lunedì 21 giugno 2010


Il ladro di ciliegie

Una mattina presto, molto presto del canto del gallo,
un fischiettio mi svegliò ed andai alla finestra.
Sul mio ciliegio- l'alba empiva il giardino-
sedeva un giovane, con un paio di calzoni sdruciti,
e vispo coglieva le mie ciliege. Vedendomi
mi fece cenno col capo, con tutte e due le mani
passando le ciliegie dai rami alle sue tasche.
Per un bel po' di tempo ancora, che già ero tornato al mio letto,
lo sentii che fischiava la sua allegra canzonetta.

Il ladro di ciliegie di Bertolt Brecht
Augusta 10 febbraio 1898- Berlino,14 agosto 1956
(da poesie e canzoni Einaudi,Torino)


Un'attesa incolore, immota, senza sbalzi particolari di umore, ecco cos'è questo periodo; sono qui in vigile attesa, come prima, solo che ora so cosa sto aspettando e cerco di buttare il problema oltre l'ostacolo e di definirmi meglio con me stesso.
Non cerco più tente risposte e, finalmente, ogni tanto ho qualche barlume di felicità che mi fa sentire nuovamente bene, non dura molto, è vero, ma il fatto che sia riapparsa questa sensazione è molto positivo. Di sicuro tutto il resto delle cose che accadono, quelle materiali inten do, sono cadute in un relativismo assoluto...forse questo è un bene.

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