lunedì 10 febbraio 2014

Obblio, di Arturo Graf

Obblio

Sì pien d’anni son io, benchè non anco
M’abbia canuto il crine o curvo il dorso,
Che a risalir della mia vita il corso
La memoria mi trema e mi vien manco.
Dentro il mio cor nè brama, nè rimorso,
Nè duol, nè sdegno; abbandonato e stanco
Giaccio, qual nave in sull’aperto fianco
Travolta, fuori d’ogni uman soccorso.
M’invade un lento obblio. Passano i giorni
E i mesi e gli anni, ed io non me n’avvedo,
Fatto cosìdi sentimento privo.
E se talora avvien che in me ritorni,
Quasi a me stesso e al mio pensier non credo,
E mi vergogno di trovarmi vivo.

Arturo Graf


Giovanni Cappelletti, Oblio
vagando nel nulla
di pensieri sparsi
ritrovo un soffio
e mi adagio al vento...

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