lunedì 29 agosto 2016

Marina, di Arturo Graf

Marina
 
Un oceano d’asfalto e di bitume,
Squallido, muto, senza movimento!
Póltron sovr’esso le viscose spume,
Poltre nell’aria soffocato il vento.

Sull’orizzonte il sol come un portento
Squarcia l’orror delle fumose brume,
E sbarrando l’enorme occhio cruento
Folgora in giro il formidabil lume.

Via pel livido ciel fugge uno stuolo
Di negri uccelli, a più lieta dimora
Silenzïosi dirizzando il volo.

Sola in mezzo al terrifico deserto
Galleggia immota una vetusta prora
Col ponte raso e col gran fianco aperto.
 
Arturo Graf
 
"Marina"
firma illeggibile
 
ora cominciano altri paesaggi,
quelli del sole che arretra,
comincio a sentire il riflesso,
le mille consuetudini tornano...

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