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martedì 24 giugno 2025

E la tua veste è bianca, di Salvatore Quasimodo

E la tua veste è bianca

Piegato hai il capo e mi guardi;
e la tua veste è bianca,
e un seno affiora dalla trina
sciolta sull’omero sinistro.

Mi supera la luce; trema,
e tocca le tue braccia nude.

Ti rivedo. Parole
avevi chiuse e rapide,
che mettevano cuore
nel peso d’una vita
che sapeva di circo. 

Profonda la strada
su cui scendeva il vento
certe notti di marzo,
e ci svegliava ignoti
come la prima volta. 

Salvatore Quasimodo

Serge Mashenikov
"Sleeping beauty"
Splendente in sogno bianca appari
indomita e sola come sempre sei;
roride gocce di pensiero fluiscono
in rivoli di malcelato intimismo...

lunedì 23 giugno 2025

L'attesa, di Amalia Guglielminetti

L'attesa

Di questa lunga attesa che vi snerva
non vi dolete, o anime fraterne.
Dolce è ondeggiar fra le lusinghe alterne
d'un sogno che nessun vincolo asserva.

La vita, non ancor fatta proterva,
ci vezzeggia con sue grazie materne.
E un'alba fausta, forse, in sè discerne
quella che intatto un bene suo conserva.

Costei ha ancora all'arco suo la freccia
della fortuna e quella dell'amore:
cerca il suo segno e a sè corone intreccia.

Si faccian sterpi i fiori del giardino,
tragga l'arco ad un segno ingannatore.
Noi non mancammo, a noi mancò il Destino.

Amalia Guglielminetti

Destini disegnati rileggo sui visi
passati; coloro che mi corrisposero,
imbacuccato nel tepore di allora
ripercorro tratti disegnati a matita...

domenica 22 giugno 2025

Le fanciulle bianche, di Aldo Palazzeschi

Le fanciulle bianche

La gente cammina pian piano
sull’erta che mena alla chiesa.
È un lungo viale fra grandi cipressi,
la chiesa è la cima del monte.
La gente cammina pian piano.
A mezzo dell’erta, a sinistra,
è il breve cancello che chiude un giardino.
Là dentro passeggiano al sole
le fanciulle bianche.
Passeggiano adagio pel grande giardino,
non hanno un sorriso.
La gente passando si ferma a guardare.

Aldo Palazzeschi

Finzioni imprecise albergano
pensieri distinti, solitari;
fanciulle scorte si piegano,
la mente, le mani implodono...

sabato 21 giugno 2025

Ho visto partire il tuo treno.., di Italo Calvino

Ho visto partire il tuo treno, tu al finestrino,
t’ho salutata, non visto,
dal finestrino del mio treno, bellissima…
Il treno che mi sta trascinando su per l’Italia
e quello che ti porterà verso il Sud
mi paiono un’immagine di feroce violenza,
come due cavalli frustati in direzioni opposte,
che dilaniano un unico corpo.

 Italo Calvino

Treni come vettori di emozioni,
lontani, su binari inconcludenti;
le stazioni, noi, spesso deserte,
le banchine, noi, a volte affollate...

venerdì 20 giugno 2025

Non rifugiarti nell'ombra.., di Eugenio Montale

 Non rifugiarti nell'ombra
di quel folto di verzura
come il falchetto che strapiomba
fulmineo nella caldura.

È ora di lasciare il canneto
stento che pare s'addorma
e di guardare le forme
della vita che si sgretola.

Ci muoviamo in un pulviscolo
madreperlaceo che vibra,
in un barbaglio che invischia
gli occhi e un poco ci sfibra.

Pure, lo senti, nel gioco d'aride onde
che impigra in quest'ora di disagio
non buttiamo già in un gorgo senza fondo
le nostre vite randage.

Come quella chiostra di rupi
che sembra sfilaccicarsi
in ragnatele di nubi;
tali i nostri animi arsi

in cui l'illusione brucia
un fuoco pieno di cenere
si perdono nel sereno
di una certezza: la luce.

Eugenio Montale

Il disagio dell'ora incombe
come un pensiero inespresso;
ancora attesa di lumi, messaggi,
stupidamente teso all'ascolto...

giovedì 19 giugno 2025

Protocollo cittadino #170 (Fatigue), di Gujil

Fatigue

Stremato dal sonno mi sveglio
già stanco di sogni indicibili;
affianco i contesti consolidati
con anima greve e un sospiro...
 
Gujil

 

mercoledì 18 giugno 2025

«Sui doni nuziali», di Ernest Hemingway

«Sui doni nuziali»

Tre orologi da viaggio
Fanno tictac
Sul camino
Virgola
Ma il giovanotto muore di fame.
Chicago, 1921
«Toronto Star Weekly» (17 dicembre 1921)

Ernest Hemingway

Con inteso il conformismo
viviamo di gesti studiati;
rimane nel cuore un angolo
di ancestrali fragili emozioni...

martedì 17 giugno 2025

Nessuna donna.., (87) di Publio Valerio Catullo

87

Nessuna donna potrà dire 'sono stata amata'
piú di quanto io ti ho amato, Lesbia mia.
Nessun legame avrà mai quella fedeltà
che nel mio amore io ti ho portato.

Publio Valerio Catullo

Amori grandi, delusi, andati
perpetrando il mistero respiro
la fatica del primo mattino;
più non devo retrarre dolori...

lunedì 16 giugno 2025

Fragranza, di Arturo Graf

Fragranza

Come l’ampolla ove lo spirto alato
Di prezïosa essenza ebbe dimora,
Poi che quel dileguò ne serba ancora
Dopo molt’anni l’odoroso fiato;

Così l’anima mia che già, nell’ora
Sua giovanil, dell’amor tuo beato
Tutta fu piena, or ch’è suo dì passato,
Tutta dell’amor tuo pur sempre odora.

E la fragranza fervida e sottile
M’incuora sì che nell’infesta sorte
E contro il mondo vil mi fa non vile.

E la fragranza delicata e forte
Dall’anima per lei fatta gentile
Più non isvanirà fino alla morte.

Arturo Graf

Di quei profumi ricordo l'acre
sapore che mai non bevvi allora;
fragranze impalpabili stonano 
ricoprendo miei languidi sogni...

domenica 15 giugno 2025

Angeli, di Salvatore Quasimodo

Angeli

Perduta ogni dolcezza in te di vita,
il sogno esalti; ignota riva incontro
ti venga avanti giorno
a cui tranquille acque muovono appena
folte d'angeli di verdi alberi in cerchio.

Infinito ti sia; che superi ogni ora
nel tempo che parve eterna,
riso di giovinezze, dolore,
dove occulto cercasti
il nascere del giorno e della notte. 

Salvatore Quasimodo

Può includere: Un angelo verde con le ali spiegate, che tiene una lancia, si erge su uno sfondo blu stellato. L'angelo ha un'aureola e un'espressione serena. 
Filiere in filari infiniti di alberi,
pianure di pioppi e sole e calura;
fresche sorgive invitano ancora
al ristoro del corpo e del cuore...