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mercoledì 10 gennaio 2018

Io, di Fernanda Romagnoli

Io
 
Quella donna dal viso indifeso
un poco sfiorita -
che passa nello specchio
in una scolorita veste rossa,
senza fruscio, di fretta,
rialzando sul capo i capelli
con mano distratta:
quella donna dall'anima dimessa
dicono che son io.
 
Fernanda Romagnoli
da "Berretto rosso"
 
Correggio (1489 -1534)
Io che viene avvolta da Zeus sotto forma di nube
 
Museo del Louvre, Parigi (Francia)
 
io, invece con me, solo,
un contrasto stridente,
le veggenti del tempo
loro, loro possono sapere...

martedì 9 gennaio 2018

Il freddo è freddo... di Cesare Viviani

Il freddo è freddo per il mite fiore,
per la pazienza umana,
per il manto degli animali,
il resto, da raccontare,
per distrarci.


Cesare Viviani
da "La chiarezza del mistero"
 
 
il freddo, già, l'inverno
una stagione che non mi piace,
il buio, la notte lunga, le attese;
sonno profondo? morte? rinascita?

lunedì 8 gennaio 2018

Latino e Jazz, di Gonzalo Rojas

Latino e Jazz
 
Leggo il mio Catullo e ascolto Louis Armstrong, lo riascolto
nell’improvvisazione del cielo, volano angeli
nel latino augusto di Roma con le trombe liberissime e lentissime,
in un accordo già senza tempo, in un brusio
di vene e di petali per condurmi nel torrente con le onde
che escono da questa sedia, da questo tavolo, da questa materia
che siamo io e il mio corpo in questo istante
in cui ormeggio la raffica di queste sillabe.
 
È il parto, l’apertura del sonoro, il bagliore
del movimento, impazzito il circolo dei sensi, l’improvviso
esplodere di questo aspro aroma di sangue sacrificale: Roma
e Africa, l’opulenza e il battito, il fascino
dell’ozio e il colpo amaro dei remi, la frenesia
e lo sfacelo degli imperi, vaticinio
o rantolo: questo è il jazz,
l’estasi
prima del crollo, Armstrong; questa è l’estasi,
Catullo mio,
Thanatos!
 
Gonzalo Rojas
da "Oscuro, 1977
 
 
la musica è in sordina,
dentro di me sopita, silente,
da tempo immemore
da troppe deluse cose...
 
 

domenica 7 gennaio 2018

Spartiacque, di Anonimo

 
Spartiacque
 
Frettolosamente avvicino
il crinale spartiacque del mese,
impongo restrizioni e doveri,
ripeto frasi sconnesse e usuali.
 
Nel funambolico vivere aspetto
quiete, calma, sereno incedere,
le vie, quelle precluse, difficili,
i viali percorsi dai molti, affollati.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

sabato 6 gennaio 2018

da Eligia lericina, di François Cheng

da Elegia lericina
(...)

S
ì, dobbiamo ritrovare quel bene perduto.
Scrutare la nuda verità, per ravvisare
la sicura bellezza. Giacché tu fosti Ariele,
l'Allodola tu fosti. Angelo decaduto
o in te un innato daimon, eri tu nostalgia?
Eri profezia? Al di là dell'uomo che ragiona,
l'uomo non eri che risuona a un canto inaudito?
Più che ladro di fuoco, tu ci portasti delle
faville da cui sprizzava l'illuminazione.
Lampada di minatore in fronte, divenisti
stanatore dei sortilegi di questo mondo:
volta stellata specchiante campi di azalee,
sinuosa grazia femminea delle colline,
acqua di un lago mutata in vapori di nubi,
e risa di fanciulli nei sorrisi di amanti,
ardente ricerca di un volto troppo lontano,
assetati bisbigli che un bacio ecco sigilla...


 François Cheng
da "Un richiamo oltre lo spazio e il tempo"
traduzione di Marco Cipollini
 
Claude Monet
"Lehavre", marina

 
le vie del mare, dell'acqua,
sconfinate, infinite, eterne;
nel mare dei pensieri si affoga,
io sto a malapena a galla...

venerdì 5 gennaio 2018

Lascito, di Ghiannis Ritsos

Lascito

Credo nella poesia, nell'amore, nella morte,
perciò credo nell'immortalità. Scrivo un verso,
scrivo il mondo; esisto; esiste il mondo.
Dall'estremità del mio mignolo scorre un fiume.
Il cielo è sette volte azzurro. Questa purezza
è di nuovo la prima verità, il mio ultimo desiderio.

Ghiannis Ritsos
da "Pietre ripetizioni sbarre, 1997
 
Risultato immagine per lascito
 
e io? cosa dopo, in fondo?
queste poche righe in rete
cosa impensabile e giorni
indicibile sconforto e attesa;
chi leggerà mai di me?

giovedì 4 gennaio 2018

Su un ramo..., di Velimir Chlebnikov

Su un ramo
Stavano l'uccello dell'ira
E l'uccello dell'amore.
E si è posato sul ramo
L'uccello della quiete.
E con un grido
Si è alzato l'uccello dell'ira.
E l'ha seguito l'uccello
Dell'amore. 
1905-1906

Velimir Chlebnikov
da "Sono il messaggero del tempo"
traduzione di Paolo Galvagni
 


mi mancano le cince, loro,
coi loro sonori richiami,
con i loro colorati voli;
aspetto, con fiducia, ancora...

mercoledì 3 gennaio 2018

Colori locali, di Nelo Risi


Colori locali
 
Behll i persiani! 'utentico kilìm!
Veniva dalla Barona giù pel Naviglio Grande
fino al Tombone di San Marco
coi drappi rossi e gialli sulla spalla
il levantino dalle suole di sparto
e dalla cera scura
per sciogliere la merce tra conchiglie
cravatte e lustrini da due lile
per farsi un po' di bile col cinese
ma la voce tutto miele riservava alle massaie
che d'allora vanno in gita a Samarcanda
quando battono i tappeti
nelle ore consentite.
 
Nelo Risi
da Polso teso, Mondadori, 1956
 
Risultato immagine per colori al mercato spezie
 
i viaggi passati, lontani,
forme e colori, sapori;
mescolati agli aromi vedevo
la mia età avanzare...

martedì 2 gennaio 2018

dorate prigioni..., di Gujil

 
dorate prigioni le case,
in questi giorni di festa lo sono;
nel dubbio rimescolo il tempo,
riguardo le cose in ottiche
apparenti, distorte, lontane...
 
Gujil

lunedì 1 gennaio 2018

Auguri di capodanno, di Diego Valeri

così si ricomincia, si riparte,
ormai la strada è tracciata
si scorge qualcosa lontano;
le sagome indistinte, i volti...
 
 
Auguri di capodanno
 
Io credo all’uccellino batticoda:
che ci porti il buon anno.
Scorre liscio su l’umido tappeto
di bruni muschi, alla soglia del mare,
sosta un tratto a beccare, e poi di nuovo
scivola via come una spola, vola,
sparisce in cielo. Neppur ci ha guardati.
Ma è bello, affusolato, grigio e bianco:
porta, certo, il buon anno.
 
Diego Valeri