mercoledì 29 maggio 2013

La voce, di Arturo Graf

La voce

Dov’è più fitta la trama
Di questa selva remota,
Da lunge, a lungo, un’ignota
Voce mi chiama, mi chiama.
La voce è tenera e trista,
La voce è chiara e profonda,
Come una voce dell’onda
A un grido umano commista.
Io che a fatica trascino
L’anima stanca ed inferma,
Vengo! rispondo, e per l’erma
Selva cammino, cammino.
Cammino tra scure piante,
Per balzi e ripe, salendo:
Il luogo muto ed orrendo
Pare la selva di Dante.
Crescono l’ombre, e l’arcana
Voce ch’io seguo ed ascolto,
S’affievolisce e nel folto,
Innanzi a me, s’allontana.
E alfine tace. Smarrito,
Seggo sul duro terreno;
Il cor mi palpita in seno
Come un uccello ferito.
Ombra, silenzio! A ponente,
Fra i tronchi immobili, dramma
Cupo di sangue e di fiamma,
Traspare il giorno morente.

Arturo Graf


mi trema ogni tanto,
la rabbia, il dolore,
le cose di tutta una vita
sole, insistenti, care...

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