Carpe diem
Cogli l’attimo (Odi XI)
Non domandare, Leuconoe – non è dato sapere – che
destino gli dei hanno assegnato a me e a te, e non consultare
gli oroscopi. Perché è meglio tollerare ciò che sarà,
sia che Giove ci abbia dato ancora tanti inverni sia che questo,
che sfianca il mar Tirreno con rocce di pomice,
sia l’ultimo: sii assennata, purifica il vino e recidi la duratura speranza,
ché la vita è breve. Mentre parliamo, se ne va il tempo geloso:
cogli l’attimo, e non fare nessun affidamento sul domani.
Orazio
"Carpe diem..." dettatidal suono
di metriche astruse, latino,
greco, e pensieri lontani...

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