martedì 27 maggio 2014

E to dov'eri?, di Arturo Graf

E tu dov'eri?

Strinser le spade e s’affrontar, le chiome
Al vento sparse, denudati i petti,
Belli entrambi e gentili e giovinetti,
Fregiati entrambi di superbo nome.
Muta, glacial copria la notte il mondo:
Di là dal pian che d’alti olmi s’imbosca,
Fra bieche nubi, accipigliata e fosca
Scendea la luna al curvo cielo in fondo. —
Guizzan quai serpi inveleniti i brandi,
L’un’elsa all’altra si raccoglie e serra,
De’ due feroci combattenti in terra
Si stendon l’ombre paurose e grandi.
Balza e rifulge lo schermito acciaro,
E si raddrizza incontanente al core:
Giovani entrambi sono e d’un valore,
Nell’arte iniqua ammaestrati al paro. —
Udiste un grido, udiste? ambo fuor fuora
Trafitti a un punto, ambo riversi al suolo!
Udiste il grido lor? fu un grido solo;
Ambo chiamar morendo Eleonora!
E tu dov’eri allor, bella dal bianco
Petto, dal volto angelico e soave?
Tu dagli amplessi estenuata un grave
Sonno dormivi d’altro amante al fianco.

Arturo Graf


l'amor che invade il core,
quello che riempie e soverchia,
l'amore con le cose storte
quello che non passa mai...

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