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mercoledì 9 giugno 2010

Le ore trascorrono lente quando non si hanno risposte alle mille domande che ci assillano. Il taccuino della pena è percorso dalla penna immaginaria del mio scrivere di me e della mia vita e si riempie giorno dopo giorno di miriadi di piccoli e grandi pensieri che si incollano tenaci sulla carta del mio libro che continuo a scrivere.


SALUTO

Nulla, spuma, vergine verso
A non designar che la coppa;
Tal si tuffa lungi una frotta
Di sirene, il dorso riverso.
Noi navighiamo, o miei diversi
Amici, io già sulla poppa
Voi sulla prua ch'apre alla rotta
Flutto di folgori e d'inverni;
Un'ebbrezza bella m'ingiunge
Senza temer beccheggio lungo
Di levar alto questo salve
Solitudine, scoglio, stella
A non importa ciò che valse
La cura bianca della vela.

Stephane Mallarmé

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