martedì 11 febbraio 2014

Un dolce pomeriggio d'inverno, di Carlo Betocchi

    Un dolce pomeriggio d'inverno

    Un dolce pomeriggio d'inverno, dolce
    perché la luce non era piú che una cosa
    immutabile, non alba né tramonto,
    i miei pensieri svanirono come molte
    farfalle, nei giardini pieni di rose
    che vivono di là, fuori del mondo.
    Come povere farfalle, come quelle
    semplici di primavera che sugli orti
    volano innumerevoli gialle e bianche,
    ecco se ne andavan via leggiere e belle,
    ecco inseguivano i miei occhi assorti,
    sempre piú in alto volavano mai stanche.
    Tutte le forme diventavan farfalle
    intanto, non c'era piú una cosa ferma
    intorno a me, una tremolante luce
    d'un altro mondo invadeva quella valle
    dove io fuggivo, e con la sua voce eterna
    cantava l'angelo che a Te mi conduce.

    Carlo Betocchi


    fughe, come mai,
    lontano in orridi sensi
    le cose passate
    le altre...

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