lunedì 13 settembre 2010

il filo del vento
sostiene nell'ale
quell'arduo viaggio;
sopporto ormai a stento
il dolore ed il male;
mi conforta un miraggio

anonimo del 1900
frammenti ritrovati


ed io sto,
come gli uccelli in attesa del viaggio
che inizia col finire del sole
e finirà dove decide la sorte.
negli occhi che amo il dolore imperversa
e mi sento impotente
e sfinito sospiro.

1 commento:

  1. la poesia è molto bella ma così carica di arrendevolezza. Chiunque tu sia ViVI Gujil. Vivi!Leva il dolore a quegli occhi che ami. Ama!

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