martedì 17 giugno 2014

Le statue e noi, di Ghiannis Ritsos

Le statue e noi

Le statue, calme, non si preoccupano dell'usura del tempo;
perdono le mani, i piedi o la testa
ma restano sempre nella stessa posa, erette,
o supine per terra, sorridenti,
o, bocconi, voltano la schiena a noi e al tempo
come se copulassero, come intente
a un amore infinito, e noi le guardiamo
con un'inspiegabile spossatezza, tristi. Più tardi
torniamo nell'albergo popolare, tiriamo le tende
per attenuare il bagliore del meriggio, e tentiamo,
nudi anche noi, coricati sul letto scomodo,
di imitare la quieta immobilità delle statue.


Karlòvasi, 9.VIII.87
Ghiannis Ritsos

immobili come statue,
quante volte...perchè?
eppure il tempo dice,
qualche volta il cuore dispone...

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