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martedì 5 maggio 2015

La prima notte, di Jules Laforgue


La prima notte
 
Ecco scende la sera, dolce al vecchio lascivo.
Murr il mio gatto siede come araldica sfinge
contempla, inquieto, con la sua pupilla fantastica
viaggiare all’orizzonte la luna clorotica.
E’ l’ora nella quale l’infante prega, dove Parigi-fogna
getta sul pavimento dei viali
le sue falene dai seni freddi che, sotto la luce spettrale
del gas, l’occhio che fiuta un maschio casuale.
Ma, presso il mio gatto Murr, sogno alla finestra.
Penso a bambini che ovunque, in questo istante, sono nati.
Penso a tutti i morti sotterrati oggi.
E mi figuro d’essere in fondo al cimitero,
e entrando nelle bare, mi metto al posto
di quelli che qui passeranno la loro prima notte.
 
Jules Laforgue
(da Singhiozzi della terra)
 

sere,
notti,
ammantate di umori,
liquide gioie,
rivoli nelle mani;
ancora ricordo,
ancora mi beo.
Nel nulla del sogno
ogni giorno
riprovo...

lunedì 4 maggio 2015

Vorrei dimenticarti..., di Alda Merini

Vorrei dimenticarti
o mio tenero amore
che illumini la mia giovinezza
ma se parli di giovinezza
tutto il cosmo si mette a ridere
soltanto Dio sta serio
Dio che ci vede bambini
fin dalla prima vecchiaia


Alda Merini
Nel cerchio di un pensiero
 
 
scordarsi? rivangare?
il ricordo a volte pesa,
spesso solleva e ritorna;
nei lidi tranquilli del profondo,
giù dove niente può arrivare...

domenica 3 maggio 2015

Strofe per musica, di George Gordon Byron

Strofe per musica
 
I
Dicono che la Speranza sia felicità,
Ma il vero Amore deve amare il passato,
E il Ricordo risveglia i pensieri felici
Che primi sorgono e ultimi svaniscono.

II
E tutto ciò che il Ricordo ama di più
Un tempo fu Speranza solamente;
E quel che amò e perse la Speranza
Ormai è circonfuso nel Ricordo.

III
È triste! È tutto un'illusione:
Il futuro ci inganna da lontano,
Non siamo più quel che ricordiamo,
Né osiamo pensare a ciò che siamo.
 
George Gordon Byron
 
 
la musica, amica invadente
"lejana" nell'indifferenza,
così vicina nell'amore;
fatta di suoni, compassata,
ritmi e armonie...canti...
 

sabato 2 maggio 2015

Giardino Inglese, di Fernanda Romagnoli

Giardino inglese

Come un lampo - rividi quel sentiero
fra le magnolie. E mi toccò il pensiero
che la nicchia nell'edera ancora
non avesse scordato la mia schiena,
che il nido di verbena
non si fosse riavuto.
Da poco era piovuto, e i grandi fiori
dissetati splendevano, che un tempo
come piccoli pugni si serravano
per resistere a un marzo di gran vento.
Passando, in un barbaglio lo rividi.
O mi parve. Talora la memoria
volta lo specchio:
non più freccia - bersaglio.
 
Fernanda Romagnoli
 
 
passeggiata nel viale,
merli e fringuelli,
un fiore si scrolla la pioggia
e il vento mi accarezza i capelli...

venerdì 1 maggio 2015

Lenta, di Anonimo

Lenta
 
Armoniosi colori sussultano
resti di antiche sfide,
la voce del vento sorride
a variopinti fiori di campo.
Mi illuse lenta esistenza,
diede spazi, prese sensi,
ora che tutto tace
risento suoni lontani;
la processione dell'anima
tende all'astrale etereo.
Mi muovo come lumaca.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

giovedì 30 aprile 2015

Pace non cerco, di Dino Campana

Pace non cerco
 
Pace non cerco, guerra non sopporto
tranquillo e solo vo per mondo in sogno
pieno di canti soffocati. A
gogno
la nebbia ed il silenzio in un gran porto.
In un gran porto pien di vele lievi
pronte a salpar per l'orizzonte azzurro
dolci ondulando, mentre che il sussurro.
del vento passa con accordi brevi
E quegli accordi il vento se li porta
lontani sopra il mare sconosciuto.
Sogno. La vita è triste ed io son solo.
O quando o quando in un mattino ardente
l'anima mia si sveglierà nel sole
nel sole eterno, libera e fremente.
 
Dino Campana
 
 
quale miraggio a volte,
permea tutti ma nessuno
è disposto alla pace
e si fanno le guerre... 

mercoledì 29 aprile 2015

Fantasia, di John Keats

Fantasia
 
Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo.
 
John Keats
 
 
oltre i confini del vero,
di là dal mare del vissuto
comincia il fantastico luogo
dove sempre più a fatica
si riesce ad entrare...

martedì 28 aprile 2015

Mi chiederesti se sono tornato, di Anonimo

Mi chiederesti se sono tornato
 
Dovessi correre il tempo,
aggrappato ai tuoi morbidi seni
mi chiederesti se sono tornato;
il tempo emigrando conserva
le isole dense di umori,
nel vuoto di un vago mi baci
casto messaggio di affetto.
Dovessi cercarti la notte,
scrutando le forme nell'ombra
mi chiederesti se sono tornato;
errando tra ansie e risvegli
ti sento che dormi e respiri,
nel buio rivedo i tuoi occhi
e il contorno di neri capelli.
 
Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate
 
Felice Voto
"Donna nuda di spalle sul letto"
 

lunedì 27 aprile 2015

cuore del drago morso nel fogliame, di Maria Grazia Calandrone

 
cuore del drago morso nel fogliame

vai quasi avvolta dalla solitudine di un'onda marina in un mattino azzurro e pieno di rondini
 
ti sei vestita per l'appuntamento e io ti porto il frutto
mangiato vivo 
mentre è appeso all'arteria dell'albero
 
vedi, mostra la polpa
viva, mostra l'aperto
 
cuore aperto del drago, l'emblema splendido del sangue della terra
che è passato per tutti i capillari
per arrivare dentro la tua bocca, o sangue
 del mio sangue
 
29.7.14
Maria Grazia Calandrone
Serie fossile

 
 
la paura sta con noi,
a volte talmente infinita,
a volte residuo di gioia;
paure ancestrali
paure terrene...

domenica 26 aprile 2015

Coda: grigio di Payne, di Paula Meehan

Coda: grigio di Payne
                 
Provo a dipingere la pioggia

giorno dopo giorno
esco e vi entro

pioviggine rovescio scroscio

ma non ancora la puntuale
pioggia di primavera

calda pesante lenta


ciascuna goccia
netta e perfetta

che aspetto

presso questo margine dell'acqua
dove una qualche foglia di memoria

scenderà con la piena

la fiumana
che dilaga al mare.
 
 
Traduzione di Alessandro Gentili
Paula Meehan
Un colore così puro da diventare parola
 
 
Giuseppe Faraone, "Pioggia e riflessi"
olio su tela
 
il grigio prevale oggi,
si aspetta la pioggia;
domenica di attesa, pochi rumari,
quasi il silenzio sormonta;
le aspettative deluse,
incrociano i vetri...