza requie arranco
dirupi scoscesi, stanco
riposo su impervi crinali
che esaltano o offuscano mali
reali o presunti...presenti
soffocano pianto e lamenti...

anonimo del XX° secolo,
frammenti ritrovati