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lunedì 1 giugno 2026

De profundis clamavi, di Charles Baudelaire

De profundis clamavi

Pietà io chiedo a Te, mio solo amore,
da quest’abisso dove son recluso,
cupo universo dal confine chiuso
che notte empie di bestemmia e d’orrore.

C’è per sei mesi un sole che non raggia,
grava per altri sei una notte cruda,
quest’è landa del polo ancor più nuda:
bestie non v’ha o fiumi o bosco o piaggia.

Non c’è un più crudele orrore al mondo
di questo sole ghiaccio ed infecondo,
di questa notte al vecchio Caos eguale.

Sorte invidio del più vile animale
che in un torpore opaco si ravvolge,
tanto lento il suo fuso il tempo svolge.

 Charles Baudelaire

Disastro annunciato di passioni
ritorce in noi il vivere e la vita;
stanchi di sogni cerchiamo
concrete occasioni, infinite...