martedì 29 luglio 2014

Treno amore, di Rafael Alberti

Treno amore

Un’altra patria, insonne, non la mia,
d’altro timbro e metallo, gode e illumina
il profilo in rapida penombra
bq. della tua fotografia.
Profilo incerto, annunzio illuminato
seguito da mia ombra che s’affanna
a ridurre la luce di finestra
bq. ad un quadretto nero.
Chiaroscuro vano, un vano duello
che vendicativo spezza lo spazio,
che interrompe un abbraccio fuggitivo
bq. del tuo e mio anelito.
In nessuna stazione, ombra sfuggita
di tua fissa prigione, in nessun punto
tu berrai la luce. T’incita accanto,
bq. ma quanto è lontana!

Rafael Alberti


quei treni passati,
quelli mai presi,
quelli montati;
quelli mai giunti...

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