sabato 4 ottobre 2014

Mare, di Arturo Graf

Mare
 
Amo l’immenso, amo il fluido prodigio,
L’invitto mar, la gran menzogna verde,
Ove il nembo si culla, ove si perde
L’errante prua senza lasciar vestigio.
Il bacio suo morde il granito e il forte
Acciar corrode: tirannia d’eroi,
Culto di numi non conosce; i suoi
Flutti pugnaci volvono la morte.
Egli indura la perla ed alla mole
Mostruosa dell’orca alito infonde:
La superficie sua sfolgora al sole,
Orrendi arcani il cupo gorgo asconde.
Dal grembo inesauribile disserra
Il tonante vapor; dal ciel sommerge
I lati campi, e fulminando sterge
La polve e il sangue alla mavorzia terra.
E rimorsi non ha, non ha memorie!
Inconscio canta ai curvi lidi, ai franti
Scogli, alle grotte, all’Orse fiammeggianti,
L’inno sonoro delle sue vittorie.

Arturo Graf
 
Telemaco Signorini, Marina a viareggio
 
 
il mare rasserena,
anche quando è mosso o tempesta,
il mare acquieta e consola
le vie sono precluse...

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